mercoledì 8 agosto 2018

La strage del caporalato: 16 morti in 3 giorni in Puglia


Che io sia Pugliese, lo sanno tutti. Adoro la mia Terra, infatti, e ne vado assai orgogliosa.
Queste, però, sono le notizie che non vorrei dover scrivere mai.
Nei giorni scorsi, infatti, nel Foggiano, a causa di terribili incidenti stradali, sono morti 16 braccianti agricoli.

Non ho scritto se si tratta di Pugliesi, Milanesi, Inglesi, Africani o altro, perché per me sono solo 16 poveri uomini che si stavano guadagnando da vivere in condizioni disumane.

Quello che molti non sanno, però, è che il fenomeno del caporalato in Puglia è radicato da decenni.
Non è vero che si sfruttano solo gli immigrati, con o senza permesso di soggiorno.
Mio nonno, infatti, era un imprenditore agricolo (parlo al passato perché ormai è in pensione, non perché non sia più tra noi), quindi, sin da bambina, ho sempre conosciuto le dinamiche del settore.
A distanza di vent'anni, poi, posso garantirvi che non è cambiato nulla.

Sotto casa mia, ad esempio, abita una donna sessantenne, vedova da qualche tempo.
La vedo rincasare ogni pomeriggio, a bordo di uno di quegli orribili furgoni, dopo aver trascorso la giornata nei campi.
So che "guadagna" 3 euro all'ora. Le ho domandato diverse volte perché non cercasse un'alternativa, ma mi ha risposto che, semplicemente, non esiste.
Quando rimani sola, senza sussidi statali né esperienze lavorative, e non hai più l'età per entrare nel mondo del lavoro dalla porta principale, devi adeguarti a quello che ti si presenta davanti.

Così accade che, dalle mie parti, cominci a lavorare in campagna, con o senza contributi, oppure a fare le pulizie nelle case delle "signore".
Rabbrividisco solo a pensarci. Signore non perché hanno superato i 18 anni, ma perché rappresentano il comando, e tu la schiava.
Eppure, non mi sento assolutamente di giudicare chi fa queste scelte.
Se ne avessi la possibilità economica o sociale, regalerei a Maria un lavoro più dignitoso.
Intanto mi limito a sorriderle, quando la incontro, e a chiederle sempre se ha bisogno di qualcosa.
Lei risponde di no, ma sono certa che la mia domanda le scaldi il cuore.

Dunque, solidarietà a tutti i braccianti italiani costretti a lavorare in condizioni disumane pur di pagare le bollette, e a quelli stranieri che, giunti nel Paese inseguendo il sogno di un futuro migliore, non riescono a trovare di meglio.

Un abbraccio a loro.
Gialli, Neri, bianchi o lilla che siano.

28 commenti:

  1. Mi unisco al tuo pensiero di solidarietà e al tuo abbraccio, tuttavia lo stato dovrebbe intervenire, non è ammissibile che nel 2018 esista ancora qualunque forma di schiavitù, se si denunciasse per tempo forse qualcosa si interromperebbe e invece...
    sinforosa

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    1. Hai ragione cara Sinforosa, ma tu te la senti di giudicare Maria e tanti come lei? 😓😢

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    2. Ma certamente no, semmai il giudizio è per coloro che seguitano a schiavizzare come se fosse la normalità e chi, potendo fare, non denuncia queste aberrazione, se non si avesse paura di denunciare forse qualcosa cambierebbe e la paura va affrontata, sempre, per poterla superare.

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    3. È proprio vero, ma chi subisce questo trattamento non denuncerà mai, poiché gli verrebbe a mancare il pane in casa.
      Coloro che, invece, assistono dall'esterno, si fanno i fatti propri.. Solita omertà.

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    4. L’omerttà è una piaga sociale.

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  2. C'è di peggio:


    Cronaca | POLIZIA
    196
    "Mutilati per avere l'assicurazione", fermate due bande a Palermo. Coinvolta infermiera del Civico v
    di Silvia Iacono.


    http://gds.it/

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    1. Il comune denominatore mi pare sia sempre la disperazione.

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    2. Comunque le vittime erano d'accordo. Sì, questa è disperazione.

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  3. Cara Claudia, al solo pensare, fa rabbrividire, non finiranno mai queste ingiustizie.
    Ciao e buon pomeriggio con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Purtroppo hai ragione Tomaso.
      Serena giornata a te.
      Baci.

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  4. Hai scritto un bel post, in modo molto rispettoso e sensibile. Ti fa onore!

    Questo post mi ha ricordato la bellissima canzone di Caparezza "Vieni a ballare in Puglia"

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    1. Hai ragione.
      Una canzone che può sembrare banalotta per via del ritmo incalzante ed allegro, ma che ha un significato intenso.

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  5. Questo è un bellissimo post, perché non crea fastidiose distinzioni.
    Siamo tutti uomini sotto uno stesso cielo.

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    1. Grazie Sara.
      Il mio scopo era proprio di denunciare la vicenda senza inutili discriminazioni.
      Spero che tutti lo interpretino come te.

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  6. Buongiorno Claudia.
    Parto dal presupposto che io comunque non giudico mai nessuno. Questo concetto lo esprimo sempre chiaramente perchè troppo spesso la maggior parte dei giudizi e pareri sono fuorvianti dai contesti e quando non lo sono tendono sempre e solo a sminuire e non capire che diietro certe scelte non c'è nè cuore nè comodità ma, come nel caso della signore di cui parli rassegnazione per tacito consenso; per cui no, non giudico. In merito al caporalato, come tu stessa sottolinei, se ne parla dalla notte dei tempi ma, al solito occhio non vede cuore non duole, ogni tanto ci si ricorda di loro per qualche tragedia, passata la notizia che non fa più scalpore, si torna alla stupida quotidianeità, come quando che la cosa in sè si possa risolvere solo non pensandoci! A me pare assurdo che nel 2018 ancora si debba vedere una scena come quella proposta da te dalla quale si evince perdita di dignità, moralità ed umanità! Nemmeno per la vita siamo tutti uguali ... ma questo si sa. Buona giornata.

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    1. Hai proprio ragione.
      Assurdo è l'aggettivo che meglio descrive tutto ciò.
      Eppure accade.
      Eppure accadrà. Ancora. Temo per sempre.
      No, non sono cinica. Forse solo troppo realista.
      Buona giornata a te tesoro.

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  7. Hai ragione. Non è il colore della pelle o la nazionalità che contano. E' la disperazione di questi esseri umani che devono soccombere.
    Come ho scritto nel post di Sinforosa, c'è uno stato alternativo a quello ufficiale. Ne ha preso il posto da troppo tempo e sradicarlo diventa sempre più difficile. Chi potrebbe e dovrebbe farlo "agisce" solo a parole.
    E intanto poveri cristi crepano di fatica o così....

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    1. "È la disperazione di questi esseri umani che devono soccombere".
      Ecco. Aggiungere una sola sillaba sarebbe vano. 😓

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  8. Devo dirti Claudia che , quando ho letto la vita della sign. Maria ,
    mi è venuto il "magone" . Anche qui ci sono persone che hanno perso il lavoro e , come tu dici , a una certa età non le assume più nessuno.
    Siamo un gruppetto che le aiutiamo con borse di alimentari , biancheria,vestiario , ecc....Ho qui ospiti di Vicenza ,compagne di
    scuola , e oggi mi dicevano che da loro , ci sono cartelli che
    offrono svariati lavori ma , nessuno si presenta . Quelli del Sud
    che hanno voglia di lavorare , vengono al Nord e 160.ooo all'anno
    vanno all'estero . Io ci sono andata giovanissima x scelta . Ho
    fatto di tutto onestamente , mi mantenevo e andavo a scuola . In
    Germania ho imparato il Tedesco , a Londra l'Inglese . Tornata ,
    ho fatto la guida turistica , sempre x stranieri . Soprattutto ho
    imparato a vivere e mai giudicare .Lo sò che l'abbandono della
    propria terra è sempre difficile , anch'io ho sofferto di nostalgia
    ma , ne è valsa la pena , lo rifarei . Coraggio ragazzi , il Mondo
    è grande , datevi da fare.....
    Qui una donna a ore guadagna 10 Euro l'ora , non è poco , se ti fai
    una clientela arrivi a uno stipendio .
    Credimi , io soffro a leggere queste notizie e pensare che c'è gente
    che oltre barca , ville , ha pure l'aereo privato . come fanno a non
    vergognarsi ???
    Scusa lo sfogo ma io scrivo sempre di getto , penso dopo .
    Un'abbraccio a te e Lorenzo . L.A.

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    1. Ma scusa per cosa??
      La tua testimonianza è sempre preziosa.
      In ogni caso, all'età di Maria, non credo che sarebbe il caso di lasciare il Sud e di trasferirsi chissà dove, da sola.
      Almeno qui ha tre figlie adulte che la aiutano, ma lavora nei campi per non gravare sulle loro spalle, e su quelle delle loro famiglie.
      Per me c'è più coraggio nel restare che nel partire.
      Parola di eterna nostalgica e romantica che sì, lavorerebbe nel campo agricolo, magari non per soli 3 euro, pur di non abbandonare la sua terra.
      Ti abbraccio.

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    2. No Claudia , non è proprio il caso della Sign. Maria trasferirsi , non intendevo lei , intendevo i giovani .

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    3. I giovani magari sì.
      Però ho tanti amici laureati o diplomati che fanno i baristi o i camerieri a Londra.
      Quei mestieri magari potrebbero farli anche qui.
      Non ho mai pensato di lasciare la Puglia, ma mi sono sempre rimboccata le maniche per trovare lavoro.
      Quindi alla fuga all'estero rispondo con #ioresto! 😉

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    4. Lo so che laureati e diplomati fanno un lavoro qualsiasi ma ,
      vuoi mettere un'esperienza all'estero ? E poi impari la
      Lingua , conosci gente , i tuoi orizzonti si allargano . Ho fatto anch'io la cameriera e mi divertivo tantissimo .
      Poi ogniuno , giustamente , fa le sue scelte .
      Kisses. Laura

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    5. Le esperienze all'estero le adoro. Ma io parlavo di giovani che si trasferiscono lì in pianta stabile per lavorare nel mondo della ristorazione dove, in Italia, il lavoro c'è. 😚

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  9. Sinceramente io ancora non lo avevo capito che fossi pugliese...
    3 euro l'ora per fare le pulizie sono una vergogna! Qui a Roma sono quasi tutte rumene e PRETENDONO almeno 7 euro ma ormai credo siano arrivate anche a 10 (che sono pure troppe).

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    1. E qui mi casca l'asino.
      Posso dire "tacci tua" in senso mooooolto metaforico???
      Non ti sei preso proprio fastidio!
      La mia biografia, alla tua destra, in alto, inizia con "Claudia Turchiarulo nasce a Fasano (Br) il 18.08.1987".
      Br sta per Brindisi, ovvero Puglia, non cin cin.......

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    2. Con me sentiti libera di scrivere ciò che vuoi!
      Comunque l'ho letta! Sono uno dei pochi che quando visita un blog nuovo, visita tutti gli angoli. Il problema è che sono un asino (e sono anche caduto, a quanto pare) in geografia e non conosco le province, per me BR può essere ovunque, anche in Birmania! 😆

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    3. Per te brindisi è solo il cin cin, l'ho detto.. Perché sei un ubriacone.
      Ah, quanto alla lunghezza dei post, sappi che i racconti sono lunghi per forza... Gli altri, invece, quasi tutti uguali.
      Per stasera ne ho programmato uno brevissimo, con una foto meravigliosa.
      Ti piacerà. ;)

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