giovedì 4 luglio 2019

Quella volta che rimasi vittima di una grave truffa

In foto mi vedete nel 2013, durante un consiglio comunale a Fasano, mentre mi occupo della diretta per un quotidiano locale.
Accanto a me l'uomo che mi ha truffata per mesi, sperando di mettermi in ginocchio probabilmente, ma rendendomi ancora più forte e cinica del solito.

Correva l'anno 2012.
Da qualche tempo avevo smesso di fare la "giornalista" per dedicarmi ad una professione più remunerativa. Lavoravo, infatti, come segretaria e, in seguito, receptionist d'hotel.
A febbraio ricevetti la telefonata di un caro amico ed ex collega che mi implorò di recarmi nella redazione del giornale con cui collaborava, per un colloquio.
In quel momento mi trovavo al cimitero, "a chiacchierare" con papà che era mancato da appena due mesi. Mi prese alla sprovvista ed accettai.
Pensai fosse un segno, visto che il babbo mi aveva spesso chiesto di tornare a scrivere.
La proposta economica fu quasi ragionevole e non esitai ad entrare nello staff.
Oltretutto, il progetto era molto ambizioso. Assieme ad altri colleghi avrei fondato un quotidiano online che mi avrebbe permesso di scrivere diversi articoli al giorno, proprio come amavo fare.

I numeri parlarono presto di successo e molte soddisfazioni mi riempirono di entusiasmo.
Il tutto sotto la guida di Alberto (nome di fantasia), direttore del giornale di mezz'età che diventò presto mio amico.
Lo so che non si mischia mai il lavoro con l'amicizia, ma io, purtroppo, ho sempre ragionato col cuore, affezionandomi molto a coloro che condividevano un percorso con me.

Nel mese di novembre, al termine di una riunione di redazione, Alberto si confidò con me sostenendo di essere devastato dalla notizia che sua sorella, gravemente ammalata di sclerosi multipla, sarebbe morta di lì a poco se non avesse affrontato un delicato intervento.
Il problema fu, però, che questo costava ben tremila euro e lui non sapeva dove trovare quella cifra in pochi giorni. Soldi che gli sarebbero stati restituiti dalla Asl regionale entro qualche mese.
Il losco personaggio sapeva bene che avevo appena ricevuto la liquidazione dall'hotel per cui lavoravo e mi chiese un prestito.

So che non avrei dovuto farlo, ma mettete una persona conosciuta da tutti in città e sulla cui lealtà non avete alcun dubbio, aggiungete che gli volete bene e che siete ancora devastati dalla perdita di un genitore.
Gli prestai poco più di duemila euro, tutto quello che avevo.

Due settimane dopo, come un fulmine a ciel sereno, un ex amico e collega con cui avevo litigato anni prima per ragioni meramente professionali, mi telefonò per chiedermi un appuntamento urgente.
Ricordo ancora che mi tremò la terra sotto ai piedi quando mi disse: "Ho paura della tua amicizia con Alberto, perché so che sei troppo buona e che detesti i pettegolezzi. Devi sapere, però, che da anni lui raggira la gente con la scusa di avere una sorella gravemente ammalata e gli estorce denaro che, invece, usa per il gioco d'azzardo".
Non dissi nulla, ma evidentemente mi lesse in volto la preoccupazione, mi abbracciò forte e mi disse che non mi avrebbe mai più lasciata sola.

Spiegai al truffatore che avevo scoperto tutto e, ovviamente, negò l'evidenza, sostenendo che il mio amico fosse solo invidioso del suo ruolo di prestigio in città.
Fu allora che contattai la cara Paola, donna coraggio di cui mi ero sempre fidata ciecamente che, in qualità di addetto stampa del Comune, sicuramente ne sapeva più di me.
Mi fece una lista infinita di vittime che, da anni, aspettavano cifre consistenti e che si erano anche rivolte al tribunale, ma a vuoto, in quanto egli risultava essere nullatenente.
Mi arrabbiai. Dovevo fargliela pagare.

Mi restituì i miei soldi poche settimane dopo, perché a differenza di altri io conoscevo il suo tallone d'Achille e lo minacciai.
Decisi, però, che tutti in città avrebbero saputo del suo raggiro, nessuno escluso, perché non ci fossero altre vittime.
Per settimane prendevo caffè su caffè con amici politici e professionisti, per informarli della vicenda e per chiedergli di fare del passaparola.
Lui cominciò ad uscire sempre meno, per vergogna.

Contestualmente, grazie alla disponibilità di alcuni amici giornalisti capitanati dalla cara Paola, redassi un esposto da presentare all'Odg, con tanto di prove schiaccianti e di testimonianze.
Emerse un giro di marchette spaventoso.
Lui perse il lavoro per un quotidiano regionale, nonché la direzione (quantomeno ufficialmente) del giornale online.

La foto in alto (che ho ritrovato casualmente grazie alla funzione Accadde oggi di Facebook) fu scattata da un mio collega durante un consiglio comunale di fine giugno, a poche settimane dall'esposto, quando ancora lavorava per il quotidiano che avevamo fondato insieme, mentre io ero passata alla concorrenza, per sfregio.
Su Facebook scrissi "A tu per tu con il nemico".

Sei mesi dopo cambiai città, lavoro, vita.
La gente dimentica troppo in fretta, purtroppo. Lui riprese possesso dei suoi incarichi, poiché l'Ordine tardò ad esprimere una valutazione.
Non so, in verità, se un provvedimento disciplinare fu mai adottato contro di lui.
Quello di cui, purtroppo, sono a conoscenza è che tante persone non hanno mai riottenuto i loro soldi ed altre, probabilmente ancora oggi, continuano a prestargliene.
Ecco, se Satana esistesse lo immaginerei più o meno così.
Basso, grasso, vile come pochi altri ed infimo.
Non ho mai avuto nemici, perché il rancore non fa per me. Al massimo scelgo l'indifferenza.
Lui, invece, sarà marchiato a fuoco nella mia lista nera.
Per sempre.

53 commenti:

  1. Ecco un ottimo soggetto che userei come cavia per la sperimentazione di cure per malattie attualmente senza rimedio...

    La mia famiglia fu "truffata" da una banca, attraverso uno spavaldo impiegato che convinse i miei genitori a investire in borsa, lui ci avrebbe seguiti, avvisati tempestivamente e rappresentati nelle varie operazioni... Quando tornammo in banca per avere qualcuno di quei promessi aggiornamenti, lo spavaldo impiegato era stato trasferito, gliene si era già avvicendato un altro poi spostato in altra filiale, e ne trovammo un terzo che, desolato, non era a conoscenza di quelle promesse fatte dal predecessore... Perdemmo 14 milioni di lire, senza poterci rivalere in alcun modo poiché il tizio ci aveva dato delle garanzie solo verbali e non previste dal contratto... Ovviamente ora quando vedo una filiale di quella importante banca a livello nazionale, ho un moto di rabbia e sconsiglio a chi posso di affidare i propri risparmi a loro.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caspita! Questa sì che è una Truffa con la maiuscola.
      Purtroppo mi pare che la banca non abbia alcuna responsabilità nella condotta galeotta di questo impiegato.
      Non bisogna davvero fidarsi di nessuno.
      La prima volta che ho fatto degli investimenti mi sono affidata al papà del mio allora fidanzato, che era bancario.
      Qualche anno dopo andò in pensione, ma continuavo a consultarlo prima di fare qualsiasi cosa.
      Oggi me la cavo egregiamente da sola, ma casi come il tuo continuano ad essere abbastanza frequenti.
      Purtroppo..

      Elimina
  2. io avrei scritto anche il nome e cognome per esteso. non è una critica, eh. credo sia giunta l'epoca in cui i pezzi di emme debbano essere pubblicamente esposti. soprattutto perché agiscono sottotraccia e raramente alla luce del sole.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai ragione Germano, ma come spesso accade finirei dalla parte del torto e potrebbe anche denunciarmi.. Magari per estorcermi altri soldi sottoforma di risarcimento.
      Meglio non rischiare.. 😓

      Elimina
    2. Da giornalista, Germano, ti posso dire che con i nomi bisogna veramente sempre muoversi con i piedi di piombo.
      Anche se nel caso di un truffatore recidivo, si può invocare il requisito della pericolosità sociale - a mio modo di vedere - e quindi dare "pubblicità" alla persona in questione.
      Comunque brava Claudia, non era facile reagire e mettere alle strette questo individuo.
      E' anche difficile ottenere giustizia per i casi di truffa..ma su questo tema rischierei di aprire parentesi troppo ampie :)

      Elimina
    3. Immagino..
      Comunque fui molto delusa dalla reazione dell'Ordine.
      Ennesimo motivo per cui non rimpiango di non essermi mai iscritta e, anzi, spero sempre nella sua abolizione.

      Elimina
    4. Infatti nella mia testimonianza non ho citato il nome della banca.

      Elimina
    5. Ho letto la tua storia Gas..
      sono quelle cose purtroppo in cui è facile cadere..sono una sorta di truffa legalizzata.

      Elimina
    6. @Riccardo: qualunque società che ha la facoltà di inviarti una "proposta di modifica unilaterale delle condizioni contrattuali" per me è una truffatrice legalizzata. I contratti si stipulano previo accordo tra le parti, non che una impone all'altra le proprie condizioni.

      Elimina
    7. Gas, mi fai pensare alla Vodafone che mi aumenta continuamente la tariffa, e con cui lotto da anni...

      Elimina
    8. Che tasto dolente la Vodafone.. io l'ho abbandonata!
      Mi hanno insultata e presa in giro al telefono... al posto di essere io a fare lamentele, mi insultavano loro.
      Alla fine ho cambiato e quando mi ricontattano dicendomi di tornare, li mando spudoratamente a fanç*@%.

      A parte questo la gente fa sempre schifo; forse non ce ne accorgiamo ma subiamo piccole truffe ogni giorno perché molte persone ci godono nel prendere in giro gli altri, sembra che si sentano superiori.

      Elimina
    9. Io ho cambiato operatore un sacco di volte, ma accetto subito quando mi chiedono di tornare, poiché a casa mia prende solo Vodafone.
      È una congiura.

      Che schifo la gente che vive di truffe. Altro che superiore...

      Elimina
    10. Sono un ex cliente Vodafone, che ho "finanziato" quando ancora si chiamava Omnitel e imperversavano gli spot di Megan Gale... A chi passava a Vodafone offrono tante promozioni, a me che ero cliente da oltre 10 anni, hanno fatto fare la raccolta dei "sorrisi" con le ricariche Vodafone Happy, per farmi arrivare ai punti necessari per richiedere un premio da ritirare in negozio... Solo che di tutti i punti Vodafone di Bari, nessuno aveva quel premio, né manifestavano interesse a ordinarlo data la mia richiesta.
      Avevo salvato da qualche parte il manifesto del mio piano tariffario: 10€ al mese con 1000 minuti ed SMS e 20 Giga, e lo slogan "Per sempre" che a casa mia ha un preciso significato, mentre loro ebbero la facciazza tosta, dopo la fregatura con Vodafone Happy, di comunicarmi un rincaro via SMS, al quale potevo oppormi cambiando gestore... Tentai di parlare con un operatore ma non seppero fare altro che propormi un piano con più Giga e più minuti al prezzo nuovo per 6 mesi (poi sarebbe aumentato a sua volta? Non me l'hanno saputo dire); siccome a me quei minuti e quei Giga andavano bene, non avevo alcun interesse ad averne di più, per cui sono passato a TIM! Lì, nonostante ho richiesto il recupero del credito, Vodafone se l'è tenuto anziché trasferirlo sulla TIM!
      E poi hanno avuto anche la faccia tosta di chiamarmi quasi 10 volte per propormi un rientro a un prezzo inferiore a quanto pagavo prima del rincaro. La mia pronta risposta è stata: "Le offerte dovete farle ai clienti fedeli, non ai TRADITORI! Se volete parlare con me, risarcitemi del credito che mi avete rubato e del costo sostenuto per passare a TIM!"
      Ovviamente proteste non accolte...

      Elimina
    11. Purtroppo la copertura della Tim dalle mie parti è penosa. A casa mia, poi, abbiamo sul tetto l'antenna della Vodafone che crea in tutto il palazzo una sorta di campo magnetico che impedisce agli altri operatori di funzionare correttamente.
      Quindi sono in trappola.

      Elimina
  3. Che storiaccia.
    Purtroppo esiste questa tipologia di gente, che non riesce a non far casini.
    Se ne vedono tanti. Tu comunque ti sei difesa e hai contrattaccato. Fessa è la gente che gli presta i soldi, ma tu hai fatto bene comunque a diventare sua amica: penso sia normale, sul lavoro, che succeda. Non siamo robot. È che alcuni sono stronzi, tutto qui.

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Magari se fossi stata più diffidente non me li avrebbe neanche chiesti, no?
      Comunque sono davvero tra i pochi a Fasano che si son visti restituire la cifra intera.
      Purtroppo in tanti hanno perso le speranze.

      Elimina
    2. Ma un bel mazziatone no?

      Moz-

      Elimina
    3. Diciamo che ci ho pensato, ma non ho voluto sporcarmi le mani..
      Comunque il tallone d'Achille ha a che fare con questo.. 😉

      Elimina
    4. Individuata l'auto, una bella strisciata con la chiave sulla fiancata gliela farei volentieri.

      Elimina
    5. Così poco??
      Non é neanche intestata a lui. Chissà chi "si piangerebbe" i danni.. 😉

      Elimina
  4. Da vittima a giornalista di inchiesta nonché smascheratrice di truffe! Complimenti per la tenacia e la forza nell'affrontare comunque pubblicamente la cosa, non tutti ce l'hanno purtroppo. Spero che comunque anche se non puoi fare nomi qui, nella tua zona continui il passaparola della truffa che mette in atto quest'uomo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma quando mai...
      Io son stata l'unica fessa a cadere nella sua rete nonostante fossimo colleghi.
      Mi sarebbe bastato fare qualche domanda qua e lá e gli sarei stata alla larga. Nel giro tutti conoscevano il suo vizietto.
      Ma sono stata buona come al solito.
      E no. Il passaparola è finito da un pezzo e lui ha ripreso a fare la bella vita con le sue griffes, i pranzi quotidiani al ristorante e molto altro.
      Sfarzi pagati da chissà chi..

      Elimina
  5. Una persona spregevole dalla quale ti sei riuscita a difendere e che hai giustamente punito.

    RispondiElimina
  6. Non per dire, ma capitano tutte a te? Comunque hai fatto bene a fare quello che coraggiosamente hai fatto, peccato solo che questo mezzo uomo non abbia avuto quello che si meritava.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono come il miele per le api, quando si tratta di problemi. Ahahah
      Scherzi a parte, quando per lavoro hai a che fare con decine di persone al giorno è normale accumulare più fregature di una persona "normale". ;)

      Elimina
  7. Che brutta persona.
    Nel paese in cui abitavo prima di trasferirmi c'era una carabiniere che faceva un cosa simile con i commercianti. Chiedeva soldi che poi non restituiva, probabilmente per giocare.
    Anche il mio ex datore di lavoro gli diede 100€ che non gli sono mai state restituite.

    Mi dispiace Claudia per questa brutta vicenda ma sono sempre fiera della grande grinta che dimostri. Un bacione.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Nel caso del carabiniere credo che la cosa sia persino più grave, perché invece di marchette si parla di tangenti.

      Grazie Sara.
      La grinta è una delle mie caratteristiche predominanti. Nel bene e nel male.. ;)

      Elimina
  8. Beh ..che ti posso dire?
    Sei stata un po’ tonta 🤣
    Ma per fortuna è finita bene.
    Una esperienza che ti ha sicuramente fortificato😜

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahahah
      Grazie.. Mancavi solo tu per farmi sentire cretina. :P
      Ma sì dai. Ormai sono più fortificata di una masseria pugliese.. ;)

      Elimina
  9. In quanto alla questione amicizia senza dubbio avrei fatto come te, in ambiente di lavoro come nella vita in generale cerco sempre di instaurare bei rapporti...purtroppo uno non può sapere in anticipo come si rivelano poi le persone 😮
    In ogni caso, visto che i truffati sono tanti, gli ci vorrebbe un bel "cuprino": un paio lo aspettano sotto casa, appena esce lo insaccano e giù zampate da tutti gli altri!! Ahhh dopo vedi se ci rifai!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahahha
      La leggenda narra che non abbia più tutti i denti perché qualcuno glieli ha fatti saltare, in passato.
      Ma evidentemente non è bastato..... 😉

      Elimina
    2. Ah pure recidivo l'amico... Ci credo coi soldini ci si rifaceva la dentatura, sto delinquente!!

      Elimina
    3. E no. I denti non li ha mai rifatti. Probabilmente perché contribuivano a farlo sembrare malaticcio.
      Devi sapere che quando la sclerosi multipla della sorella non bastava, inventava malattie su di sé.
      Per un periodo ebbe addirittura la leucemia.......

      Elimina
    4. Bene...alla faccia di chi ne soffre PER DAVVERO.

      Elimina
  10. Brutta storia! Attenzione solo a non confondere i co#lioni che buttano via i loro soldi al gioco con i veri criminali. Avevo un amico di infanzia che si era fatto sedurre dal gioco e aveva accumulato tanti debiti dal finire per vendersi tutto, pure la casa dei suoi genitori. Andavo in giro a chiedere prestiti che non avrebbe mai restituito e perse il lavoro in banca perché lo beccarono a prelevare "prestiti" dai conti di ignari correntisti... Doveva farlo perché era alla mercè di strozzini che un giorno si e l'altro pure lo massacravano di botte.
    Lui era solo un povero co@lione che prima pensava di diventare ricco con il gioco e che poi, co@lione due volte, pensava di rimettere tutto a posto affidandosi a veri criminali...
    Un giorno mandò sua madre a chiedere dei soldi alla mia, con una scusa. Riuscì anche ad ottenerli. Fortunatamente, quando sua madre aprì gli occhi, volle poco a poco a restituire a mia madre tutto, anche se poche migliaia di lire alla volta. Personalmente li avrei anche lasciati quei soldi a quella povera pensionata, ma credo che alla fine mia mamma fece bene a non transigere...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Che storia.
      Che fine ha fatto, poi, questo tuo amico d'infanzia?
      Spero che si sia curato e che abbia ricominciato a percorrere la retta via.

      Questo invece è proprio un criminale, altro che.
      Non ha mai lavorato un solo giorno nella sua vita (nel senso pratico del termine: uffici, fabbriche, negozi, ecc).
      Ha sempre scritto solo per un paio di giornali locali, ostentando però un tenore di vita del tutto lontano da quello che lo stipendio da articolista locale consente.
      Un truffatore seriale e senza alcun pentimento.

      Elimina
    2. Non ho più sue notizie da 15 anni, praticamente da quando sua mamma non c'è più...

      Elimina
  11. Che brutta esperienza carissima Claudia, però hai fatto bene anche se per poco tempo a fargliela pagare, che brutta persona ma come si fa a essere così cattivi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non lo so, Michela.
      Credo che certe persone nascano col cuore avvelenato..

      Elimina
  12. Cara Claudia, causa la poca volontà di scrivere, non avevo commentato.
    Questo racconto mi fa capire che nella vita tutto può accadere.
    Però devo ammettere te te la sei cavata molto bene, e credo che hai imparato ha non fidarti troppo, di chiunque chiede aiuto!!!
    Ciao e buona serata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non ho più prestato neanche un euro a nessuno da allora.
      Li presterei soltanto ai miei genitori, a mio marito e a pochissimi altri eletti.
      Buona serata.

      Elimina
  13. Cara Claudia , mi dispiace molto per te , brutta storia.
    Ti racconto la mia : Molti anni fa , avevamo ospitato in casa un
    conoscente anziano . Ci faceva pena , non sapeva dove andare ed
    era estremamente addolorato e sofferente per la figlia morta in
    giovane età . Dopo un po' di giorni mi chiese in prestito 30.000
    Lire . Glieli diedi. Un mattino , mentre ero al lavoro , salutò
    mia Madre e se ne andò . Si era portato via la mia radio , la mia
    bellissima raccolta di francobolli e altre cosine . Non l'ho più
    rivisto ma con il tempo ho saputo che aveva una famiglia a Roma e
    che la figlia era viva e vegeta , morta solo per impietosirmi .
    Vedi che non sei l'unica , i buoni e generosi ci rimettono sempre e ,
    i furbi disonesti ci guadagnano sempre.
    Buona serata . Besos . Laura

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caspita.
      La tua testimonianza mi fa sentire meno sciocca.
      Chissà se la figlia di questo mezzo uomo sapeva che il padre inventava queste storie sul suo conto.
      Che schifo!

      E quante cose abbiamo in comune noi due? Davvero tante.
      Un abbraccio

      Elimina
  14. E sì , scopriremo le altre poco a poco ...Esco , passeggiata serale.
    Good night Lion.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buona passeggiata allora.
      E buonanotte.. Ariete. 😉😗

      Elimina
  15. brutta storia.
    sei stata molto coraggiosa ad affrontarlo da sola.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. È stato lui fortunato a restituirmi i soldi prima che mi arrabbiassi davvero.. 😉

      Elimina
  16. Che brutta storia... E sai cosa mi lascia purtroppo con l'amaro in bocca e senza esserne sorpresa? Che l'ordine non abbia mosso un dito. Per un po' solo stata iscritta a ben due ordini. Gli psicologi... Che per carità, una vergogna. E i pubblicisti. Scopa di gobbo. Servono solo a fregar quattrini e non difendono un diritto che sia uno

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non mi dire..
      Hai fatto tutto l'iter di due anni per iscriverti all'Odg, con le relative spese, per poi mollare?
      Wow.
      Comunque hai ragione.. È tutto un giro di soldi penoso. Però poi accade che scegli di non iscriverti a questa "mafia" e pur scrivendo per anni per tantissimi giornali, nonché collaborando con radio e tv, non puoi definirti giornalista perché ti manca "il timbro".. 😉
      Ma chissenefrega!
      Comunque sì, è imbarazzante come questi Ordini non muovano un dito in casi gravi..

      Elimina
    2. Quando hanno imposto la formazione ho dovuto smettere. Dovevo stare dietro a troppe cose. Nella mia lettera di dimissioni precisai il motivo scrivendo che imponevano una formazione senza mai una tutela alla professione che veniva richiesta da chiunque gratuitamente.

      Elimina
    3. Quella della formazione obbligatoria è stata solo l'ennesima beffa..

      Elimina

Per colpa di chi ne ha abusato, minando l'atmosfera familiare che si respira su questo blog, sono vietati i commenti anonimi, così come quelli polemici e offensivi.
Se non prendi la vita con filosofia e ami mettere zizzania, sei nel posto sbagliato.