lunedì 22 giugno 2020

A che età insegnare ai figli le buone maniere?

Qualche giorno fa mi ha molto intenerita la vicenda del bambino di 11 anni che, giocando a pallone, ha distrutto una pianta del suo vicino e gli ha fatto recapitare un biglietto con delle scuse, assieme ad una banconota, per ripagarlo della rottura.
"Buongiorno, mi scusi per la pianta. L'ho colpita accidentalmente con un pallone da calcio. Ecco cinque euro per il danno".

A pensarci bene, nessun adulto si sarebbe comportato in un modo tanto nobile.
Basti pensare ai tantissimi automobilisti che fuggono, ogni giorno, dopo aver danneggiato altre vetture nel tentativo di parcheggiare, ad esempio.
E non mi dite che, dalle vostre parti, questi episodi non si verificano...

Eppure, le buone maniere esistono e vanno trasmesse ai figli, anche e soprattutto da piccoli.
In un'epoca in cui dire "per favore" e "grazie" è quasi fuori moda, infatti, è giusto che i bambini sappiano comportarsi in maniera decorosa, e prendersi la responsabilità delle proprie azioni.

Quando Lorenzo litiga con un compagno, ad esempio, sa che se ha torto deve anzitutto chiedergli scusa, per poi abbracciarlo e dargli un bacio.
Perché nel pronunciare una semplice parola di pentimento, non si compie alcuna fatica e, troppo spesso, l'azione perde di significato.

Insomma, secondo voi esiste un'età giusta per impartire ai figli lezioni di buona educazione, o preferite lasciare l'arduo compito alla scuola, e quindi smarcarvi da questa responsabilità?
Io sono stata abituata sin da piccolissima al rispetto delle regole, perciò utilizzo lo stesso metodo con mio figlio a pare proprio che funzioni.
Non posso lamentarmi, sebbene nel momento in cui è a contatto con i suoi coetanei sembra perdere la bussola.
Per fortuna, però, basta poco per richiamarlo all'ordine.
Il problema è quando lo sguardo della mamma non c'è. Il topolino balla? Chissà. Voglio sperare di no.

69 commenti:

  1. I genitori devono assolutamente iniziare a educare i bambini fin da piccolissimi.
    La scuola dà un supporto all'educazione, ma quella primaria è compito assolutamente inderogabile che spetta ai genitori.
    Bravissimo il bimbo dei cinque euro :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Un vero esempio.
      Anche se spero che il padrone della pianta gli abbia restituito la banconota, proprio per premiarlo della sua immensa educazione e onestà.

      Elimina
  2. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vergognati tu , Vedetta ,sei il solito str...che ce l'ha con i
      Meridionali . (io sono Veneta).

      Elimina
    2. Laura, non fare sangue amaro per un personaggio del genere che si qualifica da solo.
      Prima o poi la smetterà di intervenire, tanto i suoi commenti vengono eliminati immediatamente.
      Mi dispiace che tu l'abbia letto. Mi hai bruciata sul tempo. 😅

      Elimina
    3. L'ho letto anche io, evidentemente è stato colpito dalla storia delle 5 euro trentine perché il suo valore morale non va oltre quegli spicci... XD

      Moz-

      Elimina
  3. E' che mi viene una rabbia...Spero che almeno mi legga .
    Ricordo tanti anni fa'in Germania che disprezzavano gli Italiani :
    "Tutti piccoli , neri , e sporchi". Mi fumava il cervello !!!
    Oggi non è più così , mia figlia si è ben integrata .
    Torno più tardi .Ciao

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

      Elimina
    2. Cara Laura, purtroppo i razzisti non hanno età, nè provenienza geografica.
      Per quanto riguarda la notizia del bambino, l'ho appresa da Tgcom24 e non era riportata la sua città di appartenenza.
      Anzi, nei commenti qualcuno scriveva che si trattava di una famiglia egiziana, integrata in Italia da diversi anni.
      In ogni caso, la provenienza geografica del bambino era irrilevante ai fini della notizia.
      Vedetta è solo un razzista, bullo, ecc.
      Più che eliminare i suoi commenti non so cosa fare.
      Potrei denunciarlo alla Postale, visto il gravissimo contenuto dei suoi commenti, ma per ora non ho tempo da perdere.
      Valuterò in seguito.

      Elimina
    3. Nel momento in cui cancelli i messaggi, dovresti almeno avere salvato le schermate... Spero sviluppino una modalità per bannare utenti dal nickname anche se non iscritti a un blog.

      Elimina
    4. Non me ne faccio niente delle schermate, poiché al momento non ho intenzione di rivolgermi alla Postale.
      Quando lo farò, avrò materiale "nuovo".
      Tanto è una fissa. Fa così ogni giorno. C'è solo l'imbarazzo della scelta.

      Elimina
  4. Gesto bellissimo e notizia che ci fa capire una cosa: NON TUTTO È PERDUTO.
    Quanto alla questione: l'educazione spetta alla famiglia, in primis, da subito. Sono i genitori che devono far capire queste cose :)

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. I genitori dovrebbero educare i figli sin da piccolissimi, ma molte volte se ne lavano le mani. Non è sicuramente il caso di questa famiglia esemplare.

      Elimina
    2. Ricordo un aneddoto di quando facevo le elementari. Per motivi futili feci qualcosa di scorretto, diciamo di poco educato, nei confronti di un compagno. La maestra mi fece "I tuoi genitori non ti hanno insegnato niente? Quando verranno ai colloqui gli parlerò!"
      Arrivato a casa, come di consueto facevo spontaneamente il resoconto della mattinata, e riferendo quanto avevo fatto al compagno, mio padre pronto: "La maestra non ti ha insegnato l'educazione?"

      Insomma, credo che alcuni bambini siano scaricati di responsabilità tra famiglia e scuola, se l'episodio è accaduto a me immagino non sia un caso unico...

      Elimina
    3. Beh sì. Non fai che confermare la mia tesi.
      Io, invece, avrei sgridato mio figlio e gli avrei fatto giurare che l'episodio non si sarebbe mai più ripetuto.

      Elimina
    4. Infatti il rimprovero l'ho ricevuto, e pure doppio (scuola e casa), quando forse da rimproverare erano piuttosto gli adulti che non si erano preoccupati di insegnarmi dei comportamenti corretti.

      Elimina
  5. Ciao! Quel bambino è stato carinissimo, anzi, già un vero ometto :-) Comunque sono d'accordo con te, non è mai troppo presto per insegnare l'educazione ai bambini... e secondo me, se si insegnano certe abitudini fin da piccolissimi, i topolini non "ballano" quando mamma non c'è, perché sono cresciuti proprio con l'idea che determinati atteggiamenti siano giusti e naturali così :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Credo e spero che sia proprio così, ma va detto che i bambini sono imprevedibili e subiscono molto il fattore emulazione.

      Elimina
    2. La prima emulazione è verso il genitore dello stesso sesso. Soltanto la sua assenza nel ruolo fa colmare al bambino quella mancanza emulando altri più grandi (zio o zia, cuginetto, compagno di classe più grande perché ripetente...).

      Elimina
    3. Io mi riferivo ai bambini in gruppo.
      Ad esempio Lorenzo non sa cosa siano i capricci, ma se vede che il suo compagno ne fa e la mamma lo asseconda, magari comincia a frignare, però io lo fulmino.
      Mio marito pensa che sia troppo buona solo perché non gli do mai ceffoni, ma la verità è che sono severissima, e Lorenzo lo sa bene. Ho i miei metodi che non annoverano la violenza.

      Elimina
    4. Mi auguro che non si arrivi mai ai ceffoni, perché farebbero male sia a lui che a te.

      Elimina
  6. Io non credo ci sia un'età per insegnare. È un modo di vivere e di essere che devono fare loro. Crescendo noto che, almeno i miei, si perdono parecchio e devi pungolarli. Spero non sia un lavoro inutile

    RispondiElimina
    Risposte
    1. È la stessa cosa che mi dicono tutti.
      "Vedrai quando crescerà e smetterà di ascoltarti"...
      Spero proprio che non sia vero. 😅

      Elimina
  7. Cara Claudia, credo che non ci sia una età per questo, penso che i bambini imparino vedendo i loro genitori!!!
    Ciao e buona giornata con un forte abbraccio, e un sorriso:-)
    Tomaso

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L'importante è dargli sempre il buon esempio, sono d'accordo.

      Elimina
  8. Lo specchio dei figli sono i genitori ma anche le compagnie diceva un Bosco. Oggi mettiamo anche la TV, TABLET, TELEFONO. scusi e grazie sono due parole di poco uso dive Francesco. Grazie di questa occasione di riflessione.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie a te per averla apprezzata ed essere intervenuto.
      Un bacio.

      Elimina
  9. L'età giusta è sempre. Iniziare già da piccolissimi, così che crescano con la convinzione che quella sia la normalità.

    RispondiElimina
  10. Assolutamente fin da piccolo ha ragione Riky,

    RispondiElimina
  11. Oltre all'insegnamento fa tanto anche l'esempio di chi ti sta intorno.
    Non solo fai quello che ti dico io, ma anche quello che faccio io!
    L'esempio vale molto più dell'insegnamento!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono d'accordo.
      L'esempio è sempre il miglior maestro.

      Elimina
  12. Grazie ..prego ..per favore..subito
    Da piccolissimi..i bambini son come spugnette 😄"assorbono"tutto quello che han vicino ..dunque se si ripete le parole"magiche"..loro le prendono in automatico....poi quando vedi certi comportamenti se sposti lo sguardo sui genitori..e uguale
    Ho banchetto di v
    vendita frutta mia fuori casa..si e fermata signora molto chic ..tutta una firma bambino ..5 /6 anni ..voleva le ciliege ..lei non voleva prenderle ...bambino : allora brutta troia me le compri o no ?
    Io 😲...lei ah vanno a scuola e imparano di tutto !
    Poi si è girata verso bimbo e ha tirato giù tutti santi de paradiso ..ecco allora la pera non cade distante dal pero
    Proverbio veneto...
    Io😲😲😲😲😲😲😲😲
    Il tuo bimbo ha età che quando son in compagnia di altri fanno un po i fighetti per farsi vedere grandi
    Ciao

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se mio figlio avesse osato pronunciare una parola del genere, l'avrei diseredato.
      Pensa che è in punizione da tre giorni, senza vedere i cartoni, solo perché ha detto "fico!", come fa Alvin...

      Elimina
    2. tre giorni !!!mamma severa ;)))))
      scherzo ..anche perchè se molli la presa ..la molli 1 volta poi diventa la regola ..quando mio figlio era piccolo lavoravo ..ho sempre lavorato ..ma da pèiccolo tornava da scuola materna /elementare e stava 2 ore a casa di mia suocera ..fino a che poi tornavo io..beh gli ho sempre fatto chiedere per favore e posso se voleva qualcosa a casa di nonna ....mia suocera diceva :no dai non farlo chiedere io ..rispondevo sempre ,non è casa sua e deve chiedere ..anche se è dalla nonna ..poi a ruota chiede anche da altri ...
      beh ..quel ragazzino della vendita ci rimasta di un male ...
      veramente se a 5/6 anni ti dice cosi a 15 che fà ..ti bastona ???

      Elimina
    3. Non oso immaginare, guarda.
      P.S. L'ultima volta l'ho tenuto in punizione per tre mesi perché aveva detto "babbeo", rivolgendosi ad un pupazzo, tra l'altro. Stavolta non so ancora quanto durerà. Di pentito è pentito, ma abbondo sempre. 😅

      Elimina
  13. Complimenti ai genitori per l'educazione del figlio . Spero che i 5 EURO
    li abbia tolti lui dalla sua paghetta .
    A che età si comincia ad educarli ? Appena sono in grado di capire .
    Importante è l'esempio dei genitori e poi insegnare il rispetto per tutti
    e tutte le cose . Es :Non buttare nulla per terra , è incivile , ecc...
    Buona giornata . Laura .
    PS.Vedetta è tornata ad ingiuriare ? Ha la testa proprio dura !

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì. Continua a dire che ho omesso volutamente di dire che il bambino sia Triestino, in quanto essendo Terrona non voglio ammettere la superiorità dei settentrionali.
      Roba da matti.
      Chi mi conosce sa che le belle azioni non hanno città nè colore. Così come quelle deprecabili.

      Elimina
  14. Semplice: dalla prima volta che li prendi in braccio!
    Quanto al biglietto io non credo affatto che si tratti di gesto spontaneo da parte del ragazzino, ma che sia il frutto di un suo racconto (confessione?) ai suoi adulti di riferimento che, appunto, gli hanno insegnato così qualcosa riguardo l'educazione.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non saprei, ma sui giornali trovi la foto del biglietto scritto a mano dal bambino.
      Quindi mi viene da credere che sia stato davvero un gesto spontaneo.

      Elimina
    2. In realtà credo che avrebbe un valore anche superiore se non fosse stato spontaneo: sarebbe appunto un un insegnamento e non da poco.
      Di mio io dubito che un undicenne usi termini come accidentalmente o che abbia uno stile di scrittura così preciso, asciutto e maturo.

      Elimina
    3. Ho pensato la stessa cosa, sebbene va detto che io a 11 anni scrivevo già poesie e temi molto articolati.
      Forse è il sostantivo "bambino" che ci manda in confusione.
      A 11 anni si frequenta la prima media. E a meno che non si è proprio asini, si dovrebbe già saper scrivere più che bene.

      Elimina
    4. Senti, io a 3 anni leggevo e scrivevo, ad 11 avevo iniziato la lettura dei russi. Ho fatto la primina, primo esame a 5 anni, sono di aprile, quando ho compiuto gli 11 anni la prima media la stavo fininendo. Facevamo analisi grammaticale logica e del periodo dei Promessi Sposi (così, per la cronaca, praticamente dell'intero romanzo tranne brani brevissimi).
      Spontaneamente un bigliettino così non l'avrei scritto, è proprio lo stile ad non essere quello di un ragazzino.

      Elimina
    5. Io, invece, sono sempre stata una studentessa portata ma non prodigio.
      All'esame di quinta elementare, per italiano, portai "La pioggia nel pineto", imparata a memoria, con annessi commento e parafrasi.
      Se non avessi saputo scrivere "accidentalmente" su un biglietto, con una grafia neppure così lineare, sarebbe stato il colmo e, di sicuro, la maestra Adriana non mi avrebbe mai promossa...

      Elimina
  15. Io non credo che si tratti di una questione di tempo, ma di contesto. Se dovessi chiedere ai miei genitori l'età in cui cominciarono a insegnarmi l'educazione, per esempio, non credo che saprebbero rispondermi. Ci sono famiglie (e mi ritengo fortunato ad averne avuta una così) in cui l'educazione si insegna giorno dopo giorno, in maniera del tutto naturale. Altre... lasciamo stare. E credo che ne abbiamo avuto tutti l'esempio anche qui tra i commenti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bravissimo, Guido.
      Se tutti avessimo ricevuto un'educazione, non esisterebbero il bullismo e la cattiveria...

      Elimina
  16. E speri male!
    I topi ballano eccome!
    È importante insegnare l’educazione ai figli fin da presto.
    E poi devi sperare che quando non ci sei seguano lo stesso le buone regole.
    Purtroppo non è così!
    Ma avranno tempo per ravvedersi.
    D’altronde non puoi sperare che tuo figlio di dieci anni ad esempio abbia la stessa tua maturità di trentenne.
    E allora via di rimproveri tanto sta sicura che quando non ci sei ci ricascano sempre di nuovo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L'importante, secondo me, è non lasciargliele vincere tutti per non essere scocciati.
      Conosco molti genitori che cedono davanti all'insistenza dei figli pur di non sentirli lagnarsi.

      Elimina
  17. Non sapevo del gesto di questo bambino! Credo che non ci sia età per insegnare la buona educazione (non solo maniere perché non deve essere solo una facciata, ma deve essere un comportamento a tutto tondo). Ad esempio non ho grandi ricordi di infanzia, se non il modo rigido dei miei genitori di educarci, specie quando stavamo a contatto con gli altri. Adesso mi dicono che dico troppe volte grazie ma fa nulla 😁🤣

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche mia madre è sempre stata molto rigida.
      Pensa che se andavamo in visita a casa d'altri, sin da piccolissima non accettavo neppure una caramella, e dicevo "no, grazie". 😅

      Elimina
  18. Buongiorno Claudia.
    Sembra tutta una storia inventata.
    Un bambino non userebbe mai parole come quelle riportate nel biglietto ma termini più semplici, da bambini.
    Trovo il suo blog molto interessante.
    Giorgio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La storia non è inventata, in quanto pubblicata dai maggiori quotidiani nazionali.
      Non ho pubblicato la foto del biglietto soltanto per non rischiare di violare un copyright.
      Grazie per l'apprezzamento sul blog.
      Torna pure a trovarmi quando vuoi. 😘

      Elimina
  19. Non saprei a che età, le buone maniere comunque da piccolo le ho imparate, anche con ciabatte e schiaffoni :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ecco.
      Una volta era più semplice per un genitore educare i figli. Oggi se ti beccano rischi che gli assistenti sociali ti tolgano i figli.

      Elimina
  20. L'esempio di Lorenzo è delizioso. 😍

    Credo spetti ai genitori dare il primo imprinting educativo ai figli, che comunque hanno una loro predisposizione al rispetto delle regole oppure alla trasgressione, quindi per qualche genitore è più facile che per altri. I genitori sono il riferimento primario di qualunque bambino, non conosco una sola persona cresciuta senza una figura genitoriale "presente", che oggi non abbia qualche residuo di traumi o abbia dei modi di fare e ragionare che "si notano"... Io stesso, in seguito ad alcune promesse non mantenute dai miei genitori, ho conservato una diffidenza di fondo nei confronti del prossimo; per fortuna il discorso educativo è stato sempre presente in famiglia, con una buona dose di lezioni anche di mio nonno, gentiluomo di altri tempi, oltre che dei genitori.
    Il ruolo della scuola deve essere quello di arricchire le basi gettate in famiglia, possibilmente con un rendiconto periodico come si fa con la didattica. Questo ovviamente è possibile quando ci sono insegnanti dotati della capacità di fare gli educatori e non soltanto i divulgatori di qualcosa.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi vien da dire che oggi gli insegnanti educatori siano pochissimi, sai?
      Ormai il lavoro del docente è spesso considerato un posto fisso per portare il pane a casa e non più una mission.
      Non amo fare di tutta l'erba un fascio, quindi preciso che esistono sempre le eccezioni.

      Elimina
    2. Purtroppo è così. Nell'intero arco di studi, difficilmente un giovane incontra più di un paio di insegnanti educatori. E stendiamo un velo pietoso sul discorso del sostegno... 😩

      Elimina
  21. Io, da ex maestra, ritengo che non ci sia un'età giusta per insegnare l'educazione ma ogni età, ogni occasione è giusta per insegnare ad essere educati. Sia la famiglia che la scuola, devono collaborare ed andare nella stessa direzione , per educare , altrimenti è un guaio !!! Buona settimana

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono d'accordo.
      Difatti condanno quei genitori che danno contro ai professori per difendere i propri figli anche quando hanno palesemente torto!

      Elimina
  22. Da subito tesoro. Non c'è un margine. Da subito, punto. Ogni titubanza, ogni attesa, può essere fatale. ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono completamente d'accordo.
      P.S. Hai letto che Lorenzo ha consigliato a mia madre di sposarsi con un ragazzo?
      Immagino che sarai morto dal ridere. 🤣🤣🤣

      Elimina
    2. Carmen con un vecchietto non ce la vedo infatti.. ;)

      Elimina
  23. Rosa e Grace hanno 2 anni e mezzo, ma già da diversi mesi sanno dire "grazie" e "prego". Stiamo insegnando loro a chiedere scusa quando, ingenuamente, fanno male a qualcuno. Sono anche abbastanza generose perché, non sempre, ma spesso, condividono il loro cibo.
    La strada è ancora lunga, ma per lo meno è quella giusta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono certa che tu e Chiara siate due genitori molto attenti ed amorevoli.
      Bravi!

      Elimina
  24. Domanda bella quanto difficile! Io credo che si debba iniziare da subito, soprattutto con l'esempio. Se siamo noi genitori in primis a comportarci in modo educato, e spieghiamo ai bimbi perché farlo, penso sia più facile. ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il problema è che basta un attimo di distrazione.
      Ma se le basi sono buone, è difficile che i figli possano "uscire troppo dai binari".

      Elimina
  25. Penso che ci siano due aspetti da tenere in considerazione. Il primo è che la buona educazione va insegnata fin da subito, non dico nella culla, ma quasi. Non si può crescere un bambino come un selvaggio e poi pretendere all'improvviso che si comporti come un lord XD
    Però sono convinta che sia altrettanto importante l'esempio dei genitori, perchè i bambini imparano moltissimo osservando gli adulti.
    Quando i miei figli si recavano a giocare dagli amichetti, le altre mamme rimanevano sempre stupite perchè dicevano "buongiorno" e "buonasera" e davano del "lei". Ho sempre cercato di insegnare loro ad essere gentili, educati e rispettosi, ed è bello vedere che hanno imparato ^___^

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anch'io ricevo molti complimenti, ma per il lei è troppo piccino.
      Vedrò di insegnarglielo tra qualche anno. 😅

      Elimina

Per colpa di chi ne ha abusato, minando l'atmosfera familiare che si respira su questo blog, sono vietati i commenti anonimi, così come quelli polemici e offensivi.
Se non prendi la vita con filosofia e ami mettere zizzania, sei nel posto sbagliato.