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mercoledì 3 luglio 2019

Fecondazione assistita post mortem: vedova leccese diventerà madre

E' risaputo che i progressi della scienza permettano grandi cose. È il caso, ad esempio, della fecondazione assistita post-mortem.
Dalla provincia di Lecce arriva, infatti, il primo caso pugliese (terzo in Italia) di fecondazione con genitore deceduto.

Il padre è venuto a mancare a causa del cancro pochi mesi fa, ma sua moglie darà alla luce un bambino che nascerà il prossimo anno.
La coppia aveva avviato la procedura per la procreazione medicalmente assistita nel 2015, prima che all'uomo venisse diagnosticato il tumore.
Quindi i due avevano avviato l'iter di cure fino alla fecondazione di due embrioni che erano stati "crioconservati" in attesa dell'impianto.
Dato che però, nel frattempo, il cancro ha portato via il marito, è stato necessario il consenso del giudice perché il centro potesse continuare la procedura, considerando che l'articolo 5 della legge sulla procreazione assistita recita che "possono accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi".
Grazie, quindi, alla sentenza del giudice Maria Gabriella Perrone, la giovane vedova potrà dare alla luce il frutto del suo amore.

Posto che i cattolici non saranno d'accordo con questo genere di tecniche di procreazione, io che non ho problemi di bigottismo dovuto alla religione, non so cosa pensare di una vicenda tanto delicata.
Da donna, non credo che avrei la forza di mettere al mondo un figlio in un momento così devastante come quello conseguente alla perdita del coniuge.
Diverso è se si diventa vedove quando la gravidanza è già in corso. In quel caso immagino che la forza ti venga, appunto, "dall'interno".
Resta, però, che se questa moglie sente di poter crescere suo figlio da sola, non credo che nessuna legge dovrebbe impedirglielo.

Quindi, le giunga il mio abbraccio e l'augurio di non sentirsi mai sola nella battaglia della vita.

30 commenti:

  1. è la realizzazione di un sogno lungo millenni. nasce da semiramide. (i cattolici non sono mai d'accordo). ci vuole coraggio, certo. ma la possibilità di scegliere ha del miracoloso.🌹

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    1. Quella non dovrebbe mai mancare. Tutti dovremmo poter scegliere ogni cosa..

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    2. Per Digito . Io sono cattolica praticante e non sempre d'accordo
      con ciò che stabilisce la Chiesa. (Come in questo caso).
      Una donna ha diritto di scelta , avere poi un figlio sarà per
      lei una grande gioia dopo la perdita del marito .
      Tanti tanti AUGURI a Madre e figlio .
      Buona giornata . Ciao Claudia .

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    3. Come ti ho già detto tante volte cara Laura, magari tutti i cattolici fossero come te.
      Senza offesa per nessuno.
      Buona giornata.
      Un bacio

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  2. Credo sia una buona cosa. La vita ti porta via il tuo amore ma ti lascia la possibilità di avere un figlio con una parte di lui. Oltre a portare a termine il vostro sogno e a darti la forza di andare avanti nonostante il dolore

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    1. Lo credo anch'io. Ma quanto coraggio ci vuole? O forse è proprio questo progetto a dare alla vedova la forza per andare avanti...

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    2. Esatto.non credo pensi a tutti i problemi che dovrà affrontare sola, ma a tutto quello che potrà darle il loro bambino

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    3. Diciamo che io non mi riferivo ai problemi, ma proprio alla voglia e forza di vivere che ti viene a mancare.
      Quando persi mio padre, dopo due settimane avremmo aperto un negozio. Era praticamente tutto pronto, ma mandai a monte il progetto, perdendo anche dei soldi investiti.
      Non potevo pensare di stare a contatto con la gente, ogni giorno, di avere orari prestabiliti, né di fare alcunché.
      Volevo solo vivermi il mio lutto in doveroso silenzio.
      Non so se ho reso l'idea, adesso.

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  3. Credo le questioni religiose c'entrino poco: questo bambino nascerà e crescerà senza un padre, e la madre ne è pienamente consapevole, il coniuge non è morto a gravidanza iniziata. Ci vedo solo tanto egoismo da parte della donna.
    In linea generale non sono favorevole a questo armeggiare genetico: ci sono bimbi già nati e pronti per l'adozione (la cui burocrazia andrebbe però snellita), se la coppia ci avesse pensato invece di congelare i propri semi...

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    1. Mi vien da pensare che questa coppia non sarebbe mai riuscita ad adottare un bambino, a maggior ragione all'indomani della scoperta della malattia di lui.
      Purtroppo.
      Resta che la burocrazia andrebbe sì snellita, e magari anche i requisiti necessari per permettere l'adozione.
      Una busta paga da tremila euro e un wc in oro non sono certo indice di amore e dedizione nei riguardi di un bambino...
      Ma in Italia sembrano contare di più...

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    2. Ogni storia è un caso a sé, ma a me fa strano consentire a un bimbo di non avere un padre e opporsi al fatto che ne abbia due...

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    3. Stranissimo.
      Ma anche lì, per me, è tutta questione di bigottismo.
      E chissà se davvero la responsabilità è (solo) della religione...

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  4. Ci vuole grande forza e coraggio, ma ognuno deve essere libero di scegliere.
    Sereno giorno.

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    1. Infatti.
      Lo dicevo anche a Germano (Digito).
      La libertà di scelta è fondamentale.
      Buona giornata.

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  5. Diritto di scelta pieno ma penso al nascituro che verrà alla luce già orfano di un genitore. Quanto alle possibilità della scienza, qui parliamo di far nascere una vita quindi ben vengano nuove tecniche in tal senso.

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    1. Sai che paradossalmente credo che per il nascituro l'assenza del padre sarà la normalità e che non ne soffrirà fino ad aver raggiunto un'età molto più consapevole?
      Diverso è quando un bambino di otto anni (ad esempio) rimane orfano. Il vuoto che ti lascia la perdita di un genitore è davvero incolmabile.

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  6. Sono molto combattuta sull'argomento.
    La maternità è un dono immenso. Più di un'amica ha potuto avere figli grazie ai 'sofficini' - modo sdrammatizzante per chiamare gli embrioni congelati.
    Conosco molto bene anche la fatica di crescere un figlio: da piccolo con i suoi bisogni e da grande con altre esigenze.
    Posso però solo immaginare la solitudine per essere rimasta vedova, i sogni infranti, gli obiettivi irrealizzabili assime....ma siamo sicuri che una maternità può essere la 'soluzione'?
    Parlo per sommi capi, non conoscendo la donna non posso sapere, se però un giudice ha dato l'assenso immagino ci saranno state molte valutazioni anche psicologiche.
    Resta il fatto che rimango sempre combattuta...

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    1. Mi hai fatto venire in mente il vecchio "chiodo schiaccia chiodo" che di usa in amore.
      La fretta di trovare un nuovo partner per dimenticare il precedente o, in caso di vedovanza, per smettere di soffrire.
      Ecco, questo figlio sembrerebbe avere quasi la stessa funzione.
      Ma voglio sperare di no.

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    2. Pensa anche al pratico: tu puoi permetterti di fare la mamma a tempo pieno perché hai un marito che lavora. Io part time, perchè comunque entra anche un altro stipendio.
      Lei? Dovrà lavorare minimo 8 ore!
      E il figlio chi lo cresce?? Se va bene i nonni, altrimenti nido e tate....
      Certo: vale spesso così anche chi di genitori ne ha 2, però....stò chiodo non mi convince.

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    3. Ma no...
      Lei otterrà la pensione di reversibilità, che in Italia è così penosa che, probabilmente, non supererà i 3 o 400 euro...

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    4. Condivido in pieno i dubbi di laperfezionenonfaperme. Un figlio è, prima di tutto, una persona, non una soluzione. E una persona dovrebbe essere un fine, non un mezzo.
      Poi magari mi sbaglio, la sua sarà un'esperienza di maternità fantastica e il figlio crescerà bene e senza problemi legati alla mancanza del padre. Certo, questo lo scopriremo (o meglio lo scoprirà la madre) alla fine della storia.
      A noi spettatori restano solo le perplessità, a me personalmente, il dubbio che oggigiorno mettiamo al mondo i figli con l'ostinata volontà di non far mancare loro niente, dal necessario al superfluo. Però poi di un genitore si può fare a meno, scientemente e volutamente, sin da prima di metterlo al mondo.

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    5. A me invece vengono in mente tanti discorsi sulla maternità a tutti i costi che non ho mai condiviso.
      Però parlo da madre naturale privilegiata.
      Chissà cosa ne penserei se fossi, ad esempio, sterile.

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  7. Cara Claudia, dico la verità, io leggendo tutto questo, mi do delle domande, come era bello un tempo quando sentivi le sorprese, sai aspetto un bambino!!!
    Ciao e buon pomeriggio con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Capisco a cosa ti riferisci e posso immaginare che il progresso scientifico ti spaventi, in un certo senso.
      Ma là dove non arriva la natura è giusto che la scienza aiuti.

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  8. un figlio tanto, tanto desiderato come in tante famiglie, come tra tante coppie e la privazione. Pensavo a questi giorni agli ibridi vegetali realizzati in anni di studi e noi ominidi. Inquinamento, stress, alimentazione, sempre più ibridi, ma anche tanti x mancanza di coraggio si riducano a ibridi...facendo scelte sessuali secondo me sbagliate.

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    1. Essere genitori è, a mio avviso, la più grande delle fortune.
      Per questo non mi sento di giudicare chi utilizza metodi alternativi per poterlo diventare.

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  9. E' un grande atto d'amore, però non so se sia etico nonché moralmente giusto tutto ciò, comunque buona fortuna a lei.

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    1. Mi vien da pensare che, di fronte all'amore, l'etica conti poco o nulla.
      Ovviamente nel rispetto di tutti.

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  10. Difficile capire fino in fondo queste scelte. Mi auguro comunque che tutto vada bene e che questa donna ritrovi, con la genitorialità, anche un po' di pace.

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