domenica 6 settembre 2020

Il 6 settembre 1925 nasceva Andrea Camilleri

Ricorre oggi l'anniversario della nascita di Andrea Camilleri, scrittore siciliano amatissimo dal pubblico grazie all'invenzione del commissario Montalbano (e non solo), scomparso il 17 luglio del 2019.
Per l'occasione ho scelto di omaggiarlo dedicandogli la citazione della domenica.
Secondo Camilleri,
"È il pensiero della morte
che aiuta a vivere.".
Siete d'accordo?
E' davvero l'idea di dover prima o poi perire che ci aiuta a vivere meglio?

Mi è venuto in mente che non abbiamo mai parlato espressamente della morte o della paura di morire.
Vivete questa eventualità con disagio, oppure siete grati per quello che la vita vi ha regalato fino ad oggi, e l'idea di veder calare il sipario non vi spaventa?

Da bambina avevo il terrore di morire.
Crescendo, ho sviluppato quello di perdere i miei genitori.
Da quando papà è mancato, invece, la cosa non mi tange più, in qualsiasi forma.

Potrei morire domani, e la mia esistenza non sarebbe comunque vana.
Dite che sono troppo cinica?

26 commenti:

  1. la morte ...certe frasi circolanti nel web dicono ..:ci arrabbiamo ,inervosiamo smoccoliamo e molto altro ..e paf!! potrebbe finire il tutto ... nelle varie religioni la morte è sempre tenuta presente non come spauracchio come spesso ci fanno credere , ma come..attenzione è li davanti dunque goditi /vivi bene la vita .
    avevo uno dei primi insegnanti di yoga ..anni e anni fà ..che ci diceva :la nostra data di scadenza non la sappiamo ..per fortuna..dunque viviamo bene il presente , quì , ora ,adesso ..non aspettiamo o rimandiamo a domani ciò che possiam fare oggi ..e quando ci arrabbiamo dovremmo pensare è importante? mi fa star male ,ma è importante tutto ciò?
    la mia vita è stata ed è una buona vita ..nessi e connessi inclusi..anche se magari me lo chiedessi in certi momenti catartici ..magari ti risponderei diversamente ;)))
    comunque viviamola ..cerchiamo di viverla al meglio in ogni momento ..visto che non sappiamo la data di scadenza ;))
    e dopo questa pillola filosofica ..
    ti auguro una serena domenica ;))

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    1. Adoro le tue pillole filosofiche, e sì, sicuramente è meglio non conoscere la nostra data di scadenza e vivere al massimo tutto il tempo che ci viene concesso.
      Buona domenica. :*

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  2. Diciamo che è un pensiero fatalista: viviamo finché possiamo e cerchiamo di fare le cose che ci piace fare. Poi quando la morte arriverà, arriverà.
    Ha ragione Camilleri :) Anche se io sono un pauroso ahah

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    1. Non avevo dubbi che lo fossi. Grrrrrr!
      Aggiungiamo alla lista dei no, accanto a ipocondria. :P

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  3. Camilleri lo conosco quasi esclusivamente come produttore dell'adattamento televisivo del Commissario Maigret nello sceneggiato Rai con Gino Cervi, ma gli scaffali in Feltrinelli dedicati a lui la dicono lunga circa la popolarità del suo Montalbano, di cui invece avrò visto due episodi a metà e letto nulla...

    Per quanto riguarda la citazione, in certi momenti vedo la morte come una liberazione da questo piano di esistenza; mi spiace soltanto che, se avvenisse ora, farei una morte solitaria.

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    1. Anche a me è capitato, in passato, di pensare alla morte come una liberazione.
      Ma sono stati momenti fugaci, successivi ai grandi lutti e problemi che mi hanno colpita.

      Mi dispiace che, al momento, tu non abbia una persona speciale con cui condividere la vita, ma non è mai troppo tardi per trovarla, o per circondarsi di amici sinceri.
      Lo sai che sono un'inguaribile ottimista. :*

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  4. La morte, dal punto di vista dell'io (io faccio, io sogno, io progetto, io desidero ecc.), è un disastro, un qualcosa di inconcepibile a cui in genere si evita di pensare. La morte vista dal punto di vista della natura o della specie, invece, è un guadagno secco, perché la morte è la condizione indispensabile per la sua perpetuazione. Il problema è che noi non pensiamo mai a questa doppia soggettività che ci abita (io e specie) perché la società in cui viviamo ci ha abituati a considerare solo l'io. Prima dei vari Nietzsche e Schopenhauer, questa cosa l'aveva già capita San Francesco, il quale la chiama sorella in un suo famoso canto e la benedice perché grazie a lei si rinnova l'umanità.
    Speculazioni filosofiche a parte, allo stato attuale non mi spaventa il pensiero di essere prima o poi preso di mira dalla signora con la falce, mi spaventa di più il pensiero di dover eventualmente passare di là soffrendo, perché mi ha sempre spaventato molto di più la differenza della morte.

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    1. Sofferenza*, non differenza ;)

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    2. Sono d'accordo. Se potessi scegliere come morire, lo farei come mio padre, in un minuto, tra le braccia di tutti noi.
      Anche se, in quel caso, il trauma che ha lasciato nei nostri cuori è indelebile.
      Quindi, preferisco un incidente stradale, ma che mi faccia morire sul colpo.

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  5. Secondo me è meglio non pensarci, e vivere.

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    1. Effettivamente sì.
      Ma vivere bene, senza inutili limiti.

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  6. Camilleri disse che non aveva paura della morte, che era curioso... e disse anche che alcuni suoi amici avevano paura di morire e lui disse loro, meravigliato: ma perché, non lo sapevi che si muore, cos'è, una novità? Io credo che la paura della morte molte volte dipenda dalla paura di vivere. Chi è occupato a fare cose che danno senso alla sua vita e gli danno soddisfazione non pensa alla morte, perché è completamente impegnato a viverle!

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    1. Effettivamente tutti nasciamo sapendo che prima o poi moriremo, quindi dovrebbe essere nella nostra natura non chiederci quando e come questo avverrà.

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  7. Avere coscienza della propria mortalità è uno dei presupposti per vivere la propria vita pienamente. A me non fa paura la morte, ma ciò che potrebbe precederla, per esempio la sofferenza della malattia. Se avessi la garanzia di morire nel sonno o di cavarmela con un infarto fulminante che manco me ne accorgo, bè, non ci starei minimamente a pensare.

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    1. Ecco, la pensi come Andrea, ed io sono d'accordo con voi.
      Tutti meriteremmo una fine indolore, ma ahimé troppi soffrono fino all'ultimo respiro. :(

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  8. So' chi è Camilleri ma , le fiction o simili non fanno per me .
    Ho provato a leggere un suo libro ma non sono riuscita a proseguire .

    In quanto alla Morte , alcuni giorni penso che alla mia età potrei
    anche andarmene , silenziosamente e senza soffrire . Ho già vissuto...
    Altri giorni la Falce mi spaventa , voglio vivere e non incontrarla .
    Come vedi , pensieri contraddittori .
    Ti saprò dire come andrà . HaHaHa .
    Have a nice day . Laura

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    1. Spero che continuerai a mandarmi cartoline anche dal paradiso.
      Fra mille anni, eh??
      😘😘😘😘

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    2. Sì , ti manderò qualche cartolina di lassù e ti dirò com'è
      la vita oltre la vita .
      Besos L.A.

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  9. La morte, fà parte del ciclo della vita.
    Credo che sia lì, per ricordarci di vivere ogni giorni fino in fondo, cercando di dare sempre il meglio di noi.
    Perchè se una cosa è certa, cioà che prima o poi moriremo tutti, nessuno di noi sà quando sarà il suo momento e proprio per questo deve impegnarsi giorno dopo giorno per lasciare di sè un bel ricordo alla persone che lo circondano.

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    1. Sono perfettamente d'accordo.
      Sprecare la propria esistenza sarebbe un enorme peccato.

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  10. ah, quante lunghe estati passate a leggere i libriccini di Camilleri con le loro caratteristiche pagine ingiallite, buttando un occhio al mare di tanto in tanto :) mi piace sia come scrittore sia come personaggio, nelle varie interviste che ha rilasciato...

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    1. Non ho mai letto un suo libro, né l'ho seguito in tv o nelle interviste. 😑

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  11. Prima , quando ero più giovane, non pensavo tanto alla morte, mi sembrava una cosa molto lontana. Ma da quando ho perso mia madre, i miei zii, alcuni amici e mio padre, l'anno scorso, ci penso, eccome, anche perché sono già in pensione. Penso spesso alle persone che non ho più ma credo, sia così per tutti. Nella mia mente parlo con loro ma ho smesso di aspettarmi una risposta. Mi chiedo come sarà, se avrò qualcuno accanto, cosa ne sarà dei miei resti... Io penso a vivere ogni giorno al meglio, però il tempo passa, sono passati anche gli anni migliori...spero solo di non restare qua, conciata in qualche modo. Ciao

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    1. Risposte non ce ne sono, ma è giusto vivere la cosa con consapevolezza.
      Buona serata.

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  12. Se dovessi vivere con il pensiero incombente della morte, condurrei una vita ben grama.
    No, non sono d'accordo con l'asserzione di Camilleri. Io alla morte penso davvero di rado, so che dovremo passarci tutti e quella delle persone che amo mi spaventa più della mia. Forse più della morte mi fa paura la sofferenza.
    Un abbraccio.

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    1. Ho sempre pensato che il vero dramma della morte fosse il dolore di chi resta e, purtroppo, ho potuto testarlo sulla mia pelle.

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