sabato 1 febbraio 2020

Jukebox: 'Nei giardini che nessuno sa' di Renato Zero

Buon sabato amici.
Rieccomi qui con una puntata del jukebox di Chi scrive non muore mai.
Questa settimana ho scelto di dedicare un post speciale alla mia amica Irene del blog "Dadirri" .
Un suo post di qualche giorno fa, infatti, mi ha fatto pensare ad una canzone meravigliosa che ascolto spesso con infinita commozione, "Nei giardini che nessuno sa" di Renato Zero.
Si dà il caso che si tratti anche della canzone preferita di Vito, a cui come vi ho detto mille volte sono legata da un affetto immenso.
Non voglio aggiungere molto, perché preferisco non commuovermi. Vi riporto, quindi, le parole di Irene e quelle di Renato.

"Stasera ho nostalgia di Te. 
Di Te, che mi portavi per mano lunghi i viali alberati della mia infanzia, la mano nella tua mano di cartapesta accartocciata dagli anni e una certezza vana che ci saresti stato. 
Di Te, che provavi ad insegnarmi a lavorare ai ferri ma poi te ne fregavi e preferivi andassimo a caccia di lumache a ridere beate dietro le bave mentre adesso un filo di bava a picco sul tuo viso spento è quello che rimane. 
Di Te, che mi scarrozzavi in macchina con i Righeira a palla e l’amore per la tua fidanzata diventava la missione di una vita fino alla fidanzata successiva. 
Di Te, che mi aspettavi in bici sotto casa e sfidavamo la tua asma e i bulli d’epoca perché solo tu possedevi i walkie talkie ed eravamo fighi. 
Di Te, che volevi un gatto a tutti costi ma avevi paura e alla fine il gatto te l’ho tenuto io ed anche tutte le risate che non abbiamo fatto in tempo a consumare - sceme. 
Di Te, che mi dicevi vai, vai, insegui il sogno, non buttare via la penna, tieni stretto tutto ciò che ti ho insegnato, usa il talento, anche per quello ci vuole sacrificio. 
Di Te, che mi hai amata in un deserto, sabbia in bocca e infinito tra i capelli ma di infinito è rimasto solo quello. 
Di Te, che mi hai regalato il mare, e c’era il vento, l’alba e il freddo autunnali, e noi che lasciavamo tracce sulla sabbia molle, come promesse sulla pelle dell’eternità.". (Irene Z.).

"Ti darei gli occhi miei per vedere ciò che non vedi
L'energia, l'allegria per strapparti ancora sorrisi
Dirti sì, sempre sì e riuscire a farti volare
Dove vuoi, dove sai senza più quel peso sul cuore
Nasconderti le nuove, quell'inverno che ti fa male
Curarti le ferite e poi qualche dente in più per mangiare
E poi vederti ridere e poi vederti correre ancora
Dimentica, c'è chi dimentica distrattamente un fiore una domenica
E poi silenzi" (Renato Zero).

Come dicevo ad Irene, non ho avuto la fortuna di veder invecchiare una persona a cui fossi visceralmente legata.
Mia madre è giovanissima e praticamente invecchieremo insieme. Mio padre mi ha lasciata nel fiore dei suoi anni.
Non saprei, infatti, cosa si prova nel vedere la luce di un genitore o di un nonno affievolirsi sempre più lentamente, senza poter fare nulla.
Persino la mia nonna adorata, infatti, volò via in un baleno, quando era ancora forte e grintosa, e non dava l'idea del dolore fisico o psicologico.
PERO' so che davvero avrei dato i miei occhi a mio padre per permettergli di guardare ancora, così come gli avrei cambiato il pannolone infinite volte, pur di averlo ancora nella mia vita fino a novant'anni e più.
Perché certi vuoti sono eterni ed incolmabili. E fanno male.

A te, Irene, auguro di poter presto correre nella tua Calabria per abbracciare tua nonna che ti manca così tanto e che, pur essendo ormai quasi priva di qualsiasi reazione, saprà darti la forza per andare avanti in questo cammino tortuoso che è la tua vita.

A Vito, invece, dico grazie, perché la sua presenza assidua e forte mi ripaga di tanto, e nel suo abbraccio trovo quello di cui spesso ho bisogno per non gettare la spugna.
E giuro che ci sarò. Sempre e comunque. ❤️

21 commenti:

  1. Non me ne vogliano i "sorcini" e Vito, ma i versi di Irene mi hanno emozionato molto di più. Uno spirito libero che sarebbe stata cantata degnamente da Rino Gaetano!

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    1. Anche a me, effettivamente, perché le voglio bene.
      Ma il senso delle sue parole è palesemente riconducibile a quello della canzone.
      Un brano che mi emoziona moltissimo. Non ti piace?

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    2. Riccardo, solo emozioni riversate di getto, avevo persino le lacrime mentre scrivevo. Grazie <3 Eh sì, il senso è riconducibile alla canzone che Claudia mi ha dedicato <3

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  2. La mia canzone preferita di Renato Zero; le parole tue e di Irene; io che sto come sto... Una delle pagine più commoventi del tuo blog. 😢

    "Siamo noi gli inabili che pure avendo, a volte non diamo."

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    1. Hai ragione.
      Ti chiedo scusa, ma certe volte non riesco a tenere certe emozioni per me.
      P.S. Sei arrivato in corsa e ti sei perso delle pagine "peggiori" di questa...... <3

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    2. Non hai niente di cui scusarti. 🌹
      Condividere certe emozioni fa soltanto bene.

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    3. Tu però, se proprio vuoi il colpo di grazia, leggi "Dicembre", se non l'hai ancora fatto.
      Lo trovi cliccando sulla copertina del libro che appare alla tua destra.

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    4. Un abbraccio anche da parte mia, Gas <3 Non ci conosciamo ma accettalo lo stesso... ^_^

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    5. Accetto e contraccambio. :)

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  3. Cara Claudia, per me Renato Zero è un fenomeno!
    Certo che non a tutti può piacere, per me è bravissimo, direi un vero signore.
    Ciao e buon fine settimana con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Io invece non credo che esista una sola persona a cui questa canzone o altre di Renato possano non piacere.
      Buona serata.

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  4. Claudia, ti ringrazio immensamente per questo regalo che mi hai fatto. Mi ha emozionata, ho sentito il cuore riempirsi di un sentimento di gratitudine che a stento riesco ad esprimere... Riusciamo a parlare così poco, eppure, in quel mio post, tu hai saputo esattamente cogliere ciò che mi ha spinto a scrivere. E' vero, il motore è stato il pensiero di nonna, della donna che mi ha cresciuta e che si va spegnendo tra tanti stenti e sofferenze. Non solo, è un periodo in cui diversi affetti, i più importanti, mi sfuggono dalle mani: si lotta, ma spesso non basta, alcuni mali sono più forti di noi. E' un periodo difficile, nel quale, tuttavia, riscopro nella nostalgia tutto l'amore delle persone che nell'arco della vita mi hanno sommerso d'amore; e di quella nostalgia e di tutto quell'amore io faccio tesoro, preparandomi a conservarne dell'altro. Dunque, grazie: grazie per questo "forte abbraccio" proprio adesso che ne ho veramente bisogno. Ti stringo anche io, tanto tanto tanto. E mi tengo nelle orecchie e dentro al cuore le note e le parole di Renato <3

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    1. Amore mio, che bella che sei.
      Ci sentiamo poco, è vero, ma quelle come noi non hanno bisogno di grandi parole.
      Il tuo malessere lo percepisco forte, nonostante mascheri bene.
      E sì, ti abbraccio stritolandoti e ti ricordo che sei speciale.

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  5. Non conoscevo questa canzone di Renato Zero , è molto bella ed emozionante .
    Io poi sono sempre molto sensibile alle persone diversamente abili ,vorrei
    essere Gesù e poter dire "alzati e cammina" . Qui poi se ne vedono molti in
    carrozzella , anziani e giovani , mi si stringe il cuore .
    Irene è anche amica mia , leggo i suoi post molto volentieri e non potrei
    avere risposte migliori delle sue . (senza togliere nulla a te) .
    Vi abbraccio ambedue e vi dico che vi voglio un sacco di bene .
    Buona Domenica . Laura ***

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    1. Grazie Laura. Anch'io te ne voglio tanto.
      La canzone, però, non è riferita ai diversamente abili (sebbene potrebbe essere anche adatta a loro), ma semplicemente agli anziani che sfioriscono e al dolore che provano i loro figli nel vederli spegnere inesorabilmente.
      Buonanotte.

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  6. Beh, io ho assistito i miei genitori fino all'ultimo ed entrambi se ne sono andati sotto ai miei occhi mentre ero sola con ciascuno di loro. Ho visto, giorno per giorno, il completo decadimento fisico di mio padre e lo sfacelo mentale di mia madre, malata di Alzheimer. Capisco ciò che provano Irene e Vito e posso dire che, purtroppo, se già il dolore per i nonni è grande, quello per i genitori è infinito. Ma la vita va avanti e sappiamo che i nostri cari non vorrebbero mai vederci soffrire per loro, mentre desiderano solo saperci felici.
    Grazie per questa bella e commovente pagina di vita. Un abbraccio!

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    1. Grazie a te cara Katherine.
      Ricordavo l'esperienza dei tuoi genitori e mi dispiace che tu li abbia visti svanire lentamente.
      Sono certa, però, che questo sia servito a formare la meravigliosa donna che sei e della quale loro andrebbero.... anzi vanno.... fieri.
      Un bacione. ❤

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  7. Un bellissimo post che mostra tutta la tua empatia e sensibilità e che certamente avrà commosso Irene.

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  8. Il video, la canzone e le parole, tutto bellissimo e sappi che mi sono commosso...nonostante ciò, grazie <3

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    1. Commuoversi fa bene al cuore, sai?
      Sono felice di averti regalato quest'emozione, allora. 😗

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