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sabato 9 giugno 2018

Umiliare gli altri sui social ha un prezzo!


La settimana scorsa, la giornalista e blogger Selvaggia Lucarelli, denunciava sul suo profilo Facebook un caso di bullismo tra... mamme.
Avete letto bene. Nessun bambino o adolescente è rimasto vittima di ingiurie o molestie, bensì delle genitrici accorse ad una festa scolastica.

Nel tentativo di vendere uno di quei fantomatici miracolosi prodotti dimagranti, infatti, (sebbene la protagonista lo abbia negato), una mamma ha pubblicato sul proprio profilo una foto che la ritraeva in compagnia di altre donne (ignare dello scatto), scrivendo: "Mamme, iniziate Slim and.... perché i vostri mariti si girano a guardare mamme ben più curate....".
Dunque, secondo Cristina, gli uomini presenti alla festa avrebbero avuto occhi solo per lei, poiché in splendida forma, al contrario delle malcapitate catturate dal suo obiettivo.

A distanza di pochi giorni, lo donna ha diffuso le sue scuse a mezzo social e stampa, dichiarando di aver commesso un grosso errore che, oltretutto, le ha rovinato la vita, dato che le ha fatto perdere il lavoro, le amicizie, e la serenità familiare.
Il tutto per dell'ironia spicciola mista al desiderio di ostentare la propria opinabile bellezza.

Insomma, lottiamo tanto per insegnare ai nostri figli a tenersi ben lontani da episodi di bullismo, e poi siamo noi genitori a dare il cattivo esempio?
Dov'è finito il buonsenso nell'era dei social?
Per una manciata di like o commenti siamo davvero disposti a rovinarci la vita, o la reputazione?
Voglio sperare di no.

Usate i social consapevolmente e, soprattutto, senza ledere agli altri. E a voi stessi.


9 commenti:

  1. Della vicenda mi ha colpito soprattutto un commento che è stato fatto alla signora: "Alle prossime feste non vogliamo più tua figlia perché tanto è una bulla come sei tu" o qualcosa del genere. Per colpa della madre, ci rimette anche la figlia.

    Spero che la signora faccia esperienza per non cadere più in uno scivolone del genere e impari appunto il rispetto.

    Poi che sia una battuta da bar, non giustifica nulla: Facebook è una piazza pubblica, quindi bisogna usarlo in modo consapevole, come dici tu.

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    1. Le battute da bar almeno rimangono lì. Una foto del genere, invece, è direi denigratoria.
      Fossi stata al posto di una delle sue amiche mi sarei risentita, e non poco.
      Come giustamente ha detto Selvaggia, adesso non avrà più il problema che i mariti delle altre la guardino alle feste, poiché o non sarà invitata, oppure nessuno la degnerà di uno sguardo.
      E sì, la figlia ci rimetterà. Come sempre. 😓

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  2. Sui social, ancor più che nella vita reale dove la comunicazione è più liquida e si presta a tante sfumature, è d’obbligo estrema cautela. Purtroppo persino gli stessi genitori a parer mio non sono cauti: le foto dei loro figli spopolano in rete ancor prima che questi vengano al mondo. Tutto è esplicito. Tutto è pubblico. Mah! Sarà giusto così. Buona serata
    sinforosa

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    1. Non lo so Sinforosa cosa è giusto, ma un po' di moderazione, effettivamente, non guasterebbe.
      Buonanotte.

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  3. Non credo che questo possa essere definito propriamente bullismo, anche se condivide dinamiche simili. In ogni caso è brutto aggiungervi anche l'applicazione del principio biblico "le colpe dei padri (in questo caso madri) ricadono sui figli".

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    1. È bruttissimo ma, ahimè, inevitabile.
      Quanto al bullismo credo proprio che sia la stessa cosa.
      Immagina se i protagonisti della vicenda avessero 13 anni.
      "Adolescente pubblica su Facebook la foto di tre sue amiche definendole grasse e sciatte.
      Decine di commenti offensivi al post rincarano la dose".
      Ecco. È accaduto esattamente questo..

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  4. Ecco, appunto. I protagonisti non hanno 13 anni, quindi tecnicamente non è bullismo, essendo il bullismo un comportamento sociale ascrivibile ai minori. Però le dinamiche sono le medesime.

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