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giovedì 28 novembre 2019

Usa: arrestati ingiustamente per 36 anni

Qualche tempo fa avevamo parlato di pena di morte ed alcuni di voi avevano precisato quanto il provvedimento sia pericoloso, considerando il numero di errori giudiziari diffusi in America e nel mondo.
Onestamente, avevo sottovalutato la cosa, pensando che accadesse una sola volta su un milione.
Invece accade eccome. Proprio ieri, ad esempio, leggevo di tre Americani rimessi in libertà dopo ben 36 anni di prigione per un omicidio che non avevano commesso.

Si tratta di Alfred Chestnut, Andrew Stewart e Ransom Watkins arrestati nel lontano 1983, quando avevano appena sedici anni, con l'accusa di aver assassinato il teenager DeWitt Duckett per rubargli un giubbotto griffato.
Sin da allora, però, si erano sempre proclamati innocenti, rifiutando qualsiasi sconto di pena in onore della verità.

Solo dopo quasi quarant'anni, riesaminando il caso, gli investigatori hanno potuto identificare il vero killer, l'allora studente Michael Willis, a sua volta ucciso in una sparatoria nel 2002.
Dunque, se vogliamo, il vero responsabile di questo delitto è stato punito dal destino e non dalla giustizia che, al contrario, ha costretto tre onesti ragazzi, oggi più che cinquantenni, a trascorrere un'eternità dietro alle sbarre, senza aver mai commesso nessun reato.

Insomma, una vicenda molto delicata che ha aperto in me una profonda riflessione.
Innanzitutto credo che ci voglia coraggio a proclamare la propria innocenza dopo più di trent'anni trascorsi ingiustamente in carcere.
Magari, se avessero accettato le accuse di colpevolezza a quest'ora sarebbero già usciti da un pezzo. Al contrario, la loro scarcerazione sarebbe potuta non avvenire mai.
Chissà cosa avrei fatto nei loro panni. Se avrei avuto la forza di difendere la verità. Temo proprio di no. E voi?

Infine, confesso di aver riconsiderato fortemente la mia idea in merito alla pena capitale. Se questi uomini fossero stati uccisi, oggi l'opinione pubblica avrebbe pensato "peccato, pazienza!", o si sarebbe mossa per abolire questo genere di condanna?
Ricordiamo che dal 1973 al 2004, "circa il 4% delle persone che sono entrate nel braccio della morte dei penitenziari americani era innocente: 340 persone." (Fonte: Panorama).

28 commenti:

  1. La giustizia italiana è lenta e corrotta, quella americana è razzista.
    Ricordo un po' questa vicenda, avevo circa 12 anni e seguivo il Tg durante la cena...
    "Il buio oltre la siepe" è calato nuovamente.
    Semplicemente chi ha sbagliato questa sentenza merita di scontare la pena ingiustamente subita da questi tre innocenti. Dovrebbe essere sempre così: tu parli di tre vite rovinate, io parlo degli incapaci che si sono goduti gioie e famiglia fottendosene di appurare la verità. Quella giuria ha ucciso in modo ben più grave, e andrebbero pubblicati i loro nomi e foto, non quelli di tre innocenti.

    Solidarietà per questi tre uomini.

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    1. E invece temo proprio che quegli uomini e quelle donne la faranno franca, e non pagheranno minimamente per il proprio gravissimo errore.
      Dici che sono troppo pessimista?

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    2. Non sei affatto pessimista, è che siamo idealisti.

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  2. Cara Claudia, questi clamorosi errori fanno veramente male.
    Non tutti accettano ciò che ingiustamente hanno dovuto pagare.
    Quei anni perduti non ritorneranno mai più.
    Ciao e buona giornata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Basti pensare che questi uomini hanno trascorso in carcere più anni di quanti ne abbiano vissuti in libertà.
      Che amarezza.

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  3. Parliamo di USA e la loro pena di morte ma non dimentichiamo la Cina ...
    No alla morte per mano dell'uomo come ogni violenza.
    Rimane come una inconsapevole forza nascosta quella della forza bruta che vorrebbe fare giustizia. Pensiamo a quanti soprusi e mancanza di rispetto riceviamo e spesso stringiamo i denti o facciamo finta di non aver capito.
    Non credo che siamo più bravi o vigliacci e non ci esponiamo a risposte ma direi falsa comprensione per poterci capitare il peggio. Non dimentichiamo che si uccide per 100€ o per un parcheggio....
    Riteniamoci anche noi un po' colpevoli per non assumenci le dovute responsabilità come i veri autori di quell'uccisione

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    1. Infatti, in questo caso, il ragazzo fu ucciso per un giubbotto.
      Ma stiamo scherzando?
      Davvero una vita vale così poco? E' aberrante!

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  4. "La giustizia italiana è lenta e corrotta, quella americana è razzista." Gas ha ragione, d'altronde negli USA sono razziste anche le forze dell'ordine. Vengo alle tue domande: sulla seconda ti rispondo che si sarebbe fatto molto poco, meglio non avere la pena di morte meglio evitare di uccidere innocenti e poi lo Stato deve fare giustizia non vendetta.

    Sulla prima domanda, di primo acchito ti dico che io ce l'avrei fatta io voglio la verità però poi penso a quello che devono aver passato e non so. Certo che essere innocente e rinunciare a farlo venire fuori per me è sarebbe un peso troppo grande.

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    1. "è" mi è scappato scrivendo e non va considerato quindi "sarebbe un peso troppo grande"

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    2. Effettivamente anch'io tengo molto alla verità, e uno dei miei peggiori difetti/pregi è la schiettezza, ma in questo caso davvero ti manca il terreno sotto ai piedi e forse accetteresti di tutto pur di tornare libero, a maggior ragione dopo molti anni di inutili battaglie.
      Quindi, davvero, mi sento di abbracciare questi uomini per il loro coraggio.
      E sì, se fossero stati bianchi magari le indagini sarebbero state approfondite di più.......

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  5. Dovrebbero, per me, condannare chi ha commesso l'errore giudiziario.
    O pagare in modo salato, o andare in carcere.
    Ora quei tre cosa faranno? Certo saranno risarciti a dovere... ma 36 anni chi glieli ridarà?

    Moz-

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    1. E cosa se ne faranno di un risarcimento milionario se a 52 anni non hanno una famiglia, un lavoro, una casa e qualsiasi altra cosa caratterizzi la vita di un normale uomo libero.
      Praticamente sono stati arrestati da adolescenti e rimessi in strada a 50 anni, in un minuto, come se avessero viaggiato a bordo di una macchina del tempo.
      Non vorrei mai essere nei loro panni.

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    2. Nessun pagamento salato, perché se lo possono permettere. Dovrebbero finire in galera, perdere il contatto coi familiari, possibilmente dopo essere stati esposti inermi in pubblica piazza, magari in un quartiere controllato dai neri.

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  6. Sono sempre stata contraria alla pena di morte anche se , quando leggo di
    un femminicidio e poi hanno fatto il corpo a pezzi , penso alla sedia
    elettrica .
    Ma ci sono voluti 36 anni per scoprire la verità ? E in tutti questi anni,
    che hanno fatto ? Forse se la prendevano comoda perchè erano di colore ???
    Il mio orgoglio avrebbe sostenuto l'innocenza ma...tutti quegli anni di
    prigione da innocente , forse mi sarei data colpevole e uscita prima di
    prigione . Vorrei abbracciare quei 3 uomini e far sentire loro tutta la
    mia comprensione e solidarietà .Auguro un sereno futuro.(Ce la faranno a
    dimenticare )?
    Buona giornata . Laura

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    1. Temo di no. Come si possono dimenticare tutti quegli anni di ingiustizie subite?
      Anche tu concordi sul fatto che la giustizia americana sia molto razzista.
      Purtroppo è la prima cosa che ho pensato quando ho visto la foto di questi poveri uomini...

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  7. Pena di morte, argomento spinosissimo. Io sono contraria, per mia convinzione personale che non si possa e non si debba scendere al livello di chi commette crimini efferati, ma anche proprio perchè gli errori giudiziari sono una realtà che non può essere sottovalutata.
    Questi tre poveretti hanno pagato un prezzo altissimo per onore della verità, è una cosa tremenda. Se io avrei agito allo stesso modo al loro posto? Credo di sì, ma lo dico qui, ora, a mente fredda, parlando di un'ipotesi assurda. Ma, in tutta onestà, non potrei metterci la mano sul fuoco...

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    1. Il problema, però, è che quando ti trovi davanti un pedofilo seriale, che abusa persino di neonati di 8 mesi, la lucidità viene un po' a mancare, e l'idea di vederlo a piede libero grazie a permessi premio logora.
      Non trovi?

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  8. Penso che vedersi privare della libertà per un crimine mai commesso sia una delle cose più terribili che possano accadere in una vita.
    Ora spero vengano risarciti a dovere, anche se certamente questi 40 anni buttati non gli verranno più restituiti.

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    1. E no. Credo che nemmeno 100 milioni di dollari a testa possano bastare per risarcirli di quello di cui sono stati privati. Ovvero la vita.

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  9. 36 anni sono una vita!
    Nessuno gliela potrà più restituire, neppure una valangata di soldi.

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  10. Contrario da sempre alla pena di morte. Queste ingiustizie purtroppo ci saranno sempre, quello che non capisco è perchè chi commette certe ingiustizie non venga mai punito.
    Un felice venerdi a te.

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  11. Purtroppo, questi casi non sono isolati e io che ho bazzicato il mondo della giustizia so cosa vuol dire un errore giudiziario, che toglie a una persona un bene prezioso, la libertà, se non addirittura quello più importante: la vita. Anche per questo sono contraria alla pena di morte. Ma anche così, dopo quarant’anni di ingiusta pena in carcere, chi mai potrà restituire dignità e nuove speranze a questi uomini innocenti? Il risarcimento in denaro non può ripagare la sofferenza che una sentenza sbagliata ha causato. Io lo trovo terribile!

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    1. Non sappiamo, poi, che vita avranno avuto in carcere questi poveri innocenti.
      Molte volte i detenuti non sono gentilissimi con chi si macchia di omicidio.
      Quindi, oltre all'ingiusta privazione della libertà, probabilmente, avranno subito anche numerose angherie.
      Insomma, hanno trascorso dietro alle sbarre più anni rispetto a chi uccide davvero.
      Che il tuo Dio, se esiste, li assista...

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    2. Spero che queste persone abbiano fede, sì: sarebbe l’unico conforto.

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  12. Il film "Se la strada potesse parlare" parla proprio di questo, di come all'epoca era meglio patteggiare (anche se non avevi fatto niente) se volevi avere una possibilità di uscire dal carcere. Ed è davvero triste.

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    1. Caspita.
      Non conoscevo questo film, ma effettivamente è proprio di questo che stavamo parlando.

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