giovedì 29 aprile 2021

Sei troppo grassa per lavorare qui! Lo sfogo di Fabiola

 
La storia che vi racconto oggi mi tocca molto da vicino, per due ragioni.
La prima è che da molti anni, ormai, non riesco a rientrare nel mio peso forma, nonostante la corretta alimentazione e l'attività fisica.
La seconda è che, da anni, gestisco su Facebook un gruppo di offerte di lavoro che conta più di 11mila membri e, dunque, ogni giorno, ne vedo letteralmente di tutti i colori.
Veniamo ai fatti.

La ragazza che vedete in foto si chiama Fabiola Tricoli, ha 24 anni e vive a Crotone.
Per favorire la sua indipendenza, sta cercando lavoro e, quindi, ha consegnato alcuni curriculum presso diverse attività commerciali della sua città.
Una mattina le arriva una telefonata da un famoso negozio di casalinghi in centro.
Lei si presenta sul posto e le offrono di partecipare ad una prova gratuita della durata di quattro giorni, al termine della quale sarà regolarmente assunta, senza però dichiarare lo stipendio che percepirà.
Fabiola accetta, anche perché alla sua età non ha una grossa esperienza lavorativa e, come si dice, deve un po' accontentarsi.
Il problema, però, è che giunta la sera del primo giorno di prova, la raggiunge in negozio il titolare e, guardandola, le chiede se davvero se la sente di lavorare lì, considerando che vi è una scalinata da percorrere più volte al giorno, e la ragazza non è esattamente leggiadra.
Da qui la sua rabbia, affidata al suo profilo Facebook.
Vi invito a leggere lo sfogo, direttamente dalle parole della protagonista.
In tanti, nei vari gruppi Facebook in cui è stata condivisa la notizia, hanno scritto alla ragazza che invece di lagnarsi dovrebbe mettersi a dieta, se vuole davvero trovare un lavoro.

Innanzitutto non vedo come il peso di qualcuno debba interessare a terzi, inclusi i datori di lavoro.
In secondo luogo, non sopporto i pregiudizi di qualsiasi natura e, chi mi conosce, lo sa bene.
Dunque, Fabiola deve sentirsi libera di pesare 80 chili o 100, nei limiti della buona salute, ma di sicuro non deve passare il concetto che per poter lavorare al pubblico (o altrove) occorra avere un fisico da modella.

Colgo l'occasione, però, per parlare anche di annunci di lavoro e delle richieste specifiche che questi, spesso, contengono.
Ogni giorno, infatti, sono costretta nel mio gruppo a sedare gli animi dei polemici di turno che accusano gli imprenditori per qualsiasi prerequisito imposto.
Tolta la "bella presenza" che fa pena a priori, mi spiegate perché, nell'era del politically correct e della parità dei sessi, una persona non è libera di cercare una commessa di massimo 30 anni, senza che riceva decine di commenti poco eleganti quali "io che ho cinquant'anni devo morire di fame?", "sessista!", "questo annuncio non è a norma. Potrei denunciarti!", e così via.

Insomma, se io cercassi una baby-sitter per mio figlio, ad esempio, mi interesserebbe soprattutto che questa fosse non fumatrice, ed istruita quel che basta per poter parlare un italiano perfetto, senza rischiare di impoverire il linguaggio del bambino.
Dunque, stando agli standard, per un annuncio del genere sarei razzista, sessista, e violerei anche il principio secondo cui gli annunci di lavoro devono essere rivolti a qualsiasi fascia d'età.
Per non essere aggredita pubblicamente dovrei, quindi, fissare colloqui anche con nonnine che parlano esclusivamente in dialetto (esempio generico e non pregiudizievole), o con uomini e donne che fumano quattro pacchetti di sigarette al giorno e che fatico a credere che non lo farebbero in compagnia di mio figlio.

Per fortuna non mi serve una baby-sitter, e il mio era solo un esempio, ma in questa società dove ormai non si può più dire nemmeno "buongiorno", senza la paura di essere accusati di "buonanotte-fobia", diventa davvero difficile cercare una figura professionale da assumere.
Quindi, come già faccio su Facebook, rinnovo ogni giorno la mia solidarietà ai piccoli imprenditori che, nonostante il momento, offrono ancora lavoro, ma di sicuro il titolare del negozio della storia non merita alcuna stima.
E colgo anche l'occasione per ricordargli che QUATTRO giorni non retribuiti di lavoro in prova non sono leciti.
Dunque, si preoccupasse più di inquadrare i suoi dipendenti e di offrirgli uno stipendio adeguato, anziché di curarsi della loro taglia di pantaloni!

28 commenti:

  1. il peso..croce o delizia di molti di noi ..
    ma se io cercassi dipendente cercherei persona professionale che sia :cortese, paziente, sorridente ..perchè si sà che a contatto con il pubblico/clienti si deve esser tutto questo .
    poi il peso non mi interessa importante che sia magari vestita bene e curata ...una cosa che serve sempre se sei a diretto contatto con il pubblico .. basta !!e poi tutte 'ste storie per 300 trecento euro !!

    spero ,le auguro a questa ragazza che riesca a trovare qualcosa da fare ,retribuita il giusto e senza dover essere "pesata"


    ah Claudia se trovi la formula calo peso ,passamela ..
    poi il peso qual'è quello giusto??
    se si fà alimentazione sana ,movimentoe altro ..son arrivata alla convinzione che noi siamo quella persona lì..ok se andasse via bene ..ma teniamocelo altrimenti e siamo serene !


    ciao

    p.s.per peso ho conoscenti che utilizzano quelle cose miracolose che vendono in internet ..: si sono diminuite e molto ..ma :pelle avvizzita che dimostrano 10 anni in più ..e umore da disturbi schizzofrenia ;)

    allora anche no !! poi qualche chiletto in più alla mia età riempie il viso ..insomma dobbiamo scegliere tra culo grosso e viso ok o secca ma viso novantenne ;))
    però se hai qualche dritta per 3/4 kg meno ..fammi sapere ;))

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Nessuna dritta, cara Tissi.
      E non fidarti di quei frullati e di quelle sostanze dimagranti.
      Magari perdi subito qualche chilo, ma poi tornano con gli interessi.
      Dunque non resta che accettarsi con qualche chiletto in più, senza farne motivo di stress.

      Quanto ai dipendenti, invece, di sicuro è molto meglio che siano puliti e ben vestiti, piuttosto che magri o atletici.

      Elimina
  2. la priorità nel lavoro mi pare che sia la gentilezza,le buone maniere,la professionalità e non mi pare il peso.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Di sicuro, se hai il fisico da modella ma sei scorbutica e maleducata, i clienti preferiranno recarsi altrove.

      Elimina
  3. E allora io che sono rotondetta, vicino ai cinquanta...cosa dovrei fare?
    Mi devo tenere ben stretta il mio lavoro.
    Anche se un lavoretto da baby sitter lo farei volentieri, la mia esperienza è di mamma di due figli, potrei anche aiutarli nei compiti e cucinare pranzetti. Forse vista la mia età potrei aspirare di più a fare la nonna eheh! Sono d'accordo con te sui quattro giorni retribuiti. Buona giornata

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io ti assumerei anche oggi stesso.
      Di sicuro tratteresti Lorenzo come un figlio, con la dolcezza che ti caratterizza. ❤️

      Elimina
  4. Mi hai anticipato: i periodi di prova vanno retribuiti innanzitutto.
    Vicenda molto squallida come tante, e mi limito al comportamento del titolare del negozio, dato che oramai a commentare su Facebook in maniera inopportuna sono persone di ogni risma sociale e quasi sempre senza competenza.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma come senza competenza?
      Non lo sai che sono tutti virologi, scienziati, allenatori di calcio, docenti, ecc? 😉

      Elimina
  5. una storia davvero assurda e purtroppo ce ne sono parecchie che rimangono nascoste.
    Periodo di prova non retribuito davvero nn si può proprio sentire, mi auguru intervenga chi di dovere

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo qui al sud è un'abitudine che molti datori di lavoro hanno.
      In pochi pagano la prova, sai?
      E considerando anche le altissime percentuali di lavoratori a nero, mi vien da pensare che quello della prova gratuita sia l'ultimo dei problemi per chi cerca un'occupazione regolare. :(

      Elimina
  6. Di questa storia mi infastidiscono soprattutto i 4 giorni di prova senza retribuzione. Almeno un rimborso spese lo si dovrebbe offrire.
    Mi dispiace per questa bella ragazza che ha dovuto sentirsi rinfacciare il suo peso, quando avrebbero chiaramente dovuto valutare tutt'altro: propensione alle mansioni affidate, predisposizione al contatto con il pubblico, educazione, gentilezza, solerzia, ordine, pulizia.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lei, per fortuna, si è congedata al primo giorno di prova che, comunque, non le è stato pagato.
      Mi vien da pensare che gente così vada avanti sfruttando molte prove, senza mai pagare e assumere nessuno.
      Chissà.

      Elimina
  7. Quante cose belle hai scritdo
    Molto condivise
    Ti consiglio di ascoltare il discorso d Kennedy credo 1963 sulla diversità

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lo conosco, ma vedrò di rinfrescarmi meglio la memoria.

      Elimina
  8. Ma seriamente? Che voglia che ho di riempire di schiaffoni sia il titolare del negozio che le persone che hanno commentato invitando la ragazza a dimagrire!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lo schiaffone glielo diamo noi che, forti dei nostri chili di troppo, sicuramente glielo assestiamo bene. ;)

      Elimina
  9. Dunque, devo andare per gradi: premetto che secondo me ciascuno per la propria attività è libero di cercare il dipendente che più gli confà. Ad esempio, se hai una boutique super lusso magari veramente vai alla ricerca di personale esteticamente irreprensibile e dotato di eleganza. Ma la ricerca deve partire in questi termini, come ad esempio hai ben esemplificato tu se caso mai fossi alla ricerca di una baby-sitter (cavolo! non potrei mai fare da baby-sitter a Lorenzo tuo! E se ti promettessi di non fumare in sua presenza? ^_^ Sull'istruzione garantisco!). Quindi, se io sto cercando un dipendente di un certo tipo, che paaalleeeeeeee tutte le menate "politically correct" da cui finisco per essere tartassato!

    Nel caso specifico, quello della ragazza in carne, ha fatto bene ad esprimere il suo sdegno, perché non si può sentire una faccenda simile, a maggior ragione se le è stata proposta una prova(pure gratuita!), se non le sono stati forniti antecedentemente info relativi allo stipendio e alla contrattualizzazione e se è, alla fine, s'è ritrovato un imbecille a etichettarla per il peso e non per le sue competenze. Io spero che questo tizio si vergogni almeno 300 volte all'ora per la pochezze di spirito e la magra figura che ha fatto. Ah! e se fossi del posto nel suo negozio non ci andrei più, così impara.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ovviamente il tizio (di cui i giornali hanno riportato nome e cognome) ha negato le accuse, sostenendo che a riprova del fatto che non ha pregiudizi, ha dipendenti ben più grasse di Fabiola.
      Cioè, ha continuato a scavarsi la fossa da solo.
      Mi ricorda tanto il classico "non sono omofobo. Ho diversi amici omosessuali"...

      Quanto alla baby-sitter, invece, non posso assumerti. Oltre a non fidarmi del fatto che staresti lontana dalle sigarette per tutto il giorno, dici troppe parolacce, come me. Ahahahah
      Ed io, infatti, non prendo in cura i figli degli altri. Il mio, invece, ha l'assoluto divieto di ripetere quello che dico. E per fortuna lo fa. :)))

      Elimina
    2. Pure i miei!! :DD Va bene, allora mi accontenterò di fare a lollo da zia acquisita quando avrò la fortuna di conoscerlo! E giuro: niente sigarette! ^_* Su quello salvaguardo anche Lo e Vi: mi uccido da sola (smetto presto! giuroooo!) :*

      Elimina
    3. Bravissima. Smetti.
      Fallo per loro. E anche per le tue tasche, visto che dentisti, pneumologi e sigarette costano tantissimo. Ahahah

      Elimina
  10. Mi aggiungo anch'io allo schiaffone . (Non puoi mandarglieli virtualmente)?
    Fabiola è una bella donna e un bel sorriso accattivante e sicuramente
    gentile. Ha qualche kilo di troppo ? E allora ? ... Si cerchino una modella
    e la paghino fior di quattrini .
    Auguri a Fabiola per un buon lavoro .
    Baci a te . Laura

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anch'io sono rimasta colpita dal sorriso di Fabiola, e ho pensato che sarebbe perfetto in qualsiasi negozio.
      L'allegria e la gentilezza sono sicuramente doti ben più importanti della bellezza, quando si lavora a contatto con il pubblico.
      Poi, se Fabiola avesse dovuto vendere completi taglia 38, forse sarebbe risultata poco credibile dalle clienti, ma per proporre un servizio di pentole, tanto meglio che lo faccia chi ama mangiare, o no? Ahahah
      Battute a parte, tutti abbiamo il diritto di trovare un lavoro a prescindere dal nostro aspetto fisico.
      Bacione a te.

      Elimina
  11. Brava lei che ha sputo dare voce a questa vicenda.
    Su una Fabiola che ha il coraggio di denunciare chissà quanti e quante altre subiscono.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Infatti.
      Perché la società attuale ci fa quasi credere che sia normale.

      Elimina
  12. Che dire, hai spiegato in modo chiarissimo la situazione e non c'è altro che io possa aggiungere. Sono tempi veramente duri per i giovani. Hanno bisogno di lavorare, il lavoro è poco e i datori di lavoro se ne approfittano. E' una vergogna. Poi, per quanto riguarda il peso, purtroppo ci sono persone che hanno un metabolismo tale da non riuscire a dimagrire, nonostante gli sforzi, ma non è detto che non siano in grado di salire le scale o svolgere altre attività. I giovani sono pieni di forza! Purtroppo i pregiudizi sono duri a morire. Mi spiace molto per quella ragazza e per l'umiliazione subita, ma sicuramente non ha perso nulla con quel lavoro. Ne troverà sicuramente un altro migliore!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Infatti.
      Sono pronta a scommettere che troverà lavoro entro pochi giorni. Perché esisterà nella sua città un imprenditore che ha bisogno di una ragazza solare e con carattere.
      E comunque vorrei sfatare il mito secondo cui le persone in sovrappeso hanno problemi di salute o di energia.
      Le mie analisi, ad esempio, sono perfette. Sfido qualsiasi coetanea magra ad averne di migliori.

      Elimina
  13. Quante se ne sentono di storie simili a quella di Fabiola, e mi fanno davvero rabbia. D'altro canto hai fatto benissimo a sottolineare anche il punto di vista dell'imprenditore/datore di lavoro, che altrettanto spesso si ritrova a essere accusato di ogni sorta di cosa anche se pone dei legittimissimi prerequisiti...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il problema è che per legge, quei prerequisiti essenziali non sono così legittimi.
      E questo per me è imbarazzante.

      Elimina

Per colpa di chi ne ha abusato, minando l'atmosfera familiare che si respira su questo blog, sono vietati i commenti anonimi, così come quelli polemici e offensivi.
Se non prendi la vita con filosofia e ami mettere zizzania, sei nel posto sbagliato.