mercoledì 21 luglio 2021

E' giusto che i figli contribuiscano alle spese familiari?

 
Oggi vorrei riflettere con voi sul tema delle spese familiari e del ruolo dei figli nell'economia del nucleo.
Ho sempre pensato, infatti, che i ragazzi non dovessero occuparsi di bollette e simili, salvo in caso di necessità.
I miei genitori mi hanno insegnato a mettere da parte i miei risparmi per il futuro, e non di certo per fare la spesa a casa loro, o pagare le utenze.

Conosco vari miei coetanei, però, che sin da giovanissimi hanno sempre affidato il loro stipendio alla mamma e al papà, sostenendo che questi avrebbero conservato l'essenziale per un futuro ics.
Il tutto, ovviamente, "ad occhio", senza che esistesse un conto corrente intestato al figlio.

Insomma, vi sembra giusto che i figli debbano investire i propri guadagni per finanziare, ad esempio, le spese condominiali o la rata di un mutuo stipulato anni prima rispetto alla loro nascita?
"Un domani questo sarà tuo, quindi è giusto che tu collabori alle spese".

A parte che, sperando che i genitori vivano cent'anni, ben prima che questi muoiano i figli avranno una casa propria, con bollette proprie e tutto quello che ne consegue. Dunque, la casa genitoriale, nella migliore delle ipotesi, servirà solo ad essere venduta.
Ma poi, se a vent'anni devo pagare utenze e simili, non faccio prima ad andare a vivere da solo e godermi un po' di sana libertà?

Il tema è spinoso e vi verrebbe, a primo acchito, da pensare che magari ragiono troppo da figlia e non da genitore. E invece no, perché, in accordo con mio marito, con Lorenzo seguiamo lo stesso metodo che i miei hanno utilizzato con me.
Sin dalla sua nascita, infatti, abbiamo aperto un conto intestato a lui su cui depositare il contenuto di salvadanai e varie. Allo stesso modo, quando inizierà a lavoricchiare verseremo sul suo conto ogni guadagno, dimodoché diventato ormai ragazzo, potrà comprarsi l'automobile o qualsiasi cosa desideri, continuando, però, ad occuparsi autonomamente di se stesso.

Perché un figlio che lavora non deve, a mio avviso, fare la spesa in casa, ma comunque deve provvedere da sé a qualsiasi bisogno personale che esula dall'indispensabile, e questo è il suo contributo per le finanze familiari.

Insomma, che ne pensate? Da figli condividevate i vostri guadagni col resto della famiglia?
E da genitori, pretendete di dividere equamente le spese?

28 commenti:

  1. Per come sono stato cresciuto, credo un figlio non debba essere coinvolto nelle spese familiari anche se coinvolto in scelte più o meno importanti (che auto di famiglia acquistare, cambiare un gestore telefonico, dove traslocare, ...); al tempo stesso non dovrebbe costituire un salasso pretendendo cifre al di sopra del budget familiare per divertirsi con partner e amici: cioè la sua vita da figlio la dovrebbe gestire con una sua economia, magari iniziata da genitori e nonni, ma con un minimo di buonsenso.

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    1. Beh, sicuramente i genitori non devono dargli la paghetta oltre una certa età, quindi è giusto che lavori e che possa ottemperare alle sue spese autonomamente.
      Proprio come ho fatto io, insomma.

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  2. Io la penso come te i giovani devono poter crescere e fate la loro vita, sarà casomai 8n futuro che potranno restituire quanto ricevuto con aiuto sostegno amorevole soldi quando i loro genitori saranno vecchi

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    1. Di sicuro il sostegno dev'essere reciproco.
      Quindi, nessun figlio adulto dovrebbe esimersi dal curare i propri genitori anziani.
      Anche se, purtroppo, accade.

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  3. Ciao Claudia, in questi ultimi anni, i problemi di lavoro sono stati tanti. Mi dovrei forse vergognare se in più casi mio figlio ha pagato la rata del mutuo o qualche bolletta. Tutti e due i mie figli hanno un conto bancario da quando sono nati, Andrea ha iniziato a lavorare presto, le tasse universitarie se le è pagate con il suo lavoro. Ma non si è tirato indietro quando abbiamo avuto delle difficoltà. Io stessa, come mio marito, prima di sposarci aiutavamo la famiglia. Forse è stato un insegnamento che è venuto da solo. Quando le cose vanno un po' meglio diamo qualcosina a entrambi i figli. Io sono orgogliosa di aver un figlio che nel momento del bisogno ci ha aiutati.
    E se devo essere sincera anche Michelle se ha bisogno di qualcosa usa i suoi soldini, magari quelli che gli hanno dato i nonni al compleanno o alla Cresima o quelli per la raccolta delle susine. Io aiuterò i miei figli come potrò. Ciao Valeria

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    1. Non devi assolutamente vergognarti.
      Come hai detto, si è trattato di necessità ed è giustissimo così.
      Diverso sarebbe se, a prescindere dall'andamento del vostro lavoro, ogni mese toccasse ad Andrea e Miki pagare le bollette, a mo di affitto.
      Ecco, in questo caso non sarei d'accordo.
      Buona giornata. Bacio.

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  4. Io mi ritrovai a contribuire a una certa spesa in famiglia, perché fui io a originarla. Dato che sono più o meno dell'epoca dei dinosauri, la mia prima connessione a Internet avvenne a fine anni 90, con un modem analogico a 56k - archeologia informatica! - che ovviamente faceva una chiamata extraurbana al provider. Ci andava una connessione attiva per una giornata solo per scaricarsi roba da pochissimi megabyte, e le bollette poi arrivavano alle stelle; così, quelle le pagavo io. Solo più avanti passai a una delle prime ADSL e il problema si risolse da solo.

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    1. Beh, in quel caso mi sembra giusto.
      Dubito che i tuoi genitori sapessero utilizzare internet.

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  5. Buongiorno Claudia i miei figli non li ho mai coinvolti nelle spese della famiglia
    Ho preteso da una spendacciona i resoconti settimanali perché alla fine del mese con il suo bello stipendio non ci arrivava da quel momento è un po' cambiata poi è arrivato il fidanzato ed è diventata di una tirchiaggine incredibile ha messo su soldi
    L'amore fa anche questo

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    1. Hai fatto bene a monitorare le spese di tua figlia.
      I miei genitori non hanno mai avuto accesso al mio conto, perché sapevano bene che sono sempre stata responsabile e parsimoniosa.
      Non a caso, a 26 anni, con la collaborazione di mio marito (al 50%) ho potuto acquistare la nostra casa.
      Senza fare il mutuo, s'intende.

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  6. Qua il principe .fin che abitava qua ..spesato e riverito 😆
    Va ben figlio unico ..e si sa principe
    Tanto quello che abbiamo tutto suo alla fine..lui si gestiva suo stipendio..unica cosa ero riuscita a fargli fare un piano investimenti ..quando aveva cominciato lavoro..allora si era un po incavolato..adesso mi ha detto che è una cosa ottima sta cosa ..ah e il giorno dopo grandine grossa come palle da ping ping.. ho detto non firma più mamma brava!!!
    Io consegnavo se.pre assegnoai miei
    ..col senno di poi sarebbe stato meglio me lo tenevo ..🤨
    Ciao💕

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    1. E certo che sarebbe stato meglio.
      Avresti avuto un bel gruzzoletto da parte.
      Ma sbagliando s'impara, e con tuo figlio hai potuto fare la scelta giusta!

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  7. Quando mio figlio maggiore ha cominciato a lavorare, non mi è mai saltato in mente di chiedergli un contributo per le spese di casa, però ha ovviamente cominciato a pagarsi coi suoi soldi vestiti, uscite con gli amici, vacanze, eccetera. In famiglia abbiamo tutti l'abitudine al risparmio, per cui non abbiamo avuto bisogno di dirgli di non spendersi tutto lo stipendio; anche ora che vive da solo risparmia. Il piccolo studia ancora, ma penso proprio che anche lui si comporterà allo stesso modo in futuro.

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    1. Bravissima.
      L'abitudine al risparmio è importante e nasce sin dai primissimi guadagni, se si è responsabili.
      Sono certa che anche il piccolo di casa seguirà la strada del fratello maggiore, grazie ai vostri insegnamenti.

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  8. Hai ragione, ed è così che dovremmo fare e si fa, dalla comunione il mio libretto, e alle cose mie io provvedo.

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    1. Mi fa piacere.
      E' giusto non gravare sulle tasche dei genitori per quel che si può, ma pagare i loro conti non mi sembra corretto.

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  9. Quando ho iniziato a lavorare, i miei genitori, che lavoravano entrambi, non hanno voluto che partecipassi alle spese, raccomandandomi di mettere da parte i miei soldi, per il mio futuro. Ovviamente, quando andavo in vacanza o compravo qualche cosa per me, a loro non chiedevo niente e usavo i miei soldi. Poi ci sono state spese "importanti", per tutta la famiglia, che mi sono offerta di pagare io da sola. E' sempre andato tutto bene , da questo lato. Ciao

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    1. Le spese importanti a cui fai riferimento sono degli extra, ed è giusto che i figli collaborino se ne hanno voglia e possibilità.
      Però mi dispiace pensare che alcuni genitori pretendano il versamento fisso delle spese, come se i figli fossero degli ospiti in affitto.

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  10. La mia primogenita è sempre stata una spendacciona . Quando ha incominciato
    a lavorare , le ho chiesto un tot al mese per il suo mantenimento . Lo ha
    trovato giusto . Naturalmente non ho mai speso i SUOI soldi , ma ho
    acquistato Buoni Postali che allora rendevano molto . Quando si è sposata ,
    glieli ho dati . Le spese del matrimonio , tutto a carico loro , solo il
    pranzo di nozze pagato da Papà e suocero .
    Per andare a vivere ci hanno chiesto un nostro bel appartamentino offrendosi
    di pagare l'affitto . Concordato ad un basso mensile . Negli anni poi le abbiamo intestato l'abitazione per cui ora è proprietaria e non deve nulla .
    Che genitori siamo stati ? "A voi l'ardua sentenza". Grazie .
    Claudia , tu mi bocci o promuovi ?
    Buona giornata . Kisses . Laura

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    1. Siete (non siete stati) dei genitori meravigliosi.
      Bravi!
      Ce ne fossero così.

      E comunque io ti promuoverei sempre a priori, perché ti voglio bene. ;)

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  11. Penso sia giusto "aiutare nel momento del bisogno o nel minimo indispensabile". Mia madre e mio padre (ora che ho ripreso a lavorare ma anche prima della disastrosa pandemia) non mi hanno mai chiesto nulla a meno che non fosse necessario. Io quando faccio la spesa per mia madre e torno a casa evito di prendere i soldi o chiederli.Insomma, penso che ogni tanto un contributo vada fatto se si vive sotto lo stesso tetto e senza prospettive (lavorare in proprio o il matrimonio) ma questo non deve impedire a un genitore coscienzioso di chiedere al figlio di risparmiare e mettere qualcosa da parte per sé stesso. Mia madre mai mi ha chiesto di pagare una bolletta e quando l'ho fatto contro la sua volontà si è sempre infastidita (con tanto di soldi restituiti e trovati nel mio cassetto)

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    1. Lo stesso facevano i miei.
      Se osavo pagare qualcosa di nascosto, mi ritrovavo i soldi sul comodino.

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  12. Se i genitori hanno difficoltà, è assolutamente necessario che un figlio si rimbocchi le maniche e faccia la sua parte.
    Se invece i genitori riescono, da soli, a provvedere al sostentamento della famiglia, allora è bene che un figlio metta qualcosa da parte per il suo futuro, magari però partecipando ogni tanto. Se è un lavativo, un calcio nel sedere.
    Baci.

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    1. Beh, i lavativi non meritano alcuna comprensione. Mai.

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  13. Condivido in pieno il tuo post. Noi non abbiamo mai chiesto nulla a Davide anche se sono 10 anni che lavora. Si è pagato lui concerti, cinema, dischi, ecc. Tutti i suoi hobby. Così è riuscito ad avere un piccolo gruzzoletto in banca
    Mio marito invece ha dovuto dare sempre tutto in famiglia e quando ci siamo sposati non aveva niente. Non lo trovo giusto.
    (la canzone l'ho trovata, scusa).
    Baci.

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    1. Infatti. Non è giusto per niente.
      Con i risparmi di tuo marito avreste potuto pagare una grossa fetta di mutuo, ad esempio.
      Invece mi pare che i genitori di una volta fossero molto egoisti.

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  14. Sai perchè ritorno su questo tuo post, perchè come sai sabato sono stata a lavorare con dei giovani. Uno di questi è cresciuto solo con sua madre e tre fratelli più piccoli, lavora in fabbrica coprendo i tre turni, notte e festivi. Lui il suo stipendio lo da tutto alla mamma che a trovato a fare piccoli lavoretti. Un altro ragazzo, lavora in un altra fabbrica, sempre con i tre turni e continua a dare esami all'università, li passa e con il suo stipendio paga le tasse universitarie e aiuta i suoi fratelli. Tu non so se mi capisci, ma io per questi ragazzi ho provato un senso di orgoglio manco fossero i mei figli. Avessi visto poi come si davano da fare e con il sorriso e pure educati. Si portano lo stipendio a casa per necessità, si proccupano prima di dare da mangiare ai fratelli e poi di uscire. Si sente parlare spesso male dei ragazzi, ma non è sempre così. Certo che i loro genitori avrebbero preferito non chiedere i loro stipendi, ma hanno dovuto arrendersi a una situazione dolorosa come la perdita del lavoro. Ma che sul viso di questi ragazzi, oltre ai tanti fardelli ci sia sempre il sorriso è bellissimo. Scusa se sono tornata qui ma dovevo raccontartelo

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    1. Hai fatto benissimo a raccontarmi questi esempi.
      Hai ragione, quasi sempre i giovani vengono demonizzati e descritti come nullafacenti senza valori.
      Questi tuoi amici, invece, sono la dimostrazione latente che ne esistono molti capaci di assumersi responsabilità molto serie.
      Onore a loro.

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