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giovedì 27 febbraio 2020

Quanto è lontano il vostro lavoro da quello che sognavate da piccoli?

Torna la mia rubrica "La parola a voi".
Oggi, accogliendo il suggerimento di Livia, vorrei chiedervi quanto sia lontano il vostro lavoro da quello che sognavate da piccoli.
Vi avevo già spiegato che, personalmente, ho con la sfera professionale un rapporto abbastanza idilliaco, sin da giovanissima.
Non faccio fatica a trovare una nuova occupazione, poiché so fare un po' di tutto e ho un curriculum abbastanza lungo.
Mai avrei pensato, però, che a 32 anni sarei riuscita a scrivere per un giornale di punta del Gruppo Mondadori, e a guadagnarmi da vivere in questo modo.

Certo, fare la giornalista era sempre stato il mio sogno, sebbene non abbia mai desiderato iscrivermi all'ordine, e mi sia fatta strada nella professione senza troppa fatica.
Poi, però, ho deciso di smettere, dato che a livello locale guadagnavo troppo poco, e di dedicarmi a professioni più serie che, fortunatamente, non avevo mai accantonato.
La proposta di Confidenze è arrivata quando ormai mi ero convinta a fare "solo" la mamma, certa che non appena mio figlio sarebbe diventato sufficientemente grande, sarei tornata nel mondo del lavoro attraverso il portone principale.
Può sembrare presuntuoso ma, credetemi, non è così.
Sono soltanto consapevole di avere delle doti nella sfera lavorativa e di sapermi adattare a quel che mi offrono, senza troppe pretese.

Oggi, quindi, svolgo esattamente il lavoro che ho sempre sognato, sebbene mi permetta soltanto di arrotondare e mi "costringa" a fare anche dell'altro, ma sempre con una buona dose di entusiasmo.
Voi, invece, fate quello che amate davvero o che desideravate da bambini?
Lorenzo dice spesso che da grande vuol fare il veterinario.
Chissà se sarà fortunato quanto me. Di sicuro però, nel suo caso, non avrebbe problemi a far quadrare i conti, visto che si tratta di una professione abbastanza remunerativa.
Beh, incrocio le dita per lui. E per voi.

51 commenti:

  1. Da bambino ho avuto in successione tre sogni dal punto di vista lavorativo:
    1) presentatore televisivo, giocavo davanti a un grande specchio come fosse un televisore. 😁 Ero un misto tra Pippo Baudo e Kermit dei Muppets. Un sogno spentosi con l'inizio dell'età scolare, dato che non insegnavano a fare il presentatore professionista bensì altre materie delle quali me ne importava pochino.
    2) veterinario, per essere di aiuto agli animali e stare a contatto con loro. Altro sogno naufragato poiché invece di incoraggiarmi, i parenti e il veterinario che veniva a vaccinare i nostri cane e gatto, mi mettevano davanti alla prospettiva che c'erano tanti anni di studio da fare, che non si trattava soltanto di curare animali domestici o docili... Mi sentii alquanto irritato quando, oramai quasi a fine università, uscì fuori un corso di laurea specifico "Igiene e salute del cane e del gatto". 😠
    3) autore di fumetti, racconti, romanzi... Qui ci sono andato vicino: cominciai la scuola che già sapevo leggere e scrivere, mi serviva soltanto imparare a comporre proposizioni, collegarle correttamente in un periodo, e imparare vocaboli nuovi. Appreso questo, iniziai a scrivere storielle e disegnare "fumetti" dove apparivano soltanto le teste quadrate dei personaggi, oppure personaggi che mi fosse facile disegnare (nel disegno artistico non sono mai stato granché come nel tecnico). Ho anche pubblicato un paio di antologie di racconti ma con poco successo non avendo un "nome" né risorse per investire con editori importanti.

    Insomma, bei sogni che magari, in un'altra zone d'Italia o nascendo un po' dopo, avrebbero trovato terreno fertile con scuole di formazione adeguate, invece di radicarmi in un luogo dove le uniche "stravaganze" da un percorso di studi canonico erano il conservatorio o il seminario. 😕 E incoraggiarmi a partire, o partire tutta la famiglia non era proprio in discussione.

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    1. Quindi anche tu appoggeresti il sogno di Lorenzo (sperando che rimanga questo).
      Non so come andavano le cose vent'anni fa, ma oggi mi pare che con una laurea triennale si possa già fare i veterinari, quindi altro che troppi anni.
      Rispetto a medicina (ad esempio) è una passeggiata.
      Ma tu saprai correggermi, se sbaglio.

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    2. Gas75, il terzo punto lo abbiamo proprio in comune. :)

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    3. No Claudia, con una triennale al massimo puoi fare qualcosa tipo l'assistente di ambulatorio, ma non puoi fare diagnosi, prescrivere farmaci, men che meno somministrare anestesie o effettuare interventi chirurgici.

      Luz, mi sa che siamo parecchi ad avere accarezzato quel sogno, scontrandoci puntualmente con editori che sono spesso più commercianti di idee altrui che aziende incaricate di stampare. 🙄

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    4. Caspita. Non credevo.
      Conosco fiseoterapisti che esercitano con una laurea triennale.
      Credevo che per i veterinari accadesse lo stesso. Ma non sono aggiornata in merito. Mi fido.

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  2. Cara Claudia, io auguro a Lorenzo che avvenga ciò che desidera, se anche ne dubito.
    Ciao e buona giornata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Non mi hai detto, però, se il lavoro che svolgevi prima della pensione era quello che desideravi da bambino.
      Buona giornata a te.

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  3. Io avevo GRANDI sogni . Dato che alle elementari e medie avevo bellissimi
    voti in Italiano e , tanta fantasia , volevo fare la scrittrice di Fiabe .
    Poi vidi in TV un balletto classico alla Fenice di Venezia . Mi piacque
    talmente tanto che piansi . Ecco quello che mi sarebbe piaciuto tanto ;
    ballerina classica . Un sogno . Poi ho sempre ballato tutti i balli ,
    preferibilmente il "Liscio".
    Ho voluto andare all'Estero , ci sono andata . Lavorato un po' di tutto ,
    studiato Tedesco , Inglese , Spagnolo . Dopo circa 8 anni sono ritornata
    in Italia . Nei mesi estivi lavoravo come "Guida" turistica in giro per
    l'Europa e d'inverno tornavo a Londra
    L'unico rimpianto è quello di essere tornata in Italia .A Londra vivevo
    bene , mi piaceva , avevo un lavoro in centro , amicizie tante , è andata
    così .Poi ,Mi sono goduta la famiglia .

    Spero oggi tu stia meglio e che la cura faccia effetto .
    Besos . Laura

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    1. E' ancora presto per vedere gli effetti della cura, quindi sono ancora piuttosto malconcia.
      Peccato che tu non sia rimasta a Londra, allora, ma probabilmente non avresti messo su la meravigliosa famiglia che hai.
      E pensa un po' come sarebbe oggi la vita senza la piccola Nora...
      Un bacione.

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  4. Io avrei voluto o dedicarmi agli altri facendo l'infermiera, o dedicarmi a me stessa e ai miei hobby, studiando al liceo artistico.
    I miei genitori non hanno voluto nè una cosa, nè l'altra. Ho fatto l'insegnante, come voleva mia madre, alla fine è andato bene anche questo lavoro, l'ho fatto con passione e dedizione. Ormai è troppo tardi per cambiare, sono una pensionata ! Saluti.

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    1. Beh, il mestiere dell'insegnante ti ha permesso ugualmente di dedicarti agli altri.
      Pensa se tua madre ti avesse voluta sarta... ;)
      Ti è andata divinamente, dai.
      Buona giornata.

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  5. Volevo fare la fotografa, ho fatto la contabile per più di vent'anni. Il contrario della creatività, insomma, per non dire che ho sempre odiato la matematica e i numeri. Però adesso mi vendico e faccio quello che mi pare ^___^

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    1. E come hai fatto a lavorare in contabilità se odiavi i numeri? Sono confusa. Ahhaaha
      Conosco gente che a scuola moriva d'ansia anche per le tabelline e che, per fortuna, nella vita ha fatto tutt'altro.
      Scherzi a parte, fai bene adesso a fare quello che desideri.
      Non è mai troppo tardi. ;)

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    2. Perchè mio padre aveva un piccola ditta. In pratica i miei mi hanno sempre lasciato libera di scegliere il percorso di studio, ma anche se avessi fatto l'ingegnere nucleare sarei comunque dovuto andare a lavorare in ditta. Le gioie della gestione famigliare...

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    3. Pensa che bello fare la contabile con una laurea in astrofisica e sognare la fotografia. Ahahah
      Comunque, come biasimare i tuoi? Allora e anche oggi, davanti ad un lavoro sicuro, meglio forse accantonare un attimino le proprie ambizioni, per alimentarle in un secondo momento.

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  6. Ricordavo la tua storia e sono certa che il tuo mestiere ti darà ancora grosse soddisfazioni, anche grazie alla recente ristrutturazione che hai fatto in negozio.
    Brava!

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  7. Non faccio quello che sognavo da piccola,ne quello che progettavo da adolescente, ne quello che progettavo da giovane. Ma sono felice di quello che faccio

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    1. Credo che la tua chiusa sarebbe bastata e avanzata.
      Sei felice. Ecco, non avrei potuto augurarti di meglio. :*

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  8. Faccio la bidella con la laurea.
    La cosa più simpatica di questa situazione che mai avrei immaginato in vita mia è che mi diverto molto di più di molti altri lavori che ho fatto! :)

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    1. Dai, magari il tuo sogno era laurearti e l'hai comunque realizzato.
      Poi, quello da bidella è un posto fisso o no?
      Checco Zalone farebbe follie per averlo. :))

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  9. I bambini che vogliono fare i veterinari sono dotati di grande sensibilità, non mi stupisce proprio che Lorenzo ne abbia da vendere.

    Riguardo me, non ho mai avuto grandi ambizioni in ambito lavorativo, nel senso che non ho mai sognato una carriera sfavillante. A me interessa stare bene, in senso lato, che poi sembra poco ma in realtà è tantissimo. Quello che faccio mi piace, nonostante le difficoltà di ogni giorno.
    Un abbraccio, spero che oggi tu ti senta meglio. Kiss.

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    1. Sto appunto preparandomi un'altra spremuta gourmet come quella di ieri. Ahahah
      Meglio non mi ci sento affatto, purtroppo, ma confido di essere in forma per domani.
      Un bacione a te.

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  10. Vediamo... diciamo che ho nutrito molti sogni. Avrei voluto diventare una cantante, ma da piccolissima, poi una disegnatrice di fumetti, una scenografa, una scrittrice, e poi una giornalista, sì. Mi fa piacere che almeno in parte tu abbia realizzato un vecchio sogno.
    Oggi sono insegnante di scuola, ma mi sono ritagliata ampia parte di teatro, altrimenti la mia vena creativa sarebbe stata troppo mortificata dalle regole. :)

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    1. Direi che, allora, anche tu hai realizzato una buona parte dei tuoi sogni.
      Tra il teatro e la scrittura, dai ampio spazio alla creatività.
      E magari riesci persino a trasmettere queste passioni ai tuoi studenti...
      Scusa se è poco!!! ;)

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  11. Da piccolissima volevo fare la parrucchiera, perché bramavo i capelli lunghi,che invece mia madre mi tagliava sempre corti. 😂 Alle medie volevo fare l’arredatrice (non mi chiedere perché, ma io e la mia amichetta di quartiere sognavamo di arredare castelli... e di abitarli, anche!); poi è venuto il tempo dei sogni seri: volevo fare la psicologa, ma a quei tempi la facoltà era a Roma e mio padre non volle mandarmi; ripiegai su Giurisprudenza, con l’idea di specializzarmi in diritto internazionale (Umanitario, nello specifico), ma sai com’è andata avendolo raccontato di recente nel mio blog. Volevo fare la scrittrice, ma quello associato a un lavoro. Conclusione? Ho scelto di fermare la ricerca della felicità al traguardo più bello e importante: i figli. Sono mamma, faccio la mamma e non chiedo di più! 😉

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    1. Ti risponderei che fare la mamma è il mestiere più bello del mondo, ma suonerebbe troppo retorico.
      Allo stesso tempo, le mie lettrici mamme-lavoratrici potrebbero risentirsi.
      Dunque, ti dico che qualunque cosa ti renda serena, sarà per forza la scelta giusta.
      Poi, come nel caso di Guchi chan, non è escluso che prima o poi tu possa tornare (o cominciare) a fare quello che esattamente desideri.
      La vita è piena di sorprese.

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  12. Più o meno Claudia... diciamo che ciò che faccio è una delle cose che avrei desiderato fare ed in particolare è quella per la quale poi mi sono realmente e concretamente impegnata più a lungo e con maggiore coerenza. Altre cose ho dovuto tralasciarle per umani limiti di tempo: abbiamo fatto tutti delle scelte e disponiamo di un tempo limitato. Il sogno dispone di spazi e tempi infiniti ed indefiniti, la realtà invece ci pone dei limiti piuttosto rigidi a cui bisogna adattarsi.

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    1. Peccato che tu non ci abbia svelato nulla del tuo sogno, ma sono felice che la tua attuale occupazione rispecchi i tuoi desideri.
      Buona giornata.

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    2. Hai ragione Claudia: tendo ad essere riservata, però nel mio blog c'è una pagina selezionabile dal menù principale, dove è scritto altro, cliccando si apre una piccola finestra che dà accesso ad alcune pagine, tra le quali una che si intitola "Un giro a vuoto". Apposta il titolo non è molto invitante: se fossi stata una seria blogger professionista l'avrei intitolata: "chi sono" :-D comunque su quella pagina trovi tutte le informazioni sulla mia persona e sul mio blog, almeno quelle che mi sono sentita di condividere in uno spazio pubblico... Per accontentarti ad ogni modo aggiungerò una piccola chicca: io da ragazza frequentavo il liceo classico ed invidiavo molto la maggiore delle mie sorelle che invece, frequentando il magistrale (come si chiamava allora) studiava anche psicologia. Forse la mia passione per lo studio della mente umana è nata allora. D'altra parte le mie passioni erano davvero tante e non sono riuscita a coltivarle tutte...

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    3. Andrò sicuramente a cercare quella pagina, appena ho tempo.
      La psicologia è molto affascinante.
      Per quanto riguarda le passioni non coltivate, mai dire mai... 😉

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  13. Di sogni ne avevo tanti, mio padre avrebbe voluto che seguissi la sua professione di ragioniere commercialista io invece avrei voluto fare il giornalista. Alla fine non ho fatto né l'uno né l'altro! Purtroppo di sogni ne ho realizzati pochi...

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    1. Per esperienza ti dico che avresti fatto meglio a dare ascolto a papà. 😉

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  14. Il lavoro che svolgo non centra nulla con i miei studi/sogni.
    Arriverà però il giorno in cui riuscirò ad unirli e allora ci sarà da divertirsi!!
    Devo solo trovare l'aggancio giusto, ma so che prima o poi ce la farò!

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  15. Sono una docente e no, non avrei mai pensato di fare questo lavoro. Ma scrivo, anche, e questo sì, è sempre stato il mio sogno. Dunque, non so. Se considero l'impegno da autrice come un lavoro, sono soddisfatta, più che soddisfatta. Per il resto, mmm, è un lavoro, lo faccio bene, quindi, ok.

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    1. Mi dispiace se l'insegnamento non è il mestiere dei tuoi sogni, ma è una professione che adoro e che dovrebbe essere vincolata ad una vera passione.
      Ciò non toglie che, senza dubbio, sarai un'ottima docente.
      Quanto alla parte autorale, invece, è bello che tu riesca comunque a coltivare il tuo sogno.

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  16. Avrei voluto fare il gruista, quello che manovra quei tralicci di acciaio col lungo braccio e invece. Scuola e poi fatta scuola finché la sorte mi ha voluto nell'azienda dei genitori e nonni che in pochi anni mi hanno lasciato alla grande decisione e ho scelto i miei boschi. Non è stato facile trasformare il tutto ma adesso ogni giorno sempre più realizzato. La chimica mi serve per aiutare i nipoti e il Lorenzo a preparare gli antigrittogamici per il suo orticello e chiarire i farmaci che i vicini prendono e chiedono.

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    1. Caspita.
      Quindi sei un chimico, se ho capito bene. Wow!
      Ti immagino a fare gli esperimenti con le ampolle da cui escono vapori colorati, anche se nei boschi farai tutt'altro. 😅

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  17. Io avrei voluto fare l'infermiera o comunque lavorare in ambito medico, poi ho capito che senza sentire non avrei potuto capire i pazienti né i medici... Poi ho preso il liceo scientifico (sbagliando) e infine Psicologia, ma sempre senza sentirmi il fuoco sacro addosso. Appena ho trovato un lavoro che non c'entrava una mazza coi miei studi, ovvero in banca, ho mollato a 8 esami dalla fine e senza alcun rimorso. Adesso mi rendo conto che forse ero tagliata per fare l'editor, perché mi piace rivedere e correggere testi. Ma ormai sto bene così.

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    1. Direi che non ti sei accontentata di un lavoretto qualunque, anzi.
      Ti è andata alla grande.
      Potresti fare l'editor nel tempo libero, tanto i turni bancari non sono così lunghi.
      O magari lo farai quando arriverai alla pensione. 😉

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  18. Sinceramente da bambino non avevo un sogno particolare, anzi ero spesso in difficoltà quando mi si faceva quella domanda. Sognavo un lavoro creativo, mi piaceva disegnare come tutti i bambini, ma non avevo idea su come potesse diventare un lavoro forse

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  19. Bella domanda, sai? Perché io non credo di aver mai avuto un "lavoro dei sogni", ma ho sempre voluto scrivere.
    Diciamo che non ho mai visto la vita in previsione di un lavoro, non cado in questa rete del lavora-produci-spendi(forse)-crepa.
    Una volta dissi: mi pagheranno per divertirmi.
    È successo: i miei amici dicono che l'ufficio (e il centro) dove lavoro è il mio parco giochi personale. Ora devo solo estenderlo all'area circostante. Voglio un mondo luna park :)

    Moz-

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    1. Quanto si divertiranno le clone-bloggers se passeranno di qua.
      Un mondo luna park? 😅
      Comunque il tuo lavoro è fantastico e spero che lo conserverai per sempre, assieme all'entusiasmo che hai nel metterlo in pratica.

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    2. Che poi, scrivere: non era per forza inteso come lavoro, volevo semplicemente farlo e lo faccio.
      Grazie mille: non potrà durare in eterno, ma per allora sarò un famoso scrittore NON di e-book a tema LGBT XD

      Moz-

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  20. Da bambino? Calciatore volevo fare, ma ero già scarso da piccolo, ora al massimo è una passione il calcio ;)

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    1. Ahahah
      Non ci credo che eri così scarso.
      Magari solo un po' pigrone. 😉

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  21. eh da bambino non sono certo di ricordare cosa volevo fare, forse il calciatore. Beh diciamo che nell’ambito del calcio ci sono ancora come allenatore, ma nn è chiaramente un lavoro.
    A vent’anni volevo fare il giornalista, ci ho provato ma non ce l’ho fatta, ho lavorto per qualche anno per un giornale di trasporti di Genova ma poi ho mollato perchè non c’era sbocco e il giornale faceva fatica. Poi l’incontro col lavoro che sto facendo ancora oggi mi ha fermato. Chissà magari sono ancora in evoluzione anche se so che non è facile, mi piacerebbe lavorare con la mia passione i libri, o anche insegnare.

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    1. Il fatto che tu faccia l'allenatore per passatempo è meraviglioso.
      Significa che il bambino che è in te è stato soddisfatto.
      Per il giornalista mi viene da dirti che non ti sei perso nulla, francamente. Avresti fatto fondamentalmente la fame, a meno che tu non fossi riuscito a scalare vette molto alte.
      Per i libri e l'insegnamento non è mai troppo tardi, dai.
      Nell'attesa di trovare qualcosa di concreto nel campo, potresti proporti come insegnante volontario nei corsi indetti dalle associazioni culturali del tuo territorio.
      Se hai del tempo libero, è un buon modo per cominciare ad approcciarti "alla cattedra".

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  22. Ernest ha schivato un bel proiettile, come si dice 😁.
    Il nostro settore è particolarmente in crisi.
    Ecco, come sai, io volevo fare il giornalista e lo sto facendo.
    Certo mi immaginavo qualcosa di diverso. Da ragazzino ero più propenso a voler fare solo "il calcio". Adesso preferisco fare un po' tutto, come mi accade.
    Però ti confido che da bimbo dicevo: "Voglio fare l'ingegnere!".
    Ma no, non mi ci vedo.

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    1. Neanch'io ti ci vedo, dai.
      Numeri, cravatte, tablet.
      La penna e il taccuino ti donano molto di più. ;)

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Per colpa di chi ne ha abusato, minando l'atmosfera familiare che si respira su questo blog, sono vietati i commenti anonimi, così come quelli polemici e offensivi.
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