lunedì 21 dicembre 2020

'Ben is back': può l'amore di una madre salvare un figlio tossicodipendente?

 
Confesso senza pudore che ho sempre pensato che certe disgrazie capitino ai figli poco seguiti dai genitori, o addirittura orfani.
Quando morì mio padre, mio fratello aveva solo quindici anni, e sia io che mia madre diventammo ancora più apprensive del solito, per paura che lui cadesse in brutti giri.
Per fortuna, però, essendo stato educato all'amore e alla responsabilità da due genitori meravigliosi, non si è mai drogato, né si è concesso semplici sbronze. Proprio come me.
Oggi che sono madre, però, mi sforzo di non giudicare mai le altre famiglie, poiché ho il terrore che simili sciagure possano toccare anche me.

Lunedì scorso, Raiuno ha trasmesso in prima serata il film "Ben is back", con protagonisti Julia Roberts e Lucas Hedges.
Avevo intuito dal promo che sarebbe stata una pellicola difficile da guardare, ma ho scelto di farlo, dopo aver chiesto a mio figlio di addormentarsi nel mio letto, per poterlo accarezzare nei momenti di sconforto.
Perché sì, a prescindere che siate o meno genitori, a prescindere anche dal fatto che vorrete mai diventarlo, questo film vi toccherà nel profondo, proprio perché vi porterà a pensare che non succede solo agli altri.

Ben, 19enne ricoverato in una comunità di recupero per tossicodipendenti, decide di tornare a casa per le festività natalizie, contro la volontà di sua sorella e del suo patrigno.
La madre, invece, ne appoggia felice la decisione, ma presto si renderà conto che suo figlio non è ancora pronto per tornare alla normalità e che, soprattutto, com'egli stesso le ripete "non ci si può mai fidare di un tossicodipendente".

Il regista  Peter Hedges (padre dell'attore protagonista), infatti, ci mostrerà la forza di una donna stravolta dal dolore e dalla paura di perdere suo figlio, vedendo vanificati tutti gli sforzi per salvarlo, e arrivando persino, sperando di scuoterlo, a chiedergli di indicarle la tomba in cui vorrà essere sepolto quando, molto presto, morirà inevitabilmente a causa della droga o delle sue bravate.
Una madre coraggio che tenterà il tutto e per tutto per riabilitare il figlio, concedendosi anche brevi momenti di cedimento e di disperazione.
Ho guardato queste scene con un nodo in gola, pensando a cos'avrei fatto io al posto di Holly (Julia Roberts), ma con l'enorme speranza nel cuore di non dover e poter mai trovare una risposta a questo dubbio.

La verità è che nessun genitore è perfetto e, di conseguenza, nemmeno i figli lo sono.
Continuo a credere, però, forse ingenuamente, che l'amore e la perseveranza possano guarire tutti i mali del mondo, e che pertanto un figlio amato, seguito e protetto non sceglierà di percorrere strade pericolose che lo conducano sino alla morte o all'autodistruzione.

Eppure, ripeto che non esistono assiomi nei rapporti familiari, e nemmeno nelle decisioni che ciascuno di noi prende nel corso della vita.

Un film che non considero un'eccellenza del cinema, ma che quantomeno ci porterà a riflettere sugli errori che commettiamo ogni giorno trascurando chi ci circonda per il troppo lavoro, o per gli spazi vitali di cui necessitiamo.
Una pellicola che, al contempo, ci insegnerà a non abbassare mai la guardia, e a non voltarci dall'altra parte quando un parente o un amico sta per sprofondare in un tunnel senza via d'uscita.

Perché Ben potrebbe essere tuo figlio, tuo fratello, il tuo migliore amico. E tu magari non sarai una tigre come Holly, ma in un modo o nell'altro avrai il dovere morale di dare un contributo.
Senza inutili giudizi.

Perché Ben potresti essere persino tu.

23 commenti:

  1. È vero: non sono soltanto i figli di famiglie "problematiche" a rischiare di finire nel tunnel della droga, così come proprio da famiglie "perbene" sbucano fuori insospettabili branchi capaci di "bravate" tipo stuprare una donna o lanciare sassi da un cavalcavia, come la cronaca racconta...
    La famiglia può fare tantissimo, ma purtroppo non tutto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non tutto, è vero, ma nemmeno zero.
      Vedo troppo disinteresse intorno a me. Ed è triste oltre che perocoloso.

      Elimina
  2. Bel film lo ricordo bene. L'amore per il figlio è importante ma da solo non basta o meglioe quell'amore deve in questi casi essere severo

    RispondiElimina
  3. La verità è che nessun genitore è perfetto e, di conseguenza, nemmeno i figli lo sono.

    Ovviamente, tutti gli esseri umani sono imperfetti.
    E tutti noi possiamo sbagliare.
    E' vero, ci sono dei reati ripugnanti. Ma ci sono anche dei reati per cui è doveroso cercare il recupero della persona. Poi sì, ogni recupero ha le sue tempistiche.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ho comunque usato il condizionale, perché non so se davanti ad un reato ripugnante (come tu dici) riuscirei davvero ad allontanarmi da mio figlio.

      Elimina
  4. Rispondendo alla domanda sì che si può, ma il primo deve essere la persona "malata" che deve volerlo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo, in questi casi, il diretto interessato è vittima di se stesso e difficilmente desidera uscire dal tunnel.

      Elimina
  5. E' assodato: queste cose non succedono solo agli altri. E non si dovrebbe mai puntare il dito su una famiglia sulla quale certe sciagure si abbattono.
    Non ho visto il film né lo vedrò, ma ricordo distintamente due famiglie che conosco combattere con le unghie e con i denti contro la tossicodipendenza dei loro figli. Un combattimento inutile, purtroppo. Uno è morto. L'altra era scomparsa, aveva lasciato una bambina ai propri genitori e se ne è andata. Tornata dopo tanti anni, completamente sbandata, la figlia non l'ha neanche voluta vedere.
    Situazioni tragiche, dalle quale difficilmente ci si rialza.
    Un abbraccio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caspita, che storie.
      Abbandonare persino una figlia e non voler mai ristabilire un rapporto con lei ci spiega quanto queste persone perdano completamente il contatto con la realtà. E con i sentimenti

      Elimina
  6. Nella mia cittadina , un paio di anni fa , stanchi che l'uno figlio ancora
    adolescente assumesse droga , minacciarono di chiamare la polizia .
    Lui , forse spaventato , si gettò dal balcone e morì .
    Io penso ai sensi di colpa dei genitori (che non conosco) .
    I genitori devono controllare ma , è sufficiente ?
    Leggevo in una rivista scientifica che ci sono persone più portate di
    altre ad assumere stupefacenti e chissà quanti ce ne sono che non sappiamo.
    Buona giornata . Laura ***

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No, il controllo dei genitori non basta, ma continuo a credere che l'amore possa fare la differenza.
      Un figlio dovrebbe mai sentirsi solo e senza via d'uscita. 😔

      Elimina
  7. Di certo i figli sono difficili da gestire, crescere.
    È una cosa molto complicata. La colpa poi è in larga parte dei genitori ma fidati che anche l'indole "sbagliata" di una persona incide, e non puoi fare niente.
    Se qualcuno è "storto", votato all'autodistruzione, è difficile da correggere.
    Il film non lo conosco, finisce bene o male?

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non posso fare spoiler.
      Diciamo che ha un finale abbastanza aperto.
      E sarà anche per questo che non l'ho considerato eccellente.
      Ma alla mia amatissima Julia Roberts perdonerei qualunque cosa. 😉

      Elimina
  8. Io so solo che ho conosciuto bravi genitori che hanno avuto comunque figli dediti al consumo di droga oppure ragazzi provenienti da famiglie disagiate che però sono stati sempre lontani da questo veleno. Drogarsi è un atto di codardia e alla fine, puoi avere tutti i problemi del mondo, ma se ti droghi la colpa è soltanto tua. Questa è solo una mia considerazione a parte che ovviamente non riguarda il film da te descritto. Per il resto, venendo al tuo argomento concordo sul fatto che esistono genitori imperfetti e figli imperfetti. L'educazione e gli insegnamenti di un genitore sono sicuramente fondamentali per la formazione di un ragazzo, ma l'indole di un figlio può essere l'unica cosa difficile da abbattere. Potremmo stare qui a parlare per ore, almeno per me è una argomento lungo e complicato

    RispondiElimina
    Risposte
    1. È un argomento complicatissimo, hai ragione ma, nel dubbio, non è meglio invitare i genitori ad essere SEMPRE presenti e amorevoli, oppure a desistere completamente dall'idea di procreare?
      In fondo non c'è una legge che obbliga a farlo, o no?

      Elimina
    2. no io dico tra di noi. giusto invece porre il problema a chi, come te, è genitore.

      Elimina
  9. visto anch'io il film l'altra sera, anche se avrei fatto meglio a non vederlo, per motivi personali... quasi ogni scena era una pugnalata nell'anima...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi dispiace tanto che questo film ti rievochi ricordi personali.
      A me, per fortuna, non può accadere. ❤️

      Elimina
  10. Credo sia difficile fare i genitori,problemi di droga in tante famiglie anche in quelle perbene.Buon pomeriggio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non a caso lo definiscono il mestiere più difficile al mondo.

      Elimina
  11. Cara Claudia, ho pensato molto prima di scriverti questo commento, poi ho scelto di farlo con la foto di A.R. davanti agli occhi. Ho parlato di A.R. in questo anno da dimenticare, era un ragazzo del età di mio figlio, era un cugino. Suo padre era morto a causa di una dose, lui era cresciuto vedendo con i suoi occhi cosa succedeva a casa, ma ha seguito le orme di suo padre, comprando la droga dagli stessi spacciatori di suo padre. E' morto in un garage pochi mesi fa, con le stesse sostanze che lui stesso vendeva, ma questo lo abbiamo scoperto dal indagine dei carabinieri. Credimi che più volte abbiamo chiamato i carabinieri, più volte abbiamo interpellato i servizi sociali, ma non è servito, perchè sua madre si è sempre ribellata. Non siamo riusciti a salvarlo, non è riuscita la nonna, come nemmeno i fratelli di lei. In questi mesi è stato un continuo squillo in piena notte per risolvere tutti i casini di ordine pubblico che sta facendo sua madre che beve e si droga. Ora i suoi fratelli sono riusciti a farla stare in una struttura.
    Ringrazio il cielo che mio figlio si è staccato da quel gruppo, nonostante io gli dicessi di uscire, io non sapevo, io non vedevo, ho saputo dopo. In quel gruppo era rimasto A.E. ma grazie a mio marito, alle volte che l'ha portato via, A.E. sono cinque anni che ne è uscito, è il figlio del padrino e della madrina di Miki. Non so se ho fatto bene a lasciarti questo commento e mi rendo conto che mia figlia sta vivendo queste due situazioni, perchè arrivavano continue telefonate a casa. Spero che entrambi i miei figli, vedendo cosa sta succedendo, non prendano mai quella strada.
    Valeria

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono certa che i tuoi figli non farebbero mai nulla del genere, perché sono ragazzi ben educati e di sani principi.
      Oltretutto, crescono molto responsabili, affrontando i tuoi problemi, e di certo non butterebbero la propria vita dietro alla droga.
      Purtroppo, la tua esperienza mi conferma che le vittime di questo tunnel catastrofico sono spesso ragazzi non seguiti dalla famiglia o che, peggio, hanno ereditato certe abitudini dai genitori.
      Spero che A. E. non cada mai più in quel giro.
      Quanto ai tuoi figli, invece, abbracciali fortissimo, dialoga con loro come hai sempre fatto, e vedrai che non ci saranno problemi.
      Un bacio.

      Elimina

Per colpa di chi ne ha abusato, minando l'atmosfera familiare che si respira su questo blog, sono vietati i commenti anonimi, così come quelli polemici e offensivi.
Se non prendi la vita con filosofia e ami mettere zizzania, sei nel posto sbagliato.