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domenica 4 febbraio 2018

Gli starnuti di Lalù



C’era una volta un draghetto di nome Lalù. Era molto simpatico e giocherellone, e aveva stretto amicizia col piccolo Fabio, un bambino di sei anni e mezzo che viveva in una casetta di campagna, assieme ai suoi giovani genitori e alla sorellina Asia.
Qualche tempo dopo, Fabio convinse la mamma ad occuparsi di Lalù, e a permettergli di abitare con loro, giurando che il suo amico a quattro zampe non avrebbe creato problemi.
Tutto, in effetti, filò liscio, finché al draghetto non venne il raffreddore.
“Etciù, etciù!”. Ogni volta che Lalù starnutiva, ecco che una fiammella fuoriusciva dalla sua bocca e incendiava qualsiasi cosa gli si trovasse davanti.
In meno di una settimana, il piccolo drago aveva bruciato i divani, due sedie, gli asciugamani da doccia e, addirittura, le scarpette preferite di Fabio.
Nessuna medicina sembrava poterlo guarire da quel brutto raffreddore.
Così, i suoi genitori adottivi decisero di costruirgli un recinto in giardino e di farlo trasferire lì, prima che incendiasse l’intera casetta.
Ma Lalù si sentiva troppo solo all’esterno, e cominciò ad essere triste. Gli mancava il suo migliore amico Fabietto e, di notte, piangeva disperato.
Dalla finestra della sua stanza, invece, il bambino pregava tutte le sere perché il drago potesse guarire dal raffreddore e tornare a tenergli compagnia ai piedi del letto.
Una notte, passava da lì la Fatina Starnutina che, intenerita dalle suppliche di Fabio, decise di fermarsi a scambiare due chiacchiere con lui.
“Cosa succede tesoro? Perché un bambino così bello piange e si dispera? Hai litigato con la tua sorellina?”, gli chiese la donna.
“No, sono triste perché il mio amico Lalù si è raffreddato e non riusciamo a guarirlo. Essendo un draghetto, ogni volta che starnutisce emette una fiamma che incendia tutto, e quindi non possiamo più tenerlo in casa.”.
“Povero Fabio – replicò la fata -. Oggi, però, è il tuo giorno fortunato, perché il mio vero nome è Fatina Starnutina. Di solito guarisco i bambini della tua età da quel brutto mostro del raffreddore. Ma stasera ho deciso di farti un regalo e di provare un incantesimo speciale apposta per Lalù!”.
“Grazie fatina dolcissima!!!! Ti prometto che, in cambio, sarò sempre buono e aiuterò la mamma con le sue faccende. Posso fare qualcosa anche per te?”, domandò il bimbo ormai entusiasta.
“Certo! Recita con me questa formula magica e pensa forte forte al tuo amico draghetto, ma non svelare il nostro segreto a nessuno, perché i grandi non credono più nelle fate: Un, due e tre, bum bum bum. Basta etciù, libera Lalù!”.
E così, una scia luminosa partì dalle mani della fata e raggiunse la gabbia del drago. Dopo pochi secondi la donna svanì e Fabio cadde in un sonno profondo.
La mattina seguente, Asia corse nel lettino del fratello per dargli una bella notizia: “Lalù, Lalù è guarito. Sta benissimo. Mamma ha detto che possiamo farlo tornare a casa!!!!”.
Il bimbo scese, dunque, in cucina, per verificare che fosse tutto vero.
“Mamma, Lalù è guarito. E’ stata la Fatina Starnutina. Ha fatto una magia per me e per lui!”.
“Fabio, le fate non esistono! Semplicemente, dopo tre settimane, le medicine hanno fatto effetto.”, rispose la madre.
E così il bambino ricordò le parole della sua magica visitatrice notturna, e capì che è proprio vero che gli adulti non credono più alle fate, ma non sanno cosa si perdono.
E corse a riabbracciare il piccolo Lalù.

2 commenti:

  1. spero leggerai.
    avevo deciso di "togliermi" da"quello"come avesse scritto 2 post a partire dall'ultimo dove si è proprio superato..
    e così ho fatto.
    il caso però ha voluto che scrivesse quelle cose qui..ma io mi ero tolta prima!!
    mi dispiace ti ha coinvolta.
    ma per il rispetto a me stessa ho preferito ignorarlo.
    da me ancora non si leva!!

    un abbraccio

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    Risposte
    1. No tesoro, figurati.
      Io mi ci sono scannata tante volte. Lo hai visto. Non gliele mando certo a dire.
      Non sopporto la sua prepotenza.
      Poi a maggior ragione con te.
      Mi sento in dovere di "proteggerti", proprio perché ti ho detto più volte che sul mio blog puoi esprimerti come meglio credi ed essere te stessa.
      Comunque spero che non tornerà più.
      Altrimenti è solo un masochista del cavolo.
      Um abbraccio a te.

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