martedì 16 giugno 2020

Mamme e carriera: binomio possibile

Qualche giorno fa leggevo la storia di Elisa Floreani, che si è laureata (per la seconda volta) solo poche ore dopo aver partorito suo figlio Riccardo, portando a casa il punteggio di 110 e lode.
La cosa è stata possibile grazie alla didattica a distanza e alla possibilità, quindi, di partecipare alla seduta di laurea direttamente dalla sua stanza d'ospedale.
Resta che, comunque, la ragazza ha avuto una forza ed un coraggio immensi.

Quando cinque anni fa ho dato alla luce Lorenzo, ero letteralmente uno straccio.
Magari il parto di Elisa sarà stato abbastanza veloce, ma comunque l'idea di discutere una tesi con ogni singolo muscolo del corpo indolenzito e le energie alle ortiche, non mi avrebbe mai sfiorata.
Perciò, brava lei, dimostrazione del detto "volere è potere".

Mi è tornata alla mente l'ormai ex schermitrice Valentina Vezzali.
Molti anni fa (2007), in occasione della presentazione del suo libro "A viso scoperto", ebbi la fortuna di intervistarla e, ancora oggi, mi porto nel cuore il ricordo di una chiacchierata che mi ha arricchita nel profondo.
Valentina mi raccontò di come, a soli quattro mesi dalla nascita del suo adorato Pietro, prese parte ai campionati mondiali di scherma di Lipsia (2005) e si aggiudicò addirittura un oro.
All'epoca ero poco più che una ragazzina, e non potevo nemmeno immaginare quanto potesse essere devastante per una donna dare alla luce un bambino.
Nonostante ciò, pensai che la sua fosse davvero un'impresa.
Oggi che sono donna e madre, invece, penso che si sia trattato di un vero miracolo.

Insomma, tanto di cappello a tutte coloro che non mettono da parte i propri sogni o il proprio lavoro nel momento in cui decidono di diventare madri, sebbene in Italia continui ad essere sempre più complesso, in assenza di aiuti esterni.
Basti pensare alla prolungata chiusura delle scuole a causa del coronavirus che ha messo in ginocchio migliaia di genitrici.

Però, se ho scelto di raccontarvi queste due storie è per dimostrarvi che l'impresa (o il miracolo, come detto) è possibile.
In fondo, la determinazione è donna. O no?

41 commenti:

  1. Indubbiamente donne determinate, coraggiose, e secondo me anche un pizzico amanti delle sfide.
    La mia più ardua sequenza di imprese, da maschio, è stata dare un doppio esame universitario pochi giorni dopo aver preso la patente di guida, e aver dovuto guidare fino a casa al ritorno. 😁
    L'esame lo superai ma commisi un errore che mi fece precipitare il voto a 23, e a fine guida stavo per fare schiantare l'auto contro un pilastro che regge il cancello di casa... Non sono fatto per svolgere troppe cose in sequenza. 🙄

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    1. Ahahah
      Pensavo che la tua più grande impresa di uomo fosse stata dare un esame con la febbre a 37,2. 😂😂😂😂😂

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    2. Esame no, ma ho tenuto una lezione in streaming con la febbre, qualche anno fa. 🤒

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    3. Allora sei davvero un eroe. 😅😅😅😜

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  2. Gas mi ha fatto troppo ridere😄.
    Hai raccontato due imprese particolari e sicuramente difficili. Ci vuole molta forza di volontà, impegno, un pizzico di fortuna e magari un pò di aiuto. Io non sono donna da grandi imprese. Faccio molta fatica a barcamenarmi nella quotidianità, e penso di mollare a giorni alterni, ma poi testa bassa e si va avanti

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    1. Si va sempre avanti.
      E quella è l'unica cosa che conta.
      Poi, comunque, hai partorito due volte. Quindi qualche impresa l'avrai fatta. 😉

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  3. Ho partorito due figlioli e mentre per Andrea ho avuto una gravidanza facile che mi ha permesso di andare a lavorare fino al giorno prima del parto, per Michelle ho avuto un po' di problemi i primi tre mesi, ma poi anche per lei ho lavorato fino il giorno prima e poi per entrambi, li portavo con me in negozio già dalla prima settimana ...poppate, fasciatoio e carrozzina in ufficio. E se arrivava un cliente aspettava un attimo. Sono stata fortunata perchè non tutte le donne riescono a farlo. Ma è stata anche molto dura.
    Ciao Valeria

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    1. Sei stata fortunata in quanto, non essendo una lavoratrice dipendente, potevi gestirti come meglio credevi.
      Quando, invece, fai la segretaria di un'azienda non tua (ad esempio), di sicuro il titolare non ti permette di portarti dietro il neonato.

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  4. La determinazione è donna. Chissà. Tu comunque sei donna determinata, anche se non saresti stata capace di dare la tesi di laurea dopo il parto 😁

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    1. No. Ma avrei potuto commettere un omicidio.
      Mi viene in mente una persona a caso........ La ginecologa che mi squartò come un vitello! 😂

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  5. Ma serve davvero tutto questo eroismo?
    Ho i miei seri dubbi a riguardo.

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    1. Hai dei figli?
      Spero tu abbia avuto dei parti facili, ma in ogni caso ti saresti sentita lucida al punto di laurearti il giorno stesso del parto? O magari di partecipare alle olimpiadi dopo solo quattro mesi?
      Io, francamente, proprio no.
      E non solo perché in sala parto ho rischiato di morire...

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    2. Disgraziatamente non ho figli, ma la tua risposta non è pertinente a quanto ho scritto.
      Quello che mi chiedo è se tutte queste dimostrazioni di, appunto, eroismo femminile siano necessarie, se sia opportuno pubblicizzare questi gesti come se fossero doverosi e festeggiarli con striscioni e cotillons.
      Per me la risposta è chiara: no.
      Non si fa altro che portare avanti inutili, vetusti, pericolosi, dannosi, frustranti, vincolanti stereotipi invece di arrivare alla famosa parità.
      A tal punto che una donna che sceglie di stare a casa anche in assenza di figli invece che "emanciparsi" si deve giustificare e viene additata e giudicata come svogliata od indolente.
      Quindi non contesto la scelta di laurearsi in questa situazione, contesto la pubblicità che ne viene fatta ed il plauso pubblico che ci si aspetta.

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    3. Avevo frainteso il tuo commento, allora.
      Sembrava intendessi che non c'era nulla di eroico nel laurearsi lo stesso giorno del parto, poiché dovrebbe essere la normalità.

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  6. Cara Claudia, viviamo in una epoca che pure d^la donna restando a casa, può scegliere diversi lavori, e sicuro fare anche carriera.
    Ciao e buona giornata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso 

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    1. Ci vuole sempre molta determinazione.
      Buona giornata.

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  7. Faccio i miei complimenti a Elisa e Valentina . Io sono riuscita a lavorare
    tra una figlia e l'altra poi , solo saltuariamente se Mamma veniva a casa
    mia . Credo non avrei saputo gestire due bimbe e un lavoro .
    Mi alzavo alle h.6.30 arrivavo a casa alle h.20 . 3 ore di treno A.R.
    Era pesante ma mi piaceva . E' andata così , almeno mi sono goduta le bimbe..
    Abbraccione one one . Laura

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    1. Anch'io, come sai, ho scelto di restare a casa per prendermi cura di Lorenzo e non me ne pento nemmeno un po'.

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  8. Forza e coraggio immensi?
    Stava già portando avanti la laurea quando è rimasta incinta no?
    Non credo glielo abbia chiesto il dottore di farsi ingravidare....poi se non era programmato, lasciamo perdere qua si aprono delle parentesi che non si chiuderebbero mai..si potrebbe discuterne all’infinito.
    È stata brava ma non ha salvato il mondo😀poi chiaro che io non posso conoscere i dolori del parto ecc...ma diciamo che son d’accordo con Alabama...poi che voi donne siate più determinate dei maschietti è vero non lo nego.
    👋

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    1. Ma cosa dici, Max?
      Il figlio sarà stato sicuramente desiderato ed Elisa sa bene che la gravidanza non è invalidante, ma un'esperienza che moltissime mogli desiderano fare.
      Considerando che per laurearsi non bastano certo sei mesi, ma ci vogliono anni, non credo che una donna debba ritardare il proprio desiderio di maternità fino a ricevere la corona d'alloro.
      Semplicemente il parto è arrivato in anticipo rispetto alla data ipotizzata e lei non poteva immaginare questa concomitanza.
      Stando alle previsioni avrebbe dovuto partorire dopo la laurea.

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    2. Niente di strano ..quindi tutto nella norma.
      Brava ...che devo dirle!
      Non mi sento di farle la Ola perché non sarà la prima e manco l’ultima.
      Tutto qua.

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  9. Ma certo, e non parlerei nemmeno di differenze di sesso: la gente, se vuole, può.
    Che sia maschio, che sia femmina.
    C'è chi nelle crisi vi trova opportunità: l'atteggiamento migliore.

    Moz-

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    1. Beh, trattandosi di parti, una piccola distinzione era doverosa.
      Anche se sogno sempre un mondo in cui anche gli uomini possano partorire, per dire così ufficialmente addio alla razza umana. :P

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  10. La volontà nella vita, può portare grandi risultati.
    Sereno pomeriggio.

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  11. La determinazione è umana, se uno vuole può tutto ;)

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  12. Santa Turchiarulo, cos'è che ti sconvolge?
    Che una donna riesca a partorire e lavorare?
    Ma le nostre trisavole l'hanno sempre fatto, tutte le donne del mondo l'hanno sempre fatto dalla notte dei tempi.
    Non c'è niente di straordinario.

    In fede.

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    1. Mi sconvolge che gli uomini si arroghino il diritto di parlare del parto con tanta leggerezza, quando farebbero più bella figura a starsene zitti.

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    2. Ricordo al Tamburino che le nostre trisavole NON lavoravano fuori
      casa . Partorivano con gran dolore , qualcuno accudiva il bebè
      e le Mamme stavano a letto per giorni , allattavano solo .
      SOLO un uomo può fare un commento del genere ...Ti prendessi incinto!!

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    3. Grandissima Laura!
      Già ti volevo bene, ma con questa risposta da oscar ti regalerei una statua. :*

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    4. Mi bastano i Taralli fatti da te !!!

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    5. Santa Turchiarulo e signora Laura, forse data la vostra giovane età non rimembrate che le vostre trisavole (come le mie) erano avvezze alla fatica: lavoravano nei campi o nelle fabbriche, si occupano anche di dieci figli, della casa senza tutte le odierne comodità di cui voi donne usufruite oggi.
      Non avevano la lavatrice, la colf, i nonni, le baby sitter, gli asili, i padri con il congedo di paternità...
      Vi dirò di più in un rapido ritorno sui banchi di scuola: nel mondo vi erano anche donne molto più sfortunate, chiamate schiave.
      Anche loro lavoravano, più duramente delle nostre trisavole, e non avevano alcun diritto.
      Forse le signore a cui si riferiva la signora Laura erano quelle abbienti, non certo le proletarie.

      In fede.

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  13. Volere è potere!
    Declinato sia al maschile che al femminile.
    E poi si sa che quando una diventa mamma acquisisce dei super poteri.
    Figurati quanti ne ho io!!!
    Wonder woman scansati!!

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    1. Tu che sei madre di quattro maschi, meriteresti una medaglia al valore! 😂😂

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  14. Io credo che conciliare le due cose sia davvero molto complicato.
    Ma perché per le donne bisogna sempre tirare in ballo il coraggio, la determinazione, la forza?
    Va a finire che dobbiamo esserlo per forza, per aderire a quel modello secondo il quale dobbiamo sempre riuscire a far tutto. Le donne in carriera, le madri, le mogli, le amanti, le amiche, le casalinghe e così via.
    Qualcosa a volta lo si lascia indietro, per forza di cose. Non è giusto che ci venga chiesto tanto eroismo, tanta sagacia. Dovrebbe esser tutto meno pressante, più easy.

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    1. Forse hai ragione.
      Noi donne ci sentiamo in dovere di essere eroiche.
      Ed è triste.
      Probabilmente, se non ci pensassimo, sarebbe più facile.

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  15. Beh, io ho sempre lavorato, pur avendo un figlio. Ma lavorare è una cosa e fare carriera un'altra. Fare carriera vuol dire pensare prima di tutto al lavoro e mettere tutto il resto in secondo piano. Se fare carriera vuol dire essere impegnate tutto il giorno fino a tardi, viaggiare e stare molto spesso lontane da casa, è chiaro che i figli vengono un po' penalizzati, a meno di essere una sorta di wonder women. Ricordo una preside, tanti anni fa, che era sempre tanto impegnata e quindi lasciava perennemente il figlio dai nonni, andandolo a trovare solo la domenica. Insomma, tutto si può fare, ma non è sicuramente facile.

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    1. L'idea che i figli crescano completamente con i nonni o con una baby-sitter non mi è mai piaciuta.

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  16. L'Elisa è una SUPEReroina. Emotivamente la definirei addirittura "mostruosa" (in senso benevolo - forse). Certo è che, subito dopo aver partorito i miei due figli, di tutto avrei avuto voglia tranne che di laurearmi, fosse anche a distanza. A parte la "distruzione" fisica (e tacciano gli uomini che non hanno idea di cosa sia dare alla luce una vita!) proprio non sarei riuscita a pensare ad altro se non alla piccola creatura che per ben due volte mi sono ritrovata tra le braccia, con tutta la gioia e l'inquietudine che questo comporta. Felice per lei per il traguardo raggiunto, ma non l'invidio poi tanto.
    La Vezzali l'ho sempre ammirata. Immagino che prima della gara abbia dovuto continuare gli allenamenti. In Italia, con le leggi vigenti, entro 3 mesi devi essere, assurdamente, pronta a rientrare a lavoro: non sarà come partecipare ai mondiali, ma garantisco, per esperienza personale, che ci vuole una grande forza fisica e d'animo.
    W noi donne! Che possediamo risorse infinite.

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    1. Non ricordo se la Vezzali allattasse. All'epoca me lo raccontò, fu tanto gentile e preziosa, ma sono passati troppi anni e ho rimosso.
      Sì, in Italia bisogna rientrare subito al lavoro, e poi ci meravigliamo del fatto che le nuove generazioni siano tutte un po' strane. Per forza! Non gli permettiamo di godersi la mamma nemmeno per un anno...

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