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giovedì 5 luglio 2018

Quella volta che... partecipai allo Zecchino d'oro

(una mia foto all'età di circa 8 anni)

Come promesso, eccovi qui il racconto di quando, molti anni fa, partecipai alle selezioni dello Zecchino d'oro.
Frequentavo le elementari, credo la terza. Quindi sarà stato il 1995, mese più mese meno. Nell'androne della mia scuola trovammo la locandina dei casting per entrare nel coro dell'Antoniano.
All'epoca mia madre aveva appena 26 ed era abbastanza "incosciente". Mi convinse, quindi, a partecipare. Andammo subito a comprare una musicassetta con le canzoni dello Zecchino, per potermi esercitare in vista dell'imminente audizione.
Ricordo le ore passate davanti all'enorme mangiadischi in salotto, mettendo in pausa continuamente la cassetta, per annotare su un foglio i testi ed impararli a memoria.
A quei tempi non esisteva mica internet, o i computer per poterli stampare.. Ci si arrangiava alla meglio.
Insomma, dopo un paio di settimane il mio cavallo di battaglia era pronto. Scelsi "Il valzer del moscerino", proprio come fece la mia amata Cristina D'Avena al suo esordio.
La prima audizione si tenne nel salone della scuola, e mi scelsero subito.
Così, dopo un mese mi recai alla seconda selezione, ad Alberobello. Col mio "Beppone russavaaaa" superai anche questo step e mi chiesero di presentarmi a Bari, per la finale regionale, con una nuova canzone, scelta tra una lista di titoli.
Così feci. Imparai un brano molto poco conosciuto, "Goccia dopo goccia", che tuttora canticchio spesso a Lorenzo.
Risultato? Per gli organizzatori ero pronta per accedere, direttamente, alla finale nazionale di Roma. Peccato, però, che non tutte le favole abbiano un lieto fine.
Ricordo bene che invitarono i miei genitori ad un colloquio privato, in una stanzetta adiacente. Gli spiegarono che per la mia formazione sarebbe stato indispensabile acquistare un'enciclopedia che costava circa tre milioni di lire. In pratica gli fecero intendere che l'acquisto fosse una condizione necessaria per il mio accesso a Roma.
Ecco, fu lì che i miei si alzarono, ringraziarono e andarono via. Per sempre.
Quando mi spiegarono l'accaduto mi misi a ridere. Fortunatamente, sebbene fossi molto piccola, ero già abbastanza intelligente da capire la truffa da un lato, e l'enorme esborso di denaro che il mio sogno sarebbe costato a mio padre, dall'altro.
Fui molto felice che loro avessero rifiutato, e ricominciai a giocare ed a studiare come avevo sempre fatto. Con i piedi per terra.
I sogni di gloria non facevano per me. Allora come adesso.

20 commenti:

  1. I sogni di gloria non fanno per quasi tutti :D, quindi non te ne devi dolere.

    La tua soddisfazione da bimba l'hai comunque avuta, poi l'episodio delle enciclopedie dimostra ancora una volta che in Italia, spesso, chi arriva a certi traguardi lo fa per la cosiddetta spintarella o perché c'è dietro un do ut des :D. La cosa non mi ha stupito!

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    1. E io odio il do ut des. In tutte le cose.
      Qualsiasi cosa faccia è sempre un piacere. I tornaconti non mi interessano!

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  2. Un sorrisetto alla Gioconda.
    Claudia sei magnifica.

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    1. Ahah
      All'epoca non mi sforzavo neppure di sorridere al flash.
      Effettivamente, tuttora, i sorrisetti falsi mi vengono malissimo.. 😁

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  3. Anzitutto, eri proprio una bella bimba con i capelli lunghi, come piacciono a me. Sei stata bravissima e lo sono stati anche i tuoi genitori che hanno fatto benissimo a non cedere a quella truffa, tuttavia, come ti dicevo nel commento al tuo sul mio blog, coltiva la passione del canto perché i sogni, quelli realizzabili, è legittimo realizzarli o quanto meno cercare di realizzarli. Prima ti dicevo che è ridicolo da parte mia cercare di imparare a muovere passi di danza alla mia età, ma se ci penso bene perché ridicolo? Semmai dovrò stare attenta a non rompermi le ginocchia per il resto... al prossimo video su Instagram, ah, ah, ah.
    sinforosa

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    1. Eppure voglio immaginare che in un prossimo video ci saranno pure tanti altri piedini curiosi a farti compagnia.
      Sono certa che i bambini restetebbero incantati dal tuo danzare. 😉

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  4. Goccia dopo goccia poco conosciuta?? XD
    È diventata l'emblema dello Zecchino, la cantano ancora oggi, forse la canzone più bella mai scritta (per me è al primo posto XD)

    Comunque sì, sei incappata in una truffa che NULLA aveva a che vedere col vero Zecchino. All'epoca si facevano, queste cose.
    Ricordo un concorso coi Masters che passava a scuola, fingeva di essere il "disegna il tuo Masters" del giornalino Il team dell'avventura.
    Non ti dico cosa successe, invece, quando c'erano le selezioni per prendere un bambino per la parte di Padre Pio giovane...
    Anche lì audizioni e poi zac!, enciclopedie.
    Le vere selezioni erano altre...

    Moz-

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    1. Ohhhhh, eccoti qui!! 😍😍
      Adesso posso anche morire. Ahah
      Quindi tu dici che non era il vero Zecchino? E dove mo avrebbero mandata se avessi acquistato l'enciclopedia?
      Secondo me, invece, lo Zecchino affida le selezioni ad agenzie locali di cui non risponde personalmente e, magari, non verifica i loro "metodi".
      P.S. In quegli anni "Goccia dopo goccia" non era conosciuta. La gente cantava "44 gatti", "Volevo un gatto nero", "Il pulcino ballerino", ecc..
      Poi non sapevo ci fosse stato questo boom.
      Vedi? Ancora una volta ero alla moda senza saperlo.. 😜

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  5. Cara Claudia, lo sai che io ero uno che non mi lasciavo passare, un anno per vedere lo Zecchino d'oro!!!
    Forse ti ho vista, eri molto carina, anzi direi che sarai pure ora sempre molto carina.
    Ciao e buon fine settimana con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Purtroppo non sono arrivata alla fase televisiva. I bambini si assomigliano tutti e sono molto carini. 😘

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  6. Che carina la piccola Claudia! Certo che il canto ti accompagna da sempre! Ecco come mai il karaoke!
    Quanto alla storia dell'enciclopedia, era un truffa, sì, che finì anche a Striscia, ma non so bene i dettagli perché erano in parte coinvolti alcuni organizzatori

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    1. Non sapevo se ne fosse parlato.
      Meglio così allora.
      Grazie per l'apprezzamento. Bacio! 😙

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  7. Mamma mia che palle le enciclopedie negli anni 90... ci mancava poco che te le infilassero anche nei cereali!
    A me accadde una cosa simile, però per andare nello studio di Bim Bum Bam o qualcosa di simile... dovrei chiedere ai miei perché ho un ricordo vago e dopo quel giorno non ne abbiamo riparlato, ricordo solo che ci regalarono un burattino di Uan, quelli in cui infili la mano e muovi la bocca.
    E mi sa che l'enciclopedia l'hanno pure acquistata...

    p.s. che faccia da paracula che avevi da piccola! 😄

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    1. La faccia è sempre la stessa.
      Ahah
      Quanto al tuo racconto, un'enciclopedia per una marionetta è una bella fregatura!

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  8. l'avevo perso questo post!!
    poi l'avevi pubblicato!!
    che bimba deliziosa!
    con l'espressione di chi sa già quel che vuole!!
    peccato per la truffa..pure allo Zecchino!!
    che schifezza..
    e che reazione da bimba matura hai avuto!!
    io non credo proprio avrei reagito così..

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    1. Infatti ti ho pensata quando l'ho pubblicato, perché me l'avevi chiesto.
      Credo che la reazione matura dipenda dal modo in cui i miei genitori mi comunicarono la cosa.

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  9. Cavoli che fortuna... io ho partecipato per due volte al "Karaoke", quello vero, quello di Italia 1, la prima con Rosario Fiorello, la seconda col fratello Beppe ed Antonella Elia. Giravano anche in quella circostanza furbetti che chiedevano soldi, ma a me non è capitato. Comunque, Claudia, eri matura ed intelligente già da bimba, ed in modo davvero sorprendente. Quanti ragazzini viziati avrebbero frignato battendo i piedi? Spero che la vita te ne abbia reso sufficientemente merito. Valerio

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    1. Ti ringrazio per gli apprezzamenti.
      La verità è che ho avuto dei genitori eccezionali e che oggi, da madre, seguo il loro esempio.
      Dunque non ho mai fatto capricci, perché mi fidavo completamente delle loro decisioni.

      Il Karaoke di Fiorello venne anche nella mia città, sai? Ma ero piccolissima e mi limitai a godermi lo spettacolo ai piedi del palco.

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    2. Parliamo della stessa cosa, Claudia: sono di Fasano, e mi esibii nel 1993 a Monopoli e nel 1995 nel Leccese. L'anno scorso ho conosciuto mamma Carmen e ti capisco: è una donna eccezionale... un abbraccio ad entrambe. Valerio

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    3. Nel '93 il Karaoke di Fiorello venne a Fasano, in piazza Ciaia.
      Ne accennai in un vecchio post qui:
      https://chiscrivenonmuoremai.blogspot.com/2018/08/salta-laccordo-tra-fiorello-e-la-rai.html?m=1

      Io, come detto, avevo solo sei anni e non avrei potuto partecipare se non da spettatrice.
      Non sapevo conoscessi mia madre. Il nome di battesimo certo non mi basta per identificarti.
      Comunque sì, è una persona speciale.

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