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domenica 3 luglio 2022

Basta preoccuparsi di tutto!

 
Il 3 luglio nascevano Franz Kafka (1883), Walter Veltroni (1955), Tom Cruise (1962), e morivano Jim Morrison (1971) e Paolo Villaggio (2017).
Insomma, ho avuto l'imbarazzo della scelta, ma alla fine ho deciso di dedicare l'almanacco della domenica all'autore de "La metamorfosi".

In particolare, grazie ad una sua citazione, vorrei riflettere con voi sull'abitudine che tanti hanno di preoccuparsi letteralmente di tutto.

Il consiglio di Kafka era
“Non disperarti,
non anche per le situazioni
che non lo richiedono.”.

Ecco, non potrei essere più d'accordo.
Personalmente, non sopporto coloro che cadono in crisi d'ansia per il primo inconveniente incontrato.
Invece di star lì a preoccuparsi invano, non sarebbe più facile rimboccarsi le mani e lavorare per trovare una soluzione?

Io, di solito, faccio così.
Quando mi si presenta un problema, concentro tutte le mie energie per risolverlo, e solo quando l'ho superato magari mi concedo un momento di relax.

Spesse volte, invece, tanti tendono ad ingigantire le avversità e a dilaniarsi.
Non saprei quale sia l'approccio esatto, ma magari potete raccontarvi come vi ponete davanti agli ostacoli che la vita immette lungo il vostro cammino.
Tendenzialmente, vi disperate?

30 commenti:

  1. Infatti, preoccuparsi non fa altro che rendere più difficile risolvere un problema. Dall'esterno però sembra menefreghismo.

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    1. Verissimo.
      Ma sai quanto mi importa di sembrare menefreghista? Zero. Perché, in merito al giudizio degli altri (e solo in questo) lo sono davvero. ;)

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    2. Disse un mio amico riferendosi a un altro: "Lui fa il freghista? E io sarò menofreghista di lui!" 😂

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    3. Ahahah
      Fantastico il tuo amico! Gli offrirei volentieri un caffè! Sai che risate!

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    4. A proposito di offrire... Durante un'uscita fuori paese il "freghista" fa al mio amico: "Mi va un panzerotto, ma da solo mi scoccia mangiarlo. Ne vuoi uno pure tu? Offro io..." Accetta.
      A fine serata, arrivati all'auto, il mio amico: "Ragazzi, un piccolo contributo per la benzina..." - "Io ti ho offerto il panzerotto, siamo pari..." - "La macchina non va a panzerotti, vedi se paghi!" 😂

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    5. No vabbè. Il contributo sulla benzina è scandaloso. Poi dove lo hanno preso sto panzerotto? A 200 km da casa?!

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    6. Ti racconto questa : un conoscente di mia madre le ha chiesto di accompagnarlo nell'entroterra a vedere un mobile che voleva
      comperare . Tutto bene . Sono andati a mangiare nelle vicinanze
      e poi lui le ha detto :" Io ho pagato la benzina , lei paghi il pranzo ."
      Che gentiluomo , è ???

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    7. Ahahahah
      Ma che schifo!
      Al di là del gentiluomo, la benzina doveva pagarla per forza perché sono andati a vedere il mobile che interessava a lui, mica a tua madre.
      A pranzo, invece, ognuno avrebbe dovuto pagare la sua parte.

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    8. Nel caso del mio amico, era l'unico automunito del terzetto, per cui "si era fatto due conti" di quanto gli costasse portarci con lui due o tre sere a settimana... Se gli offrivi qualcosa al pub lo accettava come contributo benzina, ma nel caso del panzerotto lui stava facendo un "favore" sennò l'altro non lo avrebbe preso neppure per sé. 🙄
      Però era scrupoloso anche nel rimborsare si qualcuno anticipava per lui, va detto.

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    9. Di solito nelle comitive c'è sempre uno che guida e altri no.
      Quindi ci si può dividere la benzina, oppure chi mette la macchina di solito non paga la pizza, ad esempio.
      Ma sono scelte di buonsenso e non imposte dal guidatore di turno.

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  2. Beh, sul fatto che Tom Cruise non abbia fatto ricorso ai ritocchini chirurgici, avrei da ridire, ma resta sicuramente un bell'uomo e un bravo attore.
    E' bello che tu e Michelle condividiate questa passione.
    Bacioni.

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  3. No , non mi dispero , le situazioni ho cercato sempre di risolverle .
    In quanto al giudizio degli altri....me ne frego , sono i miei sentimenti
    e come vedo la vita IO che contano . E' la mia serenità che vale .
    Buona Domenica . Ti voglio bene . Laura

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    1. Fai benissimo, cara Laura.
      Con un po' si sano menefreghismo si vive meglio e più a lungo.
      Un bacione one one.
      Buona domenica anche a te. <3

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  4. Io quasi sempre, invece di disperarmi, mi arrabbio XD
    Comunque ho imparato da tempo a gestire queste situazioni, mi concedo solo uno sfogo veloce e poi affronto tutto con calma.

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    1. Bravissima.
      Un'arrabbiatura temporanea o un momento di sconforto ci stanno. Siamo fatti di carne. ;)

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  5. Non si dovrebbe, ma a volte vedi tutto nero, per fortuna basta accendere la luce, metaforicamente parlando.

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  6. Coi sassi che la vita mi ha messo tra i piedi c'ho costruito muri..+/-muraglia cinese 🤣🤣🤣
    No dai appena arriva guaio..salute o altro ..mi inc***o ..smoccolo..piango..poi testa bassa e avanti a testate se serve..ma avanti ..
    Non mi piace chi si lamenta sempre ..ovunque..all'infinito..

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    1. Io detesto i piagnistei. Ma conosco molte più persone che non fanno altro che lagnarsi per le futilità, rispetto a quante pensano a ciò che conta davvero.

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  7. Disperazione e preoccupazione sono effetti dell'evoluzione del cervello che ci hanno permesso di sopravvivere in un mondo dove le nostre caratteristiche fisiche sarebbero state inadeguate se non avessimo imparato a usare la mente e l'intelletto.
    La società del benessere però ha rovesciato i valori in gioco imponendo a tutti noi un carico emotivo che spesso risulta insopportabile e per alcuni diventa causa di vita rovinata o comunque complicata.
    Poi ci sono i distinguo. Ti faccio un esempio sulla mia esperienza perché solo della propria esperienza ciascuno di noi dovrebbe parlare.

    Io ho una mente pratica e razionale e non faccio trasparire molto di quello che provo all'esterno con il rischio di apparire distaccato e menefreghista.

    Nell'estate del 2016 a causa di un marciapiede sbeccato mi sono fratturato il piede sinistro spezzandomelo quasi a metà in lungo. Intervento, viti al titanio, gesso e fisioterapia. Un'estate immobilizzato per lo più o con mobilità ridotta e complicata dal fatto che casa dei miei (dove ho passato la convalescenza) si sviluppa su tre piani. Li facevo ogni giorno con le stampelle con grande fatica ma a 42 giorni dall'intervento già camminavo (la previsione era a 60 giorni minimo) e dopo due mesi correvo in spiaggia. Tanti quando vedevano la lastra del giorno dell'infortunio si meravigliavano. Ma io non ho mai pensato che fosse un problema insormontabile. Solo una complicazione in più.

    Qualche anno prima a mio padre diagnosticano un tumore al polmone e lui (non ho ancora capito per quale motivo) non dice a me e a mio fratello dell'intervento pericolosissimo che doveva sostenere per rimuoverlo. Noi arriviamo in Sicilia a cose fatte e tante (troppe) persone tra cui anche familiari ci insultano e ci criticano a denti stretti e dietro le spalle perché noi eravamo a divertirci mentre mio padre si operava (io ero a Roma e mio fratello a Bologna, entrambi perchè vivevamo lì!). Io e mio fratello rispondiamo a tono a tutti e ci stringiamo intorno a nostro padre che da quel giorno vive con il senso di colpa perché crede di averci esposti a una specie di lapidazione pubblica. Si preoccupa ancora oggi, ad anni di distanza, per una parola o un commento nonostante io gli abbia detto più volte di stare calmo e che l'importante è che stia bene. Che degli altri me ne frego. Di fronte alla paura per la salute di mio padre qualsiasi altra cosa mi è sembrata insulsa. I miei oggi soffrono per il rapporto che ho con quel pezzo della famiglia ma io non mi preoccupo: sono stati stronzi, non hanno chiesto mai scusa e quindi ognuno per la sua strada.

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    1. Comprendo la scelta di tuo padre, sebbene non la condivida dalla prospettiva di figlia.
      Da genitrice, però, forse avrei fatto lo stesso, per non far preoccupare mio figlio.

      Quanto ai tuoi parenti, lasciali cuocere nel loro brodo. Te ne dico una al volo.
      Quando molti anni fa decidemmo di non fare più manifesti o messe in occasione dell'anniversario della morte di mio padre, si disse che non ci interessava più di lui.
      La cosa mi fa quasi sorridere, perché chiunque ci conosca anche un minimo sa che non esiste un solo giorno della vita mia, di mia madre e di mio fratello in cui non nominiamo papà, che ci manca più dell'aria, a distanza di undici anni.

      Ah, per il piede, avrei reagito allo stesso modo. Basti pensare che dopo il coma mi davano per spacciata e invece...

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  8. Personalmente sono una di quelle persone che si preoccupa per ogni minima cosa ed essendo molto incline alla paura è facile che pianga, mi disperi e finisca in un circolo d'ansia piuttosto profondo . Tuttavia tra un pianto e l'altro mi rimbocco le maniche cerco una soluzione finché non la trovo. Sono una di quelle persone che non si arrende, se voglio trovare una soluzione alla fine l'avrò se era possibile averne una. Per i piagnistei invece è diverso, anche io non sopporto quelle persone che passano la vita a piangersi addosso (tra l'altro senza mai fare niente per cambiare la loro situazione, e guai a farglielo notare)! Da una parte della mia famiglia purtroppo è una cosa molto diffusa e infatti è estremamente difficile per me avere a che fare con quei parenti. Passano le giornate a piagnucolare per cose futili e di poco conto e pretendono pure che di essere compatiti da chiunque gli capiti a tiro (compresa me, la pecora nera di quella parte di famiglia perché non gli dò corda).

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    1. Mi dispiace che tu soffra di ansia o paura.
      Io, per fortuna, non ho mai provato nulla del genere. Sarò incosciente, se vogliamo, ma sono convinta di poter uccidere un drago con una matita, quindi non mi sento mai in pericolo.

      Anche nel tuo caso torno a ripetere chr certi paremti è bene che rimangano tali solo sulla carta. 😉

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  9. Credo sia proprio una questione caratteriale, questa.
    Quindi chi ha un carattere diverso difficilmente riuscirà a comprenderne le dinamiche.
    Personalmente evito di farmi assalire troppo dall'ansia, perché so quanto sia maledetta. Baci.

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    1. Mi fa piacere che tu riesca a contenere il panico.
      Perché non porta mai a nulla di buono.

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  10. Io conosco gente che va in crisi anche quando non ha nessun motivo per farlo... posso capire alcune persone che soffrono per davvero di ansia ma ce ne sono altre che si creano problemi dove non ci sono per pura pigrizia o per la sola voglia di lagnarsi. @_@

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    1. Quegli atteggiamenti sono dovuti, come si dice dalle nostre parti, "alle mazzate poche". 😂😂😉

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    2. Quanto hai ragione.. ahahahah!

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  11. Il bello è che spesso non ci sono nemmeno maniche da rimboccare, perché il fatto di cui ci si preoccupa è al di fuori della propria portata. Serve una sana igiene mentale per non disperdere energie invano.

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    1. Mi preoccupo poco dei miei problemi, figuriamoci di quelli altrui. 😉

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