mercoledì 4 settembre 2019

Uccide il suo bullo dopo 50 anni: certe ferite non rimarginano mai

La notizia arriva dalla Thailandia e risale alla scorsa settimana.
Durante una rimpatriata tra ex compagni di scuola, un 69enne ha ucciso l'uomo che più di 50 anni prima lo bullizzava durante le lezioni.
Thanapat Anakesri ha prima chiesto alla vittima di scusarsi per i continui soprusi che gli aveva inflitto in quegli anni, ma davanti al rifiuto dell'uomo ha estratto una pistola e lo ha colpito a morte.

Insomma, neppure mezzo secolo di vita è bastato per curare le ferite di un ex adolescente divenuto ormai anziano, che nel fiore della sua gioventù era stato costretto a subire ogni giorno le vessazioni del bullo.
Magari, se questo si fosse scusato davanti a tutti, senza sostenere di non ricordare nessuno degli episodi narrati, sarebbe ancora vivo.
Probabilmente, Anakesri era pronto a perdonarlo, oppure aveva covato nel cuore una rabbia così forte che la tragedia sarebbe stata, prima o poi, inevitabile.

Un proverbio molto noto recita "La miglior vendetta è il perdono".
Invece di passare da vittima a carnefice, l'aggressore avrebbe potuto descrivere nei dettagli tutte le angherie subite, raccogliendo anche le eventuali testimonianze dei presenti e perdonare il suo aguzzino dandogli una grossa lezione di vita.
Ma spesse volte, si sa, le azioni di pancia lasciano poco spazio alla saggezza con conseguenze irreparabili.

Chissà se l'omicida potrà mai trovare pace.
Nella sua condizione di ricercato, dietro le sbarre, in uno specchio che ritrae un volto deformato dalla rabbia ma, allo stesso tempo, da un profondo dolore.
Il bullismo ti segna per sempre.
Non giochiamo con la vita degli altri, azzerandone l'entusiasmo di esistere.

A tutti i bullizzati giunga il mio abbraccio solidale.

51 commenti:

  1. Il bullo ucciso avrebbe dovuto ammettere i suoi gesti e sarebbe finita lì. Vedersi negare tutto è stata come un'ulteriore umiliazione perpetrata dal bullo d'allora e quindi non ci ha più visto e gli ha sparato.

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    1. O magari l'avrebbe ucciso a priori.
      Quando ha deciso di portare con sé la pistola non sapeva che atteggiamento avrebbe avuto "l'ex" bullo..

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  2. sarei cauto, se me lo permetti, nel sostenere che le ferite da bullismo non si rimarginano. il fatto che uno uccida il suo bulletto 50 anni dopo, può essere segno di squilibrio dell'assassino. c'è chi se le butta alle spalle le angherie adolescenziali o pre-adolescenziali

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    1. Lo squilibrio è proprio palese.
      Non si può covare un rancore così a lungo e con conseguenze così gravi..

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    2. Non confondiamo gli effetti con le cause... Sapete in cosa consistevano gli atti di bullismo praticati? Non credo... E non tutti reagiamo allo stesso modo alle sottomissioni.

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    3. Lo so Gas, hai ragione.
      Ma 50 anni sono 50 anni..
      Spero che quest'uomo ormai fosse padre e nonno.
      Certe cose purtroppo vanno superate prima o poi. Oppure si intraprende un doloroso percorso di cura.
      Ma per me l'omicidio è sempre sbagliato, a maggior ragione dopo mezzo secolo..

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    4. Concordo, arrivare all'omicidio è eccessivo, sarebbe stata più elegante una pubblica umiliazione del bullo innanzi agli ex compagni... Ma se le vittime del bullismo possono arrivare a suicidarsi se cambiare scuola non basta (vedi la storia del "ragazzo dai pantaloni rosa"), non so con quanto buon senso sia cresciuto e invecchiato Thanapat. :(

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  3. Da vittima di bullismo impunito ai tempi di scuola (i due tipi sono attualmente un pregiudicato per omicidio stradale a piede libero e un ex spacciatore), comprendo benissimo il gesto. Il bullo era rimasto tale anche dopo 50 anni. Se nessuno deve toccare Caino, concedetemi un solidale abbraccio ad Abele.

    Perdonare sì, ma solo chi è pentito sinceramente.

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    1. Io continuo a credere in un mondo in cui la violenza non serva per fare e farsi giustizia.
      Ma no, non ho mai subito bullismo da ragazzina..
      Almeno questa tragedia manca al mio bagaglio di vita..

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    2. D'accordissimo che la violenza non serve, ma non è stato certo Thanapat a iniziarla.
      50 anni possono essere tanti, per molti non sono nemmeno la durata della vita, ma ci sono anche ferite che non si rimarginano, credi di avere dimenticato il tuo aguzzino, e poi te lo ritrovi davanti, magari più felice, realizzato e sicuro di te.
      Oggi il bullismo è, almeno sulla carta, condannato nelle scuole: ai miei tempi erano bravate per fortificare i timidi, bastava non arrivare malconci a casa, e se si cercava di denunciare la cosa, il bullo era solo "un ragazzo vivace"... Cinquanta anni fa in Thailandia come era organizzata la scuola? Non lo sappiamo, ma mi prendo l'azzardo di affermare che probabilmente era più simile alla mia scuola di 30 anni fa che a quella di adesso.

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    3. Magari il bullismo fosse stato scongiurato nella scuola attuale.
      E invece accade ancora, in forme più e meno gravi.
      E non credere che venga condannato davvero come auspichi.
      Nella mia esperienza scolastica ne ho viste davvero di tutti i colori e continuo a vederne nel percorso di mio figlio..

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    4. Concordo con il pensiero di Gas al Bisogna vedere i fatti nella loro totalità.

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    5. Di sicuro in questa storia chi ha sofferto continuerà a farlo..
      In carcere..

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  4. Che brutta storia, e quanto dolore deve aver sofferto l'omicida per covare così a lungo il desiderio di vendetta...proprio un brutto, tragico finale che però ci fa capire quanto bisogno di aiuto abbiano tutti, bulli e bullizzati...speriamo in bene, per il futuro dei nostri figli e nipoti!
    Un abbraccio

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    1. È proprio vero.
      Tutti abbiamo bisogno di aiuto e di una spalla sincera su cui rifugiarci.
      Più che alle vessazioni subite da quest'uomo, penso alla solitudine di cui probabilmente si è circondato in questi 50 anni.
      Una condizione che avrebbe dovuto interessare il bullo e non lui.

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  5. Non giustifico ma comprendo.

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  6. Io praticamente dovrei fare una strage!!!! Ma si, alla fine si sà...i bambini possono essere tanto dolci e amorevoli ma posseggono una cattiveri indescrivibile perché inconsapevoli di ciò che provoca.... Quindi amen,io n ci andrri alla rimpatriata e stop.. Si divertissero ank alla faccia mia ma io sto bene nella mia pace ritrovata!!!

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    1. Giusto. Non ci sarei andata neanch'io, sapendo che avrei sofferto ancora come molti anni prima alla vista del bullo e di chi, probabilmente, l'ha spalleggiato.

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  7. Cara Claudia, dopo avere subito tanto, non è facile perdonare, ma ci si può sempre provare.
    Ciao e buona giornata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Magari aiuta a vivere meglio, o forse no.
      Io per prima perdono molto difficilmente, ma almeno non covo rancore..

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  8. certi dolori rimangono incisi nella memoria, danno il tormento all'anima ogni volta che si ricordano...Chissà per quante notti quest'uomo avrà rivissuto le angherie subite...
    Tanto da partire da casa con un arma e il progetto che avrebbe ucciso il bullo se l'avesse ancora una volta umiliato.
    Ciao Valeria

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    1. Non credo che l'avrebbe fatto solo in caso di nuova umiliazione.
      Temo che avesse premeditato l'omicidio a prescindere dal comportamento del bullo.

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  9. Il bullismo a mio parere può distruggere davvero una persona, certo questo non giustifica il farsi giustizia da soli. Brutta storia per tutti. Secondo me dimenticare è impossibile, mentre perdonare è diffficile ma si può provare, anche per sentirsi meglio. Bacio Claudia

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    1. Dove non arriva il perdono dovrebbe esserci quantomeno l'indifferenza a proteggere la parte lesa.
      Ma purtroppo anche questa è molto difficile da raggiungere..

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  10. Ammettere le proprie colpe è sempre difficile, e questa volta l'ha pagata a caro prezzo questo signore, ma l'omicidio non è la soluzione.

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  11. Cinquant'anni sono un periodo lunghissimo. Avrebbe potuto pagare un bravo psicoterapeuta per liberarsi dei dolori inflitti anziché comprare una pistola.

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    1. Chissà se lo psicoterapeuta sarebbe riuscito ad aiutarlo, ma sicuramente lo avrebbe fatto più di un'arma.

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  12. Io, che ero molto timida e chiusa, da ragazza ero spesso preso di mira dai bulli della mia classe delle medie. Per fortuna sono stati solo tre anni però neanche io ho mai dimenticato o perdonato e non ho mai voluto partecipare a cene o rimpatriate dei compagni di leva, anche se sono passati moltissimi anni.Ho cercato e trovato amicizie altrove, fuori dal mio paese, anche se ci abito ancora. Uccidere è troppo ma certe cose non si dimenticano. Saluti.

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    1. Mi dispiace per la tua esperienza, ma hai fatto bene a non partecipare a quei ritrovi. Sarebbero state delle ennesime spine nel fianco.
      Ti abbraccio.

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  13. Il mio pensiero è combattuto tra ragione e sentimento .
    Condanno l'uomo che alla sua età non ha voluto chiedere scusa .
    Io gli avrei dato dello str.... vigliacco e altro ancora....
    Perdonare ? Se hai sofferto per 50 anni , è dura perdonare .
    Buona giornata . Laura

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    1. Io lo avrei sicuramente umiliato davanti a tutti, o magari avrei proprio evitato di recarmi alla cena.
      Ecco sì, sarebbe stata meglio la seconda opzione.
      Buona giornata a te.

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    2. Claudia , l'omicida voleva un'opportunità per placare la sua
      sofferenza interiore , le scuse , solo quelle , era così difficile ?
      Io , se mi accorgo di aver sbagliato , chiedo scusa . E' dura .
      ci vuole solo un po' di coraggio , ma lo faccio. Chiedo scusa .

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    3. Anch'io chiedo scusa, Laura.
      Il problema è che, a mio modesto avviso, chi uccide ha qualche problema di mente, quindi non è detto che le scuse sarebbero bastate ad evitare l'omicidio.
      Almeno io la penso così.

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  14. Che brutta vita avrà vissuto se ha covato così tanto risentimento per 50 anni!
    Adesso, da dietro le sbarre, sarà anche peggio.

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    1. Infatti.
      Sarà stato un incubo che non accenna ancora a finire.

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  15. Portare un rancore così divorante per 50 anni? Questo bullo doveva essere diventato l'ossessione per la sua vittima! Rodersi il fegato per tutto quel tempo non è normale; io alla fine della fiera avrei lasciato perdere. Io i bulli che mi tartassarono a scuola li ricorderò finché vivo, ma mi limito a non frequentare i luoghi che frequentano loro, e se ci sono obbligato fingo di non conoscerli neppure.

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    1. Magari il passare del tempo ha persino ingigantito la gravità delle vessazioni subite. Chissà.
      Resta che indubbiamente il tup modo di reagire è più sano e salutare, per te innanzitutto.

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  16. lo posso capire.l'omicida.
    io sogno ancora i miei bulli dopo 20 anni..
    ero così piccola.e indifesa.
    forse questo poveretto come me non ha perdonato soprattutto sè stesso.
    probabile si ucciderà in carcere.

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    1. Spero in un epilogo diverso per questa storia.
      Quanto a te, sono mortificata all'idea che soffri ancora a causa del bullismo, ma so bene quanto questo è stato deterninante nella tua vita.
      Immaginami mentre ti abbraccio forte. Col cuore. ❤

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  17. Problemi di testa sicuramente!
    Da quello che leggo ...non posso trarre altre conclusioni.
    Ciao

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  18. Apichatpong Weerasethakul potrebbe farci un film...

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    1. Sembra una bestemmia.
      È un regista? 🤣🤣

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    2. Il più grande regista tailandese di tutti i tempi.

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    3. Ah ecco.
      Beh, può essere un'idea. 😉

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  19. L'avevo letta questa notizia e mi ha lasciato veramente una gran tristezza addosso. Chissà quante ne aveva passate! Non credo si fosse limitato a rubargli un paio di volte la merenda.

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    1. Immagino che le vessazioni subite siano state molto pesanti.
      Resta che è triste arrivare a commettere un omicidio dopo tutti questi anni..

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