venerdì 5 giugno 2020

La mia figuraccia più memorabile

Torna la mia rubrica "La parola a voi".
Oggi tocca alla richiesta di Livia che mi ha consigliato di raccontarvi la mia figuraccia più memorabile.
Devo dire, in tutta onestà, che non me ne viene in mente una specifica in quanto, essendo molto goliardica, faccio spesso delle figuracce, ma lasciano il tempo che trovano. Infatti, ci rido su, e dopo una settimana le ho già dimenticate.
Proverò, comunque, a spremermi le meningi per raccontarvi qualcosa.

Più volte, ad esempio, mi è capitato di chiedere ad all'amica di turno che non vedevo da qualche mese, come stesse il suo fidanzato storico, per sentirmi rispondere che questo l'aveva umiliata, tradita e lasciata.
Una volta, mi è successo persino con una mia compagna di classe del liceo che si sarebbe sposata dopo sei mesi, e aveva anche espresso il desiderio di vedermi presente alla messa.

Peggio ancora nel caso dei decessi...
"Mi saluti tua madre?". "E' morta due mesi fa!".
Figuracce di poco conto, se consideriamo che non sono mai stata pettegola, e quindi ho sempre saputo soltanto le cose che mi venivano raccontate dai diretti interessati.

Un'altra figuraccia molto simpatica che ricordo, risale al 2014, e ve la racconto ricopiandovi il post che scrissi, all'epoca, sul mio profilo Facebook.
"La fidanzata di un nostro amico mi chiede: "I vostri genitori sono tradizionalisti?
Se un domani avrete una figlia femmina, ad esempio, come la chiamerete?".
Io: "No, per fortuna no! Mia madre si chiama Carmela!
Non potrei mai dare a mia figlia un nome tanto brutto!".

...Indovinate come si chiama la mia interlocutrice?
Carmela...".
Non abbiamo più avuto contatto con questi amici anche se, ad onor del vero, quella sera tra alcol e buon cibo, mi perdonarono, quindi i motivi sono stati altri. 😉

Un altro episodio memorabile riguarda una "suocera" un pochino invadente, che mi traumatizzò.
Avevo compiuto 18 anni da poco, e stavo frequentando un ragazzo.
Eravamo vicini di casa, quindi capitava spesso che, nel pomeriggio, ci vedessimo a casa sua per guardare un film.
Quel giorno, però, Leo era a letto con l'influenza. Andai a trovarlo per consolarlo, poiché si sa che con 37.3 di febbre gli uomini già vorrebbero scrivere il proprio testamento.
Sua madre mi disse di accomodarmi nella sua stanza, e così feci.
"Chiudi la porta, finisco la doccia e arrivo. Mettiti comoda.", disse Leo. Quindi, mi tolsi il giaccone e mi sedetti sul letto sfatto per aspettarlo.
Dopo forse dieci minuti, uscì dal bagno in camera in accappatoio, e venne a baciarmi.
In quel preciso istante, sua madre aprì la porta, senza bussare, e urlò: "Cosa state facendo?! Ma siete pazzi?! Vergogna!", dando per scontato che stessimo per avere un rapporto sessuale.
Mi vergognai così tanto che, rimesso il cappotto, me ne andai senza salutare e non rimisi mai più piede in quella casa.
Dopo un paio di settimane, tra l'altro, lui mi lasciò, perché al contrario di quel che aveva pensato sua madre, non avevo ancora nessuna intenzione di concedermi fisicamente, e quindi non voleva "perdere altro tempo".

Insomma, nulla di davvero memorabile, ma qualche spunto per aprire il dibattito ve l'ho fornito.
Adesso, come sempre, tocca a voi.
Avete un'esperienza della vostra vita che ricordate con particolare imbarazzo?

55 commenti:

  1. Anni fa, un amico fece vedere a noi ed ad altre persone, la sua casa , con tavernetta, che stava per inaugurare, dicendo che proprio nella taverna avrebbe organizzato una festa , al che commentai " spero che non inviterai tutti quei tedescacci tuoi clienti( era un architetto)
    Peccato che una coppia di 'tedescacci fosse presente. Gelo totale.
    Cri

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahah
      Poi i Tedeschi sono famosissimi per l'innato senso dello humor. Speriamo non ti abbiano sentita. 😂😂

      Elimina
  2. Beh bisogna distinguere tra le gaffes (quella del nome Carmela e del "salutami tua madre") a momenti imbarazzanti (il racconto della suocera): diciamo che di gaffes ne abbiamo fatte tutti un gran numero (tipica quella di salutare qualcuno che non si conosce, per errore), di momenti imbarazzanti, per quel che mi riguarda, credo poco o nulla :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io ne faccio moltissime.
      Solo pochi giorni fa ti ho raccontato l'incontro con la finta Sabrina al negozio. Che disastro.
      Però avevo già scritto questo post, se no l'avrei citato. Ahahah

      Elimina
  3. La gaffe coi nomi io l'ho fatta coi segni zodiacali: ho da sempre problemi coi nati sotto il segno dei Gemelli, e quando non ci sono discorsi di alto livello in mezzo, capita di parlare di oroscopi, zodiaco e dintorni. Appena esprimo la mia opinione non lusinghiera sui Gemelli, puntualmente rltra i presenti ne sbuca uno/a o, peggio, qualcuno pronto a dire "Mia madre è dei Gemelli...!" e iniziano gli sguardi torvi contro di me.

    Altro episodio, altro contesto. Pomeriggio di dicembre, sono sul sagrato della parrocchia assieme al parroco e ad altri ragazzi della "commissione presepi" che visita le famiglie che gareggiano per il presepe migliore... Uno dei ragazzi fa "Oggi la figura del prete viene vista come una candela, che si consuma per illuminare di fede la gente..." A tale romantico quadretto, rispondo estemporaneo: "Finché qualcuno non soffia!" 💀

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahahah
      Il prete avrà fatto gli scongiuri.
      Quanto ai segni zodiacali, non ci credo che esista qualcuno che possa prendersela se gli vien detto che il suo segno è pessimo.

      Elimina
  4. ah ah ..qua per le mie non basterebbe un giorno intero a raccontarle ...una che ricordo sempre ridendo :eravamo sull'Isola D'Elba in vacanza ..al mattino con marito facciamo colazione al bar ..usciamo io chiaccherando e guardando intorno mi siedo in auto ...e dico dai andiamo a veder la spiaggia che abbiam visto prima ..sempre guardando fuori dico perchè non parti ? mi giro eee ...mi ero seduta su altra auto ..;)))
    praticamente il marito e ..il proprietario auto , erano fuori che mi stavano guardando ridendo !! .. questa la racconto sempre ridendo ;))
    ciao

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahahaha
      E meno male che il proprietario dell'auto non ha pensato che tu volessi rubargliela.
      Io, invece, molte volte vado tirata tirata verso una Smart uguale alla mia e provo ad aprirla, ovviamente senza successo.
      Prima o poi beccherò il proprietario che penserà la voglia scassinare. :))

      Elimina
  5. Eh, la lista è lunga! Quelle che ricordo di più sono quelle in cui ho scambiato una persona per un'altra. Per esempio una volta vidi in banca una suora che conoscevo, era direttrice dell'asilo/doposcuola dei miei figli, solo che la scambiai per un'altra che di lì a poco doveva partire (e che era di un altro convento). Insomma, scena di commiato e auguri da parte mia con lei che mi guardava come se fossi scema... e alla fine ho capito perchè! XD

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahahaha
      E' stata gentile, però, a lasciarti fare senza interrompere il tuo saluto. ;)

      Elimina
  6. Quando facevo le medie, ogni tanto la classe andava a teatro. Io mi aggregavo perché stupidamente non volevo fare assenze, ma non sentendo ogni volta era un'agonia di noia. Una volta mi portai il walkman per distrarmi un po' e mi misi a sentirlo, ma evidentemente la musica usciva dalle cuffie e a un certo punto qualcuno me le strattonò e mi partì un AOOOOOOOOOOO che deve aver rimbombato per il teatro...
    Quando Gabriele faceva le elementari, a volte andava a casa di amici suoi vicino casa mia. Una sera sono andata a riprenderlo, al pianerottolo in attesa dell'ascensore c'era un ragazzo assai effeminato incollato al telefono. Entriamo in cabina, io non ricordo mai il piano, premo il terzo e il ragazzetto continua a bisbigliare al telefono. Esco lasciando l'effeminato dentro, non trovo il nome sul campanello quindi ho sbagliato, salgo le scale e di fronte mi ritrovo una porta aperta con un ragazzo IN MUTANDE appoggiato allo stipite. E io che faccio? Distrattamente faccio per entrare in casa, convinta fosse quella degli amici, con un piede sulla soglia mi rendo conto che non è quella, esco farfugliando scuse e nel frattempo l'ascensore si apre e l'effeminato mi guarda malissimo.
    Sipario.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahahahah
      Il ragazzo dell'ascensore avrà pensato che volevi rubargli il moroso? :))
      Comunque, perdona la domanda ignorante, ma come facevi ad utilizzare il walkman? Ne esistevano versioni speciali?

      Elimina
    2. Con gli apparecchi la musica la sento, privilegiando quella con ritmo tipo techno... le melodie mi suonano come lagne insopportabili e mi fanno montare istinti omicidi, anche l'autoradio della macchina con lo speaker radiofonico che mi suona come una lima sui nervi. Immagina di sintonizzare la radio a metà tra due canali, senti frrrrrzzzzbzzzzcrrrruauaua, eh più o meno così lo percepisco io...

      Elimina
    3. Ah ecco.
      Pensavo fossi completamente sorda.

      Elimina
  7. La figuraccia di "Carmela" mi pare la peggiore :D
    Io non le ricordo sinceramente, tendo a rimuovere questi episodi. Ricordo un paio di volte di esser caduta sulla neve ghiacciata a scuola e di gente che rideva. Molto imbarazzante.
    Baci.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Adesso che mi ci fai pensare, dopo pochi giorni dal mio matrimonio, scivolai sul marciapiede su cui affaccia il mio palazzo e fui aiutata a rialzarmi da un arzillo ottantenne che, sicuramente, era più atletico di me. :))

      Elimina
  8. Chi non ne ha fatte???
    Mi trovavo in un negozio che vende abiti per bambini.
    Nel reparto neonati incontro la mamma di una compagna di classe che guarda delle tutine. Mi avvicino, vedo la pancia decisamente pronunciata e le faccio: " Complimenti!! Non sapevo aspettassi!"
    Lei mi guarda malissimo e mi risponde: " Soffro di colite, non sono incinta!" Forse è per questo che non ha più salutata???

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahahahaah
      Questo del pancione è un trauma che ho, perché più volte ho fatto una figuraccia simile.
      Quindi non faccio più apprezzamenti in merito, a meno che chi mi è di fronte non mi dica espressamente di essere in attesa! ')

      Elimina
  9. Non ho equilibrio, casco anche da ferma con scarpe da ginnastica su strada piana.
    Una volta, erano i primi anni di università, mi preparo tutta carina per uscire con il flirt del momento: gonna - evento rarissimo - capelli a posto, stivaletti, addirittura accessori abbinati. Solo per cascare dritta dritta in una pozzanghera a metà strada dal luogo dell'incontro. La gente preoccupatissima e io che ridevo da sola per l'ilarità della scena. Grazie al cielo non mi è mai mancata l'autoironia.
    Ma ne ho fatte... uhhhhhh se ne ho fatte!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma il tipo dell'appuntamento, cos'ha detto nel vederti tutta impiastricciata? O sei tornata di corsa a cambiarti? ;)

      Elimina
    2. Non ne conservo memoria alcuna.

      Elimina
    3. Qua la mano, anch'io sono completamente priva di equilibrio, tutti gli spigoli e gli stipiti sono miei!

      Elimina
  10. Io qualcuna l'ho fatta...ma quella che più mi ha fatto stare male è quando un mio cliente tempo fa è entrato in negozio e mi ha detto...non sapevo che eri incinta?...In quel momento l'ho odiato tantissimo...La pancia purtroppo mi è venuta a causa dei farmaci che prendo...Accidenti eheh!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' successo anche a me.
      Ma rispondo a tono. Dico "tranquillo, è tutta natura. Sarà stato l'arrosto di ieri sera!".
      Così si vergognano come ladri e imparano a tenere la lingua a freno. :*

      Elimina
  11. Mi son divertito a leggere ed immaginare queste tue figuracce, io però devo dire che non ne ho fatte, o se è successo ho fatto bene a dimenticarmene :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Oppure lo fai apposta a dimenticarle, per non doverle raccontare a me. :P

      Elimina
  12. Io sono riflessiva , penso due volte prima di parlare .
    Non ricordo figuracce , solo che mi è successo di salutare persone
    scambiandole per altre . Un po' poco no ???
    Ciao Laura

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Pochissimo, dai.
      Quello è all'ordine del giorno per me. :))

      Elimina
  13. Non ne ricordo nessuna ma non perché non ne abbia mai fatte ma perché poi le rimuovo e quindi resetto tutto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E sì, anch'io le rimuovo.
      Infatti ho dovuto concentrarmi parecchio per trovare qualcosa da raccontarvi.

      Elimina
  14. Cla ma la storia della doccia e accappatoio l'hai citata di recente, no?
    Comunque una cosa analoga al "Carmela" è successa anche a me.
    Ma la figura di merda che ricordo di più fu: mattina, non ero andato a scuola, mamma era uscita per fare delle compere.
    Mi citofona e chiede di aprirle portone e porta, e io per cinque minuti a fare lo scemo "no, non ti apro ecc", con versi e stronzate simili.
    Quando le apro, sale a casa... con un'amica, che avrà pensato (a ragione) che io fossi deficiente :p

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No. Non l'ho citata, ma ti ho inviato un'anteprima di questo post su Whatsapp, proprio per farti ridere.
      E sì, dai.
      Mica l'amica di tua madre si sarà sbagliata poi così tanto... :P

      Elimina
  15. Mah, Claudia: immagino di averne fatte (non hanno creato l'App immuni per questa cosa) ma in tutta franchezza al momento non me ne vengono in mente.Mi accade spesso tuttavia che mi sfugga il nome di qualcuno che conosco e sono contorsioni...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma in quel caso è facilissimo.
      Partono i "caro", "bellezza", "campione", "mitico", ecc...
      Sono una campionessa nella dimenticanza dei nomi. :)))

      Elimina
  16. Sono tante, ma forse attendo la prossima che farò.
    Sereno pomeriggio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Impegnati, però, e fa' in modo che sia colossale. ;)

      Elimina
  17. Io sono una regina delle figure di palta, ma proprio... come quella volta che sono andata a leggere in chiesa, con un completo provenzale (gonna lunga a balze), ho pestato la sottana salendo le scale, ho perso l'equilibrio, mi sono aggrappata al leggio, quindi sono rovinata a terra con leggio, libro, microfono, ed è volata pure una madonna (E la madonna, no eh!) guardando il prete che mi osservava basito. Ho rimesso tutto a posto, mi sono ributtata per terra per finir di ridere, mi sono rialzata, ho letto senza alzare mai gli occhi dal libro, sono scesa, mi sono infilata dietro una colonna ed ho pregato Dio di scomparire. O come quella volta che invece ho telefonato al mio compagno di banco per il suo compleanno (la scuola doveva iniziare a giorni) e dopo un sonoro "Tanti auguri" ho cominciato a raccontargli tutti i cavoli miei dell'estate che stava finendo. Quando ho finalmente preso fiato... "F. è in vacanza, te lo saluto." Era suo padre, con la medesima voce del figlio... datemi una paletta, mi sotterro :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahahaha
      Ma che ridere!
      Spero che al tuo compagno di banco non abbia raccontato nulla di scabroso, altrimenti suo padre gli avrà proibito di salutarti ancora, o magari gli avrà consigliato di sposarti! :))
      Quanto alla scenetta del leggio, l'hai descritta così bene che mi sembra proprio di essere stata presente a sganasciarmi dalle risate. :))

      Elimina
  18. Be' anch'io sono una di quelle che ne fa spesso, o perlomeno ne facevo e poi ci stavo anche male. Adesso forse ne faccio ancora, ma ho imparato ad accettarmi per come sono e le dimentico subito. Comunque una che ricordo bene, memorabile fu quando morì mio nonno paterno. Nel salutare una conoscente al funerale le dissi: "Ci vediamo ogni morte di Papa". Naturalmente intendevo che era molto che non la incontravo, ma in quell'occasione fu un'espressione che suonò fuori luogo, ma me ne accorsi troppo tardi.
    Buon weekend, Stefania

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahah
      Io, invece, più schietta, al funerale di mio nonno, avvenuto esattamente un anno dopo rispetto a quello di mio padre, dissi ad una mia cugina "speriamo di non vederci più, visto che ci incontriamo solo ai funerali"...
      Effettivamente non l'ho più vista. Meglio così. 😅

      Elimina
  19. Ciao ! Bellissima la storia del nome "Carmela" !!! Io non credo di aver mai fatto figuracce. O meglio, avrò fatto qualche "brutta figura" ma di poca importanza. Ricordo, un pomeriggio, all'uscita da scuola di aver sbagliato macchina e di aver infilato la chiave in un'altra Yaris uguale alla mia e il proprietario, che era lì vicino mi ha detto ridendo "Sta cercando di rubarmi la macchina ?" Ma si è accorto che avevo sbagliato la macchina . Ciaoo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahah
      Effettivamente, come dicevo anche a Tissi, succede. E spesso. 😅
      Buon fine settimana.

      Elimina
  20. In effetti bisogna distinguere fra gaffe comprensibili e vere e proprie figure di m. Io tendo a rimuovere entrambe, tranne un paio che ricordo molto bene e che ovviamente non dirò 😅

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cattivooooooo.
      Avresti potuto almeno lasciare un accenno. 😜

      Elimina
  21. per ora non me ne viene una in mente ma ho sempre pensato che tipo inciampare dalla scale il primo giorno di scuola potesse essere una roba imbarazzantissima

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Considerando che nella migliore delle ipotesi se ne accorgono (e ridono) cinquanta persone, direi proprio di sì... 😂😂

      Elimina
  22. Ciao Claudia...figuracce nella mia vita ne ho fatte tante, ma chi se le ricorda più! Recentemente non credo, anche perché con l'età si diventa più cauti nel parlare. Una cosa la ricordo però, dopo una figuraccia mi son sempre sentita mortificata e me ne sono vergognata da matti, a volte avrei voluto sprofondare. Comunque ho trovato le tue molto divertenti e ti ringrazio per avermi donato il mio primo sorriso mattutino. Ciao e serena giornata.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Come detto, faccio un sacco di gaffes, quindi la risata con me è assicurata.😉
      Un bacione e buon fine settimana.

      Elimina
  23. In passato sono stata campionessa di malefigure, ora molto meno. Però sono tutti episodi che vanno contestualizzati, nel senso che potrei scriverci su dei racconti: per esempio, ne ricordo uno che mi fa ancora molto ridere: in fila alle Poste, vedo una signora anziana che arranca e non regge la fila. È prima di me e ci mettiamo a chiacchierare del più e del meno per ammazzare l’attesa. Le dico che sono studentessa universitaria (ero, infatti, a Palermo), che vorrei fare l’avvocato ecc. ecc. Poi vedo che è sofferente e le dico una frase che vojo ancora morì. In siciliano si dice: “s’issi assittari” per dire vada a sedersi. Noi in dialetto usiamo spesso il condizionale al posto del congiuntivo. Allora io ho italianizzato la frase siciliana e, ad alta voce, tutta carina, le faccio: signora, si andasse a sedere (che è la traduzione alla lettera di quella frase lì). IO STUDENTESSA UNIVERSITARIA... Si sono girate non so quante persone e nemmeno potevo stare a spiegare che avevo reso in italiano l’espressione dialettale...
    Vabbè, non si può capire! 😁

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahah
      Avranno pensato che avevi un futuro come docente, altro che avvocato..... 😉
      P.S. Ieri ho scritto un post proprio sul dialetto siciliano, sai? Lo pubblico lunedì.

      Elimina
  24. Alcune mie figuracce 😂

    9 anni, primo allenamento con la mia squadra di calcio. Alla fine degli allenamenti mi faccio la doccia senza aver né il ricambio, né l'asciugamano, né il fon... 😂
    Un disastro... 😅 😅 Per fortuna il club calcistico era letteralmente dietro casa...

    12 anni al campeggio con la chiesa. Zona: confine tra Romagna e Toscana. Invoglio i miei amici a fare gli scherzi telefonici... Esagero perché chiamo ripetutamente carabinieri pompieri e vigili del fuoco. Alla fine spazientito chiama direttamente il questore di Arezzo alla tenuta del campeggio... 😅
    Succede di tutto... I miei amici in lacrime, per scusarci ci siamo dovuti confessare al prete... Ma non è finita qua! Questa cosa diventa l'argomento principale all'inizio dell'anno scolastico dopo il campeggio...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahahah
      Sto morendo dal ridere.
      Siete stati fortunati a cavarvela con una confessione e non con l'arresto. 😂😂

      Elimina
  25. Anni '90 in piena tangentopoli dove gli avvisi di garanzia fioccavano, in riva al mare di un villaggio a Cefalù ritrovo un amico che lavorava al comune: "Beh come và tutto apposto, avvisi di garanzia niente?" E lui con un filo di voce: "Veramente uno si...." Avrei voluto sprofondare nella sabbia, che figura!!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahahah
      Non so se mi dispiace di più per te o per il tuo amico... 😂😂😉

      Elimina

Per colpa di chi ne ha abusato, minando l'atmosfera familiare che si respira su questo blog, sono vietati i commenti anonimi, così come quelli polemici e offensivi.
Se non prendi la vita con filosofia e ami mettere zizzania, sei nel posto sbagliato.