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lunedì 6 luglio 2020

Vita da blogger: quando la recensione è negativa e il committente non lo accetta

Grazie alla bacheca Facebook di Silvia ho appreso, ieri, una notizia che attiene al mondo dei blogger che mi ha lasciata del tutto sconcertata.
Per i dettagli, vi consiglio di leggere l'articolo di David Puente, poiché io vorrei allargare la questione e non trattare solo il caso di specie.
In ogni caso, vi sintetizzo la vicenda.

L'ufficio stampa de "Il taccuino" invia a Daisy del blog "Lettrice per passione" una copia del libro "Vite strappate in Italia dagli anni '70 ad oggi", chiedendole di recensirlo sui suoi canali social.
Tutto molto bello, finché la blogger non pubblica su Instagram la sua recensione, nella quale stronca l'opera, spiegando di non essere riuscita a leggerla per intero.

"Vi è mai capitato di non riuscire a finire un libro?

Purtroppo a me è successo con Vite strappate in Italia dagli anni Settanta ad oggi di Antonella Betti edito Editrice Italia Semplice.
È un libro a metà strada tra saggio ed inchiesta in cui viene affrontato il problema dei bambini tolti alle famiglie senza reale motivo oppure con motivazioni apparenti, per il guadagno ora di professionisti corrotti, ora di tutte quelle strutture e comunità che accolgono il minore “abbandonato”.
Il libro infatti segue due percorsi: da una parte troviamo la parte teorica dove vengono esposti concetti riguardanti il mondo degli affidi e delle adozioni; dall'altra parte, l’autrice porta diverse storie a sostegno della sua tesi.
Io sono una persona che cerca sempre di portare a termine una lettura (soprattutto se per collaborazione) fino alla fine, perché lo trovo rispettoso nei confronti di chi dietro quel determinato libro ci ha lavorato. Con questo però non sono riuscita.
Mi sembra doveroso fare una premessa: io sono laureata e specializzata come assistente sociale. Direte voi: allora sei di parte? No, non credo di esserlo perché ho deciso di specializzarmi in altro. È vero, però, che è un terreno a me conosciuto.
Tornando al libro, quindi, la cosa che non ho molto apprezzato è il modo di trattare l’argomento. È come se si volesse gridare ad un sistema corrotto, ma portando a favore tesi un po’ tirate. All’interno del libro, infatti, ci sono anche storie di importanti disfunzioni familiari. Genitori che, veramente, non riescono a far fronte alle esigenze del minore. È stato dunque necessario procedere con l’allontanamento del minore dal nucleo familiare. Io quindi non vedo l’ingiustizia fatta dalle figure e strutture preposte.
Non ho poi molto condiviso la scelta stilistica. L’autrice ha voluto usare un linguaggio professionale, tipico delle relazioni sociali che, secondo me, ai fini della lettura per un vasto pubblico diventa poco scorrevole.
È, comunque, un romanzo che tratta tematiche delicate ed importanti degne di essere approfondite.".

Come si comporterà l'ufficio stampa in questione? Invierà a Daisy una mail con la preghiera di rimuovere la sua recensione?
No. Penserà male di pubblicare su Instagram una serie di post altamente offensivi e diffamatori rivolti alla blogger, densi di commenti disgustosi e sessisti.
Ma non solo. Oltre a denigrare la professionalità della blogger che "conta meno di zero" e "non è nemmeno una vera giornalista" nel goffo tentativo di ristabilire l'ordine, l'ufficio stampa accusa Daisy di essere fascista e ringrazia i tanti che hanno manifestato solidarietà nei riguardi dell'autrice e dell'editore.
La verità è, però, che su Instagram il mondo dei book blogger non ci sta ed esprime alla ragazza il proprio sostegno, denunciando l'atteggiamento di coloro che commissionano recensioni che, però, sarebbero valide solo se positive, e facendo diventare virale il caso.

Questo è esattamente il motivo per cui, sinora, non ho mai accettato collaborazioni.
Perché, come sapete, non so e non voglio mentire. Dunque, se un libro mi fa schifo o una crema mi unge troppo la pelle, voglio essere libera di dirlo, senza essere tacciata di inettitudine.
Ecco perché anche nel mondo dell'editoria, così come in tutti gli altri settori, abbondano le recensioni false acquistate a tavolino, e i book (e clone) blogger nascono come funghi, spesso al fine di aumentare l'indice di gradimento di un determinato libro, affossandone, invece, quello di altri concorrenti.

Voi, invece?
Vi sentite liberi di dire la verità quando scrivete dei post sponsorizzati?
Vi è ai capitato di incorrere in problemi analoghi a quello che vi ho raccontato?

Intanto, dalla pagina Facebook di David Puente, ho scoperto che l'ufficio stampa in questione continua a scavarsi la fossa da solo.
Ieri, infatti, ha pubblicato un post "di scuse", spiegando che l'autore di quei commenti ha perso il figlio la scorsa settimana, e non può definirsi lucido. Peccato che Puente, nel tentativo di capire chi fosse questo povero padre disperato, abbia spulciato nella sezione staff del sito dell'ufficio stampa e scoperto che ai nomi riportati corrispondono fotografie false. (Alessandro Roversi è associato alla foto di Luigi FormatoDavide Rossi ha il volto di Michele Antoniazzi che lavora per la Ferrari, ecc).
Dunque, questa gente non esiste? E se esiste, perché ruba il volto di poveri terzi ignari?
Il mistero si infittisce e sono certa che ne vedremo ancora delle "belle".

66 commenti:

  1. Ho seguito la faccenda tramite il gruppo Fb “I Racconti delle Ragazze” del quale faccio parte: quello che è accaduto è altamente screditante per l’ufficio stampa che, penso, abbia finito di lavorare. Si sono bruciati da soli, senza troppa fatica e in modo alquanto stupido: vuol dire che è gente che si improvvisa. Recuperare la brutta e inopportuna reazione dell’autore del commento che ha scatenato la bagarre raccontando della sua tragedia personale è ancora più di cattivo gusto. Voto al tutto? Zero tagliato.
    (Che poi, la recensione non diceva assolutamente nulla di così offensivo: non mi sono mai interessata ai giudizi sui libri dei bookblogger, perché so che per la maggior parte sono pochissimo sinceri)

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    1. Onestamente non credo che nessun figlio sia davvero morto.
      Questi ne sparano una al secondo e sono solo dei ciarlatani.
      Diciamo che dovrebbero gestire l'ufficio stampa di Vanna Marchi, e magari imparare a scrivere, visti i numerosissimi orrori grammaticali presenti nei loro post...

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  2. Mah...il tipo ha esagerato.
    Però se per “lavoro” devi recensire un libro come minimo te lo leggi tutto.
    Se sei a casa tua e a nessuno gliene frega niente il libro lo puoi anche cestinare.
    Ma se qualcuno ti ha chiesto di leggerlo per recensirlo..sforzati di farlo.





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    1. Ma se un libro fa schifo (parlo in generale, non del caso di specie) è giusto dirlo.
      Se vogliamo Daisy è stata ingenua a scrivere di non averlo finito, perché poteva stroncarlo anche omettendo questo dettaglio e sono certa che dall'altra parte l'avrebbero comunque inondata di offese e volgarità.
      Solo perché la verità fa male...

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    2. Concordo con Max (e ha ragione Claudia: che bisogno c'era di dirlo, di non aver finito il libro?).
      Comunque bisognerebbe aprire un dibattito. Tutti facciamo recensioni. Lo facciamo bene? Male?

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    3. Le recensioni sono ben fatte solo se buone. A prescindere che siano commissionate o spontanee.
      Vedi ad esempio il film di cui parlavamo ieri sera? Mi è piaciuto troppo e ne scriverò. Se avessi visto una schifezza, non mi sarei nemmeno presa la briga di perderci i venti minuti della stesura di un post.

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    4. Daisy è stata onesta nell'ammettere di non aver terminato il libro, ma poco professionale nell'aver recensito un libro non letto integralmente. Complessivamente ha sbagliato, è lei la causa della reazione del committente a mio avviso; purtroppo l'onestà non paga, siamo nell'epoca delle maschere.

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    5. Gaspare, non siamo ipocriti. Il committente si sarebbe lamentato anche se lei avesse letto tutto il libro.
      Semplicemente è così ignorante da non accettare una recensione negativa.
      I fati parlano da soli.
      E comunque la sua reazione è completamente spropositata.

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    6. Conosci il committente per affermare ciò?
      Spalleggi Daisy per qualche motivo personale?
      Ipocrita mi mancava come appellativo, fosse almeno pertinente con la mia persona... Come puoi uscirtene con certe parole, peraltro "in casa tua"?

      Le cose non stanno per forza sempre come le vedi tu. E le opinioni discordi dalle tue, quando argomentate, è buona educazione accettarle.

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    7. Non ti ho dato dell'ipocrita, ma parlavo in generale.
      I fatti (ovviamente con due t, non come nel commento sopra) sono evidenti, posto che non conosco questa Daisy né il committente.
      Lei scrive una recensione educata ma negativa.
      Dall'ufficio stampa del committente rispondono con insulti GRAVI, non solo per sessismo, ma proprio per il confine con la diffamazione.
      Cioè di cosa stiamo parlando? Io non conosco né la blogger né questa strana agenzia che, però, ho tacciato di ignoranza, anche solo per gli orrori grammaticali (non assolutamente di battitura come accade a me e a tutti) presenti nei post.

      Poi se vogliamo giustificarli, per me è ipocrisia.
      Lo spiegavo anche a Max. L'hai letto il parallelismo con lo schiaffo e le 32 coltellate? Ecco. Per quanto mi possa sforzare di semplificare ulteriormente il discorso, non trovo parole più idonee.

      "Il taccuino" ha diffamato la blogger e per questo motivo andrebbe condannato nelle sedi opportune.
      Lei, non ha terminato la lettura di un libro che, però, ha recensito, oltretutto senza chiedere in cambio nessun compenso. Vogliamo mandarla alla gogna? Non fatemi ridere.

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    8. Mi spiace ma stavolta mi sento insultato nelle mie opinioni.

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    9. Opinioni che non ho compreso.
      Mi dispiace che tu ti senta insultato, ma non ti chiederò scusa, perché non ho offeso nessuno.
      La vera offesa è all'intelligenza di tutti, se sosteniamo che questi dell'ufficio stampa non abbiano torto al cento per cento.
      Anzi, al 98, visto che vi fossilizzate sul fatto che la ragazza non abbia portato a termine la lettura del libro.

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    10. povero G che si sente insultato.....i problemi della vita...

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  3. Non ho il problema di scrivere post sponsorizzati😅😅.
    Nel caso di specie mi sembra che l'italiano scarseggi nel taccuino, già questo dovrebbe far pensare

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    1. Infatti.
      Si propongono per far emergere nuovi autori e non conoscono le basi della grammatica.
      Pensa un po' che tipi...

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  4. Secondo me Daisy ha sbagliato una cosa: il libro si deve finire, quando si riceve un incarico professionale.
    E' come se un critico cinematografico uscisse dal cinema a metà del film e lo recensisse comunque.
    L'ufficio stampa ha totalmente sbagliato: bastava criticare chi ha fatto la recensione muovendo la mia stessa critica, in termini ortodossi.

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    1. In passato ho recensito molti libri per lavoro e mi è capitato di non terminarne alcuni, perché troppo noiosi o sconclusionati, ma ovviamente non l'ho mai dichiarato.
      Ripeto, Daisy ha peccato di ingenuità.
      Mentre l'ufficio stampa è stato del tutto penoso e inqualificabile.

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  5. Recensioni di libri non letti,ma come,fai a meno di recensire!OLga

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    1. Non finiti.
      Non ti è mai capitato di capire che un libro era pessimo già dai primi due capitoli? A me sì. E l'ho lasciato sulla mensola.
      Però, effettivamente, ho evitato di recensirlo.

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  6. A me è capitato di interrompere un libro perché proprio non mi prendeva, dopo averne terminato un altro col latte oramai alle ginocchia se non all'inguine ("Il giovane Torless", per la cronaca). Ma si trattava, come quasi sempre, di letture personali: per questo rifiuto di farmi prestare libri, non voglio doverli terminare a forza.
    Accettare di recensire sottintende una lettura integrale dell'opera, oppure rinunciare: come ha agito la blogger lo ritengo sbagliato quanto meno perché non si sforza di essere obiettiva, scatenando al tempo stesso una reazione quanto meno spiacevole dall'altra parte.

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    1. Spiacevole mi sembra riduttivo.
      Io la definirei completamente fuori luogo e diffamatoria.

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    2. Perché tu credi che nel web esista la deontologia professionale? Che tutti quelli che ci bazzicano sappiano di cosa si tratti? Alcuni bypassano addirittura la netiquette...

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    3. Se noi per primi giustifichiamo simili episodi violenti e aberranti, non possiamo poi lamentarci del livello del web.

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  7. Tutti facciamo recensioni. Ma farle sponsorizzati già incrina una serena obiettività, a mio avviso.
    Io recensisco e stronco a nome mio. Mi sponsorizzerebbero in pochi.
    E non metto neanche fastidiosi banner sul blog. ;)

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    1. E dopo l'oroscopo te la prendi coi banner?
      Indovina un po'?
      Come al solito ti mando a quel paese. Sempre con affetto. 😜

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    2. C’ha ragione Frank ..toglili 😀😘

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  8. Mi sa che qua troverai pochi che daranno ragione a quella blogger😀
    Ma è scontato dai...alla fine c’ha ragione chi l’accusa di essere poco professionale.
    Anche se sinceramente se devo promuove un libro magari mi informo meglio su chi voglio che lo recensisca.
    Adesso non so se l’ufficio stampa scegliendo comunque una blogger a gratis stava giocando al risparmio.
    Quindi entrambi hanno peccato su qualcosa .
    I committenti a sceglierla e lei a non leggere integralmente il libro.
    Al di là che poi ne fosse uscita una rece comunque negativa

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    1. Bravissimo.
      Sei arrivato al nodo della questione.
      I blogger sono belli e cari se scrivono recensioni positive, in caso contrario, invece, diventano dei non giornalisti dalla professionalità zero.
      Allora, se il tuo libro vale, mandalo ai veri giornalisti e PAGALI. Se vuoi risparmiare non puoi sperare che un blogger ne scriva bene solo per paura di essere screditato dall'autore o dalla casa editrice.
      Sulla professionalità della ragazza, ci sarebbe molto da dire, ma il punto non è questo.
      È come se io ti dessi uno schiaffo e tu, per ripicca, mi ammazzassi con 32 coltellate in pieno petto.
      Saresti un folle da condannare all'ergastolo senza condizionale e nessuno al processo ti darebbe attenuanti per un banalissimo schiaffo ricevuto.
      Ho reso l'idea?
      Loro hanno esagerato. Senza se e senza ma, e spero che ne paghino le conseguenze.

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  9. Forse l'ufficio stampa pensava che, dando i libri ai blogger, questi avessero sempre un "occhio di riguardo". Cosa che non è avvenuta in questo caso. Le offese alla blogger poi sono qualcosa da denuncia

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    1. Bravissimo Fabrizio!
      Finalmente qualcuno che parla la mia lingua!

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  10. Mah...non penso che ne usciranno con le ossa rotte.
    Si son già scusati no?
    Il problema delle recensioni per me è una cosa molto delicata.
    Se qualcuno lo fa come lavoro dovrebbe essere obiettivo no?
    Poi chiedere a qualcuno di recensirti un libro porta comunque un margine di rischio.
    Devi accettare che a qualcuno non piaccia quello che scrivi.
    Si spera comunque che legga il libro per intero😀 almeno

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    1. Si sono "scusati" e hanno continuato a dire bugie su bugie, tanto che adesso la loro pagina Fb risulta cancellata e il sito, casualmente, in work in progress. Cercheranno altri nomi o foto da associare al presunto staff?
      Comunque sì, qualunque blogger, giornalista o semplice lettore dovrebbe essere obiettivo, a meno che non gli si venga chiesto, in cambio di denaro, di scrivere belle parole.
      Ecco, anche questa è una cosa che non ho mai fatto e mai farò.
      Se il tuo libro fa schifo te lo dico, non transigo.
      Però lo leggo tutto. Giuro. 🤣🤣

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  11. Guarda sul mondo dei bookblogger ci sarebbe da spendere tante di quelle parole.
    Parlo di chi intende lo scrivere libri un mestiere ma non lo fa professionalmente oppure scrive recensioni ma non è qualificato ( c’e poco da girarci attorno in Italia siam tutti poeti e scrittori..ma perché c’è lo diciamo noi) è indubbio che prima o poi va a cozzare con chi lo “rimette al suo posto “ diciamo così

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    1. Tu sei sempre troppo avanti.
      Anticipi un mio post che ho appena scritto ma che pubblicherò nei prossimi giorni, proprio sul fatto che siamo tutti scrittori o poeti.
      Vedrai... ;)

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  12. O meglio lo fa tornare con i piedi per terra

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  13. E’ chiaro che non mi riferisco a chi scrive per diletto e ci riesce pure bene e soprattutto non ha atteggiamenti da scrittore consumato.
    Se fosse così non starebbe a perdere tempo con i blog

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  14. Allora aspetto quel post😀😘

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    1. Credo di pubblicarlo mercoledì. Giusto per staccarlo un po' da questo, se no sembro ripetitiva e poi mi sgridi. :P

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  15. Ciao Claudia,sono contenta di averti dato questo spunto! Come dicevo a una mia amica ieri, io ho un blog di libri e cultura in cui le collaborazioni sono piuttosto rare. Si trovano tutte nella mia rubrica "Letture...consigli in primo piano", sono circa una decina e riguardano autori che mi hanno chiesto loro, una volta, un parere, lasciandomi però l'assoluta libertà di una hobbista (tre sono persone che conosco, tra l'altro). Tutti gli altri post sulla lettura sono su libri scelti da me (quasi sempre in biblioteca) e poi c'è il resto: cinema, teatro, arte, musica, scrittura creativa...sempre scelto da me in libertà.
    Ho pensato tanto e più volte alle collaborazioni con le CE e ho concluso che (secondo me ovviamente) il problema è il caro vecchio adagio della botte piena e della moglie ubriaca. Mi spiego meglio: non puoi pretendere sia la gratuità che l'obbedienza come se quella persona fosse un dipendente. O ti accontenti di ciò che può fare un hobbista (che scrive quel che vuole quando vuole ed è libero di criticare e dire no) e non butti fuori neanche un cent, oppure, se vuoi dare ordini, paghi. E no, per me non vale neppure il ritornello delle CE "tu sei un appassionato di lettura quindi il tuo premio è il libro", perché quel libro può essere anche il più bello del mondo, ma se te lo inviano così senza preavviso (quando magari tu con quella CE hai fatto una collaborazione saltuaria tempo prima e poi più niente, oppure non leggi quel determinato genere) e poi ti danno pure una scadenza e indicazioni per fare la recensione, beh, allora non è un premio, è un materiale di lavoro.
    Alla luce di tutto questo, hobby per hobby, gratis per gratis, i miei libri li scelgo da sola. Che senso ha cercarsi un "padrone" che gestisca la tua passione e che poi magari, se le cose non vanno come dice lui, reagisce alla stregua di questo "Il Taccuino"?
    Scusa lo stream of consciousness, ti avverto anche che la maggior parte dei bookblogger la pensa in modo diametralmente opposto a me, ma secondo me è giusto parlarne... Il Taccuino è solo una vergognosa e imbarazzante punta dell'iceberg!

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    1. Non so come la pensano i tuoi colleghi, ma io sono assolutamente d'accordo con te.
      Fai bene a scegliere i tuoi libri in biblioteca e a leggere solo quello che ti va.
      Come hai ben detto, diversamente si parla di lavoro e non di hobby, e non è assolutamente giusto che le case editrici pretendano questo servizio gratis.
      Al vostro posto (dei book blogger) non saprei che farmene di una libreria fitta di libri che magari non mi piacciono, e quantomeno chiederei come ricompensa la copia di una determinata opera, non di quelle che avanzano.
      Non so se ho reso l'idea.
      Mi fai tornare in mente un mio vecchio post in cui spiegavo che scrivere è un lavoro e come tale va retribuito.
      Gli hobby sono tutt'altra cosa e riguardano solo quello che ci piace, senza scadenze, limiti e must.

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  16. È evidente che questo editore cercava solo recensioni favorevoli da mostrare come trofeo per un libro che quindi, si sarebbe dedotto dalle stesse, era da leggere assolutamente. Quindi sono stati punti nel vivo e si sono infuriati quando hanno visto che una blogger piccola ma libera ed indipendente "osava" dare il suo parere, negativo, a quell'opera. Non hanno accettato che un piccolo blog indipendente affermasse in piena libertà le sue opinioni su quel libro. Ecco quindi il deplorevole, inaccettabile e squallido attacco, attacco che sarebbe già grave nella misura in cui volesse impedire alla blogger di esprimere il suo pensiero, ma che nel caso di specie, diventa ancora più squallido ed infamante per i toni e le parole volgari usate e scritte in rete per attaccarla. Massimo sostegno a Daisy e totale condanna per il comportamento tenuto e per le azioni compiute dall'editore di quel libercolo.

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    1. Bravissimo.
      Inutile fossilizzarsi sul fato che Daisy non abbia completato la lettura del testo.
      Qui si rasenta la follia!
      Però, ad onor del vero, vorrei precisare che questo ufficio stampa non ha nulla a che fare con la casa editrice che ha pubblicato il libro in oggetto.
      Si tratta, infatti, di una sorta di agenzia (o non saprei come definirla) che vende pacchetti pubblicitari e promozionali, direttamente all'autore o alla sua casa editrice.
      La faccio breve.
      "Caro Daniele, dammi cento euro e ti garantisco che ben venti blogger recensiranno il tuo libro e che questo salirà in alto agli indici di gradimento".
      Ho reso l'idea?

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    2. Cosa che poi si potrebbe fare benissimo anche senza pagare...tipo il booktravel o non so come si chiama che fanno tanti boom blogger.
      Anche se una di queste una volta ha scritto che ha venduto di più portando le copie del suo libro alla parrucchiera di fiducia

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  17. Per quel che mi riguarda, se un libro non mi piace , dopo qualch capitolo, lo lascio lì. Però evito di parlarne male, non ne parlo proprio. Perchè quello è solo un mio giudizio personale, ad un altro può piacere. Ricordo di avere aspettato ad acquistare "La ricamatrice di Wincester " di un'autrice che amo molto, perchè su Amazon , avevo letto un commento che lo stroncava completamente. SEcondo me, chi aveva lasciato questo commento molto negativo, non aveva neanche letto il libro. Io, alla fine , l'ho acquistato e letto e mi è piaciuto moltissimo , come tutti i libri di Tracy Chevalier, l'autrice. Saluti.

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    1. Anch'io mi accorgo subito se un libro non fa per me, ma cerco sempre di non stroncarlo, a meno che non mi venga espressamente richiesto cosa ne penso.
      In quel caso, rispondo che non è il mio genere e che non sono riuscita a leggerlo, e che dunque non sono la persona più adatta per esprimere un giudizio.

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  18. Come sai scrivo recensioni cosmetiche da 10 anni e l'ho sempre fatto con la massima onestà. Non ho mai denigrato il lavoro altrui solo perché un prodotto non mi piaceva, però ho scritto che quel prodotto non mi piaceva e l'ho sempre fatto con grande trasparenza. Recensire vuol dire raccontare la propria opinione così com'è, senza infiocchettarla.
    Chi non accetta critiche e opinioni diverse non dovrebbe inviare prodotti ed esporsi al giudizio altrui, semplicemente. Hanno fatto una pessima figura.

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    1. Ps= io non ho mai voluto fare post sponsorizzati, ovvero pagati.
      Sono libera e sempre lo resterò.

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    2. Va detto, infatti, che Daisy non ha assolutamente offeso l'opera o l'autrice, ma espresso un parere legittimo che può non essere condiviso, ma non per questo andrebbe condannato.

      Fai bene a non accettare sponsorizzazioni. Almeno puoi dire sempre la verità, pur col garbo che ti contraddistingue.

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  19. Le recensioni fatte a tavolino sono orribili, purtroppo sembra essere quasi una moda, ci sarebbero di esempi (e in generale dico). Comunque pessima figura la loro.

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    1. Sì sì.
      Recensioni concordate ve ne sono tantissime. E ovunque.

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  20. Cara Claudia, io arrivo in coda, per`la penso che gli altri, e aggiungo che le bugie anno le gambe corte e non scappano mai...
    Ciao e buona giornata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso 

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    1. La verità dovrebbe trionfare sempre, ma non accade davvero così spesso.
      Buona giornata a te.

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  21. Buongiorno Claudia, si ricorda di me? Sono passato qualche post fa a salutarla.
    Ho letto, in alcuni suoi articoli, che racconta di un tremendo incidente che le è capitato in gioventù e le ha causato profondi problemi, anche connessi alla memoria.
    Sono stupito perché lei ha una grinta incredibile, visto che alla faccia dei dottori riesce a leggere, scrivere e recensire.
    Magari ci fossero più persone così forti di carattere.
    A presto,
    G.

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    1. Non saprei riconoscerla, visto che si firma con un'iniziale.
      La grinta è una delle mie caratteristiche predominanti.
      La ringrazio per averla apprezzata.
      I dettagli circa il mio incidente li trova nel post "La me stessa che ero".
      Grazie di essere qui.
      Un abbraccio.

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  22. Io collaboro con una collana editoriale che mi invia l'anteprima di alcuni libri da leggere, se mi interessa la trama mi inviano il libro gratuitamente, lo leggo e successivamente scrivo la recensione (che può essere anche non proprio positiva anche se all'inizio la storia mi incuriosiva, una volta mi è capitato), se il libro non mi interessa lo rifiuto. Il tutto senza scadenze e non ho mai avuto problemi.
    Quelli del Taccuino si sono comportati malissimo e le offese sono da denuncia, ognuno deve essere libero di esprimere la propria opinione riguardo un film o un libro.

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    1. Credevo che le scadenze fossero un must.
      Una volta mi proposero la lettura di un libro che mi sembrava molto interessante, ma gli dissi che volevo la copia cartacea, perché leggere e-book o pdf mi stanca la vista, e che dalla ricezione del libro avrei avuto bisogno di tre settimane per pubblicare la recensione.
      Non li ho mai più sentiti.
      Credo che fondamentalmente volessero una recensione gratis, senza nemmeno spendere i soldi della spedizione di una copia del libro. 😅

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  23. Avevo letto anche io la notizia ieri.
    Che brutta cosa!
    Questi coglioni da testiera - perché offendere i leoni??? - sono solo da bloccare, ammutolire, imbavagliare, legargli le dita, imbalsamare l'unico neurone rimasto….
    Solidarietà con Daisy

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    1. "Coglioni da tastiera" è meraviglioso.
      Effettivamente i leoni sono così carini!

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  24. Non scrivo post sponsorizzati quindi non saprei. Per il resto mi pare davvero un commento assurdo, la definizione Blogger hobbista è squalificante e purtroppo mi pare che moliti si costruiscano attorno delle bacheche protettive per vendere.
    A presto

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    1. "Hobbista" sarebbe l'alibi per non pagare un lavoro spesso più professionale rispetto a quanto farebbe il migliore dei giornalisti.
      Altrimenti, come farebbero CE e simili a giustificare la gratuità delle loro richieste?

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  25. Mi è capitato di ricevere libri che non mi sono piaciuti da case editrici.
    Mi sono sempre sentita libera di scrivere che non mi è piaciuto: l'unica accortezza che ho è che lo motivo meglio. Mi sembra più corretto verso la casa editrice che ha fatto un piccolo "innvestimento"

    La questione però è che quei momento sono inaccettabili a prescindere, anche se la blogger avesse fatto una recensione più cattiva o meno articolata.

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    1. Esatto.
      Quei commenti sono del tutto inaccettabili, a prescindere dal motivo che li ha provocati.
      Non dobbiamo in nessun modo giusitificare episodi simili.

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  26. Sono allibita.. ma questo ufficio stampa che roba è? Sono seri?
    Io li denuncerei per diffamazione! Dove lo vedono il fascismo? Inoltre il blog, in moltissimi casi, è appunto un hobby perché non sei pagato per mandarlo avanti!
    I fascisti sono gli editori che vogliono sopprimere la libertà di parola e opinione.
    Se una casa editrice mi regala un libro che non mi piace e non riesco a portare avanti, lo dico e basta.. magari ad altri piacerà. Le opinioni sono sempre personali.

    Onestamente, sempre più spesso vedo aziende che regalano prodotti a influencer che si sentono quasi costretti a parlarne bene e la cosa non mi piace per nulla. Se poi il risultato di un parere negativo è questo, allora è una strategia di mercato davvero di cacca!

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    1. Sono d'accordo.
      Se le recensioni fossero tutte buone, come potremmo noi consumatori sapere che un libro non vale la spesa dei suoi 15 euro, o un ristorante tratta cibi avariati?

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