In paese mi hanno sempre chiamata zia Amelia.
Lavorando all’ufficio postale, conoscevo praticamente tutti, e chi veniva a pagare le bollette non perdeva occasione per aggiornarmi sulle proprie esperienze di vita.
Ironizzando, infatti, sostenevo spesso che avrei dovuto fare la psicologa, anziché l’impiegata.
Eppure, ascoltare le loro storie, offrire un consiglio spassionato, o persino un piccolo aiuto pratico, mi rendeva così felice.
