giovedì 22 ottobre 2020

Il politically correct colpisce anche i grandi classici Disney

Se, in quel caso, ad essere crocifisse furono delle fiabe per bambini quali "Cappuccetto Rosso" e "Cenerentola", adesso è la volta dei grandi classici Disney, con cui siamo cresciuti senza, paradossalmente, per questo diventare assassini, razzisti, e simili.
Già da tempo, infatti, la multinazionale statunitense aveva "messo le mani avanti", facendo scorrere un disclaimer prima della proiezione di ciascun film, con cui prendeva le distanze dai contenuti stereotipati e razzisti.
Adesso, però, il messaggio è stato ampliato ed esteso a pellicole quali "Peter Pan", "Lilli e il Vagabondo", "Dumbo", ecc.

"Questo programma include rappresentazioni negative e/o maltrattamenti di persone o culture. Questi stereotipi erano sbagliati allora e sono sbagliati adesso. Piuttosto che rimuovere questo contenuto, vogliamo riconoscere il suo, impatto dannoso, imparare da esso e stimolare la conversazione per creare un futuro più inclusivo insieme. Disney si impegna a creare storie con temi ispiratori e ambiziosi che riflettano la ricca diversità dell'esperienza umana in tutto il mondo".

La domanda che torno a rivolgermi è se davvero tutto ciò sia opportuno ed inevitabile?
Non offende il buonsenso dello spettatore?
Negli "Aristogatti" un gatto dal "muso giallo" suona il pianoforte con le bacchette che i Cinesi utilizzano per mangiare. In "Peter Pan", i nativi indiani vengono chiamati "pellerossa", termine considerato oggi fortemente razzista al pari di "negro". In "Dumbo", invece, i corvi che insegnano all'elefantino a volare hanno una voce considerata, appunto, troppo da nero.

Dunque, pellicole che per sono state un must per intere generazioni vengono oggi tacciate di razzismo.
A me tutto questo continua a sembrare assurdo, poiché resto convinta che la malizia sia solo negli occhi di chi guarda.
Infatti, se una persona è razzista nell'animo, potrà trarre spunto anche da filastrocche del tutto innocue quali "Marcondirondello". Se, al contrario, non lo è, non vedrà il marcio in quelli che sono i pilastri del cinema internazionale quali "Via col vento" e, appunto, i classici Disney, ma nemmeno in un film che inneggia (ad esempio) al nazismo. Anzi, al massimo avrà la lucidità mentale per disprezzarlo e condannarlo sì, ma con cognizione di causa.

Il mondo a cui stiamo consegnando i nostri figli mi piace sempre meno.
Un'inversione di rotta è ancora possibile? Temo proprio di no!

35 commenti:

  1. Certo è che gli stereotipi spingono a categorizzare l'umanità in compartimenti stagni in cui si semplifica la complessità di una persona sulla base della sua appartenenza a un dato popolo/razza/etnia, con filastrocche-sentenze tipo "Italiano mafioso", "Cinese con le bacchette", "Nero suonatore di jazz", per cui quelli che si sentono interessati da quella data semplificazione per via della propria cultura possono sentirsi, forse, offesi... Non dovremmo mai dimenticare d'essere tutti esseri umani.
    A parte però che quelli proposti dalla Disney sono solitamente GIOIOSI, SIMPATICI (penso allo 'spaghettaro' di Lilli e il Vagabondo), non mi risulta che la Disney si sia mai macchiata dell'onta del razzismo in maniera così spudorata come sembrerebbe stando a quanto si legge.
    Verò è che, comunque, Walt Disney *era* razzista. Antisemita, filonazista e quant'altro. Alcune sue dichiarazioni, per esempio quella, commentando 'Il libro della Giungla', secondo cui certi popoli (come quello a cui appartiene Mowgli, l'India) si trovano meglio fra gli animali selvaggi, e hanno nella giungla il proprio habitat naturale, (o qualcosa del genere), non lasciano scampo a dubbi.
    Vedi poi il fatto che, prima della principessa della Principessa e il Ranocchio (che non ho visto), non ci sono mai state eroine di colore nelle produzioni avvenute quando lui era ancora in vita. (Anche Pocahontas, è stato creato dopo come film d'animazione).
    La questione è un po' articolata, ma hai ragione quando affermi in sostanza che non è l'intrattenimento che può educarci, e che ad educarci è più l'ambiente in cui cresciamo, e le predisposizioni che abbiamo naturalmente.
    Si parlava tanto della scritta 'Sex' come messaggio subliminale sul Re Leone, ad esempio: il Re Leone era il mio classico Disney preferito (lo adoravo), ma non perché l'ho visto due volte a settimana per anni sono diventata una ninfomane da adulta.

    - V

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    1. L'episodio del Re Leone non mi ricorda nulla.
      Eppure l'ho visto milioni di volte, e ho anche guardato al cinema il remake dello scorso anno.
      Evidentemente questa scritta non era così importante da restarmi impressa. Molte volte si dà peso a questioni davvero irrilevanti. Non credo che i bambini arriverebbero a pensare che i Cinesi sono tutti gialli, i neri suonatori di jazz, ecc. Loro si divertono e basta, senza inutili etichette.
      È nella natura degli adulti trovare il marcio nelle cose!

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  2. Confermo, è assurdo! Come se il ruolo genitoriale che spiega una scena a un figlio sia decaduto.

    Pellerossa razzista? Intanto indiano è declinato da India, non esattamente a due passi dal nord America... Meglio quindi esaltare un clamoroso errore geografico vecchio di oltre 500 anni? Chiamiamoli piuttosto nativi americani, magari qualcuno in più si accorgerà che forse hanno più diritti di quanti concessi loro dai conquistatori bianchi europei!

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    1. Il ruolo genitoriale viene meno ormai in troppe cose.
      Ieri ho partecipato alla riunione per l'elezione del rappresentante di classe e su 23 bambini erano presenti solo 9 mamme.
      Questo può darti l'idea del menefreghismo che c'è nella crescita dei figli.
      I genitori più "scrupolosi" li spediscono al doposcuola, gli altri se ne infischiano. In entrambi i cadi, se provassi a chiedere a qualsiasi genitore cosa sta studiando il figlio di matemativa, geografia, ecc non saprebbe rispondere.
      Perché la verità è che non gli interessa.
      Ovviamente generalizzo ma, per fortuna, esistono ancora quelli che seguono i propri ragazzi. Però sono pochi. Pochissimi!

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    2. Pazzesco. Sono fortunato allora a conoscere prevalentemente genitori che dimostrano di seguire i figli con un certo scrupolo.

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  3. che ca..te!!
    no è perchè guardiamo i cartoni animati con personaggi e frasi scorrette che diventiamo razzisti .. che poi non mi sembrano 'ste gran frasi .mahh
    penso che i bambini diventano razzisti o altro partendo dalla base ..dalla famiglia ..i bambini sono come "spugnette "..assorbono ciò che sta intorno..se intorno sento negro,frocio o parolacce le assorbono e le ripetono..e sono altre le cose da cui dovremmo tenerli lontani o in guardia ..dunque penso che dai cartoni queste cose sono minime rispetto alla vita..lasciamoli vedere i cartoni ..ah penso che i bambini la scritta prima del film neanche la notano ..
    cerchiamo di crescerli con il pensiero critico ..vedono giudicano ..ma da soli ..
    ciao

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    1. Infatti.
      Sicuramente i bambini non leggono il messaggio prima del film, ma serve alla Disney per pararsi il fondoschiena dagli attacchi dei moralizzatori di turno.

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    2. quello sicuramente SI!

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  4. Beh, in America sono anni che c'è molta gente che si batte contro questo tipo di cose (e contro altre be peggiori).
    Qua in Italia a parte me e pochissimi altri, non se ne è mai parlato ma è interessante vedere come adesso si sia arrivati ormai ad un punto talmente difficile da ignorare, che finalmente si è notato e si inizia a discuterne.

    Intendiamoci, io detesto il 99% dei film Disney ma non è questo il punto: il punto è che ormai anche i più distratti si stanno accorgendo di come dei buonisti ipocriti e falsi stiano cercando di riscrivere il passato (sia nell'ambito della fantasia ma sopratutto quello reale e storico) secondo la propria visione distorta delle cose.
    Questi buonisti hanno un superpotere e parlo sul serio: hanno il superpotere di vedere razzismo e misoginia ovunque.

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    1. Bravissimo!
      "Hanno il superpotere di vedere razzismo e misoginia ovunque".
      Aggiungerei anche omofobia, perché pure quella va molto di moda.
      E' diventato tutto molto paradossale e nessuno si ribella per chiudere la bocca a questi buonisti del c..... Del caso. ;)

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    2. Si anche l'omofobia, certamente.
      Il problema è che Disney da lavoro a tantissima di questa gente, sia per le proprie produzioni dirette che attraverso la Marvel, la LucasFilms. Una cosa quindi da tenere a mente è che la Disney non si sta difendendo da questa gente: la Disney FA parte di questa gente.... li ha sul libro paga ed anche in ruoli importanti: non ti direbbero niente ma potrei tranquillamente perfino dirti qualche nome preciso.
      Quindi la gente si ribella, però le proteste sono state sempre manipolate dai media per metterle in cattiva luce (o in buon luce, quando invece protestano per qualcosa quegli altri) anche in faccia all'evidenza. In cattiva luce verso chi? Verso quella maggioranza di persone che non sono al corrente di queste cose e che non si informeranno mai, che usufruiscono del prodotto con un approccio superficiale... il cliente medio insomma. Il cliente medio che però è la maggioranza e che ignaro apre il portafogli.

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    3. Il cliente medio che, sicuramente, non penserebbe mai che i classici Disney siano razzisti, perché li guarda con leggerezza o perché, semplicemente, non va a cercare il pelo nell'uovo.

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    4. Se glielo dice Disney stessa che c'è qualcosa di razzista, ci crederà proprio perchè usufruendone con leggerezza, gli basterà la parola di Disney: non si andrà ad informare o a rifletterci più a fondo sulla questione.
      In realtà è molto facile manipolare la massa, specialmente se ti nascondi dietro un paravento di motivazioni apparentemente nobili, come in questo caso.

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    5. Mi capita spesso di seguire "Striscia la Notizia", per distrarmi un po'.
      C' una rubrica che adoro, quella del professor Lipari.
      Da qualche settimana, per criticare i negazionisti, si finge appartenente alla loro corrente e, ogni volta, perora una causa assurda.
      Ad esempio, una volta, si piazzò in strada con un banchetto (in Sicilia) per annunciare che la regione non è un'isola, ma che è tutto un complotto messo su negli anni.
      Con finte cartine risalenti all'epoca di Garibaldi, dunque, il ragazzo prese a spiegare la sua tesi e a raccogliere firme per rivendicare "la verità".
      La cosa bella (preoccupante), è che in tanti firmavano, convinti di fare la cosa giusta, complice anche il video di un presunto sindaco siciliano che annunciava finalmente al mondo la verità negata.
      Cioè, ma ci rendiamo conto? Si bevono qualsiasi cosa gli venga propinata con le giuste parole. ASSURDO!

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    6. Non ero al corrente di questo perchè non guardo più la tele da anni, però appunto come vedi, è facile.
      Figurati quindi quanto più facile può essere se ti poni come paladino degli oppressi (anche quando i diretti interessati non sono ne si considerano tali) con cause come l'omofobia, il razzismo eccetera. Per la massa, se gli dici "questo è contro il razzismo" ti crede anche perchè per la massa è condizionata a pensare che se sollevi dubbi in proposito, allora sei una cattiva persona: visto che nessuno vuole pensare di essere una cattiva persona, allora ci credono e assumono che tu abbia ragione (senza rifletterci su troppo a fondo, come al solito).

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    7. "Nessuno vuole pensare di essere una cattiva persona".
      Temo che il problema sia più che altro che nessuno voglia sembrare una brutta persona, per la solita fissazione malata per l'apparenza.

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    8. Anche quello, assolutamente si. Entrambe le cose.

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  5. A mio parere , c'è gente che trova il politically scorretto in tutto .
    Vedono solo con gli occhi e non con il cuore .
    Io ho letto volentieri tutti i libri da te citati . Forse erano altri
    tempi ma , piacevano a tutti i bambini che non si sono mai chiesti se
    erano corretti . La nostra generazione era forse più ignorante ma ,
    è cresciuta più "sana" di quella odierna .
    Forte la frase di Alex , la condivido in pieno .
    Buonissima giornata . Laura ***

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    1. Non era una generazione più ignorante, anzi.
      Semplicemente pensavate a cose più concrete e non inseguivate gli elefanti che volano.
      A parte Dumbo, s'intende. ;)
      Buona giornata a te.
      Un bacione one one.

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    2. @Laura
      Ti ringrazio XD
      Mi permetto la libertà di correggerti una tua frase o meglio, di fare una precisazione: loro guardano col cuore e non con la testa.
      Giudicano tutto solo in base al punto di vista emotivo e dei sentimenti, che è molto aggressivo come punto di vista.
      Faccio un esempio.
      Uno di questi cammina per strada e passando oltre ad un gruppo di persone che conversano, gli arriva all'orecchio la parola "negro". Automaticamente, reagendo solo in base all'emotività questi si gira e da aggressivamente del razzista alla persona nel gruppo che ha pronunciato quella parola.
      Se invece si fosse fermato a riflettere con logica e raziocinio, forse si sarebbe accorto che quel gruppo di persone stavano conversando in spagnolo, dove "negro" è letteralmente il nome del colore nero e che quindi probabilmente stavano discutendo su un maglione o un qualsiasi altro argomento che col razzismo non c'entrava niente.
      Ma intanto ha aggredito verbalmente a torto uno sconosciuto.

      E questo esempio inventato non è così lontano dalla realtà: siamo a questi livelli di immaturità ed in persone anche adulte. Quindi il problema è proprio il cuore XD

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    3. Sono d'accordo, Alex.
      Il tuo esempio è chiarissimo.
      Anche se sostenere che questa gente ragioni col cuore, suona quasi come un'attenuante.
      Io direi piuttosto che non usano la testa, nemmeno laddove sarebbe indispensabile!

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    4. Si, infatti "cuore" non lo direi nemmeno io: in genere dico che ragionano con l'emotività. ;)

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  6. Allora i miei figli sono dei razzisti, visto che sono cresciuti con i cartoni della Disney, io stessa sono razzista perchè conservo tutte le video cassette e i libricini gelosamente.
    Hai ragione tu la malizia è solo negli occhi di chi la guarda. Ti assicuro che i miei figli non hanno pensiri razzisti, frequentano compagni di altre nazionalità, ci parlano, li invitano a casa.
    Questi sono tutti matti.
    Ciao Valeria

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    1. I tuoi figli sono eccezionali, come te d'altronde.
      Non potrebbero essere razzisti nemmeno se guardassero h24 film che inneggiano al nazismo e simili.
      Qui si rasenta la follia e basta.
      Abbiamo perso completamente il senno.

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  7. Da più di dieci anni hanno già tolto situazioni analoghe da Tom&Jerry, per dire. Cose che noi vedemmo senza problemi.
    E ora almeno la Disney non censura, ma mette questo avviso assurdo.
    Però, basta comunque andare sempre a dieci/quindici anni fa, prendere un DVD della serie Treasures Disney, e constatare che prima di certi cartoon c'era l'esperto Maltin che faceva la tiritera sul passato. Es. se si fumava, se c'erano scene "razziste" e via dicendo.
    A questo punto spero che facciano lo stesso con gli stereotipi negativi italiani presenti tipo ne I Simpsons... oppure no, perché noi non siamo neri? ;D

    Moz-

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    1. Beh Moz, visto che secondo i loro stereotipi noi siamo tutti di pelle olivastra, forse è perchè non siamo neri abbastanza :D :D :D :D :D

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    2. Effettivamente spesso nei cartoni e nei film gli Italiani sono tutti mafiosi e pizzaioli, eppure mi pare che ci passiamo sopra...

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  8. E' come quando nei film hanno proibito inquadrature in cui di vede gente che fuma perchè sennò si sarebbero messi a fumare tutti... Come dici giustamente, la malizia è nell'occhio di chi guarda. Aggiungerei: e l'educazione devono darla i genitori in primis, non i disclaimer all'inizio della pellicola. Perchè se ci sono le basi, non è certo la visione di un gatto giallo che suona con le bacchette a farti diventare razzista. E viceversa, non basta certo un disclaimer a curarti dal razzismo.

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    1. Lo sai che questa storia del fumo non l'avevo mai sentita?
      In qualsiasi film i protagonisti non fanno che fumare. Per me è assolutamente normale e comunque non mi è mai venuto il desiderio di prendere una sigaretta.
      Lo stesso vale per il razzismo. Non basterebbero cento film a rendermi una persona spregevole.

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  9. Il politically correct portato allo stremo fa tanto arrabbiare anche me, ricordo che ne parlammo. Mi cadono le braccia, semplicemente.

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  10. Tutto ciò è quasi peggio del virus...perché mi sembra abbastanza ipocrita questa cosa...

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  11. Un'inversione di rotta non è possibile. Comunque preferisco che ci sia quell'avviso lì, a inizio film, piuttosto che vedere censurata un'opera o consegnata all'oblio.
    Oggi è vietato dire pellerossa, beh direi che i bambini di oggi possono anche fare senza questo termine.
    A noi ci sembra tutto così strano, pazienza, oramai bisogna adeguarsi :)

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    1. Sicuramente i bambini di oggi potranno vivere bene senza pronunciare negro e pellerossa, ma allo stesso modo non si scandalizzerebbero nel sentirli pronunciare in un film.

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