martedì 14 giugno 2022

Finché il caffè è caldo: la magia di viaggiare nel tempo

 
Cercavo una lettura leggera ma interessante, e la sorte mi ha condotta a "Finché il caffè è caldo" di Toshikazu Kawaguchi, un vero caso editoriale in Giappone, che ha portato l'opera a fare il giro del mondo, venendo tradotta più e più volte.
In Italia, a pubblicarla è stata la "Garzanti", grazie alla traduzione di Claudia Marseguerra.
In Giappone esiste una caffetteria speciale, dove sarà possibile sedersi su una determinata sedia e viaggiare nel tempo, per ritornare ad un determinato momento della propria vita.

Per farlo, però, bisognerà rispettare una serie di regole ferree.
Innanzitutto dover tornare nel presente prima che il caffè nella propria tazzina diventi freddo. Poi, è importante sapere che qualunque cosa accada, non è possibile cambiare il presente né il futuro.
Se, ad esempio, tu tornassi nel passato per informare un tuo caro di non mettersi alla guida in un determinato giorno, perché altrimenti questi morirà a causa di un terribile incidente stradale, la morte verrà comunque a bussargli in altre circostanze, nello stesso momento, e non potrà restare in vita.

Quindi, a cosa servirebbe tornare indietro se i giochi rimangono fatti?
I protagonisti del romanzo se lo chiedono spesso, eppure decidono comunque di partire per questo viaggio misterioso, in modo da poter riabbracciare il loro amore perduto a causa di un'incomprensione di troppo, la figlia mai conosciuta, la sorella morta prematuramente.

"Finché il caffè è caldo" permette ai lettori di immedesimarsi nelle vicende raccontate e di sognare per i protagonisti un destino diverso da quello che sono costretti ad affrontare nel presente.

Come detto, è stata una lettura scorrevole ed avvincente, che mi ha tenuto compagnia per un paio di settimane, ma che avrei potuto terminare in due giorni, avendo più tempo a disposizione.
L'idea alla base del romanzo è a dir poco geniale.
Perché tutti abbiamo desiderato, almeno una volta, di rivivere un determinato momento della nostra esistenza.
E poco importa se questo non possa cambiare il futuro, ma di sicuro regalare quell'abbraccio in più o pronunciare quella parola speciale può servire a riappacificarsi con la propria coscienza, senza più portarsi sulle spalle il fardello di un inutile ed eterno rimorso.

Se dovessi dare un voto a questo libro, gli darei 9 senza esitazione, anche se in alcuni passaggi ho fatto molta fatica a leggerlo, ma per un mio limite.
Difatti, mi è capitato spesso di confondere i personaggi, poiché non sono riuscita a memorizzare i loro nomi, essendo troppo simili tra loro e in una lingua a me sconosciuta.
Se si fossero chiamati, infatti, Anna, Teresa e Giovanni, di sicuro avrei compreso i passaggi senza dover nemmeno rifletterci. Ma Kazu, Kotake, Kei, Kumi e simili mi hanno confusa.
Però, ripeto, si tratta di un mio problema, da non considerarsi in alcun modo oggettivo.

Magari servirà solo a farmi capire che la letteratura giapponese non fa per me, sebbene le trame possano essere fantastiche.

Insomma, che ne pensate di accomodarvi in questa caffetteria speciale e di togliervi dal cuore il vostro rimpianto più grande?
Io non amo troppo il caffè, ma di sicuro qui lo berrei anche amaro, pur di poter riabbracciare mio padre anche solo per cinque minuti...

24 commenti:

  1. Una tematica simile l'ho trovata in un film visto di recente, "Questione di tempo": puoi rivivere dei momenti del tuo passato, ma se cambi qualcosa, al ritorno ne trovi cambiate anche altre: il protagonista per esempio fa fidanzare la sorella con un ragazzo che non la picchia come quello vero, ma al ritorno si ritrova papà di un figlio maschio anziché femmina, e per riavere la figlia deve rimettere le cose com'erano e salvare la sorella diversamente...

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    1. Carino. Non ho mai visto questo film. Lo vado a cercare.
      In questo caso, invece, per quanto tu possa impegnarti per cambiare il futuro, resterà inesorabilmente lo stesso.

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  2. Ho sentito molto parlare di questi libri (so che ce n'è più di uno di quel filone) ma non li ho presi perché ho una valanga di altri libri che sono in attesa di lettura!
    Per i nomi devi abituarti... coraggio! Ce la puoi fare! ;p

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    1. Dici? A me fumava il cervello ogni volta che dovevo leggere quattro pagine prima di capire chi fosse il protagonista della storia narrata.
      I traduttori dovrebbero anche affibbiare ai personaggi dei nomi più comprensibili, o no? Ahahahah

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    2. E' per quello che in passato cambiavano i nomi dei personaggi dei cartoni animati. Pensa a "Kiss me Licia": in originale si chiamavano Yaeko, Hashizo, Shigemaro...

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    3. Oddiooooo!!
      Non ne avrei guardata nemmeno una puntata! 😂😂

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  3. grazie per questa recensione!

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  4. Eh Claudia quanti caffè dovrei bere....io avrei più di una persona, avessi anche solo la possibilità di dargli un bacio senza nemmeno parlargli....adesso poi... io che non sogno nemmeno alla notte perchè prendo le pastiglie e non ho la possibilità di vederli in sogno...A me il caffè piace tanto, mi servirebbero più tazzine ma sarebbe bellissimo. Un bacio

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    1. Io non ricordo quasi mai i sogni che faccio (se li faccio), ma in questi undici anni papà sarà venuto a trovarmi non più di quattro o cinque volte. Quindi diventerei una caffeinomane, altro che! ;)

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    2. Be questi caffè sarebbe emozionante berli insieme per poi raccontarci l'emozione vissuta un bacio

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  5. Ciao Claudia, ho letto questo romanzo un paio di anni fa e ne ho apprezzato moltissimo i messaggi che trasmette, anche se le storie raccontate mi hanno messo un po' di malinconia... Concordo sui nomi: anche per me non è stato facile memorizzarli e spesso li confondevo! P.s. Se ti interessa, ci sono anche due seguiti ;-)

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    1. Avevo visto i seguiti, ma suppongo che i personaggi siano gli stessi, quindi sarebbe una nuova crociata. Meglio evitare. Ahahah

      Quanto alla malinconia, è vero, ma da un romanzo con una trama del genere non ci si poteva aspettare una passeggiata di salute. Quindi siamo state masochiste a sceglierlo. :))

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  6. Da profano della letteratura è un libro molto interessante per me, magari ne facessero un film ;)

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    1. I giapponesi infatti lo hanno fatto, visto l'enorme successo riscosso dal libro. Non è male, però il libro è migliore.

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    2. Wow. Tu che sei un'appassionata di cinema orientale, non potevi perdertelo. Probabilmente a me piacerebbe, perché supererei l'ostacolo dei nomi associandoli ai volti. 😅

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  7. Va beh ..ma se il caffè lo metti nel thermos..non si raffredda mai😉
    Mah.. non so se mi piacerebbe guardare il futuro e poi tornare..boh..
    Penso da come me lo descrivi sia un buon libro...."leggero "non un mappone...
    Qua ultimamente sto andando di libri girovaghi.😉..si insomma dove metti libro e ne prendi altro che è bello se ti piace puoi tenerlo o lasciarlo girare ancora ..se non ti piace..riportarlo subito..senza spender ..ho trovato molti libri interessanti..anche con qualche anno ...

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    1. Io ultimamente prendo libri solo in biblioteca. Non spendo nulla e riesco a recuperare anche titoli di qualche anno fa, che non avevo mai preso per mancanza di tempo o di volontà.

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  8. Tornare al passato ?, perchè no , ma solo il tempo di bere una tazza
    di caffè con le persone a me care . Lascio la vita andare avanti ,
    giusto così com'è senza aspettarmi più nulla .
    Ho capito che non leggerò mai un libro giapponese , i miei preferiti
    sono di autori Inglesi .
    Allora buona lettura a tutte . Abbraccio . Laura

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    1. È un peccato, perché le trame di molti libri giapponesi sono fantastiche. Però proprio questo limite dei nomi mi blocca.

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  9. Potrebbe essere anche un soggetto per un bel film. Tipo La Ragazza Che Saltava Nel Tempo e Your Name, due stupendi film animati giapponesi. Potrebbero piacerti

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    1. Come ha scritto Guchi, il film esiste.
      Cercherò informazioni in merito a quelli che mi hai indicato tu, invece.
      Grazie!

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    2. Ah ecco... Avevo saltato il commento di Guchi, la solita fretta...

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