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sabato 27 luglio 2019

Jukebox: 'Charlotte Sometimes' dei The Cure

Buon sabato amici.
Rieccomi qui con una puntata del jukebox di Chi scrive non muore mai.
Questa settimana tocca alla richiesta di Obsidian Mirror, dell'omonimo blog, che mi ha richiesto di riportarlo ai suoi vent'anni, quando adorava i The Cure e la loro "Charlotte Sometimes".
Confesso che, come spesso accade, non conoscevo questa canzone, ma per fortuna ho trovato notizie molto interessanti.

Il brano uscì come singolo nel 1981, e vedeva "Splintered in Her Head" come lato b.

Entrambe le canzoni sono ispirate al libro per bambini Charlotte Sometimes di Penelope Farmer pubblicato nel 1969.
Il romanzo narra la storia di Charlotte che, qualche tempo dopo essere entrata in collegio, si ritrova a vivere in un vortice temporale che la riporterà indietro di quarant'anni, nel 1918, nei panni di Claire. Quest'ultima, invece, viene proiettata nel futuro nelle vesti di Charlotte.
Insomma, le due si scambieranno continuamente di posto, senza però incontrarsi mai, e comunicheranno attraverso un magico diario segreto.

Nello specifico, la canzone è ispirata ai paragrafi iniziali e finali del libro.
Chissà se Obsidian conosceva questo riferimento letterario, o se adora questo brano per la sola musicalità.
Attenderò che ce lo spieghi di persona.
Intanto, vi ricordo che potete sempre prenotarvi per una puntata del mio jukebox.
Buon fine settimana.
Bisous. 💋

14 commenti:

  1. Come canzone non è il mio genere, interessante comunque l'ispirazione letteraria, che mi pare abbia avuto anche qualche adattamento cinematografico, sebbene tra due persone della stessa epoca e non distanti nel tempo.

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    1. Non so nulla in merito agli adattamenti cinematografici, ma la trama è interessante, quindi immagino che saranno bellissimi.
      Vedrò di trovarli.

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  2. Non mi fa impazzire. La conoscevo già ma non sono mai entrata realmente in sintonia.
    Baci Claudia.

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  3. Si, mi pareva di ricordare qualcosa del genere.. non l'ho mai letto quel libro, però... e tra l'altro credo non sia mai stato tradotto in italiano.
    Grazie per questa puntata del juke-box!

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    1. Ma scherzi??
      Grazie a te per aver partecipato.
      Quanto alla traduzione non ne so nulla, ma farò delle ricerche.
      Buona domenica. 😘

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  4. Stavolta no, la conosco ma non mi piace..

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  5. ...quando ancora Robert Smith pesava 70 Kg!
    Non la conoscevo.
    Proprio anni synth pop primi anni 80.
    I Cure mi piacciono per altri pezzi , ciao

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  6. Bho?
    100?
    Ha il triplo mento ��
    Sul web l’hanno associato ad Antonella Ruggero come separati dalla nascita ahaha!!!!
    Va ben dai l’importante è la musica che me frega se sembra si sia mangiato la sua versione anni 80

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    1. Anche 120, a occhio. Con tutte le schifezze che mangiano gli inglesi mi stupirebbe il contrario. L'importante è che la voce sia rimasta la stessa...

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  7. Era da tempo che volevo rispondere a questo post (Chapeau a Obsidian Mirror), solo che non ho mai avuto tempo -pur essendo in ferie- di scrivere.

    I Cure rientrano tra i miei gruppi preferiti. Come scritto più e più volte nel blog ad influenzarmi ci pensò il ragazzo che abita di fronte casa mia nel lontano 1997. A dir la verità influenzò un po' tutti quelli che in cuor loro si sentivano alternativi e inadatti per le abitudini di un piccolo paese di provincia.

    Ho dei meravigliosi ricordi associati a questo gruppo, di come lui si truccava e vestiva come Robert Smith -Uguale, credetemi!- e di quanto effettivamente il gruppo stesso richiamava la mia attenzione.
    Uno dei tanti ricordi è di come si presentò a casa mia verso le 21 per farmi vedere i videoclip su vhs...inizialmente alcuni mi spiazzavano (Lullaby, per esempio).

    Il mio primo approccio senza mentore fu registrare dalla radio "Wrong number" nel 1998 su cassetta.

    Poi col tempo e molti anni dopo alle superiori...Canzoni come Close to me diventarono uno dei miei tanti biglietti da visita. Una volta preso il basso invece, 11 anni fa, una delle prime canzoni imparate da autodidatta fu proprio "Boys don't cry" e successivamente Lullaby, A forest, la già citata close to me e altri loro successi.


    ...a distanza di mesi, stamattina ho ripreso il basso in mano. Non so per quale motivo, ma ho suonato proprio Boys don't cry. Ne avevo bisogno.

    Quindi grazie Obsidian Mirror per la richiesta, grazie a Claudia per il post 😊


    P.S. Altro paragone: Secondo me nel video di "A Forest" non è Robert Smith, ma Ben Affleck versione viaggiatore nel tempo! ;-) https://www.youtube.com/watch?v=xik-y0xlpZ0

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    1. Sei consapevole che ogni volta che mi citerai il basso io penserò a quel mio amico e a quella canzone, vero?
      E allora grazie a te che mi regali un'emozione.......

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