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giovedì 27 settembre 2018

Il cancro è un dono? Polemiche contro Nadia Toffa


Premetto che Nadia Toffa mi è molto simpatica, e che se desiderate gettare fango su di lei, avete sbagliato luogo. Diversamente, vi invito a leggere questa mia breve riflessione.
Come tutti ormai sappiamo, la conduttrice lotta contro un cancro, e ha deciso di raccontare la sua esperienza in un libro, intitolato "Fiorire d'inverno", con la speranza di infondere forza e coraggio in tutti coloro che vivono la sua stessa condizione.
La sua spontaneità, però, la porta, spesso, a concedersi delle "leggerezze"....

Sono d'accordo che i personaggi pubblici debbano soppesare al massimo le proprie parole, ma trovo comunque inadeguato il solito clamore social che si verifica ogni volta che uno di questi scrive un semplice post, o rilascia un'intervista.
Se c'è una cosa alla quale proprio non riesco ad abituarmi in questa società, infatti, è l'odio.

Veniamo al fatto.
Le polemiche delle ultime ore sono nate in seguito ad alcune dichiarazioni che la Toffa ha affidato al suo profilo Instagram per presentare il suo libro.
"Ecco qui Ragazzi, in questo libro vi spiego come sono riuscita a trasformare quello che tutti considerano una sfiga, il cancro, in un dono, un’occasione, una opportunità. raccontata in questo libro in cui c’è tutta la mia intimita’ in cui vi apro il mio cuore ❤️
un abbraccio fortissimo dalla vostra N.".


A parte le accuse di strumentalizzare la malattia per fini economici e di popolarità, il popolo del web si è fortemente indignato per aver associato la parola dono a quella di cancro... Come se, effettivamente, avere il tumore fosse una bella fortuna, mentre milioni di poveri sfigati "sani" non sappiano cosa si perdono.

Sarcasmo a parte, trovo eccessivo accusare una donna visibilmente provata dalla patologia di insensibilità. Proprio lei che vorrebbe soltanto spiegare al mondo che affrontare le cose col sorriso paga, senza arrendersi al primo step.
Certo, i modi sono opinabili... anzi... sbagliati... ma non credo che la porteranno ad entrare di diritto nella top ten delle persone più malvagie al mondo.

Quindi, evitiamo l'analisi logica e grammaticale dei concetti espressi dai vip e da tutti coloro che ci circondano, ma cerchiamo di coglierne l'intenzione, il messaggio.
Perché, al di là di ogni polemica sterile, il mio grido sarà sempre lo stesso...
FORZA NADIA, e coraggio a tutti voi che, in questo momento, state lottando tra la vita e la morte per debellare la più infame delle malattie.
Non arrendetevi! ❤️

34 commenti:

  1. Anche a me piace molto Nadia Toffa e mi è dispiaciuto un sacco quando ho sentito che si è ammalata.
    Ognuno affronta le difficoltà della vita come meglio crede: lei lo affronta con il sorriso e con positività, non vedo cosa ci sia di sbagliato. Sta sconfiggendo una malattia che al solo pensiero mi fa venire le lacrime, lei invece per come ho letto sulle varie notizie è sempre stata positiva: tanto di cappello.
    Effettivamente leggere e rileggere la sua affermazione, personalmente continua a lasciarmi perplessa, forse avrei usato parole diverse non so.
    Fattosta che come hai detto tu in un tuo post la gente si prendere il diritto di dire la sua anche quando dovrebbe star zitta, e con i social purtroppo ancora di più.

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    1. Il fatto che tu mi citi un mio vecchio post mi emoziona molto, perché significa due cose.
      La prima è che mi leggi, e questo mi riempie di orgoglio.
      La seconda, invece, è che le mie parole ti lasciano qualcosa, ed è il vero e unico motivo per cui scrivo. Da sempre.
      Grazie. ❤

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  2. Mi dispiace molto questo "baillamme" intorno alle parole della Toffa. Anche se comprendo la rabbia di chi magari si è sentito toccato da quelle parole, perché ha vissuto quell'esperienza in prima persona.

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    1. In ogni caso, l'odio non è mai giustificato.
      È come se una persona ics scrivesse su Facebook "Io detesto mio padre", ed io le andassi ad augurare la morte perché lei che ha la fortuna di avere il suo dovrebbe amarlo e rispettarlo.
      No. Al massimo potrei dirle di cercare un punto d'incontro con lui. Oppure, come sempre, mi farri i fatti miei....

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    2. Comprendo, ma non giustifico :P

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  3. Cosa dovrebbe fare spararsi?
    Il comportamento della Toffa a parer mio è il modo migliore per affrontare una situazione come questa..questa donna è d'ammirare e non da criticare..un aiuto grandissimo per le persone come lei che si trovano ad'affrontare un problema come questo..non credo anzi sono certa che alla Toffa interessi qualcosa della notorietà poiché in situazioni simili è superflua..
    Nadia siamo con te non mollare e continua a sorridere!

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  4. Cara Claudia, ho seguito in TV tutta la storia di Nadia Toffa, sono rimasto veramente allibito dal coraggio di questa donna, credo che tutti dovrebbero prendere esempio.
    Ciao e buon pomeriggio con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Giusto Tomaso.
      Dovremmo solo imparare dalla sua forza, invece di criticarla.
      Buona giornata a te.
      Baci.

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  5. Ogni malattia è una dura prova x chi ne è colpito ed ognuno l affronta a suo modo ...trovo però eccessiva qst sua esclamazione ma rispetto tutti ...certo che se ne fossi colpita io e ne scrivessi un libro non interesserebbe a nessuno...

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    1. Ahahah
      E chi lo sa. Magari lo leggerebbero in tanti..
      Ma meglio non avere nulla da scrivere, dai. ;)

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  6. Speriamo che una parte dei proventi del suo libro aiutino la ricerca sul cancro.
    Di solito chi scrive libri con tematiche così importanti non lo fa mai per lucro personale anzi.
    Ci metterei la mano sul fuoco ..che il libro ha l'importante compito di sensibilizzare e non ha scopo di lucro.
    Forza Nadia siamo tutti con te, io ci credo nella forza delle parole.
    Ciao

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    1. Lo penso anch'io.
      Sicuramente servirà per aiutare la ricerca, e non mi stupirò quando lei lo dichiarerà pubblicamente. Magari nel corso della prima puntata delle Iene. Chissà.
      Anch'io credo nella forza delle parole. E nelle sue buone intenzioni.

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  7. E' stato riassunto tutto il libro in una frase, è ovvio che se avesse potuto scegliere non avrebbe voluto quel "dono", ma visto che gli è capitato l'ha sempre vissuto in maniera positiva..tutto qua!

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    1. Ben detto Fabrizio.
      Ma qui le vere strumentalizzazioni vengono proprio dai leoni da tastiera, non di certo da questa guerriera!

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  8. Io non ho letto il libro ma avevo già letto qualche cosa di questa polemica scoppiata per questo libro. Io credo che, se Nadia è riuscita a volge al positivo una cosa estremamente negativa e ciò l'abbia portata a dare un senso a tutto il dolore e le cure, meglio per lei, vuol dire che ha trovato uno scopo in tutto ciò . Non sta a noi giudicare. saluti.

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    1. Infatti.
      Al massimo dovremmo prendere esempio, invece di abbatterci per il minimo problema che incontriamo.
      Buon pomeriggio.
      A presto.

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  9. Secondo me viene attaccata in quanto Iena. E si sa che in pasato le Iene non sono state campioni di correttezza giornalistico-informativa. Tra la leggenda urbana della Blue Whale, tra il caso Stamina e via dicendo, da paladini della verità sono diventati -agli occhi di molti- dai gran cazzari...

    Moz-

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    1. Dubito fortemente che si tratti di questo.
      E' più che altro una forma d'invidia verso il personaggio famoso che tutto può con i soldini...
      Almeno questo mi è arrivato leggendo decine di commenti quali "E' viva solo perchè può permettersi i migliori medici al mondo", e bla bla bla.

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  10. Secondo me si tratta fondamentalmente di parole travisate.

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  11. Il dono è nel come l'affronti, il cancro. Non il cancro. Basta non fare confusione per creare il "caso".

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    1. Mi pare il caso sia stato creato dai soliti imbecilli che, di sicuro, non badano alle virgole ed ai complementi..

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  12. Volevo commentare a caldo, poi ho preferito lasciar decantare il post, lasciarlo finire in coda dopo la pubblicazione di altri, come avvenuto. Per non alimentare polemiche, poiché alla fin fine di polemiche ormai si tratta, avrei preferito commentare in via diretta, magari su e-mail.
    Vorrei commentare solo i commenti, ma la tentazione è troppo forte...
    Dunque: a freddo, alcuni mesi fa, quando ci fu la rentrée con l'annuncio urbi et orbi di quanto le era capitato, di come avesse affrontato e vinto l'accidente che l'aveva colpita, a freddo, ripeto, avevo esposto alcune timide noterelle su quanto da lei dichiarato.
    Non fu il ruggito di un leone da tastiera ma il miagolio di un gatto, suo malgrado toccato nel vivo (nella sua carne viva, o almeno di quello che ne resta). Credo che tutti quelli che hai definito leoni da tastiera abbiano miagolato; i ruggiti mi pare siano venuti, e stiano venendo, da parte di chi, televisivamente adorandola, passano sopra alle troppe incongruenze nella sua esposizione, tra l'altro precisissima, palesate.
    Non so se hai seguito l'iter della vicenda dall'inizio: la Toffa, nota soltanto a chi segue la sua trasmissione e quelle similari, a me che ne seguo alcuna era assolutamente ignota. Bene, una donna, belloccia, rosea e sana di carnagione, sorridente, capelli perfetti, sorriso smagliante... mi veniva a dire che in poco più di due mesi di assenza dal video aveva attraversato un periodo di malattia, in sequenza: malore, diagnosi, intervento, radio e chemioterapia, perfettamente guarita... e tornava tra i vivi, combattente eroica come eroe invincibile è (dovrebbe essere?) chi si trova in corpo il sua stesso malanno.
    Vedi, cara Claudia, se queste cose venissero dette al bar, in coda in farmacia o in posta, lascerebbero il tempo che trovano... forse, ma neanche forse, se tra chi le sentisse ci fosse chi ci è passato o (più sovente) ci sta passando. Ho avuto modo di rilevare (non criticare) queste "parole", poiché passate in video e, almeno teoricamente, verba volant. Adesso è uscito un libro che, almeno dai lanci, dovrebbe raccontare tutta la vicenda dall'inizio alla fine. I rilievi al libro potrò farli, se sarà il caso, a quanto in questo sarà scritto (scripta manent). Potrà essere che mi limiti a miagolare ma potrebbe altresì essere che mi tiri un ruggito.
    Se la faccenda del "dono" da sola può essere una semplice uscita semantica, peraltro infelice, starò pure zitto; ma se dovesse ricalcare pari pari quanto detto in quella prima apparizione, mi dispiace ma sparerò alzo zero.
    Vedi, purtroppo non sono uno di quelli che sentendo dire cancro rispondo che io sono della bilancia... E siamo milioni nella stessa condizione. Quando sentiamo il termine 'tumore' non ci sentiamo eroici combattenti, drizziamo le orecchie per captare ogni parvenza di cura, ogni santo che miracoleggi in quel momento, in ogni peto della ricerca speriamo ci sia un afflato di vita, quella vita che ci sta sfuggendo... lentamente, talvolta in molto meno di due mesi.
    Rimando a dopo la lettura del libro l'eventuale commento; ma lo farò da me, sia per non appesantire il tuo blog, sia per evitarti altre offese, visto che ho letto che anche tu i tuoi ammiratori "affezionati" li hai e, se ho letto bene, per lingua hanno coltelli.

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    1. Questo commento mi rattrista molto, perché non avevo la minima idea che la malattia potesse riguardarti da vicino.
      Davvero, mi mancano le parole, ma apprezzo la tua compostezza, così come condivido la parte iniziale del tuo discorso.
      Secondo me peccò troppo di superficialità quando si definì guarita in due mesi, ma credo volesse solo rassicurare i suoi fan.
      In ogni caso, ti invito a leggere la storia del mio amico Giovanni Custodero.
      Forse potrai coglierne un'emozione. Ti basterà scrivere il suo nome nel campo ricerche del blog, per trovare sia il racconto che l'intervista.
      E grazie.

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    2. Non lo trovo, e non trovo neanche il campo ricerche; qual è il titolo del blog?
      Quanto alla possibile superficialità della Toffa: può essere, anzi è, ma se dopo le polemiche che ha suscitato all'epoca, nel testo le ripete, non si tratta più di superficialità ma di pervicacia. Tra l'altro, curiosità felina affatto morbosa, spero dica di che tumore si tratta... poiché se sta parlando di un nevo, con esame istologico negativo, allora non è più battagliera ma incosciente... per restare sul vago.... Nel qual caso, citare radio e chemio come cura sarebbe un falso criminale.

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    3. Mi riferivo al mio blog.
      È uno dei racconti che scrivo io.
      Il campo ricerche lo trovi guardando il blog in modalità web, o da pc, sulla destra.
      Comunque ti lascio qui il link, anche se non potrai cliccarlo direttamente, ma ti basterà copiarlo e incollarlo.
      https://chiscrivenonmuoremai.blogspot.com/2018/06/il-guerriero-sorridente.html?m=1

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    4. Letto. È un modo tutto diverso di rappresentare il coraggio in queste situazioni. In tutte, e lo ripeto tutte, c'è un iter quasi identico. Non è il coraggio della ragazza che mi ha disturbato, anzi... è il presentare il fatto come fosse normale routine, un dente cariato dal dentista, poche sedute e tutto sistemato. Con tempi talmente fuori dall'usuale da portare all'insinuazione di un falso, senza riuscire a capire con quale fine. Il coraggio ce lo abbiamo tutti, come affrontare il male è reazione soggettiva: ci si può disperare come sperare, si può piangere come sorridere, si può pregare come bestemmiare... ma ogni e qualunque reazione è giustificata, se messa in atto dai diretti interessati (o da parenti o amici molto stretti). Presentarla come ha fatto la Toffa prima versione è un'offesa che si aggiunge al malanno: fa ritenere i poveracci che ci cascano dei poveri idioti che non hanno capito niente, che sono stati mal curati, che devono l'essere ancora in vita dovuto a decisione divina.
      Ecco, a pensarci, a distanza di mesi, mi fa ancora incazzare... ma, pur incazzato, non smetto di sorridere, neanche di fronte all'oncologo che verifica il decorso, così come davanti al nefrologo (io, o tutto o niente; purtroppo ho tutto)... mi piace riuscire a far sorridere chi mi ha in cura. Questa credo sia la miglior condivisione che gradisco.
      Complimenti a quel ragazzo, mi piace pensare che sia una storia vera, poiché ricalca la realtà, senza frapporvi nebbia o raggi di sole che non esistono.
      E graze a te; scusa l'invasione di campo... sai bene che quando la pipì scappa è meglio farla defluire.

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    5. Ma certo che è una storia vera.
      In questi giorni Giovanni sta combattendo una nuova battaglia, ed io prego tanto per lui (in senso metaforico, perché sono atea).
      Qui trovi ancora la sua storia, dalla sua voce e non dalla mia.
      https://chiscrivenonmuoremai.blogspot.com/2018/03/giovanni-custodero-il-tumore-non-mi-fa.html?m=1

      P.S. Non accetto le tue scuse poiché sono del tutto immotivate.
      Qui tutti possono esprimere la propria opinione, nel rispetto degli altri.
      Anche se avrei preferito che la vicenda non ti riguardasse da vicino, e che magari fossi stato molestato da Asia Argento... 😉
      Mi permetto di sdrammatizzare solo per regalarti un sorriso, ammesso che, goffa come sono, possa riuscirci.

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  13. La strumentalizzazione è una brutta bestia, perché al messaggio vero nessuno ha pensato, che è un bel messaggio ;)

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    1. È proprio vero.
      La forza che offre il sorriso è ineguagliabile.

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  14. Oggi sul Corriere della Sera c'è un'intervista a Nadia Toffa, che stasera dovrebbe tornare a Le Jene. Il tenore dell'intervista ha un taglio molto diverso da quello dato nella prima apparizione del febbraio scorso. E ridimensiona molto la portata delle sue dichiarazioni di allora. Sono in attesa del libro, che comunque leggerò sotto altra luce. Dovrebbe, a sentire lei, essere più vicina alla realtà quanto ne era lontana a febbraio. Vedremo.

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    1. L'importante è che lo compri su Ibs, come ti ho consigliato, e non su Amazon.
      Io, invece, stasera guarderò la trasmissione, fiduciosa che darà delle spiegazioni.
      O porgerà delle scuse per aver espresso dei concetti importanti con troppa leggerezza.
      A te e a tutti.

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