venerdì 13 novembre 2020

Il lockdown per i single: manuale di sopravvivenza

 
Pare che si vada, ormai, verso una nuova quarantena che coinvolga tutte le ragioni italiane, a prescindere dal loro colore.
Riflettevo, quindi, sul lockdown e sui problemi che questo comporta nelle persone che vivono da sole.
Va detto, però, che tendenzialmente chi vive da solo è abituato a trascorrere molte in completa autonomia, e la quarantena non dovrebbe sconvolgergli troppo la vita.
Poi, al giorno d'oggi, tra videochiamate, chat e simili, è davvero difficile sentirsi isolati.

Paradossalmente, credo che sia molto più difficile accettare il confinamento in casa con un partner che non si ama più e con cui non c'è complicità, piuttosto che con la sola compagnia di se stessi.
Non a caso, a marzo e aprile (così come negli ultimi giorni) sono aumentati i femminicidi in Italia, proprio per la difficoltà di condividere lo stesso spazio h24 con qualcuno che si mal sopporta.

Cosa accade, invece, per i single?
Prendiamo una ragazzo di 30 anni che studia e vive ancora con i suoi.
Con l'università telematica e la disoccupazione, le ragioni perché possa uscire di casa si annullano, a meno che i genitori non gli permettano il lusso di recarsi al supermercato per la spesa settimanale.
Che prospettive ha un ragazzo che non può avere fisici contatti col mondo esterno?
Non mi meraviglierei se arrivasse a deprimersi.

Ovviamente il discorso è identico a qualsiasi età.
Dal Belgio, ad esempio, arriva la figura del "knuffelcontact", ovvero un compagno di coccole a domicilio pensato per i single.
L'idea, già messa in atto a marzo, aveva riscosso abbastanza successo ed è stata, dunque, replicata adesso che il Paese si appresta a gestire un nuovo lockdown.

E' davvero così importante, insomma, il contatto fisico o lo diventa soltanto nel momento in cui ci viene proibito?
Magari quello stesso trentenne, in condizioni normali, uscirebbe al più per bere una birra con gli amici, e non di certo per rimorchiare.
Adesso, invece, l'isolamento gli fa credere che resterà single a vita.

Insomma, a prescindere che siate single, conviventi con qualcuno che non amate, fidanzati che non possono incontrarsi, ecc, vi ricordo che il numero verde ministeriale per richiedere un supporto psicologico è attivo anche in questa seconda ondata.
Per tutto il resto, cercate di non isolarvi anche virtualmente e di mantenere i contatti con coloro che amate.

Come dico sempre, non riesco ad intravedere la luce alla fine del tunnel, ma presto o tardi verrà.

59 commenti:

  1. Infatti ritengo la mia attuale categoria piuttosto danneggiata dalla situazione. Non sono certo tipo da festicciole e tavolate continue, ma ho bisogno di abbracciare, condividere uno spazio o un pensiero con qualcuno istantaneamente e in presenza.
    Invece si impedisce, o si limita moltissimo, anche a due amici single di vedersi! Okay, c'è chi si ritrova in terapia intensiva e non dovrei lamentarmi, ma stavolta non me ne sto zitto a dire che per mesi ho rispettato le regole e mi ritrovo punito come un ordinario trasgressore.

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    1. Dal dire, non a dire... 🙄

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    2. Sono d'accordo con te.
      Questa storia della terapia intensiva ha proprio stufato e a pagarne le conseguenze siamo soltanto noi scemi che abbiamo sempre rispettato le norme e continueremo a farlo, mentre i cretini che hanno fatto la bella vita quest'estate (e non solo) agiscono ancora indisturbati.
      La mia migliore amica ha un negozio di alimentari a due isolati da casa mia, quindi per fortuna ho potuto vederla una volta a settimana anche a marzo e aprile, sebbene mi sia mancato terribilmente abbracciarla e ridere insieme senza mascherina.
      Tutto questo è ingiusto.
      Sono proprio stufa di essere penalizzata per colpe non mie e non ti nascondo che sto prendendo un po' sottogamba questo secondo lockdown.
      Continuo a portare Lorenzo al parco sotto casa per una mezz'oretta ad esempio, e lo farò finché il sindaco non metterà i sigilli, come fece a marzo.
      Al momento ha inibito la sosta nelle aree pubbliche dalle 17 alle 5, ma noi ci andiamo alle 16, subito dopo l'asilo e spero che non ci toglieranno anche questa possibilità.

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    3. Purtroppo in una zona rossa non si può uscire dal comune né andare in un ristorante e in un bar. Ovviamente non puoi incontrare nessuno..in zona gialla ad esempio puoi andare al ristorante, uscire dal tuo comune...Qualche possibilità in più c'è, eccome..ma il fatto è che in zona rossa si devo azzerare gli incontri, è quello lo scopo..
      Meno incontri, meno possibilità di contagio e meno contagi.
      E' questo il problema.
      Io domani potrei vedermi con una ragazza di Pesaro. Siamo entrambi sani. Ci baciamo. Lei potrebbe però essere asintomatica e trasmettermi il virus.
      E' una possibilità bassa, ma non da escludere.
      E' questo poi diventa un problema se trasmettiamo il virus agli anziani.

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    4. Qui siamo in zona arancione. Ma chissà quanto a lungo lo saremo.
      La ragazza di Pesaro potrebbe contagiarti, è vero. Ma essendo asintomatica, cosa cambierebbe se contagiasse un suo compaesano?
      Ecco perché non capisco il divieto di spostamento tra comuni.
      Sono sempre stata favorevole alla chiusura delle regioni, per evitare che il virus giungesse da nord a sud (com'è avvenuto nella prima ondata), ma tra città, ad esempio, confinanti, è ridicolo.

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    5. Il divieto di spostamento tra comuni è indecente, quello tra regioni e province posso capirlo perché le persone "si mescolano" troppo.
      Magari quattro amici partono da Bologna per arrivare a Rimini la domenica, passano la mattina a fare una passeggiata in spiaggia, quando magari già lo fanno molti residenti..ecco perché si formano gli assembramenti.

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    6. Azzerare gli incontri ma non ostacolare le mutazioni del virus che vanificano l'efficacia del vaccino. Gli assembramenti di animali negli allevamenti non li considera nessuno, se non quando è il momento di fare uscire il nazista che c'è nel premier di turno e ordinarne lo sterminio.
      Complimenti a chi scrive le leggi, in un'ottica palesemente antropocentrica.

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  2. Sicuramente ci sono strascichi psicologici.
    Sereno giorno.

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    1. Ci saranno per tutte le categorie.
      La scorsa volta ho visto le ferite psicologiche profonde che il lockdown ha inferto a mio figlio. Stavolta farò di tutto per proteggerlo.

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    2. Tutelare i minori, anche a livello psichico, è un dovere civile collettivo.
      Qua invece stiamo ancora al "vediamo con questo decreto come va..." 🤦

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    3. Non dirmelo. Ogni giorno mi sveglio con l'ansia di trovare tutto chiuso, comprese le scuole.
      Perché è vero, le decisioni vengono prese dall'oggi al domani e rimettono in discussione l'equilibrio di ciascuno di noi.

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    4. Secondo me la vera emergenza è per bambini e ragazzini...
      Noi più "vecchiotti" tutto sommato possiamo stringere i denti in attesa di tempi migliori; togliere due anni ad un adolescente è una mazzata.

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  3. I problemi ci sono per i single e, come dici tu, anche per chi vive in situazioni di disagio familiare. Dire "chiudiamo tutto" è semplice, ma quel che nessuno ha considerato è che non tutti viviamo in comode case e abbiamo una vita senza problemi. C'è chi si ritrova in quattro o cinque in un buco, costringendo i bambini a ridurre la loro vita in una stanza (una mia amica che abita al Nord lo scorso lockdown portava i figli in bici nel garage pur di farli sfogare); c'è chi ha bambini fragili, che hanno bisogno di mantenere inalterata la loro routine perché il rischio a rinchiuderli in casa è che abbiano vere e proprie crisi. Una politica fatta per bene dovrebbe tener conto di tutte le problematiche, ma ovviamente la mia è solo pura utopia.

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    1. Io, credimi, avrei pagato per avere un garage. Il mio appartamento è abbastanza grande, ma in quelle settimane sembrava minuscolo e l'assenza di un cortile pesava tantissimo sulle spalle di mio figlio che, a soli quattro anni, aveva l'esigenza fisiologica di sgranchirsi e di guardare il sole.
      Una domenica mattina chiesi all'inquilino dell'ultimo piano di ospitarci per qualche minuto nel suo terrazzo privato e per Lorenzo fu come un dono dal cielo.
      Spero davvero di non dover più costringerlo a restare chiuso in casa per un mese o persino di più. Sarebbe devastante.

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    2. Infatti non potranno mai fare un lockdown da qui a giugno...farebbero impazzire e morire le persone.
      Io plaudo alla decisione delle zone rosse, gialle, arancioni...l'errore è stato magari di fare delle zone gialle, zone che dovevano essere rosse..per il resto direi che è stata una decisione sacrosanta.

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    3. Una decisione sacrosanta dici? Sarà. Ma come al solito è gestita con i piedi.
      Chi verifica i numeri che i presidenti delle regioni forniscono al governo? Quali controlli ci sono?
      Ripeto, finché non vedrò un bel cartellino rosso sulla Campania, non appoggerò nessuna di queste scelte.

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    4. Non oso pensare a chi vive in zona rossa con un figlio autistico o una persona comunque non autosufficiente. 😥
      Cioè il cane lo si può accompagnare in strada tre volte al giorno, per distrarre una persona con disabilità cosa è previsto?

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    5. Mi fa piacere che ad utilizzare il paragone del cane sia proprio tu, convinto animalista.
      Quando ho osato farlo io, a marzo, spiegando che anche mio figlio aveva la FISIOLOGICA necessità di fare almeno due passi un paio di volte alla settimana, sono stata accusata di non aver nessun rispetto per gli animali, dai soliti moralisti del cazzo. Ops... Del piffero.

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    6. nella mia zona ci sono state, durante il lockdown, aree in cui i genitori potevano portare i propri figli autistici all'aperto.

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  4. I confinamenti poco mi tangono, dato che non esco mai di mio. Il primo deve essere pesato al compagno part time, che se l'è fatto da solo a 50 km da me; ora che si è preso casa a Roma, saremo comunque abbastanza vicini. Non mi fanno piacere queste misure, le ritengo tardive, ma tocca stringere i denti. Credo che a viverla peggio - oltre ai mal accompagnati - siano gli affettivamente dipendenti, quelli che senza fidanzat* si impanicano. Poi i single che non stanno bene con se stessi, credo abbiano problemi anche senza il confinamento...

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    1. Anch'io, come dico spesso, vivo in quarantena da sempre, perché esco molto di rado e giusto per fare la spesa o salutare un'amica.
      Lavorando da casa trascorro giorni senza mai uscire, e non mi pesa per niente.
      Però non è così per tutti e, quindi, penso a tutti coloro che non stanno bene con se stessi, come tu dici, oppure non hanno le facoltà di comprendere la potenziale necessità di questo nuovo confinamento.

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    2. "Poi i single che non stanno bene con se stessi, credo abbiano problemi anche senza il confinamento"

      Beh, un single che non sta bene con se stesso a un certo punto si butta e cerca compagnia...
      con i lockdown (che siano imposti o anche sia un lockdown auto imposto, cioé uscire solo per lavoro e necessità), come si fa?
      Sabato e domenica nelle ore diurne piazze affollate, perché è l'unico momento in cui le persone possono uscire (più o meno dal lunedì al venerdì lavoriamo tutti).
      Ora giustamente devo intervenire e chiudere..
      Per i single sì che è problematico, poi lo è anche per fidanzati non conviventi (ma anche per fidanzati conviventi se nel loro rapporto ci sono criticità).

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    3. Appunto perché "abbiamo problemi", queste restrizioni sono uno sparare sulla Croce Rossa. Da qualche parte sta scritto che nessuno va lasciato indietro: con questo non pretendo certo che lo Stato mi trovi la fidanzata, ma che deroghi ai single maggiori libertà di spostamento poiché tutti gli animali sociali hanno bisogno di socializzare incontrandosi e condividendo momenti ed esperienze. Ma evidentemente nella "squadra di esperti" di Conte sono assenti etologi e sociologi.

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    4. Mi pare siano assenti semplicemente persone dotate di senso pratico e ragionamento...

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  5. bella riflessione ma già avevamo un limite
    i positivi erano già reclusi a frequentare i positivi e i negativi i negativi
    adesso questa complicazione, mi chiedo ma avremo ancora la forza di ubbidire o aumenteranno i trasgressori visto la confusione che hanno creato chi ci comanda?

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    1. Credo che i trasgressori aumenteranno sempre di più, visto che le regole non sono chiare né autorevoli.

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  6. Credo siano l'obbligo e la forzatura a dover stare soli che possono deprimere il tutto unito al fatto che non hai una certezza sulla conclusione della restrizione. E poi il punto è che un ragazzo di 30 anni ma anche di 23 anni non è solo quasi mai, ha la ragazza con cui però non convive ancora magari e quindi non è un single di fatto lo è solo sotto il profilo giuridico e quindi questo toglie la possibilità di vedere la sua fiamma d'amore e non è facile. Per i single poi cmq la reclusione può essere da un lato meno fastidiosa in quanto abituati, se già lo facevano prima, a vivere da soli, ma dall'altro lato anche qui essere single e vivere da soli non è sinonimo di eliminazione totale di vita sociale. Il single o la single può avere migliaia di amici, partner anche di durata limitata nel tempo e quindi diversi, andare a teatro, al cinema, viaggiare, andare ai concerti. Quindi il punto è che qualunque sia il proprio status poi alla fine queste restrizioni schiacciano l'anima e provocano anche alla lunga voglia di ribellarsi ad esse.

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    1. Personalmente posso dirti che ho vissuto il primo lockdown con enorme tristezza (data soprattutto dall'impossibilità di vedere mia madre e mio fratello), ma con estremo rigore, convinta che fosse l'unica soluzione possibile e che l'incubo sarebbe finito presto.
      Adesso, però, sono fortemente demotivata, perché so che ogni volta saremo punto e a capo. Ci richiuderanno in casa come i topi, poi riapriranno in prossimità del Natale per far riprendere l'economia e a gennaio saremo nuovamente agli arresti domiciliari.
      Insomma, quanto potrà andare avanti questa storia?
      Stavolta sono stufa e non intendo privarmi dei miei affetti più cari, per le scelleratezze di altri.
      Domani, ad esempio, andrò a Fasano, con la mia autocertificazione debitamente compilata e se verrò fermata da agenti che mi faranno storie, perderò del tutto la pazienza.
      Spero per loro che non obiettino nulla, insomma!

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    2. Concordo con te, aggiungo solo che forse questa volta se quel vaccino della Pfizer funzionasse... Altrimenti hai ragione tu saremmo sempre punto e a capo, cosa insostenibile non solo emotivamente ma anche economicamente.

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  7. Si Claudia, queste persone soffrono tantissimo.
    La solitudine porta ad ammalarsi.
    E non basta una video chiamata.
    Mi dispiace perchè so cosa è la depressione e non ci sono limiti di età.
    Un abbraccio Valeria

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    1. Hai ragione, non basta una videochiamata, ma vogliono convincerci che sia così.
      Io non ci sto.

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  8. Dunque, il vivere da soli durante un lockdown stretto è una tortura, perché praticamente hai pochissime occasioni per uscire di casa e rischi veramente di iniziare a parlare solo con te stesso, anche se è giusto quello che dici (non si è mai troppo soli con videochat, whatsapp ecc.). Però in momenti come questi (di non lockdown, ma solamente di restrizioni) è più facile ritagliarsi degli spazi da condividere con gli altri, perché poi evitando contatti con i parenti anziani, puoi anche esporti al rischio contagio (Non nel senso che vai in giro senza mascherina ecc. però ad esempio magari ti concedi un caffè in più al bar). Perché è questo il punto: magari si hanno dei contatti "caldi", ma anche bere un caffè o fare un pranzo al ristorante può essere veicolo di contagio.
    Per ciò che concerne il contatto umano diretto, ecco, è ciò che fa soffrire di più in questa pandemia.
    Perché se è pericoloso un caffè, figuriamoci un abbraccio.
    Ma io te lo dico, non me ne frega di Cristanti, Burioni ecc., appena i miei avranno fatto il vaccino anti covid (speriamo entro la primavera), provvederà subito a colmare questa mancanza, altroché!

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    1. Per ciò che concerne il contatto umano diretto, ecco, è ciò che fa soffrire di più in questa pandemia --> intendevo che la mancanza di contatto umano diretto fa soffrire

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    2. Qui bar e ristoranti sono chiusi già da settimane, pensa un po'. Altro che caffè. Mentre la Campania continua ad essere zona gialla. Grrrrrr!
      Comunque, ripeto, stavolta farò tutto quello che posso, senza infrangere i divieti, ma non intendo chiudermi in casa.
      Ieri, ad esempio, abbiamo improvvisato una cena a casa di due amici. Era iniziato tutto con un saluto al volo alle 18, ma poi "dai, rimanete. Ci facciamo consegnare due pizze".
      E così è stato.
      Al rientro a casa, intorno alle 21, la città era deserta e le pattuglie della polizia intimavano l'alt ai pochi automobilisti che transitavano.
      Noi, per fortuna, l'abbiamo scampata, sebbene RIPETO non stessimo violando alcuna legge, ma il terrorismo psicologico che ci impongono ci fa quasi credere di essere continuamente in errore.
      Ecco, a marzo la paura prendeva il sopravvento e davvero ci siamo privati di TUTTO. Stavolta non mi ingannano!

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    3. Due coppie amiche...In linea di massima fate bene, ma in generale no, perché se quattro coppie si vedono e una persona trasmette il virus, invece di due positivi ce ne sono quattro.
      Significa dover fare tamponi ecc. ecc.
      Si ingolfa comunque il servizio sanitario..

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    4. Due coppie amiche che mangiano una pizza parlando del lavoro e dei guai, a debita distanza e sicuramente senza effusioni.
      Stando a quello che i dicono, le possibilità di infettarsi in questo modo dovrebbero essere praticamente nulle.
      Ma se dobbiamo vivere nel terrore di contrarre il virus anche solo salutando una persona (senza alcun contatto fisico), allora come possiamo andare al supermercato, alla posta, al lavoro?
      Ci chiudiamo in casa, avvolti nel cellophane, e preghiamo?

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    5. In realtà non serve il contatto: se io e te mangiamo una pizza ci sputacchiamo addosso :D
      ma sai come la penso, per me è esagerata la narrazione terroristica che fanno.

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    6. Per quanto sono schizzinosa, se tu mangiando la pizza mi sputacchiassi addosso, positivo o no, non saresti più mio amico.
      Io non condivido il bicchiere nemmeno con MIO FIGLIO.
      Mi fa schifo tutto. Quindi sono immortale per questo virus. Rassegnatevi. Ahahahahah

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    7. sputacchiamo addosso nel senso che parliamo e ci spargiamo le goccioline, non serve sputacchiarsi hahaah

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    8. L'avevo capito. Ma io davvero sono sempre a distanza da tutti, anche e soprattutto quando mangio.
      Quindi, ammesso che tu non sia un lama, non hai modo di inquinare la mia cena o, peggio, la mia faccia.
      Insomma, morirete tutti e sopravvivrò soltanto io. Scommettiamo? :P

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  9. Chi è abituato a un'attiva vita sociale probabilmente patirà lo stare solo; chi non ha mai imparato a starci, da solo, probabilmente sbatterà la testa al muro. Qualcuno invece crescerà e diventerà più forte grazie a questa esperienza, a meno che non l'abbia già fatto durante il lockdown di primavera. Insomma, ognuno reagirà in modo diverso, però come te sono convinta che sia meglio essere soli che male accompagnati.

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    1. Io preferirei che le occasioni di crescita fossero altre.
      Personalmente, sto bene da sola, ma le costrizioni mi stringono la gola e non le ho mai sopportate, sin da adolescente (pur rispettandole).
      Quindi spero che siano sempre ridotte al minimo.

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  10. Oddio mi sembra un'esagerazione: non ci rinchiudono certo a vita, e so che anche nelle zone rosse, dove dovrebbe essere come il lockdown di marzo, c'è un sacco di gente in giro (es. Torino).
    Due mesi, o anche fossero tre, da soli... non è che ti perdi la scopata della vita o la relazione che culminerà col matrimonio e tre figli, perché se doveva succedere, succedeva prima... O sarebbe successo in estate, quando abbiamo avuto modo di vivere normalmente.
    Quindi, direi che non è un dramma, posso capire chi un po' si deprimerà ma non sarà per sempre (ovviamente: anche per questioni economiche).

    Moz-

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    1. Non sarà per sempre, dici.
      Ma le prospettive quali sono?
      Alternare il liberi tutti e il lockdown totale a mesi alterni?
      Che orrore. Di questo passo davvero non ne usciremo mai.

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    2. Laureati in farmacia e trova il vaccino XD

      Moz-

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    3. Ma no. Ci sono già quelli del Viagra che ci pensano.
      Se hanno ridato agli ultraottantenni la possibilità di emozionarsi, possono davvero fare miracoli. 🤣🤣🤣🤣

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  11. Ci si fa troppi problemi, la penso come Miki.

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    1. Perdonami Pietro, ma tu sei costretto in casa h24 da più di metà della tua vita, a causa della tua patologia.
      Quindi sei purtroppo abituato ad avere una routine che nasce e muore nelle mura domestiche.
      Coloro che, invece, hanno sempre organizzato la propria vita fuori da casa, si ritrovano fortemente penalizzati. Soprattutto a livello psicologico.

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    2. Sì, ma penso che io nella loro situazione non avrei comunque di questi problemi, certo, ognuno la vive in modo diverso, però bisogna fare pure dei sacrifici, non sono anni ma mesi..

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  12. Comunque qui a Milano l'attuale lockdown non è certo quello di marzo aprile che era quasi una galera con l'ora d'aria. Adesso si può tranquillamente uscire, andare nei parchi, pedalare sulle ciclabili. E per adesso niente code ai supermercati.

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    1. Sarà proprio perché, come me, la gente sente meno la paura di potersi ammalare anche solo vedendo passare un positivo a duecento metri.
      Oppure è stanca di farsi barricare in casa senza risultati.

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  13. credo che questi momenti dovrebbero farci riflettere su quelle cose che diamo spesso per scontato

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  14. Se un single venisse, tipo a casa mia, per un paio di giorni tornerebbe a casa sua felice e beato! Altro che knuffel..coso!!
    4 figli tutti a casa è una terapia d'urto!!

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    1. Ahahahha
      Quattro figli e tutti maschi.
      Sei sempre nelle mie preghiere. 😉

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  15. Il contatto fisico è importante sempre, di certo non solo quando ci viene proibito. E' straniante doverne fare a meno. E' l'affettività stessa, di cui ciascuno di noi ha bisogno. Il calore di un altro essere umano. Che siano coccole, sesso o anche solo una partita a carte guardandosi negli occhi e ridendo insieme.
    Su un altro nuovo eventuale lockdown non voglio esprimermi. Rischierei di urlare e tanto, da lì, non mi sentiresti.
    Un bacione.

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    1. Temo, invece, che ti sentirei, e mi accoderei al tuo urlo, per ragioni indubbiamente diverse, ma più simili che mai.
      Ti abbraccio.

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  16. Da me è zona arancione .Io sono anziana e non mi pesa restare in casa ,
    esco per la spesa , faccio 4 passi e bon .
    Capisco però che per i giovani il confinamento sia pesante e non possano
    avere vita sociale come erano abituati . Speriamo che a Dicembre ci lascino
    un po' liberi anche se , molto probabilmente a Gennaio ci sarà un nuovo
    look down .
    Mi spiace tu sia costretta tenere Lorenzo in casa (ora và ancora a scuola)?
    Mia figlia va a prendere Nora alle 2 p.m. poi dietro casa hanno un piccolo
    cortile - giardinetto e stanno lì a giocare . Ha il monopattino e a Natale
    arriverà la biciclettina . E' uno sfogo e non ci sono pericoli .
    Buona serata e notte . Laura *** Per Lorenzo ***

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    1. Sí, Lorenzo va ancora a scuola.
      La bicicletta ce l'ha già, ma non avendo il cortile la usiamo su una pista ciclabile a cento metri da casa, ma adesso non è fruibile.
      Quindi fino alle 17 cerchiamo di fargli fare due passi e qualche giro su scivolo e altalena, poi stop. Clausura. Ma sempre meglio di marzo, dai.
      Anche noi siamo arancioni, quantomeno per ora, perché temo che la situazione stia peggiorando.
      Un bacione one one (anche da parte di Lorenzo).
      Buona serata a te.

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