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mercoledì 23 gennaio 2019

La me stessa che ero

Cari amici,
in questi giorni avete sentito molto parlare della mia storia, che ho affidato alla rivista Confidenze, con cui ho il piacere di collaborare da qualche tempo.
Oggi, però, vorrei condividerla anche con tutti voi che mi leggete, e che continuate a manifestarmi il vostro affetto.
Così, chiuderò questa pagina molto personale e ricomincerò con la classica programmazione del blog.
Allora, buona lettura. Vi abbraccio tutti. ❤️

Quella del 2002 fu l’estate più bella della mia vita, sebbene il finale tragico mi faccia ancora molto male.
Trascorsi le vacanze nella casa in collina di Melania.
Ogni giorno, i nostri amici più cari venivano a trovarci, e ci concedevamo una nuova avventura.
Passeggiate, feste, sonore risate.
Tutto quello che un’adolescente potrebbe desiderare era esattamente lì.
Eppure, il ragazzo di cui ero innamorata da tempo, non voleva proprio saperne di vedermi con occhi diversi. Eravamo amici ormai da quattro anni e, sebbene gli avessi più volte dichiarato i miei sentimenti, per lui ero quasi una sorella.
Succede. Pazienza.
La sera del mio compleanno, però, complice un vestitino che metteva in risalto le mie forme armoniose come mai prima di allora, in Bruno scattò qualcosa.
Prese subito a corteggiarmi e, dopo pochi giorni, ci ritrovammo finalmente felici ed innamorati.
Ma si sa, non tutte le favole hanno un lieto fine, e la mia, purtroppo, non lo ebbe.
La sera del 14 settembre, di ritorno a casa dopo una delle nostre serate romantiche, a bordo del suo scooter, qualcosa non andò per il verso giusto.
Complice l’asfalto sdrucciolevole, o forse una sua distrazione, la moto cadde su di noi e lui, su di me.
Confesso, non indossavo il casco, perché mi rovinava i capelli. Avevo solo 15 anni e, sebbene fossi sempre stata molto matura per la mia età, un po’ d’incoscienza l’avevo.
Insomma, da lì in poi il buio.
Trauma cranico, coma, perdita dell’udito dall’orecchio sinistro, cortisone, cortisone e ancora cortisone.
Mi svegliai dopo cinque giorni di paura, confidando a mia madre che non avevo visto angeli né santi, ma fatto solo sogni bellissimi, proprio come se il mio fosse stato un lungo dormire.
Non sapevo ancora, però, che la mia vita sarebbe cambiata per sempre.
A parte l’udito, l’unico danno irreversibile che conserverai è la perdita della memoria”, mi dissero.
Eppure, io ricordavo i volti, le voci, le storie.
Nei film, in seguito ad un forte trauma, ci si dimentica persino il proprio nome, quindi non riuscivo a capire cosa esattamente mi fosse accaduto.
L’unica parte della mia vita che avevo davvero rimosso era stata la sera del fattaccio.
Eppure, col tempo, ricostruii anche quella, sulla base dei racconti dei miei cari, o forse della mia immaginazione.
Non saprei dirvi, in tutta franchezza, se i fotogrammi che mi passano davanti agli occhi quando ci ripenso siano veri o indotti. Però ci sono.
Dopo due mesi, tornai a scuola, e qui la situazione si fece più chiara.
La mia media del dieci e la velocità con la quale apprendevo, anche solo dando una veloce lettura ai testi, erano ormai un vaghissimo ricordo.
Studiavo interi pomeriggi, ma la mattina seguente non ricordavo più nulla, come se non avessi mai aperto un libro.
Fu un incubo. Mi sembrava di essere protagonista di uno di quei libri gialli che amavo tanto divorare. 
La mediocrità del mio rendimento prese il posto dell’eccellenza di un tempo.
E fu allora che cominciai a piangere.
Potevo tollerare il mio corpo, con ben 26 chili in più rispetto a pochi mesi prima, ma l’inefficienza della mia mente mi tormentava.
Persino la geometria divenne un problema, dato che non riuscivo più a ragionare.
I medici sostenevano che col tempo sarei migliorata, o forse no, e che dovevo soltanto farmi forza e ringraziare Dio di essere ancora viva.
Non sapevano che il sentirmi quasi demente, mi uccideva ogni giorno e, forse, così viva non lo ero già più.
Grazie alla forza che mi trasmise mia madre, però, decisi di far pace con la mia nuova me.
Non sarei più stata un genio, ma magari avrei potuto realizzare qualcosa di bello, in altri campi.
Mi diplomai con l’umilissimo punteggio di 78 centesimi, e ancora oggi lo dichiaro con molta vergogna, poiché chi non conosce i miei trascorsi non sa quanto quel numero non mi appartenesse per niente.
Ma la realtà e i sogni, purtroppo, fanno spesso a cazzotti.
Mi iscrissi alla facoltà di lettere e filosofia, con indirizzo editoria e giornalismo.
Presto, però, mi resi conto che, sebbene con gli anni e con la sospensione delle cure la mia memoria avesse ripreso a funzionare un pochino, ero ancora ben lontana dal potermi laureare.
Pertanto, lasciai l’università dopo un solo semestre, e decisi di inserirmi nel mondo del lavoro.
Certo, non quello dei miei sogni, ma imparai ad accontentarmi anche lì.
Nel giornalismo locale mi feci sempre più strada, complice la velocità con cui scrivevo, e l’interesse che riponevo nelle vicende politiche della mia città.
Più volte il mio direttore di turno mi chiese se volessi intraprendere il percorso per ottenere il tesserino da pubblicista, ma rifiutai.
Quello che nessuno ha mai saputo, è che avevo paura di fallire.
Gli esami mi davano ansia, poiché non avevo ancora la lucidità mentale per sostenerli con fierezza. Non mi sentivo più capace, poi, di portare a termine un percorso con costanza.
Per questo, non amavo vincolarmi ad un lavoro, o ad un progetto di studi.
Volevo sentirmi libera di mollare tutto, nel momento in cui la mia mente mi chiedeva una pausa. Senza dare spiegazioni a nessuno.
Sono passati molti anni ormai, ma non ho più voluto sottopormi ad una visita neurologica, quindi non saprei dare un nome scientifico alla mia amnesia.
Lo chiamo deficit mnemonico, e se ai miei interlocutori non basta, tanto peggio per loro, no?
So soltanto che ho smesso di leggere da un pezzo, poiché ogni venti pagine dimentico le prime due, e comincio a confondermi su chi siano i protagonisti della storia, e su quali vicende li abbiano interessati.
Non guardo le serie tv, perché non riesco a memorizzare fatti e personaggi tra una puntata e l’altra.
Ma, soprattutto, non dico le bugie, perché dimenticherei la versione data e, senza dubbio, comincerei a contraddirmi, facendomi scoprire prima di subito.
Ecco, questo è un bel problema, perché la verità fa molto male, a volte, e a nessuno piace ascoltarla.
Eppure, dicendola, si vive bene con se stessi. E magari anche con gli altri. Quantomeno con quelli giusti.
Ma questo è un altro tasto dolentissimo della mia storia.
A parte pochissime eccezioni, infatti, tutti coloro che dicevano di amarmi, son svaniti nel nulla.
Non ho più avuto notizie di Bruno, ad esempio.
Mi lasciò dopo sei mesi dall’incidente, perché sostenne di non riconoscermi più.
Certo, non ero esattamente andata a fare un viaggio in America. Io, avevo rischiato di morire o, forse, ero morta davvero.
La nuova Claudia impacciata e in sovrappeso aveva preso il posto di quella brillante, spigliata, sicura di sé, allegra, dinamica. Bella.
Quando guardo le foto di quell’estate sorrido pensando a quanto fossi esattamente la ragazza che sognavo di diventare, ma in realtà piango.
Oggi sono una donna forte, moglie e mamma.
Non ho mai smesso di scrivere. Su fogli sparsi, sui social network, sul mio blog, su questa rivista che mi ha donato una nuova speranza.
Ho ritrovato la mia ironia, e il mio sarcasmo prorompente.
Il sorriso, e la voglia di vivere.
Non so se prima o poi deciderò di dare un nome alla mia condizione. Non so neanche se con la vecchiaia si trasformerà davvero in demenza senile, o altro.
So solo che voglio riprendermi tutto quello che la vita mi ha tolto, senza lasciare più spazio ai rimpianti.
No, non sarò mai una giornalista, perché i titoli non fanno per me.
Ovviamente, non potrò fare neppure l’avvocatessa, come desideravo da adolescente.
Ma il mestiere di mamma mi piace tantissimo, così come quello di segretaria, commessa, o receptionist d’albergo.
Non so dirvi cosa sarà di me fra dieci anni, ma intanto prendo appunti. Non vorrei rischiare di dimenticare qualche emozione. O qualche progetto.
Perché sì, pian pianino sto ricominciando a fare anche quelli. Senza più la paura di fallire.
Perché, in fondo, e non è retorica, l’importante è solo sapersi rialzare.
Ed io lo faccio egregiamente bene…

Racconto pubblicato sul numero 4
della rivista Confidenze,
il 15 gennaio 2019

56 commenti:

  1. Qui ci dobbiamo alzare tutti noi per una sincera e profonda standing ovation nei tuoi confronti per il tuo coraggio, la tua forza d'animo, il tuo saper accettare quanto accaduto. Sei eccezionale.

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    1. Mamma mia Daniele..
      Non so se merito tutto questo.
      Sono felice che tutti voi possiate avere un quadro più chiaro del tutto, per capire cosa mi ha condotta sino a qui.
      Semplicemente GRAZIE! ❤

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  2. Sei una donna davvero forte e meglio che alcuni siano "svaniti nel nulla": senz'altro gente mediocre che avrebbe solamente rallentato la tua ripresa.
    Un abbraccio

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    1. Effettivamente la gente positiva che ho avuto la fortuna di incontrare negli anni a seguire mi ha aiutata a volermi bene e a continuare la mia battaglia che mi ha portata ad essere, oggi, una donna "normale" e serena. 😘

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  3. Che dolcezza .... non sono riuscita avedere il tuo video ma il racconto è molto coinvolgente ....credo che tu sia molto più di una giornalista ...una mamma e figlia tenerissima ....la cosa migliore si possa desiderare .... spero che la tua vita scorra lieve tutta bianca e oro ... buon anno .... un abbraccio

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    1. Grazie Giusi.
      Lo spero tanto anch'io. Perché mio marito e mio figlio hanno bisogno della donna forte ma sempre gioiosa che sono diventata.
      Che sia un buon anno anche per te.
      Un bacione.

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  4. Ciao.
    Effettivamente dopo la tua storia raccontata in Tv mi erano rimasti tanti tasselli da ricomporre e ora grazie a questo tuo estratto da Confidenze è possibile completare un po’ il puzzle di una parte della tua vita.
    Quelli che ti hanno dimenticato dopo l’incidente non meritano la tua attenzione.
    Bruno...eravate ragazzini , forse ha avuto paura ..sicuramente mi sento di dire che non era amore ma come hai raccontato in televisione era infatuazione.
    Adesso vivi il presente e pensa se vuoi al futuro senza ansie.
    Una marcia in più questo blog c’è l’ha sicuramente e non solo perché sei stata in tv.
    Sei sincera e chi ti segue lo capisce e come può ti premia.
    Non avere paura di fallire e se c’è l’hai comunque buttati!
    Come si dice ogni lasciata è persa!
    Un bacio 😘 e basta mi fermo con i complimenti sennò tuo marito pensa che stia qua a provarci 😉🤣.
    Ciaooooo

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    1. Ahahah
      Che scemo che sei. Mio marito ormai vi conosce tutti, come se fossimo una grande famiglia.
      Bruno è un caro ragazzo. Avevamo solo 15 anni e, di sicuro, se nulla di tutto questo fosse accaduto, ci saremmo lasciati lo stesso, come fanno tutti gli adolescenti.
      Gli amici, invece, non hanno retto il colpo e si sono allontanati. Anche in questo caso, però, non ho mai letto cattiveria, ma solo tanta ingenuità.
      Grazie per il tuo affetto e per i complimenti spesso velati che mi fai. Sappi che li colgo TUTTI, ma spesso fingo di non averli carpiti, perché sono imbarazzatissima nel riceverli.
      Ti abbraccio forte. ❤

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  5. Ciao Claudia! Ho letto con una certa commozione la tua storia. Mi ha colpito soprattutto la parte in cui hai spiegato di esserti sentita frustrata perché non "eccellevi" più come una volta. Nel mio piccolo è capitato qualche volta anche a me, ed in minima parte, perciò posso solo immaginare quanto tu abbia sofferto.
    Per quanto riguarda le persone che ti stanno vicine, beh… io ho sperimentato qualcosa di simile nell'autunno '17, quando sono stata lasciata a casa inaspettatamente da un lavoro che mi piaceva tanto. In questi casi (te lo immaginerai bene) vengono fuori tutte le schifezze di questo mondo: "amici" che ti vedono triste e ne approfittano per usarti come cestino della loro immondizia, "amici" che spariscono perché temono che cercherai lavoro nel loro campo e che glielo "ruberai", "amici" che solo per la fortuna di avere conservato il loro posto si ergono a maestri dell'Universo e ti fanno sentire una poveretta… di tutto e di più! Come però i sicuro sarà successo anche a te, una volta "passata la tempesta" ti rendi conto di quali sono quelle persone che ti vogliono veramente bene!
    Ancora complimenti per il tuo coraggio nel raccontare questa storia! Un abbraccio, buona giornata :-)

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    1. Grazie Silvia.
      Gli amici per me sono sempre stati fondamentali, ma ho smesso di essere legata al concetto idealizzato dei rapporti, e ho cominciato a valutarli per quello che sono davvero.
      Ancora oggi, mi capita spesso di smettere di cercare un vecchio amico, concentrandomi più su uno nuovo che "merita".
      Detto così sembra presentuoso, ma non lo è. Semplicemente alcune persone sono abituate a ricevere tantissimo senza dare nulla in cambio, e allora è bene tagliargli i viveri.. 😉
      Per questo Francesco è tra i pochi che possono dire di esserci sempre stati, e continuerà ad essere il primo che chiamerò ogni volta che avrò una nuova gioia, o un nuovo dolore, da raccontare.
      Spero che anche tu troverai degli amici che ti meritano.
      Un bacione

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  6. Sei forte e coraggiosa, quello che non sono stata io, nemmeno con la nascita di mio figlio, troppe cose mi sono successe... e ora quasi sessantenne sono ancora alla ricerca di qualcosa che mi faccia stare bene (ti scriverò se vuoi). Un grande e forte abbraccio con tutto il mio cuore♥

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    1. Non è vero, Ale.
      Se tu non fossi, a tuo modo, coraggiosa, non saresti ancora qui. In tutti i sensi..
      Ciascuna di noi combatte le proprie battaglie, ed è meritevole di rispetto e di fiducia.
      Sono certa che troverai quello che cerchi.
      E certo che voglio tu mi scriva.
      Sai benissimo che è sempre un grande piacere. ❤

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  7. Mettendo da parte l'opportunità di andare alla Rai per raccontare la propria vita, mi complimento per la tua performance. Sei stata bravissima tanto da oscurare la Balivo. Così è la vita. Ho pensato che tu sei sicuramente più brava della signora napoletana.
    Ciao.

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    1. Ti ringrazio, e spero che lei non legga il tuo commento..... 😉

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  8. Non posso fornirti le prove, ma fidati se ti dico che l'ho letta sul giornale, anzi, ti dico che spiega decisamente meglio che nell'intervista, un articolo davvero memorabile ;)

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    1. Male. Avresti dovuto mandarmi un selfie col giornale sulle gambe. Proprio come fanno i vip.
      Scherzo, ti credo. E ti ringrazio di seguire sempre i miei casini... <3

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  9. è davvero commovente la tua storia.
    e tu sei semplicemente bellissima..come ti ho detto altre volte.
    scrivi scrivi fallo sempre.

    un grosso abbraccio

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  10. La tua forza ti ha reso ancora più forte, continua così.
    Sereno pomeriggio.

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  11. Sapevo dell'incidente e del problema con la memoria, ma non avevo idea di tanti altri aspetti raccontati in questo articolo.
    Essendo stata una ragazzina studiosa e amante dei libri, capisco benissimo come devi esserti sentita, ma ti faccio i complimenti per come ne sei venuta fuori, perché hai dimostrato di avere grande forza e caparbietà e non è da tutti.

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    1. Diciamo che ho imparato a convivere con una mediocrità che non mi apparteneva, ma che nel mio stato era già un gran successo.
      Oggi penso che riuscirei persino a laurearmi senza troppi problemi, ma è un desiderio che non ho, quindi mi godo la mia serenità in tutta la sua normalità.
      Un bacione e grazie.

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  12. Non ho trovato >Confidenze ma ti ho sentita. Brava mai mollare. Buona serata e continuazione in tutto.

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    1. Pazienza. Hai potuto comunque leggerla qui.
      Grazie per l'augurio.
      Un abbraccio

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  13. Bellissimo articolo, tutta la verità. Mica sapevo dello scooter.
    Ma Bruno davvero non l'hai più sentito? E meno male che eri come una sorella...

    Moz-

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    1. Fui molto delusa dalla sua decisione di lasciarmi, e scelsi di non averci più a che fare.
      In realtà per tutti questi anni ho sempre ripensato a lui con affetto, ma le nostre vite non si sono mai più intersecate.
      E in fondo è meglio così.

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  14. Torno sul commento di ieri, sul fatto che la tua foto, poco tempo prima dell'incidente, pubblicata in tv, mi avesse colpito così tanto: mi è suonato il campanelino e mi sono ricordato queste parole: "La nuova Claudia impacciata e in sovrappeso aveva preso il posto di quella brillante, spigliata, sicura di sé, allegra, dinamica. Bella".
    La tua storia è emozionante e triste (purtroppo), trasmette il senso di Famiglia con la maiuscola, è di insegnamento non solo per il coraggio che ti contraddistingue e che riesci a infondere.
    A te non rimane che tornare a fare qualche progetto e a portarlo avanti senza avere la paura del "fallimento". Che poi di progetti ne hai fatti, non te ne sei accorta, probabilmente :D.
    Tra dieci anni spero che tu abbia indietro tutto quello che hai perso per il fato opposto.
    Volevo scrivere "Tra dieci anni spero che la sorte ti abbia restituito...".
    Ma tu non sei una che aspetta le cose, se le va a prendersele.
    Valle a prenderle, allora :)

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    1. Che bella questa cosa.
      "Se le va a prendere".
      È proprio così. E chissà cosa andrò a prendermi domani, dopodomani, ed oltre.
      Intanto, conto di restare qui, con tutti voi che mi regalate affetto, tra cui anche e soprattutto te.
      Ti voglio bene.

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  15. L'articolo originale di Confidenze lo conservo con cura!! ..e ora ad ogni riga riconoscerò anche il tuo sorriso (e non solo per averlo visto in tv...)

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    1. Intanto non mi hai chiesto neppure l'autografo.
      Vergogna! 😜❤

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  16. Il titolo del post va corretto Claudia.
    Signori, vi presento una Donna... qussto doveva essere!
    Solo un grandisimo abbraccio stella!

    ps appena ho tempo vado a curiosare sul link che hai messo nell'altro post. Voglio guardarmelo con calma e adesso.....

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    1. Grazie Pat.
      Sei troppo buona.
      E sì, guardalo. Magari ti emozionerai anche tu.
      Un abbraccione

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  17. Claudia...sapevo che eri stata in coma perché lo avevi già accennato.
    Sapevo anche del tuo deficit e in quell'occasione ti raccontai anche del mio, fortunatamente lieve, dell'attenzione.
    Però non conoscevo tutta la storia ed io ti ringrazio per averla condivisa qui con noi perché è stato un modo per arrivarti ancor più vicini, per comprenderti ancora meglio.
    Un abbraccio grande e complimenti per la tua forza e i tuoi splendidi sorrisi.

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    1. Spero che avrai dieci minuti per guardare il video della trasmissione. Lì i sorrisi li vedrai meglio e allora sì che ti sembrerà di avermi vicina.
      E grazie a te di esserci sempre. ❤

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  18. Peccato che tu sia stata costretta ad abbandonare la strada del giornalismo; con tanti pennivendoli da strapazzo (vedi l'ultimo titolo di Libero) tu saresti stata una boccata d'aria fresca...Ma forse è anche meglio non essere associati tali idioti...
    Per quanto riguarda la tua patologia, ricorda quella del protagonista del film "Memento" (scusa, ma il cinefilo che è in me doveva dire la sua).
    Un forte abbraccio

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    1. Non mi pare di aver visto questo film, e vedrò di cercarlo.
      Quanto al giornalismo, di bravi giornalisti è pieno il mondo, ma prevalgono i furbi.
      Ecco, la furbizia è una dote che non ho mai apprezzato.
      Grazie per il tuo supporto.
      Un bacio

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  19. Innanzitutto non ho visto la Rai perché non ho fatto in tempo ma ho letto il post e volevo dirti che la foto non ti rende giustizia, sei veramente molto bella e tua madre sembra tua sorella :D

    Per quanto riguarda il post troooppe cose ci sarebbero da dire, alcune le hanno scritte già gli altri :)
    Ti dico solo che, col senno di poi, forse puoi dire che questa che sei adesso è la donna che avresti voluto essere davvero perché a me sembra che tu possa essere fiera di te stessa. E poi vorrei farti una domanda, sperando di non essere inopportuna: riguardo alla tua memoria, hai detto che non leggi perché non ricordi le pagine precedenti quindi credo che questo accada anche per cose che hai scritto tu stessa. Allora mi chiedevo, quando per esempio passi una bella giornata speciale e diversa dal solito e la descrivi su una agendina o su un diario, che sensazione provi rileggendola come se fosse una cosa che stai scoprendo per la prima volta? Oppure in questo caso non hai problemi a ricordarti gli eventi?

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    1. Cara Paola, tu non sei mai inopportuna.
      Innanzitutto grazie per i complimenti. Poi vorrei dirti che le giornate le ricordo bene. Il problema con la memoria è ormai circoscritto soltanto alla lettura, ai film, ecc..
      Nelle esperienze quotidiane non ho problemi anche se a distanza di giorni dimentico alcuni dettagli, ma quello capita a tutti noi e fa parte del semplice processo di selezione dei ricordi.
      Peccato tu non abbia visto il video. Ma forse è meglio così, perché ti saresti commossa.
      A maggior ragione adesso.. 🖤
      Grazie di essere qui.
      Ti abbraccio

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  20. Sono tornato. La verità fa male per solo per quei brevi attimi in cui si mostra per quella che è. E poi è come un'alba. Consolati io presi un sessanta su cento (con 9/10 nel tema di italiano); e pure quattro in matematica. Il mondo è curioso, ma c'è sempre un filo conduttore attorno cui costruire il senso del proprio passato. Con le storie, tutte le storie delle nostre vite. Oggi sono in vena di commenti. Ma devo aggiornare il blog più spesso, come fai tu :)

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    1. Il tuo quattro in matematica mi ha fatta sorridere. Io almeno in Italiano non ho mai avuto problemi. Infatti, al tema finale presi 14/15esimi.
      Ma quindi sei stato in vacanza?
      Com'è andata? 😘

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  21. La cosa che mi più mi spaventa nella tua storia è il fatto che per ovvie ragioni non puoi mentire. Si può sembrar una cavolata, ma non è per nulla facile esser sinceri, perchè speso la sincerità non viene accettata.
    Complimenti ragazza dei esser veramente 'forte' per vivere sincera.

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    1. Che bello che tu sia capitato su questo post.
      Comunque, ad onor del vero, devo dire che ero molto schietta già prima del coma. Quindi la sincerità è sempre stata una mia dote o difetto che dir si voglia.
      Diciamo solo che adesso non ho alternativa.. 😉
      Grazie per l'apprezzamento.
      Un bacio

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    2. quindi sai cucinare e sei pure schietta come il nostro vino rosso sangiovese :) Anche io sono sinceramente schietto, la prova essendo le numerose conseguenze che ho dovuto scontare. ma sono ancora in piedi :)

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    3. Ahahah
      Presente!
      Scrivo, cucino, sorrido sempre e dico la verità.
      Sono proprio io.
      L'importante è non piegarsi mai. 😉

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    4. Ovviamente alla lunga chi non piega si spezza. Ma da lungo tempo ho accettato le inesorabili (financo estreme) conseguenze. E relative contro conseguenze :)

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    5. Ti dirò, capita di spezzarsi, ma ci si ricompone.
      Almeno io faccio così.
      Sono certa che saprai gestire queste conseguenze al meglio.

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  22. Non ricordo di preciso come ci son arrivato quì.... però la mia curiosità mi porta sempre a leggere il 'passato' dei blog :)

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    1. Bello. Anch'io mi ripropongo spesso di fare altrettanto, ma poi dimentico.
      E' un circolo vizioso da cui non uscirò viva.. ;)
      Se non faccio qualcosa nell'immediato momento in cui ci penso, mi dimenticherò di averla desiderata..

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  23. son passata da qua per caso..
    mantieni lo sguardo fisso in avanti ..ogni tanto puoi dare un sguardo benevolo al passato ..alla fine ti appartiene ..
    ma sguardo in avanti ...,senza ansie sul futuro
    abbraccio grande

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    1. Nessuna ansia sul futuro, anche perché se conoscessi mio figlio sapresti che non mi lascia il tempo di riflettere, inondandomi del suo amore h24.
      Grazie del tuo passaggio.
      Ricambio l'abbraccio.

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  24. Non ne avevo idea :(
    Sono stata in coma anche io, avevo 16 anni, ricordo poco e niente, ma anche io ho ricostruito le cose grazie ai racconti e a quei pochi flashback che mi sono tornati in mente a posteriori. Fortunatamente nessun danno postumo!

    Un abbraccio!

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    1. Caspita.
      Un'altra cosa che abbiamo in comune. Sempre triste, però.
      Prima o poi dovremo raccontarci qualcosa di allegro.. 😉😘

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  25. Sei stata fortunata rispetto ad altri nell'agosto 2006 il migliore amico di mio fratello da piccolo ebbe il suo primo incidente in auto con i genitori i quali morirono carbonizzati e lui rimase così molto gravemente deformato fisicamente da passere la sua giovane vita a fare interventi ricostruttivi venne poi addottato ebbe il secondo e ultimo incidente a 18 anni questo fu mortale questa volta causato da se stesso che non era abile a guidare e si schianto` contro il muro di una casa mio fratello 17enne e il loro terzo amico 18enne vennero sbalzati fuori dall'auto mio fratello perse la milza e ebbe delle fratture e il terzo ragazzo non ebbe nulla di nulla.

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    1. Io son stata fortunata, ma Bruno molto di più. Così come il terzo amico di tuo fratello.

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Per colpa di chi ne ha abusato, minando l'atmosfera familiare che si respira su questo blog, sono vietati i commenti anonimi, così come quelli polemici e offensivi.
Se non prendi la vita con filosofia e ami mettere zizzania, sei nel posto sbagliato.