venerdì 2 agosto 2019

Come la perdita prematura di un genitore ti cambia

Qualche giorno fa ho saputo che la fidanzata di un mio conoscente ha perso la sua mamma, di soli 50 anni, per un tumore scoperto pochi mesi prima.
Avrei voluto scriverle, ma in realtà non la conosco, nonostante viva a pochi isolati dalla casa di mia madre e mi segua su Facebook.
Chissà se le mie parole le sarebbero servite. In fondo, quando persi papà, non volevo lezioni di vita da nessuno, né tantomeno desideravo ascoltare la celebre odiosa frasetta "sarà sempre al tuo fianco".
"Col cazzo che sarà accanto a me!", pensavo.
Non mi condurrà all'altare, non mi riempirà di baci il giorno in cui nascerà mio figlio, non mi abbraccerà tutte le volte che avrò bisogno di sentirmi protetta.

Poi, però, sono passati otto anni e ho cominciato a guardare la cosa sotto un'altra prospettiva.
Perdere prematuramente un genitore ti devasta, ti fa sentire come se ti prendessero a pugni dall'interno più e più volte, fino ad annientarti ma senza smettere mai.
Ti fa mancare la voglia di vivere e di reagire, sebbene tu non abbia altra scelta, per dare forza al genitore rimasto, a fratelli o sorelle minori, amici, parenti.
Perché quando perdi il papà o la mamma in età giovanissima sembra che tutti abbiano diritto di star male a parte te.
Inizialmente provi quasi rabbia per il dolore degli altri. Perché non è giusto. Ad accezione dei tuoi fratelli e dell'altro genitore, nessuno può avere vagamente l'idea di quanto tu possa davvero soffrire.
Diciamolo chiaramente, perdere un fratello, un amico, un cugino, uno zio e così via non è neppure lontanamente paragonabile alla perdita di quel genitore che avrebbe dovuto cullarti e coccolarti per ancora moltissimi anni e che va via proprio nel momento in cui ne avevi più bisogno.
Forse solo la morte di un figlio è simile alla dipartita di un giovane genitore, ma a questa non voglio neppure minimamente pensarci.
Insomma, lunge da me la voglia di mettere a confronto i lutti per sancire quale possa fare più male e quale no, ma credetemi se vi dico che avrei preferito morire fisicamente, piuttosto che vivere con questo atroce dolore.

Vi avevo già raccontato il mio stato d'animo in "Dicembre, dalla cenere al sole", ma oggi voglio soffermarmi su tutto quello che viene dopo.
Esistono due modi fondamentali per reagire alla perdita di un genitore.
Il primo è chiudersi in se stessi ed escludere qualsiasi contatto col passato, fingendo che nulla sia mai accaduto. Non voler mai nominare tuo padre (o tua madre), non andare al cimitero, evitare le fotografie, i film, le canzoni. Tutto quello che ti riporta là dove siete stati insieme, finché il tuo cuore non sarà pronto per andare avanti.
Il secondo, invece, è quello che ho scelto io. Vivere, ogni giorno, con l'idea di non dimenticare l'immenso amore ricevuto e di far rivivere il tuo genitore ricordando tutto quello che è stato. All'inizio è dura, basta una determinata pubblicità che scorre in tv per riportarti ai pomeriggi trascorsi insieme sul divano, sotto al plaid. E piangi. Piangerai un sacco, ma le lacrime ti aiuteranno a sfogare la rabbia per l'ingiustizia subita e a trovare la forza per asciugarle e continuare a vivere, portando avanti il suo esempio.
Così accadrà che dopo qualche tempo, magari un anno o forse due, o probabilmente anche cinque o dieci, quella canzone ti farà ancora scendere una lacrima, così come quel film, quella fotografia o quel filmino di compleanno. Ma continuerai a guardarli ed ascoltarli perché ti aiuteranno a pensare che lui o lei è ancora al tuo fianco, proprio come recita quella frase terribile che non ho mai smesso di detestare.
Lo farai con gioia e, anzi, sentirai il bisogno di fare qualcosa che ti riconduca a quei giorni felici, quando avevi esattamente tutto quel che ti serviva per spaccare il mondo, ma magari ti sentivi incompleto.

Poi, il destino ci mette lo zampino e chissà, potrai diventare tu stesso genitore di un figlio che avrà la medesima espressione di tuo padre (o di tua madre), gli stessi atteggiamenti, le movenze più buffe.
E allora capirai che davvero il ricordo di chi non c'è più sarà eterno. Perché ogni mattina in cui guarderai tuo figlio e lo bacerai in ogni dove, saprai che la metà di quei baci voleranno dritti dal tuo angelo che continuerà ad amarti sopra ogni cosa ed a manifestarsi come meglio potrà.
E sarai felice.

Lo so che adesso ti sembrerà una bestemmia, ma sarai davvero felice (e te lo posso giurare) di sentirti ancora così amato oltre le nuvole e la vita stessa. Però piangerai.
Oh, di piangere non smetterai mai (proprio come accade a me mentre scrivo queste righe). Ma lo farai col sorriso e con una mano speciale sul cuore.

Alcuni hanno i genitori per ottant'anni, ma non possono goderseli per aridità di sentimenti o mille altre ragioni.
Noi siamo fortunati, perché li abbiamo vissuti al cento per cento, anche se solo per pochi anni, assorbendo tutto l'amore che tanti non potranno mai neppure immaginare.

Ecco, l'unico segreto per elaborare un lutto è, secondo me, non avere vergogna di piangere. E poco importa se fidanzato o amici non riusciranno a capire e si dilegueranno. Il sorriso prima o poi tornerà e nuove persone ti coloreranno la vita.
Attenzione al cinismo, però. Tutto perderà significato. I primi tempi la tua migliore amica si lagnerà per la morte del suo pesciolino rosso, o per un esame fallito all'università, e tu avrai voglia di prenderla a schiaffi. Non farlo. Chi ti circonda non ha colpe. E' la vita.
Non tutti conoscono davvero il dolore, nella sua accezione più profonda. Noi sì, ma questo non ci rende migliori o peggiori degli altri.
Imparerai a fare spalluccia quando ti racconteranno i propri "irrisolvibili" problemi, e ad avere un sorriso di circostanza per tutti.
Non sarai mai più lo stesso ma ce la farai. Ne sono certa.

Ad Antonella giunga il mio abbraccio e a tutti coloro che potranno trarre una qualsiasi utilità da queste poche righe scritte col cuore e con le lacrime.
Da una che ce l'ha fatta. Nonostante tutto. ♥️

32 commenti:

  1. Chi ti circonda non ha colpe.
    E' la vita.
    Non tutti conoscono davvero il dolore....è vero, sembra il mio ritratto..fin'ora -non metto mai la mano sul fuoco per niente-
    Parole che toccano il cuore le tue e piene di speranza.
    Un abbraccio da parte mia anche ad Antonella.

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    1. Spero davvero che lei possa pensarne di più felici molto presto.
      I primi anni sono davvero duri. Ma passano.
      Anche se la ferita è eterna. 🖤

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  2. Cara Claudia, il mio parere, è il silenzio, credo che verrà il momento quando lei lo vorrà. Ora lei devo smaltire quel grade dolore, senza sentire parole che per niente saranno di aiuto, solo chi perdi la mamma potrà capire!!!
    Ciao e buona giornata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Sì Tomaso, lo penso anch'io.
      Troverà la sua forza, come ho fatto anch'io. A suo modo.

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  3. Io sono d'accordo con te. E le tue parole sono molto confortanti ♡

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  4. ci sono giorni che mio marito apre un cassetto e annusa le vecchie camice. Lo fa quando deve prendere una decisione. Ormai negli anni il profumo non c'è più, ma lui lo sente questione psicologica.
    E poi noi siamo vecchio stampo, alla domenica facciamo un salto al cimitero. Baci Valeria

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    1. Io se devo prendere una decisione gli parli guardando la fotografia che custodisco sul comó. E lui mi risponde.
      Al cimitero ci vado appena posso, dato che non vivo più nella città in cui è sepolto. Prima di sposarmi ci andavo ogni mattina.
      E sì, l'odore su quelle camicie sarà eterno.
      Un abbraccio

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  5. Mai andata al cimitero, mai elaborato il lutto....E' importante quello che hai scritto Claudia, ma ero adolescente e il dolore è stato troppo grande. Rileggerò di nuovo questo post....
    Un abbraccio.

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    1. Lo ero anch'io, lo sai.
      Ma in quel momento diventi improvvisamente adulto, perché l'adolescenza o l'infanzia perdono ogni sapore.
      Sono felice se le mie parole serviranno a curare la tua ferita.
      Ti abbraccio.

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  6. Claudia ... tutto ciò che dici a qualcuno in questo momento suona come odioso ... come vuoto.
    E ho perso il mio amato padre ... nato lì in Italia ... e la mia vita è cambiata molto ...
    Papà è caduto in strada con un infarto.
    Oggi vedo che avrei potuto fare di più per lui di me ... e lui ha fatto molto per me. Sei con Dio in Paradiso

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    1. Non ho capito cosa intendi con "suona come odioso".
      Forse volevi dire triste, o macabro.
      Comunque mio padre è andato via allo stesso modo del tuo, ma a casa nostra. E no, non avremmo potuto fare di più.
      Purtroppo sono fermamente convinta che certe cose accadano irrimediabilmente, perché è scritto nel nostro destino.
      Quindi spero che tu non abbia sensi di colpa nel cuore.

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  7. E' uno scritto molto sentito, si avverte tutto il dolore maturato in questi anni, le difficoltà superate con enorme fatica.
    Sei una donna tosta, ma di quelle con un cuore enorme.
    Questa frase mi ha colpito tanto:"Perdere prematuramente un genitore ti devasta, ti fa sentire come se ti prendessero a pugni dall'interno più e più volte, fino ad annientarti ma senza smettere mai."
    E mi spiace da morire che tu abbia vissuto tutto questo.
    Ti abbraccio forte.

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    1. Poi non dire che non siamo anime affini.
      Ho scelto la stessa frase per pubblicare il post sulla mia pagina Fb, perché è la sintesi perfetta di quello che provavo e provo.
      Grazie per la tua vicinanza che avverto sempre molto forte.
      Un bacio

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    2. Certo che siamo anime affini.
      Siamo diverse, ma comunque affini.
      Qualcosa che ci lega c'è ed è innegabile. Qualcosa che mi rende molto felice ed orgogliosa.
      Un abbraccio.

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  8. Nessuna parola, solo un forte abbraccio

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  9. Mentre leggevo ho percepito che stessi piangendo, me ne hai dato conferma testualmente. Avrei voluto essere lì per abbracciarti...

    La sorte mi ha risparmiato la devastante morte prematura di un genitore, ma sta mettendo a dura prova la mia fibra... Non è facile vederli spegnersi lentamente senza poter fare molto. Un lungo "lutto" col quale si convive anche per anni, che scava dei solchi profondi, e che ti fa quasi chiedere quanto la loro è ancora definibile vita.

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    1. Lo sai che alcune volte mi fermo a riflettere e sono felice che mio padre se ne sia andato in piena salute e nel fiore degli anni, piuttosto che soffrendo a lungo e spegnendosi giorno dopo giorno?
      Resta però che è devastante perdere un genitore da un momento all'altro.
      Grazie per il tuo abbraccio che riesco a sentire fino a qui. ❤

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  10. Lo sento il tuo dolore , Claudia , e vedo le tue lacrime talmente
    hai ben scritto ciò che provavi e provi. Come posso confortarti ???

    Sai che ho perso Papà quando ero bambina ma , era spesso assente per
    lavoro e poi anche molto severo .C'era Mamma e mio fratello e loro
    erano sufficienti per me . Ciò non toglie che io tutti i sabati
    andassi al cimitero a portare fiori e a piangere sulla sua tomba .
    Mi dicevo "Ora sono un'orfana" ed era così una brutta sensazione .

    Mamma è mancata anziana . Il colpo bruttissimo è stato quando il
    medico mi ha detto , in ospedale , che non c'era nulla da fare .

    La sofferenza più pesante è stata quando mio fratello Claudio,
    dopo 3 mesi di ospedale , conciato proprio male , se ne è andato .
    Per me , Mamma e Papà erano anziani e il loro cerchio della vita
    si era chiuso , ma mio fratello no , aveva solo qualche anno più
    più di me .Eravamo la nuova generazione , non era giusto .
    Mi mancano le nostre telefonate settimanali , i nostri ricordi di
    gioventù , le chiacchierate sui rispettivi figli , le confidenze...

    Sono l'ultima rimasta di una famiglia di 5 persone , ora , lassù
    loro mi aspettano !!!

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    1. Laura, cara amica mia, lasciali aspettare.
      Nora e le tue figlie hanno molto più bisogno di te, rispetto a loro.
      E sono certa moltissimi altri, tra cui, nel mio piccolo, anch'io.
      Non ho bisogno di conforto oggi. I momenti di buio ci sono e ci saranno, ma nel complesso vivo bene, sempre sorridente, con un ricordo speciale nel cuore e sul cuore.
      La sua carezza mi accompagna sempre ed un giorno la racconterò a mio figlio.
      Grazie delle tue belle e preziose parole, come al solito.
      Ti abbraccio forte e spero che fra trent'anni tu possa ritrovare il calore di tuo fratello e tenerlo per mano per sempre. 🖤

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  11. Non voglio pensarci, però è bello leggere queste tue righe così emozionanti, scritte da una persona poi che ammiro particolarmente. Comunque sappi che ti sarò sempre vicino :)

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  12. "Alcuni hanno i genitori per ottant'anni, ma non possono goderseli per avidità di sentimenti o mille altre ragioni.
    Noi siamo fortunati, perché li abbiamo vissuti al cento per cento, anche se solo per pochi anni, assorbendo tutto l'amore che tanti non potranno mai neppure immaginare."

    Ecco. 💕

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    1. Diciamo che quel noi è perfetto per me e te.. 😘

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    2. Si 😊
      Ed è anche uno dei motivi per cui cerco di godermi il più possibile l'unica nonnetta che mi è rimasta, so che a 98 anni e mezzo non potrò farlo ancora chissà per quanto tempo.
      Mi collego un attimo col tuo post di domenica dicendoti che il mio piacere di dare agli altri non vale solo fra le quattro mura di casa mia ma anche sapessi quanto mi fa felice portare alla "vecchietta" ogni tanto un pensierino, senza bisogno che ci siano ricorrenze di mezzo...per dire andiamo a fare un scampagnata con la mia compagna in qualche paesino e capita di visitare qualche botteguccia: trovo sempre il verso di riportarle qualcosa 😃
      Perdona il fuori tema 🙂

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    3. Ma quale fuori tema??
      Tu non saresti fuori luogo neppure se ti impegnassi.
      Ricordo bene il tuo rapporto speciale con la nonnina e non mi stupisco dei tuoi regalini.
      Però fanne anche a tua madre, mi raccomando. Ma sono certa che tu lo faccia già...

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    4. Le ho regalato una vacanza di qualche giorno...l'ho obbligata, tanto sennò lo so che non ci va mai per un motivo o per un'altro. E in questi giorni passo ad annaffiare le piante nella mia "vecchia" casa 😃

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    5. Mia madre sogna una vacanza con me e mio fratello, ma tra il lavoro e Lorenzo è impossibile.
      Chissà se prima o poi riuscirò ad accontentarla.
      Intanto, quando siamo andate ospiti dalla Balivo, almeno abbiamo fatto una gita a Roma a quattr'occhi. Ed è stato bellissimo.

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    6. Anche noi una vacanza vera e propria insieme non ce la facciamo a farla, ma spesso la invito a casa mia a cena e cucino io, oppure andiamo a cena fuori...quando capita andiamo a vedere concerti insieme anche alla mia compagna e ai miei cognati.
      Lei mi ha trasmesso la passione per la musica e per il rock, ti dico l'estate scorsa ad esempio ci siamo visti insieme gli Scorpions all'Arena di Verona! E ci siamo divertiti un sacco! Era anche ora di un po' di distensione 😃

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    7. Caspita.
      Bella la mamma rock!
      Noi, invece, molti anni fa facemmo una vacanza tutti insieme.
      Papà ci portò in Calabria, nell'albergo sul mare in cui alloggiava quando era in zona per lavoro, e ci mostrò l'intera regione.
      Fu bellissimo.
      Peccato che all'epoca non esistevano gli smartphone, e quindi non scattammo neanche una fotografia..

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