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martedì 20 febbraio 2018

Piccole tragedie genitoriali: brutta storia l'ansia



Stamattina sono andata a far la spesa, lasciando Lorenzo, a casa, con mio marito.
D'improvviso mi arriva una telefonata.
"Dove sei? Torna, ti prego! Lorenzo è caduto vicino alla tv, sta perdendo molto sangue. Compra qualcosa per cicatrizzare!!!".
Io, presa dal panico, dico soltanto "sciacqua con acqua ghiacciata. Arrivo!", e chiudo.
Nella mia mente immagino mio figlio riverso a terra, con la testa sanguinante, e il televisore cadutogli addosso, o poco più un là, in perfetto stile "scena del crimine di CSI".
Faccio le scale a tre gradini alla volta, entro in casa e lo trovo comodamente seduto, a mangiare la sua pasta al pomodoro.
"Embeh? Cos'è successo?!".
Mio marito: "E' caduto accanto al mobile della tv, e si sarà tagliato la manina alla maniglia. Non so di preciso, ma sanguina moltissimo.".
Nel tentativo di controllare la situazione, noto due piccoli taglietti superficiali sulle dita, che, effettivamente, continuano a perdere sangue.
"Hai provato con un cerottino?".
Lui: "Certo, ma non se lo tiene. Ne ho già buttati tre!".
E qui entra in campo una delle mie storielle. In fondo, la fantasia di una scrittrice servirà pure a qualcosa nella vita quotidiana...
"Amore, guarda. Mamma si mette un cerotto. Non ti sembra un anello? Però questo è molto più prezioso. Ed è un premio dedicato alle persone bravissime. Tu non sei un bravo bambino? Allora ne meriti due! Dai, fammeli applicare...".
La paura è presto passata, e i tanti baci hanno scacciato via ogni dolore.
Io e Leo ci siamo abbracciati, per calmare la tachicardia.
Essere genitori è davvero il mestiere più difficile del mondo, anche se ai più può sembrare un luogo comune.
Il segreto è, però, sforzarsi di non perdere mai il contatto con la realtà e, nel dubbio, coccolarsi un po' di più. Tra grandi e tra piccini.

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