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martedì 23 aprile 2019

Nadia Toffa: meglio soli che circondati da chi non ci ama

Sulla mia home di Facebook ho letto, qualche ora fa, un post in cui Nadia Toffa annunciava di aver lasciato il suo compagno.
"L’ho lasciato perché non si è ricordato manco di un controllo; non mi ha mai accompagnata a una chemioterapia. Torno a ballare da sola. Decisamente! Sto con chi il tempo per me lo trova; i miei amici, tra cui ci sono colleghi adorati; la mia famiglia specialissima; voi! Chi ti vuole bene il tempo lo trova giusto?! Che ne dite?. 
p.s. ovviamente non sono in cerca; vorrei solo il vostro parere. 🤣 vi strapazzo di baci."

Questo il messaggio della conduttrice che mi ha portata a riflettere su quanto in realtà ciascuno di noi possa fare affidamento sul partner.
Ci sono quelli che, come me, non amano chiedere aiuto, e si mostrano sempre pronti ad affrontare i problemi da soli, sebbene il loro peso diventi ogni giorno più oneroso.
Le rare volte in cui, però, cercano conforto, vengono delusi, poiché chi li circonda non è abituato alla loro debolezza, e tende a sottovalutare l'entità del loro disagio.

Dall'altra parte, invece, ci sono coloro che non riescono a fare un passo in autonomia, e si appoggiano a chiunque gli sia accanto, senza pudore.
Anche qui, diventa difficile aiutarli, poiché diventano pedanti, e si tende ad allontanarli.

Insomma, la Mazzantini diceva "Nessuno si salva da solo", mentre io penso esattamente il contrario.
Tutti possiamo salvarci esclusivamente da soli.
Solo nel momento in cui impareremo a trovare la forza dentro di noi e non negli altri, riusciremo a star bene.
Certo, affrontare le ostilità insieme a chi amiamo è sempre bellissimo, ma non deve diventare un must.

Allora, cara Nadia, "torna a ballare da sola", come tu dici.
Fallo scalza, in riva al mare, mentre piove o col sole alto che ti scotta la pelle.
L'amore è anche condivisione del dolore, e hai fatto bene a liberarti di chi non ha avuto rispetto per la tua malattia, ma adesso ricomincia da te, con coraggio.

Concludo riportando il commento di Rita Dalla Chiesa, donna di grande sensibilità e saggezza:
"Non era un compagno, Nadia. Sbagliamo sempre noi a considerarli tali, perché’ abbiamo bisogno di qualcuno con cui condividere i momenti della nostra vita. Ma al primo controllo a cui non ti ha portata per mano avresti subito dovuto capire che era “lontano” da te. Nei momenti difficili c’è bisogno di un abbraccio. Vero. Sicuramente la mano di un’amica o di tuo padre possono essere appigli più’ sicuri del suo abbraccio mancato. Tanto noi ce la facciamo sempre anche da sole. Ti mando il mio, di abbraccio, anche se sono lontana".

25 commenti:

  1. Cara Claudia, io ho seguito tutto!!! ammiro questa ragazza che con il suo coraggio, ha sconfitto quel mostro chiamato cancro, una cosa le dico, l'amico non la meritava.
    Ciao e buona serata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Diciamo che lo sta sconfiggendo, ma non ha ancora vinto la sua battaglia.
      Le auguro con tutto il cuore di farcela.
      Buona serata.

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    2. io ho molta fiducia in lei,la vedo così risoluta e battagliera, spero ce la farà
      Ciao e buona serata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
      Tomaso

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  2. sono arrivata anch'io alla tua conclusione..da soli dobbiamo salvarci.
    gli altri aiutano tanto,tantissimo...ma deve partire da noi quella spinta decisiva.
    per quanto riguarda la Toffa..peccato...si vede che soffre..sebbene faccia di tutto per nasconderlo..avrebbe proprio bisogno di qualcuno con cui piangere..

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    1. Penso che questa consapevolezza possa aiutarti nella tua lotta, e spero che troverai la forza per sconfiggere i tuoi demoni.
      Ti abbraccio.

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  3. Io, e lo dico senza voler fare il fenomeno, mi sono sempre salvato da solo. Certo, ho sempre avuto accanto famiglia e amici, ma intendo "da solo" in senso sentimentale.
    Capisco Nadia e ha ragione (io che do ragione a una delle Iene, terribile XD), la gente che ci vuole, partecipa alla nostra vita :)

    Moz-

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    1. Ma tu sei un leone come me.. Quindi ti credo.
      P.S. Anch'io mal sopporto le Iene e oggi sui social spopola l'hashtag #leienepaganobene, visto che a casa di Matteo Viviani hanno rubato oggetti e contanti per un valore di circa 75mila euro.
      Qualcuno ribatte che a casa sua avrebbero dovuto portare via i muri per arrivare a quella cifra.. 😂

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  4. Era evidente che non aveva amore per lei, ha fatto la cosa più giusta perché con una persona del genere è come stare da soli, tanto vale esserlo e magari il destino avrà in serbo per lei un uomo con la U maiuscola e non un sempliciotto, baci e buona serata.

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    1. Esatto Michela.
      Meglio essere davvero "soli" che condividere la vita con chi ci fa sentire tali.
      Buona serata

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  5. Conosco Nadia Toffa solo di nome e non sapevo del suo problema .
    Siamo tutti forti e battaglieri quando stiamo bene ma , quando
    si ha dei problemi ci vuole una spalla su qui fare affidamento
    e... forse anche piangere . In certi momenti della vita ,è dura
    fare affidamento solo su se' stessi . Io posso dirmi fortunata .
    Auguri a Nadia che tutto si risolva per il meglio .Lui non la
    merita . Abbraccio. Laura

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    1. Evidentemente lui non è pronto per sobbarcarsi il peso di una malattia, ma lei ha fatto benissimo a lasciarlo.
      Merita di essere amata davvero, a maggior ragione adesso che ne ha così bisogno.
      Buonanotte 😘

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  6. Sono basito...la tua fidanzata deve affrontare un tumore e tu te ne freghi allegramente? Per carità, non abbiamo la versione della controparte, ma mi sembra che fosse un amore molto zoppicante..
    E ce ne sono tanti...
    Io credo invece che in una coppia i problemi vengano condivisi e si superino assieme.
    Ma analizzando a più ampio raggio, direi di sì: ognuno di noi deve salvarsi da solo.

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    1. Se tutti gli uomini fossero come te, nessuna fidanzata dovrebbe vincere il cancro da sola, né le angherie della vita.
      Sono certa che lui non sia cattivo, ma ho vissuto sulla mia pelle la superficialità di chi sta accanto a persone malate.
      E fa male.
      Forza Nadia!

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  7. Nel mio post della collana intendevo proprio questo: dobbiamo salvarci e aiutarci soprattutto da soli.
    Ma è chiara l'importanza di avere una persona speciale accanto che sia in grado di condividere dolori e problematiche di un certo tipo. Lei ha fatto bene a lasciare questa persona che non le è saputa stare accanto nel modo giusto.

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    1. Non so se esiste una persona che sappia davvero starci accanto "nel modo giusto".
      Forse è meglio strofinare tra le dita una collana dal valore importante..

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  8. Sono sempre sostenitore dell'individualismo, della forza che può venire da dentro e solo da noi, anche se alla fine siamo esseri umani, e siamo fatti di sentimenti che non sempre possiamo esprimere da soli, per cui penso di concordare con quanto dici. L'unica cosa si cui non concordo e mi fa piacere che Riccardo ne abbia fatto accenno: indifferentemente dal caso specifico, potrebbe chiamarsi anche Maria Rossi, ma non me la sento di lanciare una invettiva contro il compagno. In mano abbiamo, come dato oggettivo, che lei sta passando un periodo complicato, ma non sappiamo cosa ci fosse prima, dopo e durante per poter dire che ragioni o meno avesse lui per ad esempio non portarla a queste visite.

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    1. Io credo che non esiste una ragione per cui un partner non possa sostenerti in una battaglia così importante..
      E se per assurdo questa fosse stata concreta, Maria Rossi l'avrebbe capita e pur soffrendone non avrebbe interrotto la relazione.
      Quindi no. Nessuna scusa per chi non ha il coraggio (o la voglia) di offrire una spalla.

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    2. Scusa Claudia, ma perché dare per assolutamente vera la campana di Maria Rossi intanto? Chi dice che magari lei stessa non abbia voluto in prima battuta nessuno vicino? E secondariamente che ne sappiamo se già prima di questo periodo burrascoso non ci fosse già stato un allontanamento che non si è concretizzato proprio perché è arrivato un problema ben più grande? Ci sono così tanti livelli di mezzo che non posso dire, senza nulla in mano, che è bianco o nero.
      Le malattie, i figli e tutto ciò che è esterno ad una coppia possono avvicinare due persone ma non possono modificarne i sentimenti.

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    3. Non è vero che possono solo avvicinarle.
      Troppo spesso, le allontanano inesorabilmente.
      Pensa a quanti genitori divorziano in seguito alla terribile malattia, o peggio alla morte, del figlio.
      Perché non ce la fanno a volersi bene quando tutto prende una forma diversa.
      Comunque, lunge da me demonizzare il fidanzato di turno. Io per prima son rimasta vittima di tanti abbandoni a causa della mia lenta ripresa dal coma, ma non ho mai serbato rancore per nessuno.
      Poi, ovviamente, ogni caso è a sé, come tu dici.

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    4. Certo, possono anche allontanarle, ma quel che intendo dire è che certe situazioni vanno ad accentuare secondo me quelli che sono i sentimenti preesistenti di ognuno, e, più in generale, mettono in moto delle dinamiche che solo chi le vive può sapere (forse).

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  9. Concordo con Rita: era dal primo controllo "non" accompagnata che andava subito congedato. Ovvio poi che ci si debba salvare principalmente da soli...ma se scegliamo delle persone accanto a noi, e se queste scelgono di starci accanto... DEVONO STARCI.
    E non perché debbano, ma perché lo vogliono.. ;)

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    1. Esatto Franco.
      Il segreto sta proprio nella differenza tra il dovere e la volontà. Io non avrei lasciato la mano un solo istante al mio uomo, e persino ad un amico o ad un parente.

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  10. Nella cattiva e nella buona sorte, si dice così no? E quindi se nel primo caso non c'è, è quello sbagliato...brava Nadia.

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    1. Sempre meglio rendersene conto prima di sposarsi.
      Quindi bene ha fatto a lasciarlo.

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