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martedì 5 ottobre 2021

Don Cosimo Schena: il prete poeta ed influencer

 
Come sapete non sono credente, ma ho molto rispetto per la chiesa e per i fedeli.
Dunque, lungi da me scrivere qualcosa col solo scopo di denigrare la categoria, ma soltanto per aprire ad ampie riflessioni.
Lo scorso fine settimana, ad esempio, mi sono imbattuta in una storia piuttosto peculiare, che ho deciso di condividere con voi.
Il ragazzo che vedete in foto è Don Cosimo Schena, parroco dal 2020 della chiesa "San Francesco d'Assisi", a Brindisi.

Da qualche tempo, però, ha scelto di aprirsi al mondo dei social, dove riscuote un certo successo.
La sua pagina Facebook, infatti, è seguita da più di 130mila follower, ma non solo.
Il parroco è attivo anche su Instagram, Twitter, YouTube e TikTok con tantissimi seguaci.

Don Cosimo non ha mai tenuto segreto il suo amore per la poesia e la filosofia, e per offrire i suoi versi ad un pubblico sempre più vasto ed eterogeneo, ha pensato, quindi, di condividerli sui social, fino a raccoglierli in un libro dal titolo "L'amore vola", edito da Herkules Book.
Su richiesta di tantissimi follower e su suggerimento dei suoi parrocchiani, Don Cosimo ha deciso, inoltre, di creare una rubrica fissa chiamata "In Love", dove pubblicare ogni lunedì un video in cui tratta quelli che sono i capisaldi della vita, della fede e dell'amore.
Ma non solo.
Di tanto in tanto il parroco pubblica i suoi aforismi sotto forma di immagini, dimodoché possano raggiungere sempre più utenti, con facilità.
Come detto, il suo operato viene molto apprezzato dai fedeli fisici e virtuali, tanto che questi gli chiedono di essere ancora più attivo sul web, come se un sito ufficiale e numerosi profili social non fossero già alquanto insoliti per un uomo di Dio.

Insomma, cosa ne pensate?
Secondo me è giusto che la Chiesa si modernizzi e sfrutti anche i social per abbracciare fedeli giovani e non, e riabituarli al culto della religione, però il confine tra l'essere un parroco rispettato in città e un influencer da strapazzo, è sottilissimo.
Sulla pagina di Don Cosimo, infatti, ho trovato moltissime foto che lo ritraggono in abiti ecclesiastici o civili, con larghi sorrisi o, addirittura, pose da attore navigato.
Aggiungiamo che, trattandosi di un uomo molto affascinante, il rischio di immaginarlo presto ospite del salotto di Maria De Filippi (magari per cercare l'amore dopo aver lasciato l'abito) è altissimo.

Insomma, non vorrei essere troppo maligna, ma ritengo che i social, i libri, i servizi fotografici e altro siano un po' distanti dallo stereotipo di uomo di chiesa, e forse un tantino esagerati.
Sono troppo bacchettona?

30 commenti:

  1. Io apprezzo questo sacerdote.Buona giornata.

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  2. Il problema non è che un prete decida di modernizzarsi e di utilizzare i media di oggi; il problema sono le socialfogne in sé. Adesso è partito bene; prima o poi, però, gli arriverà addosso la valangata di webeti e di odiatori a prescindere: sarà in grado di reggere il colpo o finirà per rinunciare? O finirà lui stesso per diventare una vittima del sistema e, appunto, trasformarsi in un influencer che mira solo a ottenere visibilità? Non conoscendo questo prete, non ho la più pallida idea di come andrà a finire; io al posto suo ci avrei riflettuto molto attentamente.

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    1. Neanch'io lo conosco, ma non ho molto apprezzato tutti questi post e foto mirati alla vendita del suo ultimo libro che, oltretutto, nulla ha a che vedere con la religione cattolica.
      È buffo che faccia specie a me che sono atea. Quindi mi vien da pensare che per un fedele osservante possa essere persino peggio.
      Ma magari mi sbaglio.

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    2. Essendo proprio come te, un ateo che rispetta le credenze altrui, mi trovo svantaggiato a capire come un vero credente prenderebbe questa faccenda. Diciamo che un fedele dotato di una certa capacità di ragionamento troverebbe questa mossa una smaccata mossa commerciale per promuovere il suo libro; un fedele col paraocchi... boh.

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    3. Quand'ero adolescente frequentavo la chiesa, poiché non avevo ancora le idee chiare. Ricordo che volevo molto bene a Don Angelo Sabatelli, un prete giovane e buono che aveva dato tutto se stesso alla religione.
      Ecco, diciamo che nel mio immaginario, i parroci dovrebbero essere tutti come lui, e conquistare giovani e adulti a colpi di buone azioni, non con foto e click.
      Sarò anacronistica, ma proprio non riesco a immaginare un parroco influencer.

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  3. Personalmente benvenga ogni modo pacifico per evangelizzare e trasmettere un messaggio poetico, di saggezza, positività... Non credo dia fastidio a qualcuno, nel caso è sufficiente non seguirlo.
    Io conosco Don Luigi Verdi della Fraternità di Romena che scrive libri e ogni sabato tiene una rubrica all'interno di "A sua immagine" su Raiuno, oltre a essere presente su Youtube; anche un monaco buddista, che tra blog e Facebook elargisce insegnamenti e attività da praticare. 😊

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    1. Non conosco questo parroco, né ho mai seguito la trasmissione a cui fai riferimento.
      Di sicuro, se il fine è promuovere buoni sentimenti, ogni iniziativa è ben accetta.
      Chissà se davvero qualcuno potrà avvicinarsi alla chiesa grazie a queste trovate.

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    2. Il fine di queste attività è lanciare dei messaggi, degli insegnamenti, trasmettere degli esempi di come sono stati affrontati degli ostacoli più o meno comuni. Sono convinto che se si palesa il proposito di avvicinare alla Chiesa, più di qualcuno dimostra diffidenza.
      Chi va in pellegrinaggio da Don Luigi, è immediatamente accolto e inserito in una comunità autogestita, dove ognuno ha un compito confacente le proprie capacità: pulire le stanze, cucinare, curare l'orto, aggiustare uno steccato; i momenti di preghiera ci sono ma restano facoltativi. E' aprirsi alle altre persone quello che conta, sapere ascoltare le storie degli altri, l'avere una risposta al "Perché sei qui?"

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  4. Troppo bacchettona? Come in altre occasioni dico No, anzi, la penso come te, che manca poco che tutto degeneri.

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    1. Dai, speriamo di non ritrovarlo presto ospite di Barbara d'Urso. 😉

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  5. Sicuramente se fosse il tipico prelato panciuto e pelato avrebbe meno successo X°°D (tu sei bacchettona e io sono una brutta persona, si sa...)
    Scherzi a parte, penso che sia sensato che la chiesa cerchi di avvicinarsi alla gente usando anche i social, ma bisogna appunto stare attenti a non arrivare all'eccessiva spettacolarizzazione, perchè a quel punto anche l'eventuale messaggio perde di credibilità, secondo me. Nel dubbio, astenersi XD

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    1. Con tutto il rispetto, a me un prete su TikTok farebbe venire dal ridere, a prescindere che sia sexy o meno.
      Cioè, mi fanno ridere persino le persone adulte che fanno balletti demenziali.
      Lo trovo proprio un social imbarazzante. Più di altri, s'intende.

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  6. sicuramente una scelta moderna, spero per avvicinare quanta più gente possibile al Signore anche per queste " vie traverse".

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  7. Come credente , ho sempre pensato che , prima di scegliere un altro
    percorso di vita , i sacerdoti erano uomini come tutti .
    Don Cosimo è un poeta e filosofo . Benissimo ma , che sia presente su tutti
    i social no . Potrebbe usare il suo tempo per dedicarsi ad altre attività
    più vicine alla tonaca che indossa . Esempio ? Stare vicino ai ragazzi
    e coinvolgerli in sane attività . Molti sono abbandonati a loro stessi .
    Don Cosimo , pensi a ciò che ha promesso quando ha preso i voti .
    Buona giornata a te . Qui piove sempre , vabbè che ce n'era bisogno ma ...
    Laura ***

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    1. Qui fa ancora un caldo boia e non ne posso più. Oggi ho accorciato un po'i capelli. Di solito lo faccio a settembre, perché smetto di legarli e posso tenerli lisci. Ma quest'anno sudo anche da ferma. Quindi ho rimandato finora.
      E niente. Sto sudando. Da domani riprendo ad intrecciarli.

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  8. Io non conosco questo parroco , trovo che faccia bene ad usare i social, sono il mezzo di comunicazione del momento e , penso, servano anche ad attirare tanti ragazzi in attività parrocchiali, di volontariato, attività sportive , ecc..Spero solo che continui ad usare i social in modo intelligente ed adeguato al percorso di vita che ha scelto. Ciaoo

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  9. Grazie Claudia della notizia fa piacere che non si parli solo di moda, di sport, ma anche di filosofia di cultura e di gentilezza
    Bello anche sapere che un uomo che si è consacrato a Dio a queste abilità e le mette in pratica

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    1. Spero che le migliaia di follower che ha ci sia gente che lo segue anche per fede cattolica e non solo filosofica. 😉

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  10. Un modo come un altro per comunicare con gli altri. Non mi meraviglia che un sacerdote, di questi tempi, scelga la strada del web e dei social. È un uomo giovane, sicuramente carico di entusiasmo e penso, aperto al prossimo per carattere oltre che per vocazione. Tutto ciò che si fa con passione, coraggio e volontà è cosa buona.

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    1. Sicuramente la sua giovane età ha un ruolo di rilievo nella scelta di utilizzare questi canali. Ma ben venga, se continuerà sempre a farne un uso opportuno.

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  11. Per me fa bene così. Non ci trovo proprio nulla di male o di strano o di spiacevole o irriverente in quello che fa.
    Credo che la sua sia una comunicazione efficace e affatto sopra le righe.
    Si, ti ho trovato un po' bacchettona nelle tue considerazioni finali ;)
    Baci.

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    1. Mea culpa. Allora lo sono.
      Ma io un prete che fa le faccette su TikTok, proprio non riesco a concepirlo tale. ;)

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  12. Non conosco il parroco in questione ma, come dico sempre, i social sono solo strumenti: tutto dipende dall'uso che se ne fa... nemmeno io credo di essere bacchettone, tuttavia penso che anche i preti, un po' come tutte le altre persone, un minimo di "galateo professionale" debbano averlo: basta mantenere il giusto equilibrio (hai detto niente... ;) )

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    1. Ecco sì. Un equilibrio che, però, per molti è inesistente.
      E non mi riferisco al caso di specie, perché non ho avuto il tempo di guardare i video di Don Cosimo.

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  13. Un nuovo modo per comunicare.
    Ti auguro una buona serata.

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