venerdì 28 giugno 2019

E tu, che nonni hai (avuto)?

La scorsa settimana ho letto due notizie che mi hanno intenerita parecchio, in merito a due nonnini italiani, Domenico e Felicino, che all'età di 83 e 98 anni hanno deciso di prendere la licenza media e ce l'hanno fatta, col massimo dei voti.
Mi hanno fatto pensare a quanto non sia mai troppo tardi per realizzare un sogno.
Inoltre, mi è tornata in mente mia nonna Mimina.

Avendo genitori molto giovani, ho avuto la fortuna di veder invecchiare i miei nonni. Quelli materni sono addirittura ancora vivi, ed hanno appena 75 anni.
Tra tutti, però, ho legato soltanto con la mamma di mio padre.
Ovviamente ho sempre avuto profondo rispetto per gli altri, ma senza che si instaurasse un vero rapporto di complicità.

Nonna Mimina era una donna di altri tempi, classe 1926, ma di una cultura immensa.
Sapeva leggere e scrivere, nonostante avesse conseguito solo la terza elementare, e aveva una calligrafia meravigliosa che parlava di storia e di vissuto.
Andavo a trovarla molto spesso nel pomeriggio, complice il fatto che vivesse a un paio di isolati da me.
Chiacchieravamo di tutto e di più. La prima volta che le confessai di essermi fidanzata, prese addirittura a parlarmi di sesso e fu meraviglioso.
Lei, madre di undici figli, sapeva poco o nulla dei metodi anticoncezionali "moderni", ma l'attenzione e il rispetto che occorrono nei rapporti di coppia non hanno sicuramente età.

L'unico suo difetto è che adorava "Beautiful" e "Uomini e donne". Quindi, ogni giorno, dalle 13.30 alle 16 circa era lì incollata alla tv a "litigare" con gli infedeli di turno.
Quando, invece, guardava dei film polizieschi o dei thriller, ad esempio, si intristiva nelle scene di sangue e di violenza.
Le ricordavo, ogni volta, che si trattava di finzione, ma lei mi ammoniva, sostenendo che "iet piccàit" (è peccato).

Sebbene fosse costretta in casa da forse vent'anni, per difficoltà nel camminare, era sempre molto sorridente e cucinava per quindici, nonostante in casa abitassero ormai solo quattro o cinque persone.
Sapeva che qualcuno sarebbe andato a trovarla e non poteva di certo non offrirgli le sue polpette al sugo, o qualsiasi altra leccornia.
Non ha mai preparato dolci, adesso che ci penso. Probabilmente non ne era capace. Chissà.

Ricordo bene quando mi passava nel pugno la cinquemila Lire accartocciata, raccomandandomi di non farne parola con nessuno, in perfetto stile pusher.
Eppure, sono certa che facesse lo stesso con tutti i miei cugini (eravamo 17. Oggi siamo 18), ma forse per paura di essere sgridata dal nonno o dai suoi figli, preferiva "mantenere un certo riserbo".
Nascondeva caramelle e merendine in ogni angolo della casa, per impedire ai miei zii di divorarle, lasciandole la possibilità di donarle ai bambini.
Il problema è che, però, dimenticava dove le aveva messe e, puntualmente, scadevano e venivano buttate.
La sua casa immensa, di circa 250 metri quadri, era sempre splendente come un bicchiere. E non permetteva a nessuno di aiutarla con le faccende.
Nonostante si muovesse col "girello", riusciva a lavare il pavimento e ogni angolo dell'appartamento.
Sarà anche per questo che le volevo bene.
Per il suo non arrendersi e non chiedere mai aiuto, proprio come me.

Di errori, però, nella vita ne aveva fatti tanti, con mia madre ad esempio. Ma quando hai la fortuna di avere un genitore intelligente, riesci a scindere i ruoli delle persone che ti circondano.
E' un po' come la storia del pessimo marito ma padre perfetto agli occhi dei figli.
Ecco, Mimina era stata una suocera molto opinabile, ma una nonna eccellente.

Leggere queste notizie mi ha fatto venire in mente che anche lei diceva spesso che le sarebbe piaciuto proseguire gli studi. Magari si sarebbe persino laureata, sbeffeggiando me che avevo mollato il progetto sul nascere.
Chissà se i programmi di Maria De Filippi arrivano persino in paradiso...
E chissà se porta ancora il conto dei mariti di Brooke.
Di sicuro, avrà fatto ingrassare papà "costringendolo" a mangiare ogni mezz'ora.
E allora voglio immaginarli così. Ricongiunti in un abbraccio mentre lui la chiama ancora e sempre "mamàmm" ("mia mamma", non mamma e basta. Sua).

73 commenti:

  1. Non ho mai conosciuto nessun nonno. Morti tutti prima. Questo aspetto è il riassunto della mia vita.

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    1. Beh dai.
      Io ho perso mio padre otto anni fa e ho ancora due nonni..
      La vita è imprevedibile. Sta a noi riuscire comunque a trarne il meglio.

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  2. 11 figli sono tanti!! I miei nonni non abitano vicino. I nostri rapporti sono sempre stati cordiali ma non confidenziali. D'estate andavo una settimana dai miei nonni paterni, che ora non ci sono più,.con mia zia suora che veniva a trovarli e "fare le vacanze"

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    1. Sì, sono tanti, ma all'epoca le famiglie molto numerose al sud erano un must.
      Dalla parte di mia madre erano in otto, ad esempio.
      Adesso, invece, chi ha tre figli viene considerato un eroe. 😉

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  3. Mah...nonni paterni morti prima che io nascessi, nonna materna morta che avevo 11 anni e due anni dopo se n'è andato anche il nonno.
    Non posso dire di averli mai conosciuti, visto che vivevamo non proprio vicini e i contatti non erano frequenti.
    Diciamo che io i nonni non li ho mai avuti.

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    1. Spero che non ti siano mancate altre figure di riferimento importanti, e benvenuto sul mio blog. 😘

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  4. Accipicchia che nonna in gamba che hai avuto! 😉 Giustissimo quello che dici sui "ruoli" di una stessa persona coi vari familiari.

    Ho conosciuto solo il nonno materno, che peraltro viveva con noi.
    Era molto alto, ottimo calzolaio, non ho mai saputo quali studi avesse fatto (probabilmente non finì nemmeno le elementari), ma raccontava che da giovane un ingegnere gli chiese - seriamente - dei consigli su come risolvere un problema a un progetto. 😯
    Nel primo ricordo della mia vita sono con lui davanti a una vetrina di giocattoli.
    Aveva un carattere piuttosto spiritoso, tipo alla Raimondo Vianello, con la differenza di essere rimasto vedovo di mia nonna giovanissimo (30 anni circa), ed essersi cresciuto da solo mia madre e quello scapestrato di mio zio...
    Non andava molto d'accordo con mio padre, spesso per gelosie nei miei confronti, solo che mio nonno non me lo faceva pesare e sapeva farsi da parte...
    Gentiluomo d'altri tempi, combattente in Albania rimpatriato in seguito a una ferita alla mano, aveva un solo dente sul quale io scherzavo che lo usasse per obliterare i biglietti del treno. 😁
    Al suo funerale mezzo paese si unì al corteo, e gli oramai anziani gestori del bar dove si intratteneva con gli amici quando non era alla sua bottega da calzolaio, mi portano un non indifferente rispetto dopo tutti questi anni.

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    1. Che meraviglia tuo nonno!
      Rimanere vedovo così giovane dev'essere devastante.
      E che coraggio ha avuto a non rifarsi una vita con un'altra donna!
      Quanto al rapporto con tuo padre, immagino proprio che fosse incrinato dalla gelosia che qualsiasi papà prova verso su figlia, a maggior ragione se questa è l'unica figura femminile della famiglia.
      Resta che sei stato molto fortunato ad avere un nonno così in gamba. Come si chiamava?

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    2. Carmine, detto Mestr Carmègn (Mastro Carmelo) per la sua arte da calzolaio. Non riparava scarpe (e borse, cinture,...), le rimetteva a nuovo. 😉

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    3. 16 luglio, come mia madre Carmela (detta Carmen).
      Chissà se al nord sanno che significa "Mestr". 😍😍😍

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    4. 16 luglio? Era grosso modo il giorno del compleanno di mio nonno! 😀

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    5. Wow.
      Io mi riferivo all'onomastico in realtà. Doppia ricorrenza allora. 🤗

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    6. Non sono ferrato con gli onomastici. Non è escluso che il nome del nonno derivasse dall'essere nato proprio in quel giorno particolare. 😊

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    7. È probabile. In quell'epoca era un'usanza abbastanza comune, quantomeno dalle nostre parti.

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  5. Buongiorno Claudia,
    come accennavo ieri ho rimasto solo una nonna di 98 anni, per la precisione 98 e mezzo visto che è nata a gennaio del 1921 😊😊

    Sono stato benissimo con tutti i miei nonni, li ho vissuti tanto e ho tanti tanti bei ricordi da poterti riempire la pagina!! 😃

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    1. Sai benissimo che potresti riempirne anche otto di pagine. Saresti sempre ben accetto.
      Ma anche tu, dimmi, come si chiama tua nonna.
      Adoro dare un nome ai volti che passano nella mia vita, seppur solo per pochi istanti e sottoforma di racconto.

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    2. Allora intanto ti faccio ridere perché sembra uno scherzo (e anche lei lo recita come una filastrocca e ci ridiamo sempre): "Io mi chiamo Lina Gallina, nata a San Valentino della Collina" 😂😂😂😂

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    3. No dai...
      Beata lei che l'ha sempre presa con ironia.
      I genitori cattivelli, però.
      Non potevano chiamarla Teresa? 😂😂

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    4. Ti giuro! 😃😃 E' la mia nonna materna ed è l'ultima di 12 fra fratelli e sorelle (ed è del 1921 ti ricordo, quindi pensa tu a quanti anni fa andiamo!!), in teoria l'ultima doveva essere una sorellina nata nel 1924 a cui lei era molto affezionata che purtroppo si ammalò e morì di tifo a 14 anni...ancora la ricorda con tanto amore. Praticamente ha avuto tanti nipoti che avevano la sua età: che confusione! Erano tutti cugini, si faceva prima...e di tutti tutti quanti è rimasta solo e soltanto lei, io ci scherzo e la chiamo "la nonna del clan MacLeod".
      Si è sposata a 17 anni, nel 1939, col mio adoratissimo nonno Domenico "Memmo" che aveva 10 anni più di lei...lui era di ferragosto del 1910 e così festeggiavamo sempre il compleanno insieme!!
      La Lina è stata una cuoca di salato e dolce formidabile! Nonché una sarta di eccezione, vedessi che lavori sfornava e a che velocità!! Parlo un po' al passato perché purtroppo 5 anni fa ha avuto un improvviso sbalzo di metabolismo con un picco da coma diabetico (ho visto coi miei occhi i valori riscontrati e avrebbero ucciso un ventenne, tanto per dire) e io c'ero quando si è sentita male, era a casa mia per un periodo (ancora ogni tanto mi fa male il filo dei reni per averla ripresa al volo a strappo anche perché non è piccina, è una bella donna alta e di portamento) ebbene non si è arresa, ha sofferto di una semi paresi ad una mano ma si è esercitata "co la pallina" e adesso è migliorata e riesce da tempo a mangiare da sola con le posate, purtroppo con l'uncinetto e i ferri non ce la fa più. E incredibilmente si alza da sola sul "caminarello" come lo chiama lei e va a passeggio per casa...naturalmente la aiutiamo per tutte le cose fondamentali che puoi ben capire, ma la sua tempra è fortissima, specialmente quando parla di calciomercato! 😄😄

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    5. L'hai descritta così minuziosamente che riesco proprio ad immaginarla, come se l'avessi davanti agli occhi adesso.
      E l'amore con cui tutti ve ne prendete cura è meraviglioso.
      Davvero. Sono commossa.

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    6. Per noi è naturale! Che c'entra, qualche volta ci fa "arrabbiare" perché è testardina e perché quando si diventa vecchini si torna un po' (tanto) bambini!!
      Tu capisci, fino ai 90-92 anni non era stata mai una volta (e sottolineo mai) in ospedale, sempre in salute e abituata a fare sempre da sola (ultima caratteristica che accomuna un po' tutti i nostri nonni), oltre a crescere tre figlie e lavorare a bottega da mattina a sera insieme al nonno (e anche la notte, se necessario, per consegnare i lavori ordinati) ha praticamente cresciuto mio cugino più grande che era venuto dalla Germania per fare l'università di chimica e tecniche farmaceutiche qui in Italia, a Perugia (e ora lavora a Bolzano in una grande farmacia comunale): quindi puoi capire che accettare "di colpo" un degrado così repentino non è stato e non è facile per lei...ogni tanto si adombra, un po' si deprime e diventa scontrosa e difficile da ragionarci perché vorrebbe dirigere "l'orchestra" e non avere bisogno, ma d'altra parte riconosce che le vogliamo bene e facciamo di tutto per aiutarla.

      Ma mamma la sa sempre prendere dal verso giusto e toccare le corde giuste, anche per esperienza come insegnante di scuola materna, ma soprattutto perché le vuole tanto bene! (anche se mi diceva che da giovane era un "colonnello" ahahah!!) Anche io ho ereditato questo modo di comprendere che ha la mamma, infatti nonna si trova benissimo anche con me...dice e ha sempre detto che sono il preferito fra tutti "eeeh tu li hai visti più quegli altri? tu almeno ti ricordi sempre della nonna...eccecc" ma mi imbarazza e le dico di non dirlo perché sembra poi che faccio le cose per fare "il bello" invece mi viene dal cuore e coi miei nonni ci sono sempre stato bene, davvero. Anche quando ero piccolo, a differenza dei miei cugini, io in estate una settimana/decina di giorni volevo passarcelo insieme, di proposito!

      Nonostante abbia una ragazza che ora sta a casa con lei e ci aiuta, che tra l'altro gli vuole bene come fosse una sua nonna (si chiama Marina ed è della Costa D'Avorio, ha un anno meno di me e 4 bambini in patria, anzi ora 3 perché per quella più grande la abbiamo aiutata con i documenti per poterla avvicinare a lei), noi siamo davvero quasi sempre lì! I fine settimana sempre a turno fra la mia zia e la mia mamma si trattengono da lei e ne è sempre così felice...capirai, abituata a famiglie "allargate" lei vorrebbe sempre tutti lì intorno a lei! Più volte mi racconta di quando spesso sogna di sfornare cannelloni ripieni e pollo arrosto come nelle domeniche di quando ero bambino dove ci ritrovavamo tutti lì con i miei zii e i miei cugini...i natali e le estati che tornavano anche gli zii (figlia, altra sorella di mamma col marito) dalla Germania e rimanevano lì a casa da lei per un pò di tempo.
      Adesso accade più di rado perché i miei zii "krukki" hanno una certa età e a fare viaggi lunghi lunghi è tosto!

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    7. P.S. Te l'avevo detto che scrivevo le paginate di roba! E questo solo in parte della nonna che è ancora qui con noi! 😅😅

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    8. Ed io ti avevo risposto che potevi farlo. Infatti sono felice che tu abbia accolto il mio invito.
      Quanto alla "paginata", è tutto molto bello, ma mi ha intristita un po' il "li hai più visti gli altri??".
      Effettivamente è doloroso che presi dalle nostre vite e dallo stress della quotidianità molti di noi tendano a "dimenticare" i parenti più anziani.

      Comunque, ti regalo una chicca che mi hai fatto venire in mente proprio ora.
      Nonna Mimina era una sarta. La leggenda racconta che mio nonno l'avesse adocchiata e per conquistarla si fosse strappato dal petto un bottone della camicia, per poi avvicinarsi alla bottega della nonna e farselo ricucire al momento.
      Immagina la scena. Carina, dai..

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    9. Ma è una scena carinissima e molto romantica...proprio d'altri tempi!! 😊😊

      Ora hai fatto tornare in mente un aneddoto a stessa tematica su quella mia coppia di nonni, te lo racconto: allora i due, Lina e Domenico "Memmo", si conobbero ad un ballo ad una sagra di campagna in una frazione situata a metà strada fra i due paeselli di provenienza.
      Si parla dei tardi anni 30, quindi naturalmente Lina, con tutti i suoi fratelli più grandi intorno, non poteva certo (all'epoca poi!!) "esternare interesse" palese così facilmente per un uomo, per giunta di dieci anni più vecchio!
      Per potersi mettere d'accordo per poi un giorno rivedersi gli scrisse una lettera, e fin qui...
      Sapeva soltanto che si chiamava Memmo e non conosceva il cognome, o meglio, era convinta che fosse Mosciolini poiché ad un parente molto stretto del nonno lo chiamavano "mosciolino"...il piccolo dettaglio è che era un soprannome! 😃 Qui da noi il "mosciolino" è il moscerino del mosto = persona a cui piace (molto!!) il vino! 😂😂 Perciò indirizzò la lettera ad una persona inesistente! Ma il postino lo trovò ugualmente il destinatario corretto perché in un paesello di un centinaio di anime si sa tutto: soprannomi, "usi e costumi"! 😉
      E soprattutto una volta il postino era sempre quello! 😃

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    10. Wow.
      Quindi il merito di tutto questo (e anche della tua esistenza) è del postino.
      La versione maschile di Maria De Filippi del secolo scorso... ;)

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    11. Siii ahahah! Viva le poste!

      Ma poi parlando mi tornano in mente tanti di quei racconti carini...

      Tipo che nonna conosce solo due parole in inglese: "tèilor" e "facòffe".
      Avrai già intuito cosa vogliono dire! 😃😃

      Beh quando arrivarono gli alleati, una piccola guarnigione di soldati e ufficiali dell'Esercito Scozzese (descritti come molto eleganti nelle divise con inserti in tartan ed educatissimi nei modi) si stabilì per un po' al paese dove ormai i nonni che si erano sposati da pochi anni avevano messo su la botteguccia di sarti a piano terra e avevano avuto da poco mia zia, la più grande, quella che ora vive in Germania da anni.
      Insomma loro due erano i sarti del paese e quindi gli fu affidato il compito di aggiustare e rammendare le divise e le coperte dei soldati che appunto cercavano "taylor!! taylor!!".
      In cambio ricevevano da quei poveri disgraziati tante levate di cappello o di elmetto, tanti "milli grazzzi, miss/mister", dei bottoni trovati o ricevuti come baratto nel corso dei passaggi di paese in paese, cioccolato e/o sigarette delle forze armate.
      Nonna metteva da parte tutte le sigarette non perché fumasse ma per poi rivenderle e magari farci qualche soldino (puoi immaginare che tempi bui!!).
      Beh un giorno al solito posto non le trovò più! Nonno all'epoca fumava perciò era il primo indiziato....e si prese una bella lavata di testa, senza replicarle o trovare scuse!
      Ma nonna si pentì poiché in breve scoprì che per buon cuore lui le aveva ridistribuite a tutti quei soldati tristi e avviliti che stavano chi in un cantuccio, chi guardava foto in bianco e nero mezze strappate...un bel gesto. Per la cronaca alcuni di loro scrissero ai miei nonni una volta tornati in patria!

      L'altra parola nonna la imparò indirettamente dagli americani che arrivarono poco dopo che gli scozzesi partirono: purtroppo nonostante la comprensibile situazione di disagio per tutti, a differenza degli scozzesi, erano maleducati, facevano baracca, si ubriacavano, litigavano fra di loro (quindi i "fuck off" si sprecavano) e davano "un po' fastidio" alle ragazze.
      Poi lei, sebbene ormai mamma e lavoratrice da tempo (ormai si poteva definire una donna "navigata") era pur sempre molto giovane (avrà avuto non più di 22-23 anni) e inoltre era molto bella (vedere foto per credere) e dimostrava meno anni di quelli che aveva...insomma un soldato americano cominciò a farle la "corte": e prima le offriva le sigarette, e poi un complimento e via discorrendo...il nonno faceva finta di niente perché naturalmente già il clima generale era quello che era e tutti e due erano belli maturi per capirlo!
      Ma un giorno questo soldato se ne venne fuori con un palese "miss...io e te...tughèda...dormire (col gesto delle due mani giunte con la guancia appoggiata per farsi capire bene)" e qui a quel punto intervenne furente il nonno che prese i forbicioni grossi in ghisa per tagliare le stoffe, gliele puntò al gargarozzo e gli disse: "senti, vattene a FACòFFE, vai a dormire (e qui stesso gesto con mani giunte appoggiate sulla guancia) dai tuoi compari!!" 😃

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    12. Ti giuro che muoio dal ridere.
      Immagino tuo nonno che manda a fanculo il soldato, puntandogli le cesoie, per difendere la sua donna.
      Scene d'altri tempi. 😍😍

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    13. E ci credo! Ma poi devi sentire ancora come la racconta...l'epilogo col G.I.Joe smargiassone che fa due occhi così e se ne va con le pive nel sacco, per giunta di fronte a un omettino piccolino, è meraviglioso! 😂😂 Io che conoscevo il lato amorevole e paziente all'infinito del nonno, mai mi sarei immaginato un siparietto del genere!! L'ha sempre amata tantissimo, anche se lei aveva e ha un caratterino come ti dicevo da "colonnello" e a volte un pò musona e scorbutica. L'unica cosa che si concedeva il nonno, oltre al lavoro e la famiglia, era una partita a carte al bar del posto pubblico del paesino, niente di più! Ma lei era gelosissima e se ritardava quel tantino di più la sera gli metteva il muso a tempo indeterminato, ma lui le riportava sempre il suo gelato preferito dal bar...anche se lei a volte lo sbatteva a terra arrabbiata!
      Ha amato tantissimo le figlie e rispettato tutte le decisioni che hanno preso nel corso degli anni. Zia che appena sposata volle partire, insieme allo zio, in Germania: lui fermamente acconsentì mentre per la nonna fu un funerale (e lo è tuttora! 😂😂); il desiderio della mia mamma (più piccola delle tre) era di fare le magistrali per poter poi insegnare mentre le due sorelle avevano fatto ragioneria: per il nonno andò benissimo mentre per la nonna non tanto...per non dire per niente!
      Non solo, per la mentalità ristretta del paesello avere solo figlie femmine rappresentava "una sfortuna" perché ci voleva "il figlio maschio" in famiglia: glielo rimarcavano sempre e lui rispondeva loro con un cordialissimo PFUI!! E le sue figlie le ha fatte studiare tutte e tre con sacrifici immani e cresciute con orgoglio e amore!

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    14. A cosa sarebbe servito il maschio?
      A tramandare il cognome o a salire sul trono?
      Che schiocchezza.
      Comunque strano che tua nonna preferisse la ragioneria al magistrale.
      A quei tempi insegnare era una scelta molto in voga tra le donne.

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    15. Ah non lo so...l'ignoranza e la chiusura mentale provoca di tutto!! Mio zio a tal proposito mi raccontava che suo padre si vergognava in pubblico di tenere per la manina la figlia (ovvero sua sorella) sempre per questi motivi stupidi...pensa tu!

      Per l'altra cosa? I miei so tutti particolari!! 😂😂 Nonna evidentemente aveva visto che le figlie più grandi già avevano trovato un buon lavoro e discretamente remunerativo come contabili e chissà, voleva lo stesso anche per la più piccola!

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    16. Che squallore.
      Pensa che io e il mio papà ci baciavamo a stampo sulla bocca. Chi non ci conosceva malignava sul fatto che fossimo amanti o fidanzati, gli altri chi lo sa..
      Noi ci amavamo sopra ogni cosa e ce ne fregavamo.
      Incoscienti? No. Liberi..

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    17. Comunque questo tuo post per me è stato graditissimo, non sai quanto mi piace parlare dei miei nonni e raccontarli, a chi è disposto ad ascoltare, ricordando anche chi di loro non c'è più...vengono fuori begli aneddoti emozionanti e anche molto simpatici 😊😊
      Se poi vorrai ti racconterò qualcosa anche degli altri!
      Intanto mando un abbraccio a te e tutta la tua famigliola 😊

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    18. Grazie caro.
      Come ho scritto in uno di questi commenti, è uno dei miei post preferiti.
      I vostri aneddoti lo hanno arricchito in una maniera bellissima e preziosissima.
      Ve ne sono grata.
      Ricambio l'abbraccio e rilancio con un bacione.
      Buona giornata. 😘

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  6. Grazie per aver condiviso con noi questo tuo bellissimo ricordo. I nonni sono una gran bella cosa.

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    1. Sono molto preziosi.
      Peccato che tu non abbia accennato ai tuoi. 😘

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  7. Cara Claudia, parlando di me, purtroppo ricordo vagamente i miei nonni, erano tempi molto difficili!!! Pero il nonno io lo fatto e continuo a farlo sempre!!!
    Ciao e buona giornata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Sono certa che sei e sarai un nonno stupendo.
      Ti abbraccio

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  8. Maaaaa, a dare 5 mila lire a 17 nipoti, ti sveni!! XD
    Bei ricordi, comunque.
    Io ho avuto tutti e quattro i nonni fino al 2012. Quindi si può dire che ho passato ben trent'anni con tutti loro al completo.
    Comunque, anche ora con un paio di nonni in meno, i ricordi non sbiadiscono, anzi ;)

    Moz-

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    1. Mi aspettavo che mi parlassi del tuo nonno materno.
      Ma forse non sei ancora pronto a farlo. Ed io ti rispetto.
      Un bacio

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    2. E perché, quello paterno è il figlio della stronza? XD
      Di entrambi ho parlato sul blog, praticamente subito... sono nato pronto, ma non amo comunque condividere cose troppo personali che riguardano terzi ;)

      Moz-

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    3. Semplicemente perché quello materno mi pare sia scomparso nel 2017 e se non erro la cosa ti ha particolarmente segnato.
      Come siamo permalosi..
      Vabbè. Tieniti i tuoi ricordi. Ce ne faremo una ragione. 😜

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    4. Ma no, i miei ricordi li ho scritti praticamente subito, per tutti.
      Ovviamente tenendo per me cose mie e loro, solo mie e loro.
      Non per permalosità, è che vorrei ci fossero cose solo mie ;)

      Moz-

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    5. È giusto che ciascuno di noi abbia delle cose da tenere solo per sè.
      Ci sono aspetti della mia vita che non conosce nessuno. Esclusa mia madre. Ecco, vivendo in simbiosi a lei non ho mai potuto "nascondere" nulla.
      Sebbene negli ultimi cinque anni abbia omesso delle cose per non farla preoccupare inutilmente.

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  9. Nonna paterna Maria non l'ho mai conosciuta . Morì quando il mio
    Papà aveva 7 anni . Il nonno Arcangelo Andrighetto le sopravvisse
    parecchi anni . Si risposò con una sarta in tarda età . Lei per me
    fu sempre nonna Luigia , molto buona e ci volevamo bene .
    Quando bisticciavo con Mamma andavo da lei, era il mio rifugio e
    dormivo anche da lei . Morì vecchia. Mi spiace non aver partecipato
    al suo funerale ma vivevo già all'estero .
    Nonni materni ; vivevano a Nizza . Vennero da noi nel Veneto una
    quindicina di giorni prima di partire per Buenos Ayres . Avevo
    8 anni e non li rividi più . Nonno Renato e Nonna Imelda riposano
    in Argentina .Erano buoni e mi sono sempre mancati molto .
    Bacioni x via aerea . Laura

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    1. Caspita.
      Praticamente hai parenti ovunque, in giro per il mondo. Che bello.
      Fra cinquant'anni magari qualcuno scriverà un post come il mio, e Nora potrà raccontare della meravigliosa nonna che sei.
      Perché sono certa che lei ti adori, e che crescendo e diventando sempre più consapevole, non potrà fare a meno di sentirti ogni giorno, e conterà i minuti al contrario per venire a trovarti in estate, o a Natale... <3

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  10. E' difficile rispondere ad un post sui nonni.

    Quelli materni, non li ho conosciuti bene anche perché purtroppo mio nonno materno venne a mancare quando mia madre era poco più che adolescente. Mia nonna invece me la ricordo. Anche se nel suo caso morì quando ero all'asilo, forse all'ultimo anno dell'asilo. Ricordo il momento esatto della notizia e, probabilmente la scoperta della morte: Ero seduto sul tavolo e con l'aiuto di mia madre iniziavo a prepararmi da solo (le prime prove) per andare alla fermata sotto casa. Quella chiamata al telefono e il suo dolore in volto, seguito dal pianto.

    Il ricordo che ho di lei è un po' annebbiato. Complice il fatto che viveva a Torino e noi siamo in Friuli. Due ricordi in particolare: Quando m'insegnava i segnali stradali per farmi stare buono in macchina (potevo effettivamente prendere la patente già allora, li sapevo tutti!) e di come mi aveva già inquadrato: Mia madre una volta le fa "Sai, mi dispiace che non ti dimostra tanto affetto... non capisco come mai". Giustamente mia nonna le rispose "Non preoccuparti, ogni cosa a suo tempo". La mia dimostrazione d'affetto spontanea è quando le avevo preso la mano e aiutata a fare le scale per scendere in giardino.

    I miei nonni paterni li ho conosciuti, qua ci vuole un post solo per loro. Spero di essere breve e valutare cosa scrivere, dei tanti episodi di vita.
    Mio nonno paterno era di una sensibilità unica. Per me l'esempio di capofamiglia ideale. Ha sempre amato mia nonna e ha fatto grossi sacrifici per lei e mio padre. Quando sono nato, il 4 maggio 1984, ogni 4 del mese portava delle rose a mia madre.
    Mi ha insegnato l'amore e il rispetto per gli animali (che trio, io lui e Cin Cin, il mio primo cane). Ogni tanto in cuor mio so di deluderlo per certe abitudini diverse dal suo stile di vita. E questa cosa mi ha sempre mandato in paranoia.
    Mi raccontava sempre la storia della cicala e della formica prima di dormire. Ogni sera, complice il fatto della povertà vissuta. Adesso, a 35 anni, ogni fine mese faccio l'estratto conto e vedo dove fare tagli per vivere serenamente un domani.
    Sua moglie invece è tutt'ora viva. Come dico sempre ha la pellaccia dura, visto che è del 1931. Non ha mai amato le telenovelas. Si dice "lingua madre" perché probabilmente da bambini certe cadenze o timbri vocali li prendiamo da chi abbiamo vicino (almeno credo), lavorando in un supermercato a 5 km da casa, quando parlo in dialetto e alcune signore anziane del mio paese mi sentono parlare...dicono in friulano "Questo è il nipote di Menia (Domenica, in friulano): Lo si sente dalla r grattata!".
    La loro storia, conosciuti da bambini appena lei era arrivata dalla Francia in freddo giorno invernale...e quella domanda "Ma chi sono quei tre poveri bambini?" in pantaloncini corti e nella neve, erano "i figli di (non mi ricordo esattamente il grado esatto di parentela)". Sapere che mia nonna tutt'ora mi racconta e le faccio raccontare di tutto, da come era circondata da spasimanti anche benestanti ma lei ha avuto occhi solo per mio nonno. Della guerra, il terremoto del 1976 che aveva colpito il mio paese (oltre ad altri della zona). Il suo periodo in Francia. Qualcosa d'incredibile.

    Come la sua cucina, o l'autorità di mio nonno. Difatti a scrivere questo post complessivamente mi rendo conto di come, a 35 anni, lo sto rendendo orgoglioso: E' vero...sono il classico personaggio che ride e scherza, ma l'etica lavorativa è tutta sua (oltre anche dei miei). Così come il rispetto per la famiglia, argomento che mi rende serio e rispettoso. Ovviamente dei valori chiamiamoli "2.0", perché come lui rispettava il prossimo nel 2019 il termine famiglia a mio dire ha mille sfumature rispetto agli anni passati.

    Basta volersi bene, a prescindere da tutto. Questo è quello che mi hanno insegnato. :-)

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    1. Ciao Miroslav, anch'io potrei scrivere una enciclopedia sui miei nonni...."qualcosina" ho scritto poco più su 😊

      E' a dir poco meraviglioso il tuo ricordo! Siamo quasi coetanei, io ho un anno più di te 😊 e siamo di provenienza diversa, ma i nonni evidentemente sono così dappertutto! Fieri e capaci di un amore infinito! 😊😊

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    2. Questo post ha preso una piega così bella che sono troppo felice di averlo scritto.
      Anche mia nonna si chiamava Domenica. Bella anche la differenza di diminutivi da nord a sud.
      Sono certa che tuo nonno sarebbe orgogliosissima di te, altro che!
      Data la perdita di valori ahimé dilagante, che siano 2.0 o no, sfido chiunque ad averne ancora, e così saldi.
      Semplicemente chapeau. :*

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    3. @Dave13, di dove sei esattamente? (Pura curiosità) :-)
      Come dici tu i nonni sono capaci di tutto. Semplicemente saggi e predisposti nel condividere e insegnare stili di vita sani, puri. Dobbiamo solo esserne grati :-D

      @Claudia Si, effettivamente è bello quanto siamo uguali e diversi, a prescindere della regione. Sono piccole caratteristiche che ci rendono unici :-)

      Me lo auguro, ogni tanto so di aver fatto cose che non lo rendono fiero. Questo perché viviamo in un periodo effettivamente tentatore, a differenza loro che causa una rigida educazione avevano i piedi ben puntati e le radici nei sassi. Noi, su certi aspetti, siamo più malleabili.

      Non è facile, ma a volte bastano tanti piccoli esempi quotidiani anche negativi di terze persone, per riportarci alla lucidità sui binari giusti.

      :-*

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  11. Ricordo che con mia nonna, da piccolissima, vedevo le telenovelas argentine. Roba del calibro di Manuela e Topazio. Di Manuela ricordo persino la sigla, qualche giorno fa ci scherzammo su con Fred perché anche lui la vedeva con sua nonna :D

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    1. Siii anch'io ricordo gli stessi titoli 😂😂 Manuela, Topazio! Anche La valle dei pini, poi ce n'era una con un tale "Palomo" ma non ricordo come si chiamava!

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    2. Io ricordo solo "Celeste" che la mia nonna materna guarda ancora.
      E ogni volta che capitavo da lei a quell'ora me ne raccontava vita, morte e miracoli. Ahahaha

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    3. @Dave Palomo lo ricordo anche io, ho vaga memoria di questo tizio :D che già il nome è tutto un programma.

      @Claudia ma anche io la ricordo Celeste!! oddio che risate.

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    4. No, ti prego. Mi viene il mal di testa solo a pensarci.
      Che poi mi pare che d'improvviso cambiò nome, o forse l'attrice fu sostituita (non mi ricordo proprio) ed io ci capivo meno di zero.. :))

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    5. Era Eduardo Palomo mi sa, che anni fa se ricordo bene morì di tumore poraccio. Crinieruto come un cavallo era? Dovevano essere le stesse che guardava mia nonna, con Grecia Colmenares. Sbaglio o c'era pure Azucena?

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    6. @Dama e Livia: Cuore selvaggio!! Ecco come si chiamava!! 😃😃 Sisi mi par di ricordare fosse uno alla Lorenzo Lamas!

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  12. Mio nonno paterno Giuseppe morì credo poco dopo il matrimonio dei miei. Era falegname. Sua moglie Giovanna l'ho conosciuta, visse fino a 90-91 anni ma stando lei a Napoli e noi a Roma, non ci vedevamo mai (e una brutta separazione tra i miei non ha giovato). Aveva 7 figli più una morta piccola e una casa grande e sgarrupata; quando ci andavo da piccola, mangiavamo tutti in tinello e in un angolo c'era una statua di una santa in una teca di vetro. Dormivo nell'ex stanza di mio cugino e mi leggevo i suoi Diabolik di notte alla luce dei lampioni.
    Mio nonno materno Alfredo era di Benevento e carabiniere, aveva solo la quinta elementare ma scriveva benissimo e grazie alle lettere che scriveva a mia nonna tra il 1941 e il 1945 ho un'idea di come si viveva durante la guerra. Aveva 13 anni più di mia nonna, da fidanzati era gelosissimo e per questo motivo mia bisnonna lo cacciava di casa finché mia nonna la convinse che dopo sposati lui sarebbe cambiato. Lui era comandato a Lubiana mentre mia nonna Margherita faceva la fame a Trani con mia bisnonna Isabella, il figlio piccolo e incinta di mia madre. Quelle poche volte che riusciva a prendere una licenza faceva tipo due giorni di treno per raggiungerle. Nel '45 un commilitone gli sparò accidentalmente e lo fece secco, così che mia nonna si ritrovò vedova a 27 anni... il killer le aveva proposto di sposarla per riparare, ma lei ovviamente rifiutò e non si risposò mai. Nel giro di 6 mesi perse la sorella per tifo, poi il marito e infine il figlio di 6 anni per chissà quale malattia renale (pisciava sangue e lo tenne nascosto finché fu troppo tardi). Come abbia tirato avanti, non lo so. Viveva con noi, è morta quando avevo 17 anni e anche lei si intontiva tutto il giorno con le telenovelas. Metteva una pentola d'acqua sul fuoco, andava in sala a vedere la tv e intanto l'acqua evaporava e la pentola si carbonizzava... poi, avendo fatto la fame, non buttava mai nulla né guasto né bruciato, si mangiava tutto.
    Un anno fa sono andata a Trani e sono passata alla vecchia casa: purtroppo è stata convertita in uffici, e dalla strada ho potuto vedere il terrazzo con vista sulla cattedrale che si scorgeva in alcune foto.

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    1. La storia del killer mi ha fatto venire la pelle d'oca.
      Fortuna che tua nonna non è scesa a patti con un tipo del genere.
      Che belle le nonne d'altri tempi, però.
      Oggi ci lagniamo per un'unghia incarnita, mentre all'epoca riuscivano a crescere dieci figli completamente da sole.
      Onore a lei, allora, e a tutte quelle che ce l'hanno fatta.

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  13. mi sarebbe piaciuto conoscere nonno Francesco, detto Ciccio, il papà di mia mamma, l'unico nonno che non ho conosciuto...
    faceva il mugnaio, mi dicono che ho preso molto da lui :-)

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  14. Che belli i nonni!
    Io ho avuto la fortuna di conoscerli tutti e 4! Una c'è ancora: ha 91 anni ed è una forza!
    A scrivere di loro ne uscirebbero 4 romanzi speciali.

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    1. Son felice che anche tu abbia dei ricordi speciali, allora.
      Quindi i tuoi figli hanno ancora la bis.
      Io ho avuto la bisnonna materna fino ai 6 anni, se non erro.
      Adoravo il modo in cui si intrecciava ancora i lunghi capelli grigi.

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  15. Bello questo post dedicato ai nonni.
    Io ti racconto di mia nonna paterna.
    Quella che ho conosciuto di più.
    Si chiamava Pasqua ma era nata il giorno dellla befana.
    Non chiedermi il perché del nome , non lo so.
    Ti dico che ho ancora vivido il ricordo del suo funerale .
    La chiesa era gremita di gente.
    Le volevano un gran bene tutti ...sarà perché come mi diceva lei , in tempi di guerra nella mia casa non mancava mai un piatto di minestra per nessuno.
    Però non era una che frequentasse tanto la gente del paese .
    Amiche e parenti erano sempre loro a venire a trovarla.
    Per i figli e nipoti era sempre disponibile.
    Quando veniva un amica a trovarla ...beh ti racconto la scena.
    Arrivavano sempre di pomeriggio a trovarla , durante il suo pisolino istituzionale sul divano.
    Il cane fuori abbaiava contro la vecchia di turno che aspettava di entrare per mia nonna , non avevamo il campanello in esterno.
    Uscivo io , salutavo la vecchia di turno e andavo ad avvertire mia nonna che stava sonnecchiando , lei si alzava dal divano bestemmiando perché le rompevano sempre le palle quando riposava.
    Si aggiustava i capelli davanti allo specchio sempre continuando la catena di rosari poi apriva la porta alla vecchia e le sue parole erano: “o cara ( vecchia di turno) ma che piacere vederla come sta ..tutto bene... son proprio felice che sia passata a salutarmi entri prego...”
    Si davano sempre del lei fra vecchie amiche.
    Mi piaceva il suo profumo di talco.
    I suoi capelli corvini e gli occhi cenere , i vestiti sempre scuri con i fiori la pelle chiara.
    Mi piaceva la maniera in cui saliva sulla bici .
    Tecnica adottata da tutte le “vecchie” del paese.
    Sembrava dovessero accendere un motorino Ciao della Piaggio ogni volta che partivano da ferme .
    Facevano fare un giro a vuoto al pedale stando in equilibrio su un solo piede e poi balzavano in sella.
    Senza mai cadere.
    Mi chiedo ancora come ci riuscivano.
    Il rapporto con la figlia ( mia zia) si era invece negli anni inasprito a causa di stupide gelosie , infondate.
    Mia nonna ne soffriva di sta cosa per lei i suoi figli e nipoti erano sullo stesso piatto della bilancia , mia zia questo non lo capiva.
    Forse se ne è accorta troppo tardi.

    Mia nonna era così...le volevo un gran bene.
    Al funerale pure il prete non si aspettava tutta quella gente.
    È riuscita con la sua morte a mettere pace e risanare i rapporti, che negli ultimi anni si erano incrinati tra due famiglie quella dei miei è quella di mia zia.
    I suoi unici due figli...erano pure riusciti a litigare fra loro , per lei.
    Adesso dovunque sta sicuramente è contenta.

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    1. Sono felice che le famiglie si siano ricongiunte. E sì, lei ne sarà assai contenta.
      P.S. Ma non poteva dire "alle vecchie" di andarla a trovare più tardi? Perché rovinarsi il pisolino ogni giorno? 😅

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  16. Bonito titulo de tu blogs y muy bonito lo que escribes.

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  17. Una cosa che non riesco a concepire, è che non riesco a vedere i miei genitori, ormai vecchiettini dai mille acciacchi, come vedevo i miei nonni. E' vero che sono un sessantenne anomalo, con grandissima confusione sulle dinamiche temporali, ma ho ricordi dei miei nonni come se provenissero dal pleistocene; li colloco in un'altra dimensione, in epoche svaporate, abitudini desuete...come un volere restarne fuori, mantenere ricordi a compartimento stagno, eludere il tempo che passa, congelare i corsi e i ricorsi...si lo so...sono uscito fuori tema... forse dovevo scrivere direttamente a Carmen... ahah

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    1. Ahahah
      Con lei vai sul sicuro, perché è filosofa e depressa quanto te.. 😜
      Comunque non puoi paragonare i tuoi nonni a quelli di oggi.
      La guerra, la povertà e tutto il resto tempravano le persone e le emozioni.
      Adesso i nonni sono social, eternamente giovani, ecc..
      Pensa a mia madre.. Appunto..

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  18. Bellissimo ricordo, comunque mia nonna paterna vedeva la Signora in Giallo e Zorro per fortuna, li vedevamo insieme :)

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    1. Zorro lo vedevo anch'io. Ma senza nessuna nonna.. ;)

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  19. Io ho avuto dei nonni (materni) meravigliosi! Nonni che auguro a tutti! Nonni che son stati più che nonni! che bello questo tuo post <3

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    1. Grazie.
      È uno dei miei preferiti.
      E ben conosco il valore dei tuoi nonni materni.. ❤

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