giovedì 19 settembre 2019

Perché le band non funzionano (più)?

Ieri discutevo con Riccardo circa l'annuncio di Tommaso Paradiso dello scioglimento dei TheGiornalisti.
Lui ipotizzava che la colpa fosse imputabile al desiderio del frontman di proseguire col genere pop che la band aveva adottato negli ultimi tempi, mentre questa preferiva tornare all'indie iniziale.
Io gli ho dato dell'ingenuo, sostenendo che sicuramente si trattava di mera avidità.

Presto i giornali ed i social mi hanno dato ragione. Il chitarrista Marco Rissa ha, infatti, precisato su Instagram che il divorzio non è assolutamente consensuale e che il cantante ha voluto tentare la strada da solista per guadagnare di più.
E no, non sono troppo maligna. Forse solo pragmatica e realista.

Purtroppo, in una società assai povera di valori come quella attuale, non mi meraviglia il fatto che non esista più nemmeno l'amicizia e la volontà di portare avanti un progetto condiviso con persone a cui si vuole bene.
Il Dio Denaro, purtroppo, prevale su qualsiasi ideologia romantica.

A pensarci bene, però, a parte gli U2 e i Rolling Stones, le band non funzionano più dalla notte dei tempi.
Negli anni Novanta vi fu il boom delle boy band, e mi innamorai dei Take That.
Sappiamo tutti come andò a finire. Robbie Williams "si montò la testa" e decise di intraprendere la carriera da solista, sciogliendo il gruppo. Per me fu un colpo al cuore.
Lo stesso avvenne con i Backstreet Boys e con i Blue.

In Italia le cose non andarono molto meglio.
Persino i miei amatissimi 883 divorziarono, e dovetti rinunciare ai balli sfrenati di Mauro Repetto.
Nello stesso periodo la mia adolescenza incassò un altro duro colpo, lo scioglimento dei Lunapop. Evidentemente quel "qualcosa di grande" fra di loro proprio non c'era, oppure Cremonini aveva capito che aveva troppo talento per restare a zompecchiare su una vespa con i capelli mesciati e che per apparire più credibile doveva mostrarsi al pubblico come cantautore.

Ma gli anni Novanta e Duemila sono semplicemente quelli che amo di più.
La storia discografica italiana e mondiale, però, ci parla di numerosissime band che non ce l'hanno fatta e che, puntualmente, ci hanno riprovato dopo un periodo sabbatico, ma senza troppo successo.
Basti pensare ai Pink Floyd e ai Dire Straits, ovvero i gruppi preferiti di mio padre.
In Italia, invece, persino i Pooh hanno divorziato ufficialmente dopo cinquant'anni di carriera.
Forse resistono solo i Matia Bazar, che comunque cambiano vocalist con la stessa frequenza con cui una ventenne patita della moda cambia taglio di capelli, così come i Nomadi seppur lo facciano con maggiore moderazione.
E gli Stadio? Anche loro continuano a cantare, non risparmiandosi, però, diversi cambi dei membri.

Per quanto riguarda, invece, i gruppi moderni sfornati dai talent, mi rifiuto di citarli perché escono come i funghi e naufragano prima che possa ricordarmi almeno il nome del frontman.
Sì, lo so che i Maneskin resistono (ancora), ma non giurerei sul fatto che staranno insieme in eterno. Prima o poi uno di loro potrebbe scappare con la ritrovata Marlena, o no?

Insomma, ironia a parte, è davvero tutta una questione di soldi o alla base di questi allontanamenti c'è anche un impoverimento del concetto di amicizia e di collaborazione?
Vediamo un po' se la pensate come me...

50 commenti:

  1. Per quanto riguarda i Pooh hanno deciso di fermarsi perché si sono resi conto che dopo i 50 anni potevano scadere nel ridicolo. Ovvero suonando in posti meno gratificanti e importanti. Seconda considerazione. Si sono resi conto che non sono immortali e quindi era meglio chiudere in salute piuttosto che cadere sotto i colpi della vecchiaia.

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    1. Da ricordare che quando si sono sciolti erano già rimasti in tre, l'uscita di Stefano non dev'essere stata indolore.

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    2. Concordo con te, Antonio, e benvenuto!
      Effettivamente se avessero continuato avrebbero cominciato a cantare alle feste di paese e negli ospizi, rovinando quella che è stata una carriera degna di rispetto.
      In questo caso, quindi, il passo indietro mi sembra opportuno, sebbene come dice Gas probabilmente indotto dall'abbandono di Stefano.

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  2. Tutti li hai citati, tranne Piero Pelù coi Litfiba. 😂
    A me spiace quando un gruppo musicale si scioglie, specie se ne ho apprezzato il repertorio...
    Viene da pensare a ragioni economiche, ma non credo che Max Pezzali o Cesare Cremonini, per fare due nomi, da solisti non abbiano dei musicisti che li accompagnino ai concerti e in sala di incisione, ovviamente pagati... Forse cambia il tipo di contratto e quindi la ripartizione degli utili?
    Ci sono comunque anche gruppi inossidabili, sebbene non incidono più nuovi brani, tipo i Camaleonti ma fanno solo concerti.

    Mi fa piacere quando affermi che Robbie Williams si è montato la testa, lo penso anche io. 😂

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    1. Non conosco, ovviamente, i metodi di spartizione degli utili tra le band, ma immagino che "un semplice bassista" che fa da sfondo a Cremonini percepisca meno soldi di Ballo dei Lunapop, o no?
      Quanto a Pelù sai bene perché l'ho scansato. Ahahah

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    2. Molto probabile... Credo un gruppo musicale funzioni tipo società, mentre i musicisti che accompagnano il cantante solista sono tipo dei dipendenti. Possibilmente non tossico... 😁

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    3. Ahahaha
      Ogni riferimento è puramente casuale.....
      O forse non troppo........ :P

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  3. Ma da uno che si chiama Rissa ti aspetti rose e fiori? :D
    I Pooh sono stati una delle band più longeve - e hanno deciso, semplicemente, di mettersi in pensione: sono ormai tutti e quattro vecchi come il cucco. I Rolling Stone pure potrebbero mettersi in pensione: non sono mica più giovani dei Pooh. Quanto alle altre band: concordo sulla tirannia assoluta del Dio D€naro; succede che alla fine quando un concerto o un disco vanno un po' storti, anziché imparare la lezione dal fiasco i componenti si mettono a litigare tra loro, ad accusarsi vicendevolmente di aver cannato qualsiasi cosa, e poi viene fuori il cantante che si monta la testa (proprio come hai puntualizzato con l'esempio di Robbie Williams), accusa tutto il resto della band di aver mandato tutto a patatrac e si mette per i cavoli propri. Funzionano meglio i cantanti singoli che di volta in volta assoldano una band per quello specifico album o per quella specifica tournée, e poi finito l'impegno tanti saluti, è stato un piacere, ciao e alla prossima.

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    1. Sicuramente i solisti hanno più autonomia organizzativa ed anche maggiori introiti. Quindi posso capire che la scelta di continuare da soli possa far gola, seppure sia triste.
      C'è da dire, però, che uscendo per un attimo dal campo musicale, persino le società tra amici o fratelli durano ormai pochissimo.
      Mi riferisco ad una semplice impresa familiare, ad un negozio, e simili.
      Quando ci sono troppi galli in un pollaio, è solo questione di tempo prima che scoppi la bomba, o no?

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    2. E questo è un problema annoso. Ho già visto in tutta la mia vita fratelli andare d'amore e d'accordo finché non muore un genitore e poi d'improvviso cominciare a scannarsi per la successione. Ogni volta torno a maledire i sumeri, mannagg' a loro e all'idea che ebbero di inventare il denaro che loro stessi finirono per usare nella peggiore delle maniere.

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    3. Effettivamente col baratto saremmo stati tutti ben più felici...

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    4. Altro parametro da considerare: chi scrive testi e musiche? Se lo fa il "semplice bassista", credo che dopo un po' desideri un minimo di popolarità quanto il cantante, e quindi possono nascere dissapori: "Senza di me non hai cosa cantare!" - "Sì ma il pubblico conosce principalmente me!"

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    5. Se invece, come nel caso dei TheGiornalisti (almeno stando a quanto dichiarato da Tommaso) i testi fossero completamente di suo pugno, scatta il "Voi senza di me non siete nessuno. Finirete nel dimenticatoio"......

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    6. Un po' come succede a Charlie in "Lost".

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  4. soldi ..soldi..soldi ..soldi..soldi ...
    ;))

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    1. Ahahaha
      Restando in tema musicale ci sta proprio bene la canzone di Betty Curtis... ;)
      "Soldi, Soldi, Soldi, tanti soldi
      Beati siano soldi
      I beneamati soldi perché
      Chi ha tanti soldi vive come un pascià
      E a piedi caldi se ne sta"...

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    2. Ci sta pure la recente canzone che ha vinto Sanremo... 😁

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    3. Verissimo. Ma io sono antichissima. Quindi passeranno anni prima che quella di Mahmood mi venga in mente. Ahahah

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  5. Nn abbiamo perso un granché, testi accattivanti e scioglilacrime e sentimenti. Chi ha cavalcato la musica pop degli ultimo 60 anni sa di quanto si è impoverito. Nn esistono più canzoni con ricchezza strumentale, solisti che incantano. Siamo diventati dei consumatori musumicali che si accontentano di poco.

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    1. Il mondo della musica è cambiato quando abbiamo cominciato a "venerare" i personaggi anziché la qualità dei loro brani, ed è proprio questa che, dal mio punto di vista, si fa sempre più scadente.
      Confido sempre in un'inversione di rotta, sebbene questa possibilità appaia sempre più lontana.

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  6. Penso che sia un peccato quando i gruppi si sciolgono, a volte per soldi, altre perchè sostenere il ritmo degli spostamenti in giro per il mondo non è facile.
    Caio Valeria

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    1. È un peccato soprattutto per i loro fan affezionati che si sentono traditi.
      Buona giornata.

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  7. La coerenza non è un valore da perseguire a tutti i costi, secondo me.
    Io credo che certi progetti possano anche cambiare nel tempo e che certe vedute possano non essere più le stesse delle persone con le quali un percorso lo hai iniziato. E poi certo, ti fai due conti e capisci che da solo guadagni di più che in gruppo.
    Alla fine chi li conosce gli altri membri? si parla sempre e solo di lui, come se già fosse solo da tempo.

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    1. Decisamente. Io ho scoperto il nome del chitarrista solo per via di questo post su Instagram rimbalzato su tutti i giornali..

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  8. Sì, è sempre la stessa storia, è sempre questione di soldi e fama purtroppo..

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  9. Spesso l'individualismo prevale sul gruppo, lo scioglimento può portare anche al dimenticatoio di alcuni cantanti.
    Saluti a presto.

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    1. Ma alla fine certi cantanti credo che sarebbero stati dimenticati a prescindere dall'esistenza del gruppo.
      Se uno ha stoffa sa come restare sulla cresta dell'onda, no?

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  10. TheGiornalisti? Chi erano costoro? :-P

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    1. Ahahaha
      Prova a chiederlo a Google. Io ne so praticamente quanto te... ;)

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  11. Non hanno resistito neppure i Beatles......ce l'avrebbero potuto fare loro??? Naaaaa!!!

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    1. Cavoli, è vero!!! Mi sono dimenticata gli Scarafaggi... ;)

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  12. Però i Negramaro resistono!

    Che dirti per il resto oltre al fattore economico , penso che non ci siano più quei rapporti d'amicizia veri e neppure delle lunghe gavette che caratterizzavano
    i gruppi storici italiani e stranieri , nelle band attuali.
    Son progetti per lo più studiati a tavolino per far vendere dischi alle case discografiche e li sfruttano finchè possono farlo.
    Son pochi i solisti di ex band che hanno poi sfondato davvero.
    Personalmente credo che Robbie Williams sia stato più apprezzato negli album post Take That ,forse perché l'unico che sapeva cantare e scrivere davvero.
    Gli altri erano ballerini..forse Gary Barlow poteva avere qualche chance in più ma non ha trovato le canzoni giuste.
    Vediamo se Paradiso sarà la risposta italiana all'ex Take that!!!



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    1. Beh, anche Cremonini ha fatto strada da solo.
      Col senno di poi lo preferisco da solista.
      I Negramaro non li avevo considerati. Sicuramente ce ne sono molte altre che resistono, ma sarà così "per sempre".
      Non per fare l'uccello del malaugurio, ma io non ci giurerei.. 😉

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  13. gli 883 si sono sciolti???? come faccio a dormire, ora? :-)

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    1. Ahahha
      E dai che ho citato pure gli Stadio. L'ho fatto solo per te.. 😉

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  14. E fanno bene a sciogliersi! Da solisti, molti hanno fatto più fortuna: Robbie Williams e Cremonini per tutti. Ma anche quello degli 883, che io trovo inascoltabile! I giornalisti? Ma chi sono? 🤔

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    1. Ahahah
      Si chiama Max Pezzali ed è uno dei miei preferiti..
      Ti starai mica vendicando per quel tipo che non ama molto docciarsi? L'ha citato pure Gas. 😜
      Ah, I Giornalisti li conosco per un paio di tormentoni, ma non li ho mai apprezzati particolarmente.

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  15. Uhmmm, non ridurrei tutto solo a U2 e Rolling Stones...ma intuisco che siano solo due esempi calzanti che volevi fare di band di lungo corso ancora attive! 😃 Ce ne sono tantissime!

    In effetti è molto raro che una band longeva abbia TUTTI ma proprio TUTTI i componenti originali dal primo album in poi.

    Molte volte qualcuno ha abbandonato dopo l'incisione appunto del primo, vuoi per questioni di successive divergenze di idee sulla strada musicale da prendere, vuoi per allontanamenti causa vita troppo sregolata, vuoi perché qualcuno strada facendo se n'è andato all'altro mondo (vedi anche gli stessi Rolling Stones che hai citato: Ronnie Wood sono così tanti anni che suona con loro che si può considerare uno "Stone" della prima ora, ma in realtà è con loro solo - si fa per dire - dal 1974-1975 in quanto sostituto di Mick Taylor che a sua volta aveva sostituito Brian Jones, trovato morto nella sua piscina nel 1969)...

    In linea di massima ne conosco tantissime di band dove i componenti sono rimasti sempre gli stessi dall'inizio (oppure a fronte di una carriera di 40 o 50 anni sono sempre gli stessi da 30 anni per dire, che è la maggioranza del tempo 😊)...un esempio?
    Aerosmith! Tyler, Perry, Whitford, Hamilton, Kramer : sempre loro dal 1970 (salvo una brevissima pausa a cavallo fra gli anni 70 e gli anni 80...ma lì è una faccenda di crisi generale del rock e soprattutto causa recupero da dipendenze varie)

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    1. Beh sì.. Non avrei potuto citare tutti nemmeno volendolo.. Il post sarebbe diventata un'enciclopedia.
      Quindi ho scelto le due "più famose". Almeno per me..
      Anche se sì, conosco ed apprezzo gli Aerosmith, ma non mi erano venuti in mente... 😅

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    2. Scusa la mia precisinitudine...è che quando si parla di musica mi parte la chiacchiera aneddotica! 😜😜
      Brava che li apprezzi, ottimo orecchio!! 👍🏻

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  16. Io ho invece notato, negli ultimi anni, un proliferare di featuring.
    Forse questo ha anche un po' "depotenziato" le band..
    Meglio il cantante X che si unisce a fare il duetto con il cantante Y, piuttosto che la band Z.
    Poi spesso le band (883, Articolo 31) erano dei duo appunto...o al massimo dei trio!
    Come cambia l'industria discografica..

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    1. Ieri ho visto un servizio dedicato ai dieci anni de Il volo.
      Ecco.. Mi chiedevo appunto perché loro siano un trio e non una band.
      La tipologia dipende dal numero dei cantanti?

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    2. Uhmm... Band ➡ Banda ...suppongo che siccome sono in tre e cantano soltanto può definirsi un trio mentre se suonassero anche uno strumento potrebbero definirsi "band" 🤔

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    3. Dici?
      Attenderemo il parere dell'esperto. 😅

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    4. Vedi però la wiki :D la intende come me

      Gli Articolo 31 sono un gruppo musicale hip hop[2] italiano, formatosi a Milano nel 1990 e composto da J-Ax e DJ Jad.

      In effetti esistono anche i Boombadash o come si chiamano :D

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    5. See vabbè...Articolo 31 = GRUPPO MUSICALE mpffffMa mi faccia il piaceeeere!! 😂

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    6. ahhaah diciamo che gruppo, band, si usa così..
      come quando si parla di pm per i sostituti procuratori :D

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